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Scherza con i Fanti e lascia stare i Santi....

                Santi e Fanti

 Debastiano guido reni Bologna  vMayerKupfferSeba

Guido Reni (Pinacoteca Bologna) Elisarion: Foto in Posa e Sebastiano fiorentino.     

Un bellissimo tema pieno di sorprese, specialmente se                 visti con  l'altro occhio.

 

Nella biblioteca  di famiglia abbondavano i libri d'arte che guardavo ancor prima di saper leggere. Ricordo vividamente le sculture di Michelangelo, il Giudizio Universale e, disseminati nelle antologie, i molteplici San Sebastiani che mi colpirono da sempre per la loro comunicativa intimità. San Sebastiano assunse pertanto nel mio inconscio una particolare valenza: divenne motivazione e riconpensa delle mie visite, sempre da bambino e per lo più accompagnato da mia madre, di musei o monumenti d'arte che non trascuravamo nei molti viaggi-vacanza che ci potevamo permettere. Ricordo in particolare  Firenze-Roma-Napoli nell'ambito dell'Anno Santo 1950, che da dodicenne definitivamente mi aprì (Uffizi-Vaticano-Capodimonte-Pompei)  gli occhi sul "quel" mondo.

 

 

 

 

 

 

Paul Schrader: Mishima (1985)

Mishima bambino, affascinato dal Sebastiano di Guido Reni
Dall'autobiografico Confessioni di una maschera:

nell’attimo in cui scorsi il dipinto, tutto il mio essere fremette d’una gioia pagana. Il sangue mi tumultuò nelle vene, i lombi si gonfiarono quasi in un empito di rabbia. La parte mostruosa di me ch’era prossima a esplodere attendeva ch’io ne usassi con un ardore senza precedenti, rinfacciandomi la mia ignoranza, ansimando per lo sdegno. Le mani, affatto inconsciamente, cominciarono un movimento che non avevano imparato mai. Sentii un che di segreto, un che di radioso, lanciarsi ratto all’assalto dal didentro. Eruppe all’improvviso, portando con sé un’ebbrezza accecante

   

Ida Rubinstein (1910)Ebbi l'occasione di conoscere dal vivo il mystère Le Marthyre de Saint Sebastien di Claude Debussy con il testo in francese aulico di Gabriele D'Annunzio durante il  mio soggiorno nel Lussemburgo (1968), in una esecuzione  concertante all'aperto dalla pessima acustica che rese (di proposito?) il testo assolutamente incomprensibile.
Mi precipitai alla ricerca di un LP che trovai a New York nella mitica versione con Hilde Gueden e Vera Zorina recitante, con la Philadephia orch. e Eugen Ormandy (Columbia M2S 609) Ascolta Debussy
 D'Annunzio ha presentato il Santo come giovine aitante capo delle guardie e amante di Diocleziano, condannato al martirio perché convertitosi al cristianesimo. Il santo, provocatoriamente interpretato nella prima esecuzione da Ida Rubistein recitante-ballerina, subirà il  martirio in perfetta sintonia con i clichés  dal Mantegna al Perugino, a Guido Reni, ad Antonello da Messina, a Rubens. Il rapporto sado-maso ed il misticismo tra carnefici e vittima viene esemplificato neééa scena  Le Laurier blessé, dove Sebastiano supplica gli arcieri di trafiggerlo con le loro frecce...
Sia detto di passaggio, che il Marthyre fu l'inizio ella collaborazione tra Debussy e i  Ballets Russes che saranno un altro tassello nel mosaico dell'arte gay.
Secondo l'agiografia ortodossa, senza allusioni omoerotiche, Sebastiano ha subito, dopo il martirio con le frecce cui sopravvisse grazie all'intervento di Irene, un secondo martirio (continuò a fare il Bastian contrario con l'imperatore in difesa dei cristiani) in cui venne (definitivamente) ucciso a bastonate e gettato nelle fogne di Roma.


G.Reni Genova 2008

















Recentemente (Genova, Palazzo Rosso 1998), i Sebastiani di Guido Reni hanno (ri)trovato un grande interesse.


 
La Cassetta del Film
Sebastiane
, forma vocativa latina del nome, traducibile in "oh Sebastiano", è il film d'esordio di Jarman, girato in Sardegna nel 1976 ed ispirato dalla geniale interpretazione letteraria  di D'Annunzio.  Rifiutata al festival di Cannes, la pellicola venne successivamente presentata al festival di  Locarno, dove fu fischiata da parte del pubblico della Piazza Grande, e dove qualcuno chiese addirittura le dimissioni del direttore. Stranamente, sebbene alcune nudità siano sfuggite ai più, il curiale Giornale del popolo lodo' l'opera rimarcandone il parlato in latino.  Uscito in Inghilterra, il film ebbe un'ottima accoglienza, suscitando l'interesse sia del pubblico che della critica, e diventando un vero e proprio manifesto estetico-politico per l'intera comunità gay. Jarman affronterà altri artisti o personaggi-icone gay quali Caravaggio (recentemente esposto a Roma)Eduard II, Wiigenstein. Morirà ceco, vittima dell'AIDS.

Parleremo anche di fotografia da von Gloeden  Robert Mapplethorpe, David Hockney, a tanti altri.

Nel Cinema Gay. la leggenda di san Sebastiano verrà veicolata nelle sue più varie accezzioni: da supporto visivo alla musica di Debussy a script per nuove realizzazioni che riflettono la fantasmagorica varietà degli universi  delle fantasie (omo)erotiche.
Tanto per incominciare, propongo il caso del regista Bavo Defurne, di un erotismo tuttaltro che torbido o pornografico e la sua rappresentazione della leggenda di San Sebastiano  ADSL M  

  
  Elisarion CroceLuce




Nel 1994,
i (San) Sebastiani di Elisarion a Minusio.  (che permisero all'artista di rappresentare il nudo maschile stabilendo una certa continuazione stilistica con l'arte antica), hanno dato lo spunto per le mie prime ricerche sistematiche sull'argomento che mi permisero di rendermi presto conto di quanto si sarebbe potuto scovare se si fosse riusciti a superare la difficoltà e gli impedimenti dovuti all'approccio mistificatorio consistente nel voler nascondere, anche a se stessi, che la sensibilità dell'altro occhio era determinante per la visione:  perfettamente inutile nascondersi dietro un dito!    


Conoscevo benissimo i San Sebastiani di Guido Reni, per un certo verso inquietanti come lo furono per Mishima; comunque, ne esistono per ogni gusto... 
L'interesse, fine 800,  di Elisar von Kupffer per l'iconografia religiosa del Santo in auge quale protettore dalla peste, veniva rinnovato, un secolo dopo, nell'ambito Gay e dell'AIDS, la pestilenza del XX Secolo.

San Sebastiano, originariamente rappresentato come un maturo guerriero, fu dapprima assieme a SS. Pietro e Paolo protettore di Roma. La resistenza alle frecce, simboli del male e delle malattie, dimostrata nel primo martirio lo predestino' al ruolo di santo protettore dalla peste, facendogli assumere un corpo sano, giovane e bello e di quel tanto nudo da permetterne la raffigurazione da trafitto dalle frecce.   

La presenza in Ticino e Mesolcina  del culto di San Sebastiano permette di rintracciare la diffusione del morbo al di là delle cronache locali e metterà in luce altre peculiarità della Storia della Chiesa, quali l'accoppiata del Santo con San Rocco e gli effetti della Contro Riforma sulle modalità di rappresentazione del Santo, imposte con rude autorevolezza da San Carlo Borromeo a sua volta venerato quale protettore dalla peste di Manzoniana memoria. 

Si intrecceranno pertanto argomenti d'arte, storia e cultura con particolari riferimenti al Ticino.  

Il corpo maschile, nelle sue molteplici forme, farà da filo conduttore...

Sebastiano Reni Roma

  Mishima, in una posa alla Guido Reni (quello del Museo capitolino, Roma)

Buon divertimento!

Le ricerche sul territorio (ri)svegliarono la passione per la fotografia  documentaristica, appresa negli studi di chimica al Poly.

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in Flickr ho archiviato (ed organizzato) a tuttoggi oltre 25'000 scatti, quasi tutti di  mia mano con poche chicche dal web da preservare, che riflettono  la gamma dei miei interessi, tanti dei quali considerati come "preferiti" da una vastissima utenza del sito.

Sebastiano 

L'iconografia di San Sebastiano  ha una vasta diffusione rilevabile dalla corposa presenza di testimonianze sul web.   

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elementi in Saint Sebastian Altro contenuto del pool Saint Sebastian

In Ticino, le ricerche sistematiche porteranno alla luce sorprendenti testimonianze, dal Romanico al Barocco fino al Novecento... moltissime delle quali mai documentate. 

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Nelle nostre chiese, la nudità del  martire, se rappresentato nella forma androgina e languida, fu tollerata: tuttalpiù, in fase di restauro delle  tele, si lasciarono in ombra le frecce ed all'origine rutilante sangue grondante dalle ferite.
La maschia e plastica fisicità del corpo di San Sebastiano ha invece evidentemente creato non pochi disagi nel clero che ha cercato, in vari modi,  di porvi rimedio.
Nell'emblematico caso qui rappresentato (Riva San Vitale),  si escogitò di dipingere a olio in rosso sangue le candide mutandine, che con il tempo avevano assunto un inquietante color carne, fin troppo aderenti sul rigonfio bassoventre e le prorompenti natiche del santo.
Constatandone il disastroso risultato (irreversibile), non ci fu altra soluzione che stendere un pietoso e dovuto, suo malgrado vistoso,  velo sulle succinte vergogne del martire,  gesto anche giustificato  dalla liturgia e le tradizioni locali che esigevano  di portare  in processione  la statua nel freddo di gennaio...
Per il resto dell'anno, la statua, spogliata dalle frecce troppo ingombranti, ed alcune relique del Santo (amorevolmente decorate con fiori secchi; da baciare?), certificate come autentiche da tanto di sigilli e dichiarazioni curiali allegate, vengono celate in un bell'armadio  in noce della sagrestia.
Le arrugginite puntine utilizzate per fissare il rutilante pareo di seta arancione permettono di assegnare agli anni trenta il periodo dell'ultimo intervento.
Le frecce, miracolosamente conservate nel corso degli anni, sono reperibili in un cassetto.
Racconteremo come abbiamo fortunosamente scoperto il reperto, persino sfuggito alle certosine ricerche di Giuseppe Martinola (Inventario delle cose d'arte e di antichità del distretto di Mendrisio", 1975), anche grazie al grado di parentela e l'omonimia con l'arciprete probabile responsabile dello scempio. Con il Beato Contardo Ferrini, altro celebre omonimo, nessun grado di parentela....  

 
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Un buon pretesto per (ri)conoscere il nostro Paese:

La storia dell’iconografia di san Sebastiano nei secoli.

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Elisarion

Fabio Ricci,Tesi su ElisarionElisarion, al secolo Elisàr von Kupffer, è un personaggio che aveva incontrato la mia curiosità nell'ambito dei miei interessi per il locarnese, (sono originario di Frasco in val Verzasca), centro di illazioni più o meno giustificate di passate presenze di "artisti" e altri personaggi storico-esoterici-alternativi, in parte descritti nelle memorie di Giuseppe Mondada, mio zio.

Anche qui, il grado di parentela con il "professore" mi ha permesso di vedere dietro le quinte e di raccogliere ulteriori elementi tra i cugini...

All'estero, le notizie circolano senza gli indugi locali. Al Centro di Documentazione  Gay a Berlino, vi sono molti riferimenti al Locarnese: Da Stefan George  e Klaus von Stauffenberg, Paul Klee, a Magnus Hirschfeld,  a Patricia Highsmith.

 L'omosessualità di Elisarion, evidente per gli addetti ai lavori, ma da sempre  negata dai benpensanti locarnesi, alla stregua dell'altrettanto chiaccherato (e documentato) filonazismo, è sicuramente una chiave di lettura per capire molti illustri personaggi che trovarono ospitalità nella regione. Fu pertanto necessario approfondire i risvolti storico-culturali di quello che sarebbe poi diventato il mondo gay

Con la storia di Elisarion e del suo Tempio a Minusio, ne racconteremo il divenire ed il  recente destino accanto ad attività più meritorie...nello spazio che fu una volta quello del "Chiaro Mondo dei Beati".

 

 

Querelle _private querelle/Multimed