GAY IN TICINO

Farò parte delle avanguardie Gay ticinesi nate a metà anni '80 con intenti prettamente culturali, dopo le storiche iniziative del vero padre fondatore dei movimenti  gay ticinesi Max Krieg, Testim la Sezione Ticino dell'Organizzazione Svizzera Omofili (1968-1994).

La preistoria di Spazio Gay rappresenta un losco periodo di intriganti intrighi all'insegna della In/Visibilità GL (i BT? Manco se ne parlava!) documentata (la fazione Comunità Gay della Svizzera Italiana) dalla pubblicazione 22Percento (Caporedattore Fabrizio Scaravaggi) e qualche numero di AGT (sotto l'egida di Aiuto Aids Ticino). Nello sfondo la petizione "Uguali diritti per le coppie dello stesso sesso". Le situazioni sfocieranno in un confronto con Aiuto Aids Ticino.

SPAZIO GAY

Altra sfida, la prevenzione AIDS nell'ambito della strategia federale che mi porterà a creare nel 1995  Spazio Gay in quel di Massagno. 

Wappen von Massagno La scelta di Massagno, fu determinata prima di tutto dalla posizione a pochi minuti dalla stazione  FFS. Altre locazioni decisamente periferiche ci vennero prospettate con la collaborazione della città.   La discreta presenza,  nel quartiere di Santa Lucia, feudo della famiglia Foletti, di una frequentatissima casa di tolleranza lasciava presupporre se non un'accettazione, almeno un'altra tolleranza (all'insegna tutta cattolica del "si fa ma non si dice") verso gli omosessuali. La casa di tolleranza si trasferirà nel 1996 a Loreto. Sarà l'occasione per creare Gothic Sauna, inaugurata in presenza di numerosi invitati anche ufficiali, molti dei quali ignari della futura clientela che frequenterà lo stabilimento di Patrick Perret-Gentil. 

 

A Cadenazzo, nel Sopraceneri, un'analoga struttura per gay, La Sauna al Ponte aveva superato le iniziali difficoltà d'insediamento incontrate da Marco Rossi (inizio 1993), attualmente ancora proprietario con la moglie Alvina, grazie al fatto, o loro malgrado, di essere cognato dal 1983 della famiglia  Cattori di Tenero.

Dal 6 gennaio al 14 febbraio 1994 (dalla Befana a San Valentino 1994) La Comunità Gay della Svizzera Italiana organizza alla Sauna al Ponte la 1.a rassegna nella Svizzera Italiana di Homevideo di interesse gay $ "Rivediamoli con l'altro occhio"

Nell'ambito del 25.esimo dei moti di Stonewall (28 giugno 1969 - giugno 1994), in collaborazione con i Cineclub della Svizzera italiana abbiamo distribuito ad oltre 1000 indirizzi dei soci il giornale che i cineclub zurighesi  prepararono per l'occasione. Fu anche  l'opportunità di proiettare al cinema Kursaal di Lugano la pellicola esordio fuori corso commerciale di Gus van Sant "Malanoche" (1985).

 

Preceduta dalle polemiche provocate dalla campagna federale di prevenzione AIDS  con il manifesto "gay" del 1994 dove si rimproverava un vero e proprio avvallo a questa minoranza con i soldi dei contribuenti (in particolare, un astioso articolo di Roby Noris nell'organo cantonale di Caritas, scandalizzato dalla presenza di questo megacartellone nei pressi di una scuola elementare..."Ci proteggiamo poiché ci amiamo", il testo della versione per il Ticino ) che ha provocato  le reazioni di solidarietà dei giornali dichiaratamente laici. 

A Massagno non mancheranno difficoltà, provocazioni, peripezie e soddisfazioni.

L'accusa principale: facevamo del proselitismo Gay.

Alcuni psichiatri "illuminati" ticinesi (non tutti ci erano amici) ci contattarono raccontando le loro esperienze e chiedendoci la collaborazione. In questo ambito potevamo a nostra volta appoggiarci su proficui incontri mensili dei nostri operatori con il milanese dottor Roberto Favero specialista in "gay counseling"che si svolgevano, ospiti di Ignazio Odermatt, a Bellinzona. Abbiamo pertanto creato un dépliant ad hoc $ Per i genitori di giovani Gay

 

La famiglia era al centro delle nostre preoccupazioni: avevamo l'opportunità di ulteriormente diffondere il lavoro della AGEDO (Associazione Genitori Di Omosessuali) Deus ex machina la signora Paola Dall'Orto con suo figlio Giovanni autori del fondamentale  manuale di riferimento "Figli diversi".

Mia coetanea Rita de Santis avrà modo di presentare, incontrando grande interesse,  il suo "Il Nuoro".

Aiuto Aids  Ticino si trovò nella situazione, poco comprensibile ai più, di non potere intervenire malgrado le insistenti  sollecitazioni locali, in quanto il progetto MSM era stato istituito quale progetto nazionale che superava le competenze di una sezione locale. 

Nelle trattative per farmi assumere la funzione di "Operatore di prossimità", se ne discusse ampiamente con, da parte mia, argomentazioni fattuali che rasentavano l'incredibile per i miei interlocutori. Si rinunciò anche a richiedere insistemente qualsiasi contributo finanziario alla sezione locale di AAS proprio per evitarne un qualsiasi coinvolgimento al motto di "chi paga comanda".

La mia opinione fu tenuta in considerazione senza che si arrivasse ad una situazione di "entweder-oder" (aut aut) ma ero stato abbastanza chiaro proponendo anche soluzioni alternative accettabili. Le vicende che portarono al sottile uovo di colombo di modificare la ragione sociale da Comunità Gay della Svizzera Italiana  (CGSI) a  Centro Informazione Gay Ticino  (CIGTI) in cui assunsi nella nuova Associazione la funzione di portaparola lasciandone sostanzialmente ad altri le responsabilità operative (Shun Li Goei responsabile di CIGTI e Linea Gay, Ignazio Odermatt segretario, Aldo Jorio Cassiere e Victor Segura membro esecutivo) furono concertate di comune accordo con AAS (da Matthias Camenzind, responsabile del progetto nazionale MSM che aveva cercato inutilmente una mediazione tra le due fazioni ticinesi)  mettendo praticamente AATI (presidente del comitato Miranda Zürcher) davanti ad un fatto compiuto e ben sapendo che nostre eventuali  richieste di collaborazione verrebbero semplicemente ignorate. Il dossier con alcuni documenti dell'epoca lo dimostrano: $ Presentazione del progetto MSM a AATI, $ Statuti e verbale Ass. Costituente  , $ Attività previste nel Ticino per il '95.

Ovvio che il programma nazionale AAS "Barfüsserfrauen" dedicato alla prevenzione nel campo della prostituzione femminile sarebbe rimasto nelle esclusive competenze di AATI. Allora, nell'approccio ai clienti delle "artiste" se ne trascurava il congruo gruppo dei bisessuali. Altrettanto si può ben dire degli "artisti" Transessuali.  Nella scena gay ticinese questi due gruppi erano per lo meno malvisti.

Era opinione corrente che la prostituzione, vista la indiscussa promisquità tra gay, fosse appannaggio dei bisessuali. I transsessuali "artisti", li vedevamo, da lontano, nelle nostre incursioni milanesi (nei pressi di Nuova Idea). C'era inoltre il convincimento che il fenomeno della droga toccasse che molto marginalmente i nostro ambiente. Nei luoghi di "battuage" (le "nostre" aree di posteggio autostradali) , infatti, pochi gli incontri con questi fenomeni. Ritenevamo pertanto che la "caccia" nei nostri confronti da parte delle autorità dell'ordine, mirante a debellare droga e prostituzione, fosse arbitraria, tenuto anche conto della revisione del Codice Penale Svizzero in materia sessuale entrato da poco in vigore nel 1993.  Poco efficace la nostra informazione, "il consiglio",  nei confronti dei gay che fuggivano per cattiva coscienza,  in queste situazioni, creando ingiustificati sospetti da parte della polizia. Osservo inoltre che gli atti osceni in luogo pubblico sono perseguibili nella nostra legislazione che dietro, non facile, querela di parte...

 

 

Massagno

14 settembre 1995
Finalmente!

L'inaugurazione ufficiale di Spazio Gay

Nella foto, Alexis Weissenberg con, di spalle, Victor Segura suo maggiordomo e membro del comitato CIGTI.  Non si vede Carlos, il loro inseparabile megabarboncino nero. 

 

  Le Nouveliste (12 settembre 1995): anche nella  stampa d'Oltralpe traspaiono le controverse "interne" al Movimento Gay Ticinese...

Prima sede di Spazio Gay.

50 metri quadrati a disposizione. Due finestre "vetrine" e la porta d'entrata (che si pretendeva aprisse verso l'esterno) che dà direttamente sulla strada, Via Bernardino Stazio.  

Sul vetro della porta si intravvedono i signet delle organizzazioni che partecipano al progetto: Aiuto Aids Svizzera, Progetto MSM, Estate 1994. Pink Cross. In alto, occhieggia un primo preservativo...

Il pannello principale diventerà "osservato speciale" da parte delle forze dell'ordine. All'inizio, il manifesto di Zero Patience, il musical canadese sull'AIDS (John Greyson, 1993)  che verrà presentato,  gratuitamente,  nel vicino cinema Lux il giorno dell'inaugurazione di Spazio Gay. 

Sulla finestra più piccola, alcuni primi mini-manifesti della Campagna  Nazionale di AAS, volutamente di basso profilo,  si rivolgeranno discretamente ai pochi passanti di una strada di  quartiere decisamente fuori mano.

Di fronte, al piano terreno,accanto ad un deposito delle bilance Berkel,  la vetrina dell'atelier del fotografo Marco D'Anna. Più tardi, Patrick Stroppa il primo canapaio della zona (invisa/tollerata alla Massagno "bene").

Via Stazio, un indirizzo poco raccomandabile se si tien conto che vi era anche la sede dell'associazione inquilini retta da un simpatico e battagliero Bill Arigoni che non mancò di dimostrarci la sua solidarietà.

 

 Grande apprezzamento anche dagli ospiti d'oltre frontiera, in particolare dal Varesotto, che si troveranno estremamente a loro agio grazie all'atmosfera molto intima e casalinga (loro la definivano "nordica") che distingueva Spazio Gay dai Club milanesi.

Piero Piano, dell'archivio storico di Varese, continuerà la sua  preziosa opera di diffusione delle conoscenze sui contesti storici dei movimenti omosessuali europei, iniziata con 22% di CIGTI  (HISTORICUS),  collaborando in modo determinante alla stesura delle nostre pubblicazioni in Spazio Gay.

Le trasferte a Zurigo (che conoscevo bene) erano, un po' per la lingua un po' per la distanza, relativamente rare, in genere per occasioni speciali in compagnia dei nostri amici frontalieri felici di conoscere una nuova città. Occasione di contatti con PinkCross  che era molto preoccupato dalle nostre "grane" con il Municipio di Massagno...

Tra Club e discoteche  più frequentati dai ticinesi in trasferta a Milano, il Company Club dal 1984, Argos Club, Afterline, Nuova Idea, One Way, Cruising Canyon. C'è anche da ricordare il fatto che nella vicina Repubblica i punti di riferimento di ARCIGAY  erano per lo più degli uffici scomodi e scarni. Già più accogliente la libreria Babele dove ci andavo regolarmente a fare il pieno di libri per la nostra biblioteca e continuavo la tradizione di Max Krieg nel portare preservativi e lubrificanti, accolto sempre molto amichevolmente dal proprietario Gianni delle Foglie che aveva fatto molto parlare di sè con la dirompente iniziativa del 1992.  Ma per le riviste gay bastava anche l'edicola in piazza del Duomo, angolo Galleria Vittorio Emanuele. Poi c'era il classico circolo di Arcigay gestito da CGi (Centro di iniziativa Gay, una Onlus precedente a ARCIGAY), nella zona di Nuova Idea, con i tavolini per giocare a carte con sconosciuti ed un palchetto da esibizioni  per  un gruppo, che spesso faceva la maggioranza dei presenti, di ... sordomuti. In questo locale, decisamente poco rumoroso, abbiamo avuto un incontro informativo sulla petizione svizzera con l'on. Bertinotti (già allora nella sua guisa con occhiali e borsetto a tracolla).

ARCIGAY era interessato dal nostro lavoro a favore della Petizione per i diritti della coppie dello stesso sesso. Franco Grillini ci invitò a presentare la petizione al Cassero di Bologna. Ne nacque una discussione abbastanza animata dovuta a non pochi punti di dissenso nella concezione, anche culturale, della problematica. C'era comunque, anche il presunto peccato originale di Arcigay, costola di una sinistra ben precisa come lo lascerebbe intendere la sigla ARCI  per Associazione Ricreativa e Culturale Italiana con la "C" erroneamente interpretata per "Comunista". Poi breve fu il passo di ritenere  che tutti i gay fossero di sinistra... e  pertanto, per molti politici cui la sinistra era invisa, i gay divennero automaticamente il loro nemico "naturale" da combattere. Qualche cosa di simile esisteva anche da noi dalla nomea movimentista di HAZ.

Arcigay di Varese, l'ho conosciuto grazie ai contatti degli avventori varesotti che ci  fecero conoscere le peculiaretà locali. Il battuage si svolgeva vicino ad un cimitero. Ci incontrai causalmente Luca Barbareschi (non ricordo che ci feci... ma lo ricordo). Partecipammo anche ad alcuni incontri organizzati dall'allora attivissimo Stefano Spadafora. Potei conoscere personalmente,  in casa sua, anche Dario Fò.

C'è inoltre da ricordare che, per creare un ulteriore stimolo alla frequentazione di Spazio Gay, (all'inizio,  decisamente restii e sospettosi i Ticinesi, quasi terrorizzati di uscire allo scoperto frequentandoci in una locazione "visibile" ed indiscreta) si decise di organizzare a titolo volontario delle cene della domenica sera completamente gratis. Anche i rinfreschi durante la settimana era offerti.

Per dare  alla sala di Spazio Gay una funzione polivalente sotto l'egida dei sei colori dell'arcobaleno, ebbi l'idea di creare dei tavolini a tripode con ripiani triangolari isosceli nei sei brillanti colori  che potevano essere a loro volta combinati a formare degli esagoni. A loro volta, questi esagoni potevano essere combinati in tavolate ancor più ampie.

 

L'idea l'avevamo ricuperata dal classico e geniale serpente di Kekulé  di cui, proprio in quegli anni, si ricordava il centenario.

Poi si dice che la chimica sia una scienza astratta...

Personalmente, da chimico, collego Kekulé a Borodin chimico, compositore e molto probabilmente gay antelitteram che a sua volta mi trascinano all'affascinante teoria  che non a caso tanti musicisti avessero in comune un "extra"...

A Natale si preparò un mega buffet freddo, fornito gratuitamente da Sandro Volonté, per i gay che non avevano la possibilità di passare questo momento delicato e simbolico con i famigliari. Per dare la possibilità ai più fortunati che avevano impegni di famiglia di comunque partecipare,  l'appuntamento era  a metà pomeriggio. Successo che diventerà una tradizione. 

Con la rispondenza nelle frequentazioni  di Spazio Gay e l'opportunità di espandere il locale con un'appartamento adiacente, abbiamo introdotto un vero e proprio servizio Bar a pagamento.

La Lista delle Godende, oltre che la scelta con i prezzi, sarà anche veicolo di messaggi nell'ambito generale della prevenzione (uso moderato dell'alcol): "In un maschio di 70 kg, 4 cl a 40 Vol.% provocano un'alcolemia dello 0,25 Promille che richiedono circa due ore per essere eliminati", l'osservazione completava la nostra offerta di alcolici... L'ordine di scuderia al bar era di non cedere minimamente a fronte di "eccessive" richieste alcoliche di avventori, poco importa se fossero guidatori o meno.

 

Abbiamo intitolato il servizio di ristorazione a Oscar e Virginia con riferimento a Oscar Wilde e Virginia Woolf. L'idea l'ha avuta "Enar" (Ettore Nardin, annata 1923)  assiduo frequentatore di Spazio Gay, un anziano giornalista, politico, pubblicista e artista per hobby di grande cultura originario di Bolzano, trasferitosi con la pensione a Lugano. A lui dobbiamo altre iniziative culturali che hanno dato lustro al CIGTI.

 

Ci ha fatto apprezzare il pensiero di Judith Butler all'insegna di "Défaire le genre" e la Queer Theory). Sarà anche Moderatore di una serata dedicata a "Angeli" di Alessandro Golinelli alla Biblioteca dei Frati (Il titolo del volumetto, edito dalla Piccola biblioteca dell'eros e di evidente fattura gay, potrebbe forse aver tratto in inganno i nostri Cappuccini che ci hanno messo a diposizione la sala grazie anche all'intervento di Padre Callisto Caldelari. Il cappuccino aveva ottimi rapporti con noi: sarà uno dei pochi membri della Chiesa a sostenere apertamente l'iniziativa "Parità di diritti per coppie dello stesso sesso" ). L'ordine ticinese dei Frati Cappuccini  si è da sempre mostrato corretto nei nostri confronti. Abbiamo anche conosciuto il giovane Ravetta (annata 1974) prima che entrasse nell'ordine al Bigorio di Tesserete (1997). 

Accoglienza, una questione di principio.

Tra i primi compiti che ci siamo inopinatamente trovati ad affrontare già nel mese  di maggio 1995, fu l'arrivo di Emile Azab..ov (cognome?)  un rifugiato politico che proveniva dall'Azerbaigian, uno Stato sul mar Caspio per noi sconosciuto, da ricercare sull'atlante. Cattolico e gay dichiarato in un paese musulmano (figlio di un alto papavero di quel Paese, studi di giurista), sosteneva di aver subito una situazione tale da farlo fuggire dal suo paese d'origine. Ci fu affidato dai servizi di accoglienza di Chiasso dopo che si resero evidenti seri conflitti con gli altri immigranti islamici. Venne alloggiato in un centro a Maroggia. A nostro carico, abbonamento giornaliero del treno per Lugano. Effettivamente, non mancava ogni possibile occasione per sostenere loquacemente (in un perfetto italiano, inspiegabile sulla scorta della sua biografia) idee e preoccupazioni che avremmo poi sentito dalla giornalista Oriana Fallaci che dopo l'11 Settembre 2001. Berna si occupò relativamente presto del personaggio che risultò non del tutto sincero sul suo passato e "rompeva" con il suo atteggiamento contro tutto e tutti (comprese anche le nostre istituzioni federali che si sentirono per lo meno "prese in giro". Inutili i tentativi pragmatici di Shun Li atti ad ammorbidirne le esternazioni poco rispettose dei principi irrinuciabili per il nostro Paese). Se ne occuperà SOS Ticino. Ne abbiamo poi,  con un sospiro di sollievo, perso le tracce...   

Un altro caso che ci occupò, rappresentativo di situazioni dell'epoca (siamo nei primi anni di attività di Spazio Gay), è quello di "Bruno2": Un ipovedente sotto curatela, che abitava in una casa protetta massagnese vi fece il suo coming out  anche grazie a una operatrice sociale cantonale (Marina Armi) che indirizzò l'interessato al nostro centro creando grande sconcerto tra il personale che lo ospitava (decisamente impreparato a questo genere di situazioni) che fece intervenire il tutore zio di Bruno2, un personaggio decisamente omofobo e che prendeva molto alla leggera i suoi doveri di tutore.  Denunciammo, senza grandi risultati, gli abusi (sia finanziari che quelli tendenti a limitare le più elementari libertà del tutelato) alla commissione tutoria di Pregassona (ufficialmente il domicilio di Bruno2 dove possedeva un appartamento ereditato dal padre da dove venne estromesso dalla matrigna...) che fu a sua volta regarduita dalle autorità di sorveglianza cantonali (devo dar atto della loro grande e doverosa disponibilità in un contesto ricco di nebbie partitiche) provocando, dopo alcune riunioni piuttosto burrascose con la nostra contestata presenza, dimissioni a livello comunale. Riuscimmo a rendere Bruno2 indipendente  con un appartamentino in centro città ed una collaborazione con una struttura per disabili in quel di Agno. A Spazio Gay troverà anche il suo compagno...

Una altro caso dove il nostro intervento permise di risolvere alcuni inghippi burocratici non di poco conto fu quello di Sayed H., un giovine egiziano (" il fiore del Nilo") amico e collaboratore di un operatore turistico svizzero bernese nella valle del Nilo che, quale conseguenza del tracollo del turismo per i fatti di Luxor (Novembre 1997) lasciarono l'Egitto per continuare  in Patria la sua professione. Al rientro, entrambi ebbero seri problemi di salute che superarono non senza difficoltà. Per regolare la situazione di coppia si affidarono ad un avvocato designato dal Cantone (con studio sito nel palazzo Alhambra a Lugano) che  tergiversò lungamente (diversi anni! sollecitando non poco la buona fede nelle istituzioni dello svizzero tedesco) a scapito di Sayed senza un chiaro statuto di residenza con tutte le esecrabili conseguenze che ciò comporta. Si giunse all'improponibile  proposta di adozione (seppur realizzata, anni prima nel locarnese, dal dott. Franchino Rusca ed il suo compagno - Si racconta che il ginecologo locarnese negli anni 1955-60 abbia organizzato a Locarno un party per le zittelle locali in cerca dell'anima gemella. Non trovatola, preferirà il suo amico "dichiarato" al quale darà un negozio di dischi nel loro stabile nei pressi della stazione della funicolare. Sembra che i benpensanti siano stati particolarmente).e sollecitati dalla vicenda di dominio pubblico). Fummo in grado di far intervenire l'avvocato John Noseda che prontamente risolse, dopo un non facile passaggio di tutte le carte, l'annosa situazione. Si è detto che bisognava conoscere la persona giusta... forse sarebbe meglio affermare che non bisogna andare in mano alle persone sbagliate!

Non pochi i giovani omosessuali indirizzati a Spazio Gay da "illuminati" psicologi cui erano stati affidati da famiglie preoccupate e forse sciaguratamente speranzose di un "trattamento di normalizzazione". Anche in Ticino esistevano tra gli "psi..."  atteggiamenti che riflettevano l'innegabile disagio e gli stereotipi alle nostre latitudini. Pochi gli indirizzi di professionisti che sapevamo con certezza di poter (s)consigliare. In una trasmissione alla TSI, il dottor Tazio Carlevaro fu uno dei pochi "coraggiosi" che mi accompagnò a vicendevole  supporto dell'animatore del mio incontro.

L'arrivo di un "cucciolo" riproponeva la problematica del presunto proselitismo tanto cara e sbandierata dagli avversi al nostro punto di aggregazione. Ma richiamava alla mente anche il mio vissuto del coming out in famiglia. Ascoltando le loro storie di com'erano andate "le cose", non potevo concluderne che ero stato veramente fortunato.  I principi trasmessomi quasi quarant'anni  prima nelle mie estati studentesche da una madre eccezionale mi servirono da linea guida nel mettere a loro agio i nuovo venuti.   Più difficile far capir loro che l'atmosfera familiare in cui si ritrovavano in Spazio Gay, a volte come rifugio, non precludeva e non era un'alternativa a quella, importantissima, della loro famiglia. I casi più difficili da gestire erano rappresentati da  padri che sapevamo (il mondo è piccolo) appartenere, a volte con grandi ed irrefranabili sensi di colpa, alla nostra "sfera". Allora, ero d'altronde già convinto che se c'era la possibilità di una componente genetica, questa passasse dal cromosoma 46,Xq28 di origine materna: se si volevano cercare "altri" in famiglia, questi si celavano più probabilmente tra il parentado di mamma. E chi cerca nel proprio piccolo... non di rado trova notevoli personaggi in qualche modo "fuori dal mazzo"! Un sorprendente motivo in più per ritenersi fortunato ed alimentare la propria autostima in barba ai tabù senza scomodarsi e doversi riferire, con il rischio di essere tacciati di megalomania, ai "grandi" nelle arti passate o, allora ancor  pochi ma indubbiamente coraggiosi, "artisti" contemporanei... 

A Spazio Gay il tema della visibilità era fonte di vivaci dibattiti tra due fronti prigionieri ed espressione delle proprie percezioni e dei propri vissuti e convincimenti personali. Unico punto d'incontro, la anche pragmatica necessità di gettare la pesante maschera nei confronti di chi ti era affettivamente vicino. In questo senso, i "cuccioli" destavano per lo più tenerezza ed ammirazione.

Il tema della paternità era visto in connessione con l'iniziativa dei diritti delle coppie dello stesso sesso  e non aveva, tra i ragazzi, una grande audienza. Lo si vedeva piuttosto come un impedimento alla realizzazione di diritti che avevano la precedenza. Le ragazze, spesso con figli, la vedevano in altro modo. Ricordo un'unica occasione dove si alzò la voce di Johnny Conte, giovane architetto, che espresse l'allora utopico desiderio di poter avere ed allevare con il compagno un proprio figlio. Allora, il figlio doveva essere, in mancanza delle possibilità di un "utero in affitto", comunque adottivo. Ma Johnny vedeva già più lontano... Il discorso cadde nel vuoto.   

 

"   Leonardo da Vinci: L'angelo  Travestismo e  identitad en el arte (1997 ISBN 84-7907-214-8)

Alcuni transsessuali dichiarati troveranno rifugio a SpazioGay e, malgrado i miei personali sforzi di mediazione, molta incomprensione da parte degli altri avventori di Spazio Gay.

       Intervista ( RSI 1997)  a Deborah Lambillotte: sarà attiva nei milanesi CIG e Presidente del CDO

 

Ci rifaremo sensibilizzando sulla problematica i media ed in particolare la RSI.

Ricordo in particolare un atletico capo netturbino della città che lamentava di non potersi presentare sul lavoro in abiti femminili malgrado stesse per cambiare sesso all'anagrafe. Un altro caso, un operato da femmina a maschio di Cassarate, "sventrato" con un intervento  chirurgico ed abbandonato, a metà, a se stesso...

 

 

   

Anche Maurizio/a Paradiso ha cercato  di polarizzare su di sè l'attenzione dei frequentatori di Spazio Gay suscitando nei presenti contrastanti reazioni. Personalmente lo/la consideravo un po' eccessiva e forse anche oltre al limite del volgare. Ma tant'è, caratteristiche che facevano di lui/lei un  personaggio ed un perpetuo show anche nel suo privato non mancando ogni occasione di alludere alle sue connessioni con il mondo imprenditoriale luganese che erano , comunque, un segreto di pulcinella.

Devo dire che, a proposito degli spettacoli "en travesti" di tradizione insubrica, apprezzatissimi a Spazio Gay, ne avevo un'opinione contrastata dalla mia più che trentennale esperienza di questi spettacoli a Berlino, associandoli piuttosto al discutibile fenomeno della "checca" mediterranea. Conoscevo ed apprezzavo sin dagli anni '60 i Legnanesi quale espressione di un succedaneo all'imposta assenza di donne nei teatrini parrocchiali ed il fatto di essere sempre maschi che rappresentavano con ironia l'altro sesso senza mai volersene immedesimare. Quello che mi disturbava in alcuni di questi entusiasti era la  loro  quasi esasperata ed "androfobica" ricerca di perfezione nel trucco con la convinta illusione di poter così nascondere allo spettatore qualsiasi indizio del loro genere. Ai giovani l'operazione poteva forse anche riuscire. Impossibile per  quelli un po' più avanti negl anni come l'inimitabile ed unico Stefano. Ma lui lo faceva, per proprio divertimento e per divertire, da una vita. Lo testimonia lui stesso in una intervista alla RSI fortunosamente ritrovata in una cassetta audio, assieme ad altre registrazioni  del 1997 che non esito a far rivivere in queste pagine.

 

Anche se non è corretto confondere travestitismo, drag queen ed omosessualità, è innegabile che esistono delle vicinanze tra questi fenomeni.

 $ Esposizioni d'arte e Cinema se ne sono occupati estesamente!

Ovvio che Spazio Gay verrà spesso coinvolto nelle inchieste giornalistiche sull'argomento. Daremo anche  delle dritte "locali" altrimenti impossibili, per gli "esterni", da cogliere. Condizione per la mia discreta collaborazione a queste inchieste, la possibilità di intervenire a dare, caso mai e dietro le quinte, l'ultimo tocco e  garantire l'assenza di involontari "scivoloni" perpetuanti stereotipi duri a morire.

Playa del Muerto. Ponte Brolla o la Foce del Maggia non potevano competere...

  ISBN 84-345-6834-9

Le nostre vacanze a Sitges in compagnia di amici "massagnesi" (quasi una tradizione), hanno permesso di reperire per la  ricca biblioteca di Spazio (oltre il migliaio i volumi, che attualmente cerco di trasferire ad interessati...) molte pubblicazioni a Barcellona (tra le "perle" molto apprezzate dai "nostri", la collezione in 24 volumi Homo tod@ la historia).  

Una traccia che ci permette(rebbe) di ricostruire oggettivamente la presenza  dei volumi nella biblioteca di Spazio Gay.

Il successo e l'interesse della biblio/videoteca avevano il loro lato "oscuro": ci siamo presto accorti che non era possibile organizzare un servizio di prestiti senza contraddire la nostra regola dell'anonimato e dovemmo affrontare in modo difensivo  il fenomeno, fondamentalmente  positivo della "perdita" dei volumi e delle videocassette  più "popolari", con un discreto  sistema di allarme e protezione. Gli averi più "mobili" furono dotati, per iniziativa del nostro appassionato di "protezioni high-tech" Shun Li (le serrature d'entrata permisero la registrazione di movimenti "fuori orario" al di là di qualsiasi dubbio o paranoia di inopinate visite),  di un sistema di detezione a "striscioline metalliche" all'uscita del ritrovo. A posteriori, mi è pertanto possibile ovviare alla mancanza di un vero e proprio catalogo di quanto c'era allora  disponibile, sulla scorta dell'attuale presenza/traccia di questo mezzo di prevenzione.

Tra gli usi e costumi di  molti giovani gay, l'appiccicarsi scherzosamente nomignoli al femminile... Mi chiamavano Brunhilde senza per lo più conoscere il personaggio nell'intrico di complotti della saga wagneriana. Occasione di mettere i puntini sulla "i". Una donna con le palle! Da ragazzino, avevo conosciuto l'indimenticabile  personaggio in una mitica trasferta al teatro alla Scala

 Devo ammettere che delle teorie sul Gender che oggi fanno tanto discutere, allora non ce n'era ombra! Questione di lana caprina?

Il coming out della dottoressa Armani con il suo Berufsverbot ticinese, che tanto rilievo avrà anche nei nostri media televisivi,  avvenne nel 2004 quando Spazio Gay aveva ormai cessato le sue attività. Conoscevo da tempo la dottoressa quale  fruitrice dei servizi di GIFE ed avevo avuto con lei  incontri di lavoro nei quali non mancò il suo apprezzamento positivo nei mie confronti per quanto realizzato a Massagno.

Altro Berufsverbot quello del vicino (e non solo) di via Stazio Bill Arigoni che ogni tanto veniva a trovarci. Ricordo vivamente la reazione degli avventori di Spazio Gay alla notizia del suo sciopero della fame. La politica, con la sua polarizzazione in  destra e sinistra, aleggiante anche tra i gay, al di là degli stereotipi imperanti,  venne messa da parte e ci troverà concordi ad essergli vicino in quanto "Bill". 

I servizi "folcloristici" sulle Gay Pride dei TG, per lo più controproducenti pailettes ed arcobaleni, difficilmente si prestavano ad un  nostro intervento (che rifiutavo) che avrebbe mirato a far capire che esisteva un lato della fierezza (non orgoglio) omosessuale che meritava di essere comunque conosciuto. Il triangolo rosa dovrebbe risvegliare per lo più volutamente  dimenticati se non negati  ricordi/memento storici meno allegri! Ricordo un minidibattito radiofonico con uno psicologo locarnese negazionista...

       $ Amore Sesso Protezione Aids (1996): il manuale di riferimento. Informazioni sull'amore, la sessualità e la prevenzione AIDS

Tra i materiali promozionali del progetto MSM, fecero parlare le bustine con lo zucchero con il messaggio "niente sperma in bocca!"

Nel sito internet (dai nostri archivi, pubblicato nell'obsoleto www.ticino.com/user/spaziogay)  abbiamo commentato la notizia:

In Detto fra noi del 23 luglio, con titolo $ Caffé amaro, sotto la riproduzione del testo  di una delle bustine di zucchero messe in circolazione nell'ambito della campagna di prevenzione "Momenti" di Aiuto Aids Svizzero, la formicuzza ritiene che il messaggio "niente sperma in bocca" non sia propriamente di buon gusto...
Complimenti per la nota ed il coraggio di dire pane al pane e...
Vorrei completare le informazioni per i lettori de La Regione Ticino, rispondendo alle seguenti domande di carattere generale:

  • Cosa sono "I momenti" citati da La Regione Ticino?

Neri paesi occidentali, gli studi più recenti indicano il persistere, addirittura l'aggravarsi dei rapporti a rischio, sopra tutto tra i giovani. L'aumento più considerevole delle nuove infezioni è registrato tra le donne.
Nella maggioranza dei casi, questi rapporti a rischio si verificano in situazioni ben determinate. In questi Momenti, abbandonati alle emozioni, si dimenticano volentieri le conoscenze che si hanno sulle precauzioni da prendere.

  • A chi è rivolta la Campagna Momenti?

Gli omosessuali, sono stati inizialmente tassati essere il principale gruppo a rischio, responsabile dell'epidemia Hiv. I gay sono stati d'altro canto i primi a reagire sistematicamente alla minaccia, studiando strategie per modificare i comportamenti dei soggetti esposti. Nel frattempo l'Hiv è assurto al livello di pandemia, mostrando altresì come fallace l'assunzione  che l'epidemia avesse a che fare esclusivamente con tossicodipendenti e omosessuali.
Le strategie di propagazione dei messaggi di prevenzione trovano comunque a tutt'oggi nel mondo dei gay e bisessuali un proficuo campo per la sperimentazione, utilizzando de facto i gay come gruppo pilota ben motivato in quanto ci si è resi conto che il loro comportamento è molto simile nei meccanismi, a quello della maggioranza eterosessuale.
La campagna in lingua italiana Momenti, prevista originariamente nell'ambito del progetto MSM Ticino (Maschi & Maschi) dev'essere pertanto vista in quest'ottica: i messaggi di prevenzione sono quasi sempre generalizzabili a tutti, senza distinzione di genere o propensioni.

  • Cos'è oggi il Safer Sex?

All'inizio delle campagne di prevenzione Stop Aids si è dato estrema importanza alla coppia preservativo + lubrificante. In pratica si può affermare che 100 contatti protetti con Hiv-positivi sono meno rischiosi di un unico contatto con una persona di cui si ignora lo stato serologico.
Ci si è però resi conto che le pratiche del sesso orale non protetto sono estremamente diffuse e generalizzate. Pur presentando notevoli rischi per altre malattie veneree, esse non possono essere comparate nel loro potenziale infettivo per l'Hiv alle altre forme di penetrazione. Il liquido preorgasmico, contrariamente allo sperma, non rappresenta praticamente alcun pericolo.

Tenuto conto di questi fatti contingenti, valutando come poco realista, al di fuori della prostituzione, l'obiettivo di una generalizzazione a corto termine del sesso orale protetto, ci si è limitati all'essenziale messaggio "niente sperma in bocca".

 

I nostri amici oltre frontiera  de "Il gruppo della Trentina" hanno partecipato fornendo $ spunti per la discussione e il dibattito in un reciproco $ allargamento degli orizzonti (estivi)!

 Terapia del "Giorno dopo"

Sulle questioni prettamente mediche, essendo tossicologo piuttosto conscio di "sapere di non sapere" un granché sugli effetti collaterali di qualsiasi terapia (comprese quelle contro l'HIV), lasciavo più che volentieri ad altri l'ingrato compito di esprimersi... dopo aver messo il giornalista nella situazione di porre domande adeguate  allo specialista di turno.

 

Manifesto del Cine Club nella Sala Elisarion (1997) destinato agli avventori della vicina  Sauna Gothic

    Cartina Manifesto per la sauna ed il Sexshop. All'insegna di "TI AMO MASSAGNO"...

La Sala Elisarion (Spazio3), situata di fronte a Spazio Gay, era un ampio  locale (stabile di proprietà Manoville a Losanna) che originariamente era un laboratorio dove furono eseguiti  gli studi che portarono all'applicazione della  Lidocaina quale anestetico locale nella odontoiatria.  Vi creammo un palchetto e lo attrezzammo di video proiettore con HiFi in quadrifonia.L'inaugurazione avvenne con la presentazione in forma di recitazione dei dialoghi dei personaggi del Chiaro Mondo dai Gespräche der Klarwelt che avevamo ricuperato al Schwules Museum di Berlino, in una traduzione italiana preparata  ad hoc in Spazio Gay, illustrati dal materiale iconografico allora disponibile.

Il cinema "Gay" rappresentava sicuramente un gran richiamo: prova ne è stata la partecipazione alle trasferte al festival di Torino organizzate da Spazio Gay.

Nelle rassegne di film a Spazio3 il travestito troverà adeguato riconoscimento. Nel mondo musicale il travestimento e l'ambiguità avevano fatto la loro comparsa in gruppi rock e anche nelle stesse musiche e testi dei brani. Agli inizi anni Settanta, alle copertine degli anni di Roxy Music o di David Bowie, per non citare, già molti  anni prima, i Rolling Stones con la loro carica si sessualità ambigua. Mick Jagger, ad esempio nel film Performance, David Bowie, con la sua creatura asessuata di L'uomo che cadde sulla terra di Nicholas Roeg,  o anche nel suggestivo Fantasma del palcoscenico di Brian De Palma. In quest'ultimo film, chi è la stella del rock che dovrà essere l'interprete dell'opera del palcoscenico e che vien incenerito dal "fantasma", se non la caricatura del personaggio che Lou Reed è in ogni concerto?

In questo ambito, l'opera di maggior rilievo è senz'altro The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman. Tratto dal musical di Richard O'Brien, ebbi modo di vedere a Londra negli anni '60. Splendido nelle musiche e nei costumi, accattivante nella tesi e nell'esecuzione.  D'altro canto, anche tra il pubblico di Spazio Gay molti i fan del nostro italianissimo e discutibilissimo "travestito canterino" Renato Zero.  Pertanto abbiamo dovuto, a fronte di questa voglia di divertirsi e poco incline a serate troppo impegnative offrire programmi piuttosto  leggeri tipo "Il Vizietto" o "Victor Victoria". Ma non mancheranno  un  apprezzatissimo "Lago dei cigni"  al maschile (Matthew Bourne)

Ma non ci furono che visite gradite e benvenute.

La polizia siamo sempre riusciti a tenerla off limits volendo garantire a tutti l'anonimato. Eravamo convinti fautori della visibilità ma non ce la sentimmo di imporla ai nostri frequentatori. Non esisteva nemmeno un sistematico tesseramento che avrebbe permesso l'identificazione a terzi dei nostri associati. Questo, in contrasto con la prassi di Arcigay.

La questione degli orari di apertura di Spazio Gay era stata "risolta" con la mancanza da parte del Comune, di ottemperare alla richiesta cantonale di modifica del permesso di costruzione in quanto gli orari d'esercizio imposti con serie limitazioni non erano di competenza comunale. E la polizia comunale ne era al corrente... C'era una uscita secondaria per eludere gli appostamenti di controllo eseguiti, con visibile controvoglia e preceduti da anonimi avvisi (una talpa c'è spesso), dagli agenti della comunale. Il nostro ferreo rifiuto di dare accesso ai locali degli uffici per motivi di riservatezza ha alimentato il sospetto che avessimo qualche cosa da nascondere. Sappiamo con certezza che il locali furono visitati  discretamente usando una chiave a disposizione della ditta di sicurezza in un momento difficilmente conciliabile con il programma delle ronde. Un analogo tentativo fu tentato nell'abitazione del responsabile cui veniva rimproverata, in mancanza di meglio, la detezione abusiva di armi...  

Capitò anche di venir io stesso aggredito da un avventore alla chiusura del locale, rinchiuso nella toilette dopo avermi sequestrato il telefonino e passare la notte in attesa a che venisse Galli ad aprire la porta. La chiave, sparita assieme al contenuto della cassa oltre al PC portatile ritrovato nella vicina fontana... Al momento della denuncia, ci siamo sentiti dire che ce l'avevamo cercata...

Villa Versace Lago di Como

Altro visitatore di rilievo, Gianni Versace che veniva, in bella compagnia dalla sua residenza sul lago di Como e di passaggio per Campione d'Italia, per un aperitivo... "Vieni a trovarmi alle Fontanelle..." Ho come ricordo, una sua sciarpetta pezzo unico che mi ha donato dopo aver saputo del mio passato come chimico tessile - colorista ed essermi intrattenuto sulle innovative, per i materiali usati,  tecniche di stampa dei suoi tessuti nel comasco. Dopo il tragico epilogo, fummo avvicinati da un inquietante personaggio con l'invito perentorio di dimenticare queste frequentazioni...

 

1996: Manifesto per i mezzi pubblici luganesi creato da Matteo Diebold ( 2010) (1992 ad un mio compleanno) 

 Altro mezzo per renderci visibili...

Ricercando nel database del sistema bibliotecario ticinese gli articoli apparsi sui quotidiani ticinesi, si può avere un'idea della nostra visibilità nei media.

Mi sarà estremamente utile l'esperienza con i Media che ho avuto nell'ambito delle mie attività con l'Associazione Ticinese Protezione Ambiente (A.T.P.A.). Con la RSI, in particolare, ricordo, oltre il già descritto  tumultuoso Coming Out, un paio di emissioni di rilievo:

Con i  primi passi di Spazio Gay (estate 1995) , venne organizzato un pomeriggio con la visita in diretta di una trasmissione della RSI1. Avrebbe dovuto durare un paio di ore. Dico "avrebbe".

Sulla scorta di una scaletta ben strutturata, avevamo diviso gli interventi in una prima parte introduttiva su Spazio Gay e di una seconda parte più rivolta verso i programmi e le prospettive.

Alla fine della prima parte, l'équipe della RSI ricevette l'ordine di interrompere il réportage e di trasferirsi, armi e bagagli presso la vicina Cancelleria Comunale di Massagno per poter far sentire la voce del segretario comunale nell'ambito dell'alternanza delle opinioni. Siamo rimasti di stucco e presi all'improvvista, tanto più che nella prima parte avevamo diligentemente  evitato qualsiasi riferimento alle difficoltà vissute con gli enti locali... Ma tant'è...

Il soliloquio del segretario comunale ebbe la sua "diretta" e restò parecchio tempo "vuoto" da dover completare l'emissione  con degli imprevisti. Venne trasmesso un'inchiesta della RSI che faceva a pennello: un panorama sulle professioni tipicamente maschili e femminili e come questi stereotipi stessero perdendo terreno a fronte dell'evoluzione dei tempi. Ricordo, in particolare, le sorprendenti  realtà ticinesi  di una conducente di autobus, del maestro d'asilo, della spazzacamino ben illustrate con significative interviste...

Una trasmissione sul secondo canale (culturale) della RSI che mi soddisfò molto, fu una approfondita tavola rotonda "a distanza" con il filosofo Gianni Vattimo ed il compositore e artista Silvano Bussotti.

Non conoscevo personalmente Silvano Bussotti ma ne avevo fatto l'elogio alla moderatrice (???) presentandone la figura di musicista ma ancor più descrivendone le sue attività più teatrali di costumista sulla scorta delle illustrazioni di una recente pubblicazione a lui dedicata (ISBN 2-249-27739-7). 

Sia Vattimo che Bussotti fecero da subito notare che era la prima volta che potevano cavalcare le onde di una radio nazionale: si trovavano quasi a disagio per la libertà che veniva loro concessa nell'esprimersi. Fu mio compito di omosessuale quasi "padrone di casa" di dare tono concreto ai pressanti inviti della moderazione ad essere... poco moderati!

   

Bussotti, grazie alla mia entusiastica presentazione delle illustrazioni del libro che avvicinavano ai dettagli  del suo lavoro scenico solitamente che visto da lontano, capì rapidamente il tono della conversazione. Per sciogliere le ritrosie di Vattimo di dire "Pane  al pane..."  ci volle un attimino in più.

Nello svolgersi della trasmissione in diretta, azzardai l'ipotesi che la particolare frequenza di omosessuali di rilievo in tutte le manifestazioni artistiche fosse data o causata dalla specifica contingenza che gli omosessuali dovevano affrontare, contrariamente agli individui "normali" o meglio della "maggioranza", nel processo di autoaccettazione della propria sessualità al momento particolarmente delicato della pubertà. Lo dicevo senza peraltro voler sminuire i meriti della poliedrica, "rara" personalità dell'artista con cui avevo il piacere di confrontarmi...  Bussotti non fu assolutamente d'accordo negando, da parte sua, di aver avuto problemi di questo tipo e raccontò la sua esperienza di adolescente che frequentava fuori orario e con enorme  piacere i sacri luoghi dell'arte di Firenze...  Non ho osato sostenere con Vattimo che, analogamente, gli omosessuali erano predisposti per la contestazione...

  Organizzazione del primo Gay Pride a Lugano (1997) con la fattiva collaborazione della città ($ Rapporto).  Resistenza passiva del locale bar il "Gigolò (sotto il Sant'Anna, con il giro di giovani festaioli) ritrovo "vicino" a Aiuto Aids Ticino. Conflitto di generazioni.

Forti del successo del primo Gay Pride a Lugano, si tentò nei mesi successivi  di renderci ancor più visibili sui muri esterni alla sede di via Stazio 8 con l'affissione dei manifesti delle campagne nazionali di Aiuto AIDS Svizzera, rendendoli fruibili al pubblico oltre i limitati periodi delle affissioni pubbliche. Fummo confrontati con una energica opposizione del comune e del $ Cantone che seguì il preavviso del Comune.  A nulla valsero gli sforzi del nostro avv. Daniele Borelli (che ci è stato sempre amichevolmente vicino) il  $ ricorso basato sulle nostre $ Osservazioni Lo presento comunque ai nostri lettori, quale concreta illustrazione del contesto locale e la situazione cui Spazio Gay era confrontato.

 

 

Nell'onda delle iniziative che caratterizzarono quell'anno, visita in gruppo all'esposizione  "100 Jahre  Schwulenbewegung"all'Akademie der Künste di Berlino. Incontro con Elisarion: oltre "La danza dei veli" (in catalogo), anche "Amor Dei Victoria".     

Sparuto gruppo di entusiasti in trasferta di oltre 1000 km non stop con l'auto di Gian(l/s)uca , ma ne valse la pena!

 

La campagna nazionale STOP AIDS 1997 non è gradita a tutti....

La giornata del Coming out 1997 al Radiogiornale delle 12:30 della RSI  

Sempre nel 1997, dopo quasi tre  anni dall'inizio delle nostre attività, si tentò la partecipazione al mercatino tradizionale di Santa Lucia a Massagno (13 dicembre 1997) .

Anche in questo caso, $ rifiuto delle istituzioni. Abbiamo persino corso il rischio di subire un intervento della polizia che avremmo anche affrontato se ci fosse stato un adeguato riscontro delle televisioni (vi immaginate 12 babbi Natale che distribuiscono materiale di prevenzione AIDS, manganellati a dovere?). Le TV hanno ricevuto all'ultimo momento  un  veto dalle proprie direzioni quale conseguenza di una fuga di notizie. Non se ne fece niente. Ma trovammo comunque il modo di marcare la nostra presenza distribuendo alle bancarelle, che ne avevano grande bisogno, le nostre capienti borse decorate con la coccarda rossa. Un regalo comunque "avvelenato": nel fondo dei sacchetti  vi era nascosto il materiale di prevenzione...

 

Potenzialmente, per il Natale incombente, sarebbe bastato esporre in vetrina il calendario d'Avvento preparato da Dialogay (Ginevra).

Lo avevo già esposto, (adeguatamente decorato per renderlo meno "crudo") alla porta dell'appartamento  suscitando vivaci reazioni ai basiti coinquilini di Viganello (il quadro di Elisarion "classico-nordico", con tanto di albero e candeline, non l'avevamo ancora a disposizione: la pubblicazione di Mandozzi lo aveva ignorato...),

Dialogay aveva pubblicato anche altri "altarini" dedicati agli insider... "Pas besoin d'attendre Noël pour chercher les oeufs... Ni d'attendre Pâques pour décharger  sa hotte! Joyeuses Fêtes!"

Tom of Finland aveva, nella tradizione Nordica, la sua idea di Babbo Natale!

Avevamo pronta un'altra sorpresa più tradizionale!

   Le festività a Spazio Gay

Natale:  Eravamo sotto osservazione! Si trattava di fare qualche cosa di speciale. Una bella vetrina natalizia non poteva mancare... Siamo andati nel Lucchese a scegliere le statuine... Creatore della composizione, un affermato "presepista" riconosciuto da molti premi.  Sarà un Happening con apparizione del Bambino la notte di Natale, annunciato dalla cometa arcobaleno. I re magi per l'Epifania. Backround musicale. Ci sono comunque stati quelli che hanno trovato a ridire... quasi che il nostro Natale dovesse essere "diverso"... (Foto di Shun Li Goei).

 

Dopo il bel presepe, la vetrina tornò ad essere il luogo d'esposizione di manifesti di Aiuto AIDS Svizzera.

     

Avevamo appena ricevuto una bella collezione di poster sportivi decisamente fatti per attirare l'attenzione dei passanti che, con il tempo, diventavano sempre più numerosi.

La data esatta dei manifesti editi in inglese da AAS per un meeting internazionale LGBT non ci è nota. Probabilmente per Zurigo, ma non ne abbiamo trovato traccia in rete...  Sappiamo comunque che dovevano essere del 1997 o meno, in quanto nei nostri archivi risulta documentato un significativo episodio che ne fissa la data d'esposizione al febbraio 1998.

 $ Lasciatevi sorprendere. Evidentemente stavamo, sull'onda dei successi, alzando il tiro...Nulla da aggiungere!

Non se ne fece nulla. Nessuna ulteriore reazione delle autorità, né alle lettere richiedenti ragguagli sull'accaduto, né tanto meno dopo la caparbia riesposizione dei cartelloni contestati. E $ Furio, potenziale vittima di nostre sanzioni che avrebbe voluto poi rivoltare contro il Comune, sicuramente se ne ricorda ancora...

 

  . 1996: (Ri)scoperta  di Elisarion in quel di Minusio nell'ambito del progetto culturale promosso da Spazio Gay dedicato a San Sebastiano (cfr.il $ capitolo dedicato a San Sebastiano nella monografia $ "Elisarion Un santuario per il Clarismo (Indice+Prefazioni) (Bibliografie-Ringraziamenti-Tiratura)"  di Mandozzi, di allora recentissima pubblicazione), poi in $ Comodato a Massagno (1998). Di von Kupffer e von Mayer, ne conoscevamo, dalle nostre visite berlinesi, l'antologia ripubblicata nel 1995. Le vicende Locarnesi del Chiaro Mondo: ne avevamo da Luganesi,  che sentito superficialmente parlare (le avevamo percepite più come beghe locali e sottovalutato il lato xenofobo che ritenevamo, erroneamente, improbabili visto che, in zona, il Monte Verità appariva, a prima e ingenua vista, abbastanza "integrato")  ... più note all'estero che nel nostro piccolo Ticino!

 

Il "Fondo" Elisarion, nel magazzino del Centro a suo nome di Minusio... nemmeno sotto chiave!

 

 
 


Facilissimo, realizzare una sistemazione di Elisarion migliore di quanto fosse nascosto ai visitatori.

 
 
 

 

 Atmosfera "rétro" grazie a Elisarion... in bella compagnia. Peccato che la collezione di fotografie originali di von Gloeden, al momento del loro ricupero nell'ambito del comodato, erano improvvisamente sparite... Peccato! Avrebbero fatto la loro bella figura!

Uno  scritto (bozza?) di autore sconosciuto (Piero Piano?),  dal titolo emblematico: $ "ELISARION un Ex - Santuario per il Clarismo" ritrovato nei miei  archivi.

Una incredibile vicenda quella di Elisarion a Minusio che, tra le tante, non ha ancora (2017) trovato un epilogo!

Una $ rassegna dall'Eco di Locarno (1939-1987) ne traccia una prima  storia (quella visibile dai Media locali) a complemento della seppur ampia trattazione (122 pagine riccamente illustrate che $ riproduciamo) di Graziano Mandozzi (1996): I due personaggi principali $ Elisàr von Kupffer e $ Edvard von Mayer gli $ amici (Fino, Amleto, Gino) e conoscenti, gli eclettici interessi (dal $ Clarismo alla $ Prosa, Teatro, Musica e Numerologia), $ Il tempio  ed i $ suoi cerimoniali sono presentati ai lettori senza lesinare a denti stretti anche dettagli, si fa per dire, "pruriginosi".

La vicenda, un pasticciaccio, mi  ha  comunque permesso di conoscere personalmente Harald Szeemann che ha salvato venturosamente il "Chiaro Mondo dei Beati" dalla furia iconoclasta del Comune di Minusio, spostandolo "provvisoriamente" ma definitivamente al Monte Verità di Ascona. Il Comune di Minusio, sordo alle sollecitazioni, ancor oggi non è disposto a rimetterlo nella collocazione originale che gli competerebbe sia storicamente che per precisi impegni presi. Ma ormai, al suo posto ci è stato messo, in pompa magna nel 1985 (un modo come un'altro per seppellire definitivamente il Chiaro Mondo, affossando ogni ulteriore possibilità di collocazione in loco), un sicuramente pregievole arazzo astratto di Bettina Bursch donato al Centro... Nemmeno da nascondere, il dipinto circolare, come proposto recentemente (2016), dietro una pudica tenda ... in occasioni "sensibili"(!?!). Espressione di disagio o malcelata omofobia? Nei media se ne parla decisamente  poco o con toni ambigui, tra il serio ed il faceto. Ma ora la rotonda del centro culturale ha anche "altre" utilizzazioni: incredibile!!!! Comunque, anche il Monte Verità ha le sue difficoltà...

Le  origini di questa per lo meno  incredibile situazione se l'è creata von Mayer (1873-1960) compagno (per lo più sottovalutato nel suo indubbiamente eclettico ingegno ) sopravissuto a Elisar von Kupffer (1872-1942), mal consigliato da mio zio Giuseppe Mondada (1907 - 1999) che ideò nel 1959, complici (?) e garanti Augusto Ugo Tarabori (1891 - 1969, fu tra altro segretario del Dipartimento educazione; conosceva bene la famiglia von Mayer, ne scrisse, già nel 1949, in un $ articolo dedicato alla sorella dottoressa Carlotta in Olivier, personaggio emblematico per capirne le origini ed il "carattere") e Walter Rüsch,  quella impossibile disposizione testamentaria che suddivise il lascito (terreno-giardino al Comune, edificio al Cantone con la clausola della conservazione dell'edificio e di tutta l'opera pittorica, ben intuendo che il Comune non sarebbe stato in grado di mantenere l'integrità del Santuario). Nel 1968 il Comune accettò in dono la parte attribuita al Cantone ma trovò il modo di eluderne gli oneri... Mondada riferendosi al Centro, lo chiama "Centro culturale Minusio", Elisarion? Meglio dimenticare... D'altronde nel successivo testo delle memorie, quanto racconta di Stephan George  (1868-1933), lascia chiaramente capire che c'era da ridire anche sulle turpi abitudini di questo personaggio. Sorvola sulla sua relazione con Claus Schenk von Stauffenberg e la sua solitaria presenza al funerale. Quest'ultimo personaggio avrà  nel 1944 l'onore della cronaca con il suo fallito attentato a Hitler

I cugini minusiensi ricordano di aver spesso accompagnato da bambini loro padre alla villa Elisarion, ma ricevettero sempre l'ordine perentorio di aspettare sulla strada, fuori dal cancello, come se il giardino ed il perisitilo fossero chissà quale fonte di immanenti pericoli. Lo zio non ha mancato, in una precisa occasione in pubblico a Sonogno, di affermare che ero nelle sue preghiere... un modo di esprimere la sua disapprovazione al depravato nipote.

Con Shun Li Goei (audio) Johnny e ?? (recitanti) ed un simpatico ospite... sulla scultura di Jean Arp.

Tra i bei ricordi, l'organizzazione, nell'ottobre 1998, della visita  del gruppo gay svizzero tedesco Network al dipinto circolare del Monte Verità commentato dalla recita , in tedesco, di alcune delle esplicitamente esplicative poesie. Non senza un qualche gustoso intoppo linguistico. Nel loro sito, nessuna traccia di quella visita. Ne parleranno che di una più recente. Comunque, dev'essere dato atto a questo gruppo di essere molto sensibile alle sorti del polittico.

  Per quella occasione abbiamo redatto una $ "Guida al Chiaro Mondo" / "Wegweiser zur Klarwelt" a complemento del nostro "Elisarion Sessant'anni di cultura omosessuale - Berlino- Firenze - Ticino" per la Mostra d'ambiente in Spazio Gay con il catalogo del materiale ricevuto in comodato.

I due volumetti hanno trovato ottima accoglienza presso i visitatori del Chiaro Mondo al Monte Verità.

L'entrata di Spazio Gay2 con, sullo sfondo, il San Sebastiano  di Elisarion dichiarato sparito...

 

 

1998

Spazio Gay2 conduceva una esistenza discreta. Posizionato in una zona senza vicinato, definirei quasi depressa (cfr. il ricorso citato) , non si rischiava di venir accusati di (dis)turbare la quiete notturna del quartiere. Ogni tanto la musica, a richiesta degli avventori, assumeva volumi quasi fastidiosi (almeno alle mie orecchie). Non ne ero molto contento perché in quel frastuono difficile diventava ogni conversazione.... All'uscita, si raccomandava di comunque evitare schiammazzi...

L'unica volta che abbiamo avuto un'attività direttamente all'esterno di Spazio Gay, alla luce del sole (adombrato), fu un aperitivo nella piazzetta di fronte all'entrata in occasione della eclisse totale di sole del 1999. La data esatta la possiamo ristabilire dai calendari astronomici: 11 agosto 1999  tra le 11 e le 13. .Ai passanti veniva offerto un drink e la possibilità di osservare il rarissimo fenomeno celeste con dei filtri adeguati. 

Partecipazione al Gay Pride 2000 di Roma:  Volo a Roma unendo l'utile alla beffa: organizzato e sovvenzionato dalla Curia... Che poi le guardie Svizzere Vaticane abbiano (avuto?) a che fare con l'epiteto correntemente usato per (stra)parlare di noi... resta da discutere! Comunque, bei ricordi (recentemente) immortalati in Facebook:  La partenza da Milano Centrale. A Roma (1) & (2).

A caccia di San Sebastiano...
La contingenza che ci farà entrare in contatto con Elisarion a Minusio
La vetrina dello scandalo... (rimossa per ordine della polizia comunale)
Per il Comune, sarà dalla pentola alla brace...

 

San Sebastiano sarà un riferimento che guarderemo con un altro occhio, nell'ambito della peste del XX secolo. Un "altro" stimolo per volgerci al nostro passato.

  D'altronde, il Sebastiane di Jarman (in lingua latina) era stato presentato al Kursaal, come selezione ufficiale per la Gran Bretagna al Festival di Locarno nel 1976, senza eccessivi problemi, benché di "evidente" fattura, anche se non troppo benevolmente salutato, con moderazione, dal curiale Giornale del Popolo (14.8.1976). Forse, al relatore in ritardo, era sfuggita la scena introduttiva con Lindsay Kemp...o il Salò di Pasolini ha trovato il modo di esaurire i veleni dei commentatori!  Bel ricordo! In netto contrasto con le polemiche che incontreremo 20 anni più tardi  nell'ambito dei San Sebastiani "locali" in quel di Massagno.

Ed il successo di Lindsay Kemp a Lugano nel 1990 con "Flowers" proposto da Comunità Gay della Svizzera Italiana (C.G.S.I.) alla sezione culturale Migros (Pozzi direttore) e reso possibile dal Dicastero Musei e Cultura della città, non era ancora stato dimenticato e pure apprezzato senza troppe riserve dal Giornale del Popolo. Successo e giudizio del GdP confermati nello spettacolo "Dream" al Papio nell'ambito di Danzascona del 1992.

  Altrettanto si può dire della mostra Gilbert & George che ricalcava il medesimo stampo altrettanto Gay a Villa Malpensata per la quale CGSI organizza, con grande affluenza, una visita guidata (1994). Da questi interventi del GdP,  nulla lasciava presagire tutt'altri atteggiamenti nei confronti dei gay.

La vetrina dello scandalo avrà un inaspettato epilogo: Un mega-manifesto con la lettera inviata a mezza Svizzera dal Comune (non vedendo una relazione tra il santo e l'AIDS)  e la mega-riproduzione del suo allegato fotografico (la vetrina) torneranno in loco... a far sorridere i passanti.

 

Tessiner Zeitung (TZ)
Un articolo di Jürg Steiner ( ca. inizio 1998)

L'unico ufficio ticinese per omosessuali a Massagno contrastato dalle autorità Comunali

Corsa a ostacoli per i Gay

Malgrado l'assenza di buona volontà delle istituzioni, Spazio Gay cresce.

Didascalia: Shun Li Goei (a destra), Bruno Ferrini: rabbia e successo.

 

Le autorità di un comune della periferia luganese Massagno, una tradizionale rocca del PPD, stanno facendo di tutto per rendere dura la vita all'unico punto di riferimento ticinese per gli omosessuali. Con poco successo. Dopo tre anni dall'apertura di Spazio Gay in Via Stazio, i responsabili sono convinti di aver stabilito il loro locale ben oltre la scena omosessuale la loro offerta di consulenza ed informazione. Per quanto riguarda il riconoscimento della propria identità di individui omosessuali e la tolleranza del pubblico nel Ticino, sono stati fatti notevoli progressi.

"Niente affatto, nulla contro le attività del centro di consulenza omosessuale", risponde magnanimamente alla nostra domanda (TZ) la cancelleria comunale di Massagno.

Negli ultimi tre anni, con Bar, Linea Gay (091 968 17 17) e la biblioteca di oltre 1000 tra volumi e video ha espanso i suoi locali. Da ultimo, nel settembre 1997, si riprese un locale adibito a salone di coiffeur dotato di una piccola vetrina. In luogo dell'insegna “parrucchiere”, i responsabili di Spazio Gay volevano metterne una loro con dei manifesti della campagna nazionale Stop-Aids. Dopo un preavviso negativo comunale, il cantone ha rifiutato l'autorizzazione. In mancanza di alternative, la vetrina divenne l'insegna di Spazio Gay. Per tre settimane, i cartelloni (già provati in una campagna nazionale) con alcune frasi del tipo “Facciamo un bambino”, restarono al loro posto finché il comandante della polizia comunale intervenne richiedendone la rimozione. Per non lasciare spoglia la vetrina, Spazio Gay espose una documentazione di San San Sebastiano patrono dei Gay e come al solito abbastanza discinto, in diversi atteggiamenti alcuni dei quali audaci. Nel 1966 una simile esposizione era stata esposta in un'altra vetrina di Spazio Gay senza pertanto provocare reazioni.

Non appena la nuova documentazione vide la luce, arrivò l'ordine di rimozione del Municipio. 20 a 30 telefonate dalla popolazione ferita nei loro sentimenti religiosi sarebbero giunte al Comune, così si ricorda la Cancelleria nei confronti di Tessiner Zeitung.

Altrettanto non graditi erano i Gay alla tradizionale festività di Santa Lucia prima del Natale 1977: stando all'ente organizzatore, la Pro Massagno, uno stand era esclusivamente possibile per le associazione comunali. Spazio Gay non si lasciò pertanto disattivare. Ai partecipanti con stand autorizzati vennero consegnate borse con materiale informativo sulla prevenzione AIDS poi proficuamente  utilizzate dalle bancarelle per imballare gli articoli venduti.

"No, no, non abbiamo proprio nulla contro Spazio Gay", risuona dalla cancelleria comunale, semprecché si seguano le regole. Cosa “questa gente” fa in casa loro, non ci interessa.

Shun Li Goei responsabile del Centro informazione e Bruno Ferrini suo iniziatore, queste spiacevoli espressioni non le vogliono più sentire. Dall'inizio delle attività nei primi mesi del 1965 sono confrontati con manovre d'ostruzione da parte delle autorità comunali. Ora vogliono portare il tema sul tappeto della politica. La sinistra ha l'intenzione di farne una interrogazione nel Consiglio Comunale. Il medico cantonale è pronto per una mediazione in quanto Bruno Ferrini gli ha fatto sapere che in questa situazione la prevenzione Aids è messa in gioco.

Tra tutti questi litigi di bassa lega: Il 59.enne Bruno Ferrini , che svolge il lavoro di prevenzione AIDS per Aiuto Aids Svizzera nell'ambito del progetto “Maschi fanno Sesso con Maschi” (MSM), è convinto del successo di Spazio Gay come punto di riferimento per gli omosessuali nella Regio Insubrica. "Prima, per poter interloquire con gay ticinesi dovevo andare fino a Milano. Lentamente i gay ticinesi stanno creandosi una loro identità. Naturalmente, la cultura etico-morale cattolica del paese crea delle difficoltà. La maggior parte degli omosessuali sono sposati di facciata. Lo sforzo personale per riconoscere la propria identità sessuale per poi accettarla richiede in queste condizioni sforzi considerevoli e protratti nel tempo".

Io stesso, dice Ferrini, lungamente sposato, ho sperimentato nei pochi ultimi anni molto di più che in tutti i miei 40 anni di attiva vita sessuale.

Per consolidare ulteriormente il processo culturale della identità omosessuale Ferrini sta pensando ad una incursione nel mondo delle arti. Nel Museo Elisarion di Minusio, sarebbero a detta di Ferrini, depositate opere di artisti omosessuali che vorrebbe divulgare e rendere accessibili.

Contemporaneamente al riconoscimento della propria identità degli omosessuali – anche se in piccole dosi – la percezione nel pubblico stà cambiando. Nell'autunno scorso, la città di Lugano per esempio, ha esonerato Spazio Gay dai costi di affitto di un locale per una loro manifestazione.

Molti, dice Ferrini, hanno imparato qualche cosa e ne hanno tirato le conseguenze. Il Comune di Massagno è rimasto al palo.

 

Intanto, la situazione del Chiaro Mondo  al Monte Verità sembra bloccata.

Nel mese di luglio 2000 abbiamo visitato con la Videocamera il Centro Elisarion a Minusio ed il Chiaro Mondo al Monte Verità per documentazione a futura memoria:

 Centro Elisarion a Minusio (2000).

 Chiaro Mondo dei Beati: Incontro con il custode.

 Prima Parte della visita. Senza volerlo farò da cicerone...

 La visita continua...  cambiando lingua (con sottotitoli)

 La visita continua, con alcune disgressioni politiche... ( Ruth Dreifuss Moritz Leuenberger)

 Conclusione (con sottotitoli)

 Uno spezzone della Video Esplorazione che ha effettuato per e con noi Micky Heitzer cameraman della TSI. (altro: P1 P4)

Il lavoro di visibilità nei media continuò con pubblicazioni anche sorprendenti. Riportiamo il testo dell'intervista di Betlemme in un numero dedicate alle minoranze (dicembre 1999) dove il nostro pensiero si andava vieppiù cristallizzando in termini sia retrospettivi che prospettivi a dimostrazione dell'evoluzione che stavamo vivendo:

 

Un intervista che spiega con distacco la nascita del Centro Informazione Gay Ticino e ripropone, rivisti, i  temi che ci caratterizzano.

Dopo una breve presentazione, si toccheranno i punti cardine dell'articolo dal significativo titolo "Essere o non essere". Avevo nel frattempo capito l'importanza di osservare qualsiasi soggetto per quello che è come pure per quello che non è. Sarà lapalissiano, ma bisogna arrivarci...

 

Bruno Ferrini è il promotore della Comunità Gay della Svizzera italiana, embrione  da cui nasce, nel 1994, l'attuale Centro Informazione Gay Ticino con sede a Massagno. Negli anni in cui la comunità gay ticinese compie il grande passo per diventare "visibile", Bruno Ferrini si dichiara gay e assume il ruolo di portavoce della minoranza omosessuale.

 

Come nasce il Centro Informazione Gay Ticino?

Nasce sull'onda di due tensioni.

Da una parte, nell'ambito della campagna contro l'Aids, l'organizzazione Aiuto AIDS svizzero sostiene il centro quale punto di informazione e sensibilizzazione. Dall'altra, la raccolta di firme per la parità dei diritti delle delle coppie omosessuali rende necessaria una maggiore visibilità nella realtà ticinese della comunità gay, al fine di promuovere istanze ed esigenze.

All'apertura del centro nell'attuale sede di Massagno non sono mancate resistenze ed opposizioni. Reazioni dovute anche ai meccanismi di difesa verso il diverso, lo sconosciuto. Per molto tempo la figura dell'omosessuale era riconducibile solo a quella riportata dalle notizie di cronaca nera o quella del cantante-istrione, leader di gruppi musicali di successo, personaggio tanto mitico quanto lontano dalla realtà di ogni giorno. Per ovviare a questa disinformazione, ai pregiudizi, agli stereotipi e alle discriminazioni conseguenti, è stato inevitabile uscire allo scoperto: scelta difficile, vissuta come uno strappo anche all'interno della comunità gay più tradizionale.

Quale sono le attività del CIGTI per ottenere maggiore visibilità?

Si tratta di un'azione portata avanti su due piani, quello individuale e quello collettivo. Se si è consapevoli di se stessi è molto più facile che si venga accettati e che vengano riconosciuti dalla società i propri diritti. Attraverso al Linea Gay (091 968 17 17) aiutiamo gli omosessuali – uomini e donne – che hanno difficoltà nell'accettare la propria omosessualità (coming in = auto accettazione) e quelli che hanno problemi nel gestire il rapporto con gli altri, (coming out = dichiarazione esterna). Interveniamo in casi di discriminazione a danno di omosessuali e sieropositivi, siamo punto di incontro e di informazione per i gay ticinesi; offriamo uno spazio di dialogo e confronto, aperto a tutti, per approfondire le tematiche legate al nostro mondo, anche attraverso il sito internet ww.ticino.com/usr/spaziogay.

Come minoranza, abbiamo deciso di progredire nel processo d'integrazione creando consenso, al di là dell'entità numerica, che è anche un'operazione culturale. Il nostro centro è dotato di una folta biblioteca e di una videoteca specializzate sul tema della diversità. Inoltre abbiamo in comodato circa trecento opere tra tele e disegni facenti parte del lascito Elisarion di Minusio, catalogate grazie a un programma occupazionale. Sono state realizzate dall'artista gay Elisàr von Kupffer, vissuto nel Locarnese nella prima metà del Novecento, autore della prima antologia di letteratura gay, pubblicata a Berlino nel 1898.

Gli omosessuali svizzeri sono una minoranza?

Il concetto di maggioranza o minoranza, al di fuori del contesto politico-elettorale, è molto relativo. Inoltre, tra omosessuali ed eterosessuali è impossibile tracciare un confine netto: come ogni realtà non vi è il solo bianco e nero, ma anche una miriade  di tonalità di grigio. In termini quantitativi, nel recente rapporto dell'Ufficio Federale di Giustizia sulla situazione giuridica delle coppie omosessuali, si stima - io credo sicuramente in difetto - che il 5 percento della popolazione elvetica è omosessuale. In termini culturali, secondo un recente sondaggio, la comunità omosessuale nazionale, è conformista e rispecchia i comportamenti e le opinioni della maggioranza della popolazione.

Vi sentite diversi?

Un'altra classificazione tanto relativa quanto arbitraria è quella di normalità/diversità. . Il problema della diversità è creato dalla maggioranza che tende a fissare un modella al quale tutti dovrebbero assoggettarsi, spinti anche dal desiderio di omologazione. Ma cos'è normale e cos`è diverso? Non molto tempo fa, si infliggevano ai mancini, colpevoli di non usare la mano destra come la gran parte delle persone, severe punizioni. Occorre ancora uno sforzo culturale, anche nell'ambito educativo e scolastico, per superare il tabù dell'omosessualità e non dare più per scontata l'eterosessualità.

Il progetto di legge sulla parità giuridica delle coppie omosessuali approda in Parlamento....

E' uno dei segnali del mutamento sociale. Il primo fu registrato con l'inserimento nella Costituzione dell'articolo che consacra l'eguaglianza indipendentemente dalle tendenze sessuali. L'iter legislativo iniziò con la petizione del 1994 che raccolse 85mila firme. Con essa si intendeva colmare la disuguaglianza di trattamento giuridico per le coppie dello stesso sesso e si proponeva uno statuto di coppia registrata, con gli stessi effetti del matrimonio, ad esclusione dei diritti di filiazione e adozione. In quell'anno fu la petizione che ottenne il maggior numero di sottoscrizioni, anche grazie all'ampliamento della questione alle unioni eterosessuali. Sull'esempio dei paesi scandinavi e, recentemente, della Francia, qualora la legge venisse approvata anche in Svizzera, si estenderebbero alle unioni registrate le nozioni di assistenza giuridica e di mutua responsabilità, anche in ambito fiscale; il diritto all'eredità e alla rendita di superstite, il beneficio della riduzione delle tasse di successione; la possibilità di rilascio del permesso di residenza e lavoro per i partner stranieri.

Per concludere, omosessuali si nasce o si diventa?

Questo quesito, anche riferito all'eterosessualità, non ha ancora trovato alcuna risposta definitiva, ma non è così fondamentale, anzi... ogni singolo individuo rappresenta un unicum, che sfugge ad ogni generalizzazione. Ognuno di  noi è la somma di quello che è e di quello che non è, come tale deve poter partecipare alla vita civica e portare il proprio contributo per una società più giusta, ugualitaria e libera.

 

La petizione per i diritti delle coppie omosessuali seguirà il suo lento, elvetico percorso legislativo. Da ricordare la $ presa di posizione della CIGTI nell'ambito della consultazione del dipartimento Federale di Giustizia del giugno 1999. Si dice che il Consiglio di Stato Ticinese abbia caldamente sostenuto un atteggiamento estremamente positivo nei confronti della problematiche affrontate grazie all'impegno di convincimento verso i suoi colleghi  (le signore PS Patrizia Pesenti e PLR Marina Masoni, accanto agli onorevoli PLR Giuseppe Buffi e PPD Luigi Pedrazzini) di un particolarmente sensibile ("scapolo d'oro") Marco Borradori della LEGA.

La legge passerà al vaglio del popolo con una maggioranza di Popolo e Cantoni. Deludente il risultato della votazione referendaria Ticinese: una scarsissima prevalenza del NO (senza conseguenze nell'ambito federale) che attribuisco al fallimento della sensibilizzazione dei Gay ticinesi a fronte di un adattamento nell'ambito di una nefasta e dilagante "insubrizzazione" locale (Ticino, periferia metropolitana. La storia laica e le mentalità, nostro vanto,  tradizionalmente tolleranti  verso le minoranze del nostro paese, calpestate dai "ritardi" nei tradizionali retaggi dei nostri vicini... Sono un convinto assertore che l'emancipazione femminile vada pari passo, se non preceda, quella dei "diversi"). Questa volta, in Ticino, i gay sono stati probabilmente l'ago della bilancia... fortunatamente unicamente locale. Decisamente uno smacco personale, dopo oltre un decennio di lavoro!

 

Poi, raggiunta nel 2003 l'età del pensionamento, ho lasciato ad altri, più giovani e ricchi di energia, la staffetta.

Altre priorità, altri vissuti, altri tempi. L'attività ed il successo di Spazio Gay aveva assunto dimensioni tali da trovare una nuova sistemazione. Ero ottimista convinto che si potesse mantenere una continuità. Non fu così.

 

Il ritrovo Nautilus a Viganello propose, sotto l'egida di Giovanni Girotto (nato nel 1966), il modello di ritrovo "milanese" perdendo il fascino di Spazio Gay.

Le attività culturali che speravo venissero riprese dalle ragazze  nel locale per riunioni e spettacoli continuato a conservare assieme alla ampissima biblioteca (con un fresco e copioso lascito librario del locarnese  dott. Franchino Rusca; vivo il ricordo delle sue visite al Nautilus, accompagnato dal "figlio adottivo") ed il comodato Elisarion a Massagno non trovarono sufficiente consenso in quanto richiedevano una visibilità che le compagne lesbiche non furono in grado di realizzare.

Ci si trovò nella necessità di rendere al Comune di Minusio il comodato Elisarion nel frattempo conservato in una mansarda.

Partii per un viaggio negli Stati Uniti non senza aver comunicato ai responsabili di Minusio le nostre intenzioni. Inutili richiami al Comune di venirsi a ricuperare il materiale, portarono i proprietari del luogo a concretizzare, ignari del valore culturale,  la loro minaccia di sfratto. Al rientro dal viaggio, per me fulmine a ciel sereno, una denuncia da parte del comune nei miei confronti mi permise di chiarire la mia posizione in pretura, con piena assoluzione.  Dettagli della  complessa vicenda descritti da Fabio Ricci nel suo fondamentale testo di riferimento su Elisarion.

Pensavo di poter finalmente lasciare alle spalle le attività in favore del movimento gay ticinese con un giudizio nell' insieme abbastanza favorevole nei miei confronti e ritirami in santa pace a vita privata. Anche la questione della "registrazione delle coppie dello stesso sesso" sembrava felicemente conclusa con l'approvazione della legge del 18 giugno 2004.

La legge per i diritti delle coppie omosessuali (legge sull'unione domestica registrata) accettata dalle camere è stata sottoposta, con una raccolta di firme da parte degli oppositori (una prassi del nostro ordinamento di democrazia diretta), ad un referendum con $ votazione prevista per il 5 giugno 2005  (n3 riporto (Ho riprodotto il materiale di voto distribuito a livello federale).

Personalmente ero dell'opinione che un referendum fosse addirittura auspicabile in quanto le discussioni sui media nel merito avrebbero ulteriormente sensibilizzato a nostro favore l'opinione pubblica.

Anno più o anno meno... erano ormai almeno una dozzina  abbondante di anni che me ne occupavo attivamente. Però ritenevo questo traguardo della accettazione definitiva della legge un po' come un punto di svolta nella mia vita.  Sono pertanto andato, poco prima della votazione, a fare il "giro" tra amici e conoscenti (era il momento del ritrovo a Loreto)  per sapere che aria tirasse. Ne sono tornato preoccupato: molti gli omosessuali contrari anche se, fortunosamente, disposti ad astenersi dal voto. Pochi quelli disposti ad esporsi con un SI, seppur nel segreto dell'urna. E con argomentazioni che lasciavano sconsolati ed allibiti: la evidente mancanza di motivazione alla visibilità nell'ambito di una ancora predominante ghettizzazione ne era, a mio avviso, la causa. La lamentata scomparsa di luoghi di aggregazione e di integrazione per tutti ( abbandonando il non più attuale locale esclusivamente "gay" che escludeva i non gay, da sostituirsi con quello "gay friendly" per tutti) ne è il sintomo. Pochi avevano compreso lo spirito di Spazio Gay che ambiva ad essere, al di là delle apparenze, "normofilo". Mi sono consolato con le previsioni che davano comunque, a livello federale, una netta prevalenza dei SI.

  La pagina di GdP (6.7.2005) sui risultati della votazione referendaria ed i commenti dei "vincitori" locali con il NO.

La petizione per i diritti delle coppie omosessuali seguirà il suo lento, elvetico percorso legislativo per passare al vaglio del popolo con una maggioranza di Popolo e Cantoni. Deludente il risultato della votazione referendaria Ticinese: una scarsissima (6'554 voti corrispondenti al 5,44%) prevalenza del NO (54'257 NO e 47'699 SI senza conseguenze nell'ambito federale. Lo scarto ticinese di poco più di 7500 voti in favore dei NO avrebbe potuto essere colmato da una manciata di voti a favore che sono comunque mancati:  lo attribuisco al fallimento della sensibilizzazione dei Gay ticinesi a fronte di un adattamento nell'ambito di una nefasta e dilagante "insubrizzazione" locale (Ticino, periferia metropolitana. La storia laica e le mentalità, nostro vanto,  tradizionalmente tolleranti  verso le minoranze del nostro paese, calpestate dai "ritardi" nei tradizionali retaggi dei nostri vicini... Sono un convinto assertore che l'emancipazione femminile vada pari passo, se non preceda, quella dei "diversi"). Questa volta, in Ticino, siamo stati l'ago della bilancia... fortunatamente unicamente locale (58,03% dei votanti a favore confederati . Uri, Svitto, Appenzello interno, Turgovia, Vallese e Giura con il Ticino i 7 cantoni con maggioranze contrarie. Alcuni SI ed alcuni NO veramente sul filo di lana. Risultato federale, complessivamente comunque chiaro ed inequivocabile!

 

Giugno 2006: $ Collegati a Imbarco Immediato

Giugno 2016: Si pensa al Gaypride 2018 in Ticino... finalmente!

Gennaio 2017: Tutto tace, malgrado un interlocutorio annuncio nei social inizio dicembre che preannunciava una decisione...! Dietro le quinte si rassicura dei lavori incorso e  che sono in lizza Bellinzona (con ovvie difficoltà di ordine organizzativo quali la gestione del previsto afflusso di partecipanti) e Lugano.

Sarebbe stata scartata l'alternativa di Locarno/Ascona (Monte Verità con il Chiaro Mondo di Elsarion non avrebbe trovato un riscontro, a mio modo di vedere, adeguato. Si starebbero ancora cercando i finanziamenti per il restauro del paradiso "corrodente". Peccato!!! Il tutto, sembrerebbe, sulla scorta del motto "business's business". Apparentemente, l'indotto la fa da padrona.  Vedremo, oltre il tradizionale corteo festaiolo, che iniziative puramente culturali vedranno la luce...Il tempo per questo genere di `manifestazioni, si stà facendo stretto. Lasciamoci sorprendere! Mah!

L'assemblea 2017 (21.05.2017 Bar Laura a Lugano) di Imbarco Immediato è stata l'occasione per un contatto personale con gli entusiasti organizzatori del Gaypride 2018 che si stanno prendendo il tempo... un concetto sintetizzato in un motto è ancora in gestazione. Ho espresso la mia preoccupazione sui tempi per l'organizzazione degli eventi collaterali: non è che il LAC sarà automaticamente disponibile per quel periodo in quanto anche loro programmano a medio termine...Unica novità di rilievo, la creazione di un gruppo che si occupa dei Trans, probabilmente innescato  dal caso di un personaggio della taglia di Nash Pettinaroli. Max Krieg mi ha reso disponibile il concetto messo a punto a Berna, che ho passato  agli organizzatori ticinesi. Oggi, giornata Unesco dedicata alle DIVERSITÀ (22.05.2017) intervista con giornalista Mancini (che aveva fatto un'inchiesta sul destino del progetto "Bar" a Besso). Contatto nato dalla mia ricerca a sapere come mai il progetto di un luogo di riferimento (Bar) a Lugano Besso sia naufragato. Questioni esclusivamente finanziarie? Minaccie? Xenofobia o Omofobia? (Paura del diverso con l'attualità della discriminazione "razziale"). Bar = Ghetto o Gay friendly... Frocio o Gay? Aspetti culturali decisamente sottovalutati anche nella "Scena Gay" ticinese. Un regresso rispetto ai tempi della visibilitÀ di Spazio Gay Massagno (cfr. questa pagina) Distanza verso la Svizzera Interna e Ticino quale retroterra Lombardo. Il progetto Elisarion: quasi ignoto alla maggior parte dei gay ticinesi. Motivi storici a spiegazione del come mai se ne interessano che gli svizzero tedeschi di elisarion.ch? Il San Gottardo quale muro "culturale". Schwulengeschichte.ch ne è l'immagine della "considerazione" della nostra "lingua e cultura" nei siti web! Stò attivandomi a tradurre in italiano per ricreare i ponti della comprensione (non esclusivanente linguistica). Per il momento funziona che con Elisarion.ch dove ho trovato grande disponibilità nell'ambito del "salvataggio/restauro" (e raccolta di fondi) del Chiaro Mondo. (Clone del Chiaro Mondo a Lugano per il Gay Pride 2018?). Sulle vicende delle mie ricerche a riguardo della storia del  Chiaro Mondo ho delle annotazioni in una mia pagina web, quale attualizzazione della pagina che state leggendo! Navigate all'inizio ([Ctrl+Home]) e seguite i link! Si tratta comunque di fare una storia del  movimento gay in Ticino a partite dal personaggio quasi dimenticato ai più del "finocchio d'oro" Max Krieg e del mitico Club in a Pregassona!

Nel frattempo sto facendo delle ricerche per darmi una spiegazione di come la Lebensreform (Vita sana) sulle orme del dott. Rikli abbia  trovato  un "futuro" al Kurhaus di Cademario (con il dott. Keller come riferimento al Birkermüesli del dott. Birker-Benner ), contrariamente ad altri naufragati tentativi ticinesi (nel locarnese, dal Monte Verità con il suo "Sanatorium Colonia vegetariana" a Minusio $ L'Esplanade Kurhotel), eccezione l'Alkoholfrei Pestalozzi a Lugano voluto dagli svizzero tedeschi evangelici luganesi. Anche il destino del Deutsches Haus Agra (visto con sospetto dai tempi della "Linea Cadorna", diventerà covo Nazifascista) recentemente preso in nano dall'imprenditore Tarchini.  Tutti creati  prima della guerra 14-18! Per non dimenticare Piotta o Craveggia (quest'ultimo forse risorto in nuovo progetto transfrontaliero). Esempi di rovine da archeologia meramente "industriale" o anche di storia di utopie in un nostro ambiente ostile?