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Introduzione

  1. Ipotesi per un futuro più o meno prossimo... più o meno dignitoso

In momenti di riflessione, al risveglio mattutino con insolite difficoltà a ingranare la marcia, portato a pensare ad un mio paventato e progressivamente percepibile “degrado” fisico (malgrado le marcette quotidiane per mantenere glutei e chiappe in esercizio e forse proprio per l'uso godereccio del mio corpo all'insegna del motto dalla teoria di Lamarck) che mi potesse condurre a fenomeni di incontinenza anale, mi chiedevo come avrei sopportato e gestito una simile situazione che, seppur ben nascosta al comune mortale, doveva avere, sulla scorta dei pannoloni presenti sulle scansie di ogni supermercato, frequenze di tutto rispetto...

Non essendo un coprofilo, mi sarebbe stato arduo farne di necessità virtù e immagino pertanto che avrei a che fare con un indubbio 'schifo' legato alla quotidiana manipolazione con le mie (male)odoranti feci. Ho anche immaginato che il disagio diverrebbe insopportabile se non fossi stato più in grado di autogestirmi e dipendessi da aiuti esterni difficilmente accettabii per il mio orgoglio personale.

Un qualche dubbio sulle mie rigide posizioni di principio in questo contesto, ammetto di averlo (sapendo di non sapere) e devo dire che è stato incrementato dopo l'ascolto di una trasmissione della nostra radio dedicata al "disgusto tra natura, cultura e norme sociali" titolata "Ma che schifo!".

Mi sono chiesto: fino a che punto l'istinto di sopravvivenza potrà avere il sopravvento sulla mia dignità così come la intend(ev)o oggi, in una situazione , diciamolo pure, invidiabile e per la quale posso anche permettermi di farne sfoggio non scevro da discutibile esibizionismo?

 

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La risposta non si è fatta attendere:

la cronaca quasi un diario dal titolo

'dal pacchetto al sacchetto e ritorno'

presenta un vissuto per me decisamente inaspettato e che merita pertanto di essere condiviso in divertente forma rapsodica, à batons rompus, con un susseguirsi di (di)vaganti associazioni d'idee e di ricordi apparentemente a pezzi e bocconi ma non da palo in frasca, (col)legati in un pacchetto-bulge-rigonfiamento centrale per il mio vissuto come lo è stato centrale per l'uomo vitruviano... per molti fotografi o artisti (Tom of Finland che sapeva ingigantirlo per il piacere dei lettori dei suoi fumetti o Elvis Pelvis Presley che usava imbottirselo per gli sguardi delle sue ammiratrici) o nelle pagine di beata memoria dei cataloghi per corrispondenza dei grandi magazzini d'Oltralpe!

Garantisco per un testo dai contenuti autenticamente spontanei e  senza ripensamenti, senza rimozioni o rimaneggiamenti che saprebbero di autocensura, a parte la sintassi che risente ogni tanto fin troppo della pratica di frasi a scatola cinese di origine allemannica (Schachtelsätze scientifici); d'altronde, l'ipotassi è così cara ad Aldo Busi...

 
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Tom of Finland

Questa introduzione, redatta a metà percorso (8 settimane dopo gli avvenimenti acuti) e autenticamente parte di un work in progress, riflette uno stato, intermedio e indeterminato nella sua durata comunque temporanea, di consapevolezza di una situazione legata alla presenza indolore di una colostomia, un ano artificiale, collegamento del colon ad una apertura (stoma, bocca) nella parete addominale dalla quale sporge un tratto dell'intestino per l'evacuazione delle feci  raccolte in un sacchetto monouso incollato alla cute addominale.

Il titolo provvisorio 'Dal pacchetto al sacchetto ... e ritorno' riflette la presupposta temporaneità del sacchetto che dovrebbe sparire il giorno della ricongiunzione del colon alla parte connessa all'ano (seppur raccorciato di una decina di centimetri), e per il momento chiusa (e mi si perdoni l'ardito paragone, con tutto rispetto all' ...issimo artefice dell'opera, tutt'altro che un macellaio) come le estremità dei salametti nostrani....

http://nuevoydivertido.com/wp-content/uploads/2013/12/elvis-pelvis-presley.jpg
 

Avviso ai navigatori: se ne ritenete il caso, visto che vi dovrebbero esserne chiari il tono ed i contenuti, è il momento di abbandonare la lettura, prima del peggio!
Non è comunque mia intenzione offendere la sensibilità e/o il comune senso del pudore o forse l'opinabile gusto buono o cattivo che dir si voglia...
Se, nel frattempo, dovessi aver già superato i limiti per qualcuno, chiedo venia!

http://www.rainbowsauce.com/freegraphics/images/monanim.gif http://www.rainbowsauce.com/freegraphics/images/prideanimations5.gifL'arcobaleno Gay (a 6 colori, dunque non 7 come quelli dei pacifisti, da non confondere...) in alcune varianti ricche di significati, segnalerà l'inizio di testi o concetti che potrebbero NON essere rilevanti se non fastidiosi o tabù  per chi naviga in queste pagine con  l'obiettivo di conoscere  l'esperienza esclusivamente al  livello di colostomia di un anziano un po' pazzerello e poco convenzionale che si è improvvisamente trovato ad affrontare una situazione decisamente imprevista con risvolti altrettanto imprevedibili, quasi che il protagonista di questo giornalino (non prendiamoci troppo sul serio...) fosse assimilabile ad  un ... sufficentemente problematico, anche se temporaneo, culo artificiale e relativo sacchetto di contenimento, senza il  pacchetto cui si riferisce il titolo.

Rispetto sinceramente le paure di questi lettori: segnalo  pertanto alla loro attenzione l'insorgere di zone potenzialmente (bontà loro) pruriginose.
Forse un giorno, questi particolari  segnaposto, innegabilmente sbandierati  anche come provocazione,  verranno apprezzati per quel che erano intesi sin dall'inizio: una dichiarazione di fierezza di cui mi faccio carico, al di là di come verrà apprezzata da altre minoranze.
Mai dire mai... L'illuminazione può arrivare quando meno te l'aspetti.

Il bottone permetterà  di "comodamente", fors'anche poco coraggiosamente, passare OLTRE

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