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Rientro a casa, finalmente!

Ritrovo una situazione che mi fa rivivere i momenti della partenza. Un disordine casalingo, seppur comprensibile, di cui vergognarsi. Non mi fu comunque lasciato il tempo di rimediare un gran che, visto che era stato previsto, nel tardo pomeriggio, un primo incontro con l'organizzazione infermieristica che aveva l'incarico di seguirmi, la Maggio (Servizio di assistenza e cura a domicilio Malcantone – Vedeggio) con sede ad Agno. Alla riunione partecipò anche la responsabile del Centro Diurno che ben conosceva le mie particolarità e seppe metterle adeguatamente in evidenza: ero un dormiglione e pertanto sarebbe stato auspicabile che gli interventi infermieristi avvenissero il più tardi possibile della mattinata.

Fui messo al corrente che ci sarebbero stati due tipi di intervento: da un lato degli aiuto infermieri si sarebbero occupati di aiutarmi nella mia igiene personale (doccia ecc.) e dall'altro personale propriamente infermieristico che avrebbero seguito la colostomia quale complemento bisettimanale agli incontri settimanali previsti con la signora Treter. Per l'economia domestica vera e propria era previsto un intervento di due ore settimanali da parte di una ulteriore organizzazione. I costi di questi interventi sono riconosciuti dalla cassa malati e dal Cantone. Venne concordato un programma per gli interventi. Siccome il portone principale era di regola chiuso e la suoneria del campanello sulla strada non era particolarmente intensa e rischiava di essere sommersa dai rumori di fondo ambientali (cantieri nei dintorni), si mise in chiaro l'esigenza di suonare a lungo e in caso di nessuna risposta, di telefonare al numero di casa.

Prima notte tranquilla e sonno prolungato grazie alla melatonina ed al mio materasso. Risveglio pieno di buoni propositi. Colazione a toast abbondantemente imburrati e miele, preceduti dal probiotico con le capsule di Ginko biloba, poi un buon caffé con l'integratore alimentare per il benessere maschile e la dose di polivitaminico, come ai vecchi bei tempi.... Unica modifica, per adeguarmi all'attacco alla flora intestinale da parte degli antibiotici orali prescritti per ancora alcuni giorni (Ciproxin e Flagyl), megadosi di fermenti lattici liofilizzati (dichiarati, 8 miliardi di cellule vive per bustina), mattino e sera.

   Per il Ginseng, ho abbandonato le capsule per un estratto più concentrato in forma densa e oleosa (Catena Bennett) confezionato in una piccola anfora di vetro scuro.

Chiamata al medico curante, la dottoressa Armani, la cui compagna-segretaria mi fissa un appuntamento dopo 15 giorni, a fine mese, al loro rientro dalle vacanze.

 

Ivan

Il primo aiuto infermiere, Ivan, si presentò puntuale per farmi la doccia (sacchetto in posizione e protezione della valvola-filtro con un autoadesivo) aiutandomi per la schiena ed i piedi che erano in quel momento effettivamente un problema insormontabile anche con la migliore della mia buona volontà (alimentata da un senso di fastidio o pudore per dovere dipendere da altri in queste mansioni elementari). Persona gradevole, fisicamente asciutta, estremamente staccata e professionale: ineceppibile... ci vorranno molti incontri prima di capire quel che pensa: si vede che la comunicazione tra di noi stenta ad avviarsi, probabilmente più per colpa della mia invadenza, che può anche intimidire, che da parte dell'infermiere pertanto adeguatamente istruito a comunicare...

Poco dopo arrivò l'infermiera per la sostituzione del sacchetto L'infermiera, sulla scorta delle dettagliate istruzioni della signora Treter messe nero su bianco in bella scrittura, corredate di fotografie, ha poi controllato se le seguivo scrupolosamente alla lettera. Un giudizio sull'infermiera: atteggiamento materno e protettivo che evidentemente cercava di mettere a loro agio le persone cui prestava servizio.

Nel colloquio settimanale successivo con la signora Treter si sarebbe dovuto, una volta asportata la placca adesiva di supporto, levare i punti attorno alla stomia e quelli dell'inserzione laparoscopica (due posizioni, più quella ombelicale). Nutrivo qualche timore sul come la pelle addominale avrebbe tollerato l'adesivo e di come sarebbe avvenuta la separazione della piastra di sostegno. Devo ammettere che ho sempre invidiato (e desiderato) corpi villosi: nella mia situazione, sicuramente un potenziale handicap risolvibile che con una depilazione preventiva con tutti gli inconvenienti della riscrescita. Alla verifica, sono risultato abbastanza glabro da non avere effetto “ceretta” al momento dello stacco...

I punti delle inserzioni laparoscopiche si presentarono non ancora maturi per essere tolti e si attese pertanto un'altra settimana durante la quale i leggeri pruriti cessarono completamente, facendomi dimenticare le cicatrici.

Anche la stomia diminuiva di diametro ed era perfettamente indolore e richiedeva un adattamento del foro di sostegno alle nuove dimensioni. L'ano artificiale,(pane al pane e vino al vino, chiamiamolo con il suo nome senza tante perifrasi pietistiche) nel mio caso era considerato infermieristicamente come “bello” e decisamente il contrario di “brutto” dei casi di complicanze: segno comunque di una “normalità” che per i pazienti era tuttaltro che ovvia, specie nelle prime settimane dopo un innegabile shock psicologico, seppur blandito sistematicamente ed abilmente dal personale sanitario.

Avendo guadagnato un attimino di tempo, mi sono permesso di esprimere la mia meraviglia che il foglio delle ineccepibili istruzioni personalizzate era stato scritto a mano dalla signora Treter per poi essere inviato per fax a Maggio: possibile questa procedura PC-Free nel 2014, nell'era di Internet?
Oltre tutto, si sarebbe guadagnato tempo prezioso a vantagggio di tutti, tenuto conto che, malgrado la personalizzazione delle istruzioni, gran parte del testo era sicuramente formato da alcune formule standard gestibili con pochi copia-incolla....
Nella risposta si lasciava intendere che il Fax era richiesto da parte di Maggio. E' vero che il Fax, malgrado l'acclarata inefficenza in termini informatici, ha l'indiscusso vantaggio di mettere il documento inviato a disposizione del ricevente senza alcun ulteriore intervento che richieda particolari conoscenze tecniche e l'uso del PC e l'applicazione di posta elettronica.... Ma tutto il personale di Maggio che ho incontrato in missione esterna ha integrato nel suo lavoro l'uso di un tablet e pertanto....
A suivre....

Francesco

Nel frattempo, dopo l'aiuto infermiere Ivan (la denominazione esatta ai sensi della burocrazia è operatore socio-sanitario, OSS ) arrivò Francesco , un personaggio sul quale vale la pena soffermarsi....

http://www.rainbowsauce.com/freegraphics/images/pridebuttons11.jpgSe Ivan era un tipo molto compassato e poco comunicativo e forse un po' rigido, Francesco si presentava come l'alternativa dallo sguardo vivo e curioso, un eterno sorriso e il piacere di essere simpatico. L'agile corpo, ben proporzionato anche se decisamente palestrato, mostrava un'armonia accattivante. Non ci volle molto per conoscerne l'età, che era felicemente sposato da oltre vent'anni, che aveva due figlie ed adorava il lavoro che faceva da oltre dieci anni. Un tipo tranquillo.

 

Sul tavolo da pranzo, ingombrato da libri, annotazioni, fatture, un portatile ed un tablet c'era anche un cofanetto con cinque volumetti collezione di comic e fumetti di Tom of Finland della Taschen che rappresentano un'antologia di questo autore, sicuramente una delle maggiori icone gay.
Lo stile ed il contenuto dei disegni di Tom of Finland è universalmente riconosciuto come arte omoerotica fantastica dove le dimensioni spesso amplificate di organi riescono a miracolosamente evitare il rischio del mostruoso.
Il cofanetto presenta all'esterno alcuni torsi maschili molto muscolosi, dai consistenti capezzoli su vistosi pettorali, visi molto distesi e sguardi tranquilli: attirarono l'interesse di Francesco che chiese di poter guardare i volumetti. Piacevolmente sorpreso dal comportamento di Francesco, gli feci presente che si trattava di disegni a contenuto omoerotico che poteva senz'altro curiosare da adulto e vaccinato,“a suo rischio e pericolo, avendolo avvisato” .
Una persona qualsiasi avrebbe a quel punto lasciato perdere: non così il nostro che sfogliò un paio di volumetti senza pertanto fare commenti.

La visita successiva, in compagnia di Cristina l'infermiera, Francesco ne subiva gli scherzosi complimenti femminili per i suoi pettorali che trasparivano quel giorno modulando la superficie tessile del teeshirt. Venni così a sapere che era un boxeur amatoriale, rimanendone decisamente sorpreso: niente cicatrici sopraciliari, anche il naso era perfettamente in linea..... Com'era possibile che un personaggio così mite potesse dedicarsi a fare a botte per mettere a terra K.O. il suo avversario?

La volta dopo, colsi l'occasione per saperne di più, non senza aver fatto nel frattempo una piccola inchiesta in rete sulle pratiche amatoriali nel pugilato, scoprendo una situazione in contrasto con gli stereotipi vigenti in materia. Francesco fu colto nel vivo: non dovevo essere stato il primo a chiedergli ragguagli in materia; cercò con grande passione e calore di convincermi che il rituale delle competizioni (ammesse da sempre nelle Olimpiadi) permetteva agli atleti di essere estremamente corretti ed assolutamente non violenti anche perché il pubblico attorno al ring lo era altrettanto.

Non ho potuto fare altro che credergli, non tanto sulla scorta degli argomenti sempre opinabili, ma proprio per quel sacro fuoco entusiastico che emergeva dal suo dire e che io conoscevo bene da quando intraprendevo in pubblico campagne di convincimento su temi per lo più ancora poco noti o controcorrente (ricordo le contestatissime tematiche ambientali quale presidente dell'Associazione Ticinese Protezione Acque / Ambiente negli anni settanta quando i verdi non erano ancora nati...) agendo d'istinto contro ogni motivazione razionale che ne sconsigliava l'azione, ma con l'enorme piacere e soddisfazione di fare polemicamente e compulsivamente da rompighiaccio precursore dei tempi.


Quattro settimane dopo l'intervento mi vennero tolti il punti dall'addome e contemporaneamente si passò ad un altro tipo di sacchetto monouso con disco adesivo integrato. Espressi il mio timore, pertanto irrazionale, sulla problematica di eventuali odori provocati da eventuali falle nel contenimento con il nuovo disco adesivo. Tutto da sperimentare....

Visita dal medico personale, la dottoressa Armani, che mi trovò molto bene, tenuto anche conto di quanto aveva potuto leggere nel rapporto dell'ospedale. Un controllo stetoscopico del colon ne ha soddisfacentemente confermato la mobilità. Una rapida ispezione proctologica non ha rilevato nulla di particolare. Sull'eziologia, dal rapporto dell'ospedale risulterebbe poco chiaro cosa sia effettivamentre successo. La tesi della diverticolite avrebbe potuto essere vagamente compatibile con i sintomi precedenti... comunque da mettere in chiaro con il chirurgo, alla luce della TAC che non ho potuto vedere.