Vivere con il sacchetto: La routine

Precedente - Successivo

Il clima primaverile, dopo alcuni tentennamenti, si è deciso a permettere le gite in bici.
Visto che il pedalare si rifletteva anche all'addome se non altro per la sella, incominciai pertanto con piccoli percorsi, rendendomi conto che la bici non era proprio un modello dal peso leggero. L'andatura, rispetto a quella dell'autunno precedente era rallentata di ca. il 30%. Probabilmente, dopo l'esperienza della ernia parastomale (non è comunque possibile sapere se l'ernia sia legata all'intervento o sia invece una conseguenza del mio esercizio fisico), un po' più di prudenza mi pareva più che giustificata.
Malgrado la pancera, nessun affaticamento: che sia una conseguenza (positiva) dell'aver smesso di fumare?

Grande pedalata da Caslano fino al Centro Nord-Sud di Grancia.

Una quindicina di chilometri per l'andata ed altrettanti per il ritorno che facevo più che volentieri perché volevo passare all'IKEA per aquistare uno specchietto particolare che mi avrebbe aiutato ad applicare correttamente il sacchetto sullo stoma che si stava deformando a causa dell'ernia oltre che permettermi di potermi osservare meglio (nella mia evoluzione, sicuramente non alimentando il mio narcisismo)   Poi c'era da trovare il materiale per la  oramai diventata urgente copertina CD dei "Cantem Insema",  non disponibile a Agno. 

Ma NON è della bicicletta che vorrei parlare.

Era invece la prima volta dopo il periodo dell'Avvento che frequentavo un grande centro commerciale, con tutti i disagi che questi presentano: dall'affollamento in generale, allo stress nella ricerca di un qualche introvabile articolo, all'ascensore stracolmo.

Ascensori, di cui ricordavo quello di Vezia  dov'ero restato imprigionato per quasi un'ora a causa di una panne elettrica durante un temporale assieme l'addetto alla manutenzione di cui ci aspettavamo il soccorso esterno per tirarci fuori e, ironia della sorte, se ne stava zitto zitto con un'orda di isteriche signore tutte a lamentarsi per un qualcuno troppo intraprendente ( ma c'era veramente?).

Tra l'altro, ricordo esattamente che in quel frangente cercavo di immaginare con quante e quali persone eravamo rimasti intrappolati: al momento dell'entrata nella trappola, tutti presi a manovrare carrelli, nessuno si preoccupava dei propri vicini, visto che il percorso sarebbe stato un attimo... Ad un certo momento qualcuno cercò di accendersi una sigaretta o forse di farsi luce con un accendino. La claustrofobia esplose in atti di violenza non solo verbali contro il malcapitato...

Questi ricordi, nell'affollato ascensore di Grancia, vennero interrotti da una voce altisonante che sentenziò " Ma che puzza di merda....". Ero io? Improvvisamente sentii anch'io quell'odore. Era il mio sacchetto che aveva ceduto? Avevo comunque con me la trousse con il materiale di soccorso...

Fino a nuovo avviso, gli ascensori saranno da evitare.... Ricerca disperata di una toilette... Niente in vista. Allungo furtivamente la mano verso la parte sinistra dell'addome per capire se c'è dell'umido. Ritiro la mano senza tracce indicatrici. Meno male. Forse non ero io! Ma l'odore, reale o virtuale che fosse, mi perseguitava. Questo così detto filtro... proprio di emme!

Al Mediamarkt, un primo tentativo di districarmi tra il materiale della AVERY per il CD del 20° del Centro Diurno (troppa scelta...) mi ha costretto mio malgrado a ricercare una distanza ravvicinata con un commesso di stanza nel reparto.

Devo ammettere che in passato, se il tipo aveva un minimo di presenza, non mi sarei posto il problema di prenderlo di petto per la bisogna e non avrei avuto remore nello stabilire un contatto ravvicinato e pertanto più convincente. Questa volta invece, tutti i segnali di provenienza esterna li interpretavo in funzione del complesso da puzzone. Situazione molto antipatica, ma dopo 15 chilometri in sella, me la potevo aspettare.  Il materiale richiesto era, appena arrivato, ancora in magazzino ma si poteva avere. Costo delle giacchette CD: 0,68 CHF al pezzo (stampa non compresa). Questo fai da te porta a dei costi esosi. Ad averci pensato prima, si poteva fare tutto con meno fatica e a costi più contenuti (poche decine di centesimi in più ai 4 CHF per il CD registrato con etichetta a colori stampata direttamente sul supporto, box compreso e confezione cellofanata pronta alla vendita).

Al ristorante Ikea, dopo il periplo obbligatorio, mi cercai un tavolo tutto per me, in zona poco frequentata.

Poi arrivò una coppia con tre gemelli omozigoti, un borsone di pappe varie da distribuire con pazienza in tre bocche da sfamare. Il simpatico papà si era preso le polpette svedesi con le pommes frites: quando finalmente le poté consumare, erano fredde. Per attaccar bottone, volevo quasi  fargli notare che avrebbe potuto passare il piatto un attimo al microonde stazionato poco lontano dal nostro tavolo. Poi, visto che era impegnato, ho lasciato perdere.  Mamma era stata più previdente, con il suo piatto svedese a base di salmone affumicato... Via vai di persone che si complimentavano per la così bella famigliola... Potevo essere il nonno?

All'Ikea, i fazzoletti di carta, non più esclusivamente tovaglioli,  assumono una nuova connotazione. Acquisti in funzione della capacità dello zaino, un peso complessivo  che si farà sentire nella pedalata di ritorno.

Fobie? Ansie, paure, attacchi di panico? Il dottor Carlevaro ne parla ln  modo esauriente alla radio: tutto è possibile e  nessuno può essere sicuro di esserne esente....

Rientro affrettato su una strada abbastanza trafficata, stimolato dalla curiosità di vederci chiaro con la possibilità di intervenire, se del caso, con una bella doccia.

Il carico supplementare nello zaino rende le salite un po' più gravose: meglio farle a piedi, radendo i muri della strada. Non dovevo fare una bella figura, se uno scooterista ebbe modo di fermarsi a chiedermi se avevo dei problemi... Mi sono sentito in dovere di rassicurarlo non senza fargli notare che, sulla soglia degli 80, non bisogna aver fretta. Il riferimento all'età (avevo esagerato un pochino) portò il mio interlocutore a chiedermi se non fossi un suo coetaneo di nome Bruno. Lui era Giorgio M. e aveva studiato matematica, non ci vedevamo da almeno 50 anni. Infatti, dietro il casco e le rughe d'espressione apparvero uno sguardo ed un sorriso che non mi erano sconosciuti. Notai che si era conservato bene: dalla cintola in giù, niente pancia! Trovammo ben presto un punto d'interesse comune (ma che fai?) da neobibliotecari alle prese con la catalogazione per associazioni. Tra i fragori delle auto che ci passavano accanto, 15 minuti a spiegargli come funzionava il programma collectorz che utilizzavo per il Centro diurno. Devo essergli arrivato come il cacio sui maccheroni. Scambio di indirizzi e-mail e promessa di fargli avere i riferimenti esatti per il programma.

Al rientro a casa, le scale mi apparvero importanti. Un succo di frutta non troppo freddo e montaggio senza le solite difficoltà dello specchio Ikea, suo collaudo per l'ispezione  al sacchetto che non presentava segni di debolezza. Odori inpercettibili. Tutto immaginario?

Ho mantenuto la promessa con Giorgio M. cogliendo l'occasione per chiedergli di aiutarmi a sua volta a ricordare... Pronta la risposta: aveva tentato di studiare chimica all'Uni di Zurigo, ma capì che non era per lui, o lui per lei. Io l'avrei anche aiutato a sbrogliarsi nelle esercitazioni di chimica analitica (non ricordo, ma non mi meraviglia di sapere che, quando potevo aiutare, da sempre  lo facevo  volentieri...). Gli interessi che ci legavano dovevano essere musicali: Giorgio ricorda ancor oggi le mie spiegazioni sulla dodecafonia che, ricordo a mia volta, ebbero luogo nell'ambito del ciclo di conferenze multimediali "Tempo Arte" (del XX secolo con audizioni, audiovisivi) che avevo organizzato con grande successo  all'aula magna del liceo assieme a Susy Wettstein (Arte e Architettura), Tuti Casagrande (Storia), e ?? (????ger, Jazz). Giorgio ricorda anche i nostri viaggi in treno di fine settimana. Poi terminò gli studi a Friborgo (Alma mater non proprio il massimo per le materie scientifiche, visto l'atteggiamento cattolico che considerava la natura un'entità diabolica da tenere sotto controllo, se non da combattere o da metterne al rogo gli studiosi, e in netto contrasto con la visione della Riforma) per tornare in Ticino come insegnante. 

A mio modo di vedere, le rimembranze di Giorgio vennero tenute vive una quindicina di anni dalla mia precoce e polemica  presenza nei media (Associazione Ticinese Protezione Ambiente a partire dall'inizio degli anni '70 con i pescatori di Paolo Poma (socialisti), Pier Felice Barchi (liberali), Camillo Jelmini (conservatori)e Alma Bacciarini (liberali)), seguita poi dal mio attivismo gay che spesso era accompagnato da eclatanti azioni mediatiche grazie anche alla connivenza della stampa e TV. E' successo anche con i compagni di servizio militare: dopo i corsi dell'attiva venni trasferito al servizio AC dell'armata e persi i contatti con la compagnia DC 30. Ciò malgrado, ogni tanto vengo tuttora riconosciuto da ex commilitoni e devo ammettere che quasi sempre i loro tentativi di darmi elementi per attivare i ricordi non portano ad alcun esito... Resta il fatto, che Giorgio anch'io l'abbia riconosciuto...

La sera, mentre stavo redigendo queste righe, mi vennero comunque  i crampi. Il magnesio fece il suo effetto. La trentina di chilometri e tutto il resto sono forse stati troppi.

L'esperienza dell'ascensore al Centro Nord-Sud mi ha portato ad approfondire in rete come altri avevano vissuto e affrontato la problematica dell'odore in luoghi pubblici. Risultato: il problema è sentito dal popolo della rete nelle mille sfacettature di un mix di aspetti vissuti  soggettivi e oggettivi confermandone comunque  l'inprescindibile entità per i portatori di sacchetti.

 Evidente che il caldo estivo ne  accentui le conseguenze. Sono felice di sapere che l'intervento di ricongiungimento sia stato programmato per l'inizio dell'estate astronomica, risparmiandomi i  probabili fastidi di possibili canicole.

 Speriamo in un clima preestivo piuttosto temperato... anche se imprevedibile per le variazioni di un clima "quasi" impazzito (non entro nel merito di chi, metereologo, non vuole percepire  l'evidenza locale dei cambiamenti climatici sostenendone la bassa rilevanza statistica o negandone le cause ambientali legate all'uomo per dare più credito a cause cicliche - tipo le lontane e non influenzabili macchie solari - che assolverebbero la nostra 'innocente' civiltà per quanto stia avvenendo sul nostro pianeta).

Tra le curiosità antiodore più popolari in rete, l'uso dei tic tac (un timer? Noo! Un mentino!) nel sacchetto che avrebbe trovato una notevole diffusione tra convinti utilizzatori che lo preferiscono all'altrettanto popolare goccia  di baby oil distribuita spalmata  in tutto il collettore. Una volta era anche di moda una compressa di aspirina, dicono che possa provocare sanguinamenti dello stoma (effetto fluidificante del sangue). D'altro canto i salicilati sono degli ottimi antisettici...

 

Angolo operativo in casa.

Doppia funzione:
 
tutto pronto e sottomano da un lato,
con il sacchetto nuovo e i prodotti ausiliari in bella vista e quello nero da annodare dopo aver accolto prontamente il rifiuto... la trousse d'emergenza da non dimenticare uscendo di casa;

dall'altro un mezzo elegante per mettere al corrente gli ospiti 'ignari' di quanto avviene dietro le quinte di chez Bruno
e prepararli ad affrontare "
il problema" con il padrone di casa...
I singoli prodotti ausiliari hanno funzioni ben definite:
http://img.farmaline.de/comfeel-cleanser-lotion-reinigund-4710_de-thumb-1_500x500.jpg 1. PASSO: Comfeel Cleanser Detergente
per la rimozione dell'adesivo dalla cute. Prodotto  molto ben tollerato dalla pelle  che permette anche la pulizia da residui fecali sulla mucosa. Contiene piccole quantità di isopropanolo e conservanti vari.
Da usare con le compresse Topper 8 non woven.
 

2. PASSO: WBF No Sting Skin Barrier Wipe:
Il prodotto a base di siliconi che protegge la cute contro gli effetti meccanici dell'asportazione ripetuta dell'adesivo del sacchetto. Non provoca bruciori su pelle arrossata. Probabilmente è il segreto dell'ottimo comportamento della mia cute  a fronte delle quasi giornaliere sollecitazioni causate al momento dello stacco del sacchetto. Nella versione non sterile, costano quasi 1 CHF al pezzo monouso. UTILISSIMO!

 
Adapt Stoma Powder (Hollisten) Serve ad asciugare pelle danneggiata (umida al tatto) attorno allo stoma per accellerarne la guarigione.
Pelle intatta NON deve essere tenuta in contatto con la polvere.
Il velo di polvere ha una funzione nella prima fase di guarigione dello stoma. poi può essere dimenticata, salvo complicazioni.

Lo stacco del sacchetto (visto da Francesco):

La sacca, appesantita dal contenuto raccolto in circa 36 ore, non più sostenuta dalla pressione della cintura elastica, trascina verso il basso la  (purtroppo oramai un poco  flaccida)cute addominale aderente alla placca di fissazione e le zone vicinorie, coinvolgendo anche l'ombelico che appare ripiegato lateralmente verso il basso. Per una posizione più naturale dell'ombelico clicca qui!
Probabilmente, un sacchetto non dovrebbe essere riempito oltre a 1/3 della sua capacità (sollecitazione ridotta della cute peristomeale - minore forza peso)
 
Il sacchetto da sostituire    

Sollecitazione della cute al rilascio dell'adesivo

Residui fecali sullo stoma Sacchetto e placca adesiva in fase di stacco

Dal grande risalto dato ai mezzi per limitare l'
effetto odorifero al momento del cambio (spray contro l'alito cattivo, un'idea d'uso inproprio  da prendere in considerazione), pare chiaro che fuori casa l'operazione non sia pacifica e relativamente complicata se eseguita in condizioni d'emergenza (indispensabile il kit, da non dimenticare l'altrimenti introvabile molletta per evitare di lordare gli indumenti...). 

Casi infrequenti e rari (ogni 15 giorni circa) sono rappresentati da esondazioni fecali per lo più notturne che potrebbero (?) essere causate da insolite posizioni o movimenti  nel sonno (fuori controllo) che sollecitano la sacca . Di regola, per evitare di appoggiarmi sul sacchetto, mi addormento e dormo sul fianco destro. Mi è capitato  tre volte  di  risvegliarmi sul fianco sinistro e di constatare un disastro (correlazione possibile). Le conseguenze sono limitate dal fatto di non dormire nudo (com'era mia abitudine) ma in T-shirt e slip che hanno trattenuto il peggio. Nel caso specifico, il disastro è stato anche più  contenuto che nei casi precedenti, grazie a un sonno meno profondo e meno prolungato del solito (in mancanza di melatonina, per forza maggiore) che ha favorito un'allerta più efficace.  Il lenzuolo del letto è stato comunque leggermente lordato: prima ancora di sostituirlo, un rapido spray  con deodorante ascellare ha evitato la diffusione dell'odore nel materasso.

La sequenza documenta il terzo disastro avvenuto nel sonno. Le riprese sono state effettuate per tramite dello specchio e poi  capovolte per renderle confrontabili con le altre immagini.

Dopo aver tolto con difficoltà la T-shirt lordata all'interno e subito immersa in acqua calda e detergente per eliminare gli escrementi, la situazione mostra che l'esondazione questa volta  è avvenuta nella parte superiore del sacchetto (Nei due casi precedenti, nella parte mediana). La deiezione si è localizzata nella parte superiore, probabilmente a causa della compressione mediana della sacca che appare libera. La sacca appare riempita poco: infatti il suo peso non trascina verso il basso la cute addominale e la fenditura ombelicale appare ora orrizzontale.

La seconda foto e successive, riprese frontalmente (dopo asportazione del sacchetto) con l'ombelico al centro e le due cicatrici a forma di croce, mostrano inoltre chiaramente l'ernia pregressa alla parte destra dell'inguine citata nel disegno esplicativo.

Le ulteriori riprese dello stoma mostrano chiaramente l'emissione fecale ancora attiva. Il colore verdognolo (verde marcio, è  propriamente il caso di dire) è dovuto all'ingestione di una bella dose di insalata amara, uova dure e tonno (cena avvenuta  30 ore prima). L'emissione provoca la formazione di piccoli vermicelli fecali che, se non catturati in tempo, cadono a terra lordando il pavimento (incredibile quanto questo materiale possa lasciare il segno su piastrelle chiare o sui tappetini da bagno, camminandoci sopra!).

L'ultima ripresa mostra lo stoma ripulito dopo una semplice doccia tiepida, senza detergente. Asciugando con la garza, si sono notate minime traccie di sangue. Per tale motivo è stato messo un lieve velo di Stoma Powder sulle parti restate umide.

Fuori casa, in casi del genere, una pulizia con l'ausilio di sola carta e garza creerebbe grossi problemi facilmente immaginabili per il quasi impossibile contenimento del materiale esondato. Ti troveresti veramente nella emme.....
Ma la conseguenza peggiore NON è l'odore, ma il rischio di irritazione della cute.

Un tipo di cibo che ho capito non devo più consumare in grandi quantità perché mi provoca feci molto  liquide e pertanto difficili da incanalare senza problemi di perdite dilaganti, sono le abbondanti porzioni di mele cotte con poco zucchero,  scorza di limone e vino , arricchite da uva sultanina di cui sono goloso. Anche i succhi di frutta (i nettari), la birra, sia chiara che scura (anche una piccola da  33 cl) caffé, cibi piccanti, cioccolata ed altri accelleratori del passaggio nell'intestino che riducono il tempo di assorbimento dell'acqua durante la digestione sono da moderare e monitorare (visto che gli effetti sia buoni che avversi dipendono dalla dose, come sentenziò la gloria svizzera l'alchimista Teofrasto Aureolo Bombasto von Hohenheim detto Paracelso. Dosis fecit venenum).

Distribuire i rischi, mangiando di tutto, poco! Distribuire i pasti sull'arco della giornata. Bere molti liquidi!

Mangiare di tutto, poco: No problem!

Ero abituato a mangiare in tarda mattinata una ricca prima piccola colazione, saltare pranzo e fare una frugale cena relativamente presto: mi sono reso conto che più pasti sull'arco della giornata sono più adatti alla mia situazione... Comunque ad una ricca colazione (miele, burro e toast come base energetica, qualche proteina da uova o formaggio, yougurt, caffé e gli immancabili integratori alimentari ) non posso rinunciare. Poi qualche cosa per merenda a metà pomeriggio prima di andare al Centro diurno. Cena. La sera, raramente ne sento il bisogno.

 Il mio punto debole: bevo poco liquidi. Credo che un buon bicchiere a pasto di ottimo rosso non possa che farmi bene. Prima di coricarmi, con la melatonina mi bevo una grande tazza di tisana alla frutta.

La prevenzione di feci particolarmente maleodoranti ha portato in rete  a delle liste di alimentari proscritti per questo motivo. Si presuppone che NON esistano condizioni patologiche che tra i loro sintomi noverino questo fenomeno (Fibrosi cistica, Pancreatite cronica, sindrome di Crohn, Colite ulcerosa, Celiachia, Intolleranza al lattosio) e che l'alimentazione sia abbastanza equilibrata. I veri e propri alimenti  antiodore (prevenzione) sarebbero pochissimi: si citano il succo d'arancia, lo yogurth con fermenti attivi ed il prezzemolo.    Personalmente, sono convinto che se da un lato sarà anche vero che l'alimentazione si riflette sui nostri "umori", dall'altro, farsi condizionare, a fronte di un'alimentazione ragionevolmente equilibrata  al punto di sottomettersi a questi criteri di scelta limitata, mi pare eccessivo e quasi da maniaco.

E' come se rinunciassi agli asparagi in quanto le fibre potrebbero avere un influsso sulla deiezione delle feci dallo stoma come pure provocare un tipico odore alle urine. Un minimo di tolleranza con se stessi, visto che gli asparagi di stagione li mangio più che volentieri (ne ricordo le spedizioni a Cantello da ragazzo con i genitori; tavolate democraticamente  tutti assieme e piatti di portata megagalattici al centro, a gogo!).
Anche il consumo di aglio (consigliato da alcuni come toccasana) potrebbe essere malvisto  per feci, alito e... D'altronde proprio in questi giorni ho comperato  al mercato di Ponte Tresa Italia un mazzo di aglio fresco bello odorante la cucina, da tener lontano i vampiri! Ciò nonostante, un mio caro amico, salutandomi all'arrivo in casa, volle subito scusarsi per aver mangiato aglio per cena... quasi che, per questo, lui paventasse essere meno appetibile... 
Anch'io non penso essere meno appetibile, benché porti il sacchetto.
Ma ci vuole senz'altro uno sforzo per superare il primo impatto, come ogni tabù.
Che sia un tabù, lo dimostrano le di regola tipiche contraddizioni (ossimori) al momento dell'inevitabile "chiarimento".
Un bell'esempio, dalla stampa di oggi (Il fatto quotidiano  15.05.2014) ne illustra il meccanismo:
L'articolo inizia con un roboante
Lo sport più “macho” per antonomasia abbraccia la causa omosessuale

Ferrara, Arcigay sponsorizza squadra di rugby: ‘Non conta chi sei, ma come giochi’

Ferrara, Arcigay sponsorizza squadra di rugby: ‘Non conta chi sei, ma come giochi’

Il team The Roosters, nato pochi mesi fa dall'unione di alcuni giocatori del Cus locale, avrà sulle maglie la scritta e il simbolo dell'associazione per i diritti degli omosessuali. Il presidente nazionale Romani: "I giocatori sono tutti etero, ma questo non vuol dire nulla. Sono orgogliosi di essere utili a una causa civile"

L'uscita del presidente nazionale Romani: quel "non vuol dire nulla" la dice lunga su quanto invece possa ancora contare... nella bigotta società del Bel Paese (per fortuna, non tutti la pensano così). Il classico omofobo premette alle sue filippiche di avere tra i conoscenti molti gay (carini e simpatici) e che pertanto ritiene di poter dire che... Romani ha cercato poi di salvarsi in corner sostenendo che non sia necessario essere gay per sostenere l'antiomofobia...tematiche vengono capite e difese anche da chi non è gay, lesbica o transgender. A scanso di equivoci, infatti tutti i giocatori sono etero...

Il messaggio dei Rooster (Galletti da combattimento) NON poteva essere trasmesso nella lingua di Dante...

It's Not Who You Are - It's How You Play The Game

Aspettiamo fiduciosi il probabile Coming Out (Uscita allo scoperto)  di un qualche (primo) coraggioso membro di questa simpatica squadra "orgogliosa" (meglio "fiera", considerato inviso ai più, l'orgoglio gay dei Gay Pride). In Ighilterra, sarebbero già aperte le scommesse... 

P.S. Il/la concorrente barbuto/a che ha vinto l'Eurofestival di Copenhagen è ancora un'ALTRA storia LGBT da non confondere con i Gay!
Non entro nel merito, più che altro perché VERAMENTE fuori tema ( e se lo dico io, dopo tutto questo avvicendarsi di argomenti in questa cronaca-diario-giornalino....)

 

Ci sono voluti un paio di mesi dal momento del rientro a casa per poter affermare di aver integrato il sacchetto e lo stoma nella mia vita di tutti i giorni. Devo anche ammettere che la prospettiva a corto termine della sua  rimozione mi facilita parecchio nell'approccio di questa realtà non scevra di sorprese.

Per la cronaca e quale documentazione per i posteri, ho immortalato il sacchetto con l'aiuto di Ivan che non sembrava troppo entusiasta all'idea di riprendermi sul balcone di casa, sotto i potenziali sguardi dei (curiosi) vicini...

Una sequenza di avvicinamento e progressivo strip!

La cintura elastica sostiene bene il sacchetto durante le attività giornaliere: la tolgo che al momento di coricarmi per la notte.
Il sacchetto si presenta come prima della sua sostituzione, pertanto già relativamente rigonfio di materiale fecale. I gas possono temporaneamente rigonfiare il sacchetto, ma di regola vengono progressivamente sfogati all'esterno.

Lo stoma è quello "bello" e presentabile, dal colore rosso vivo delle mucose intestinali,  dopo essere stato ripulito dalle feci con una bella una doccia:
si riconoscono ancora i punti di sutura su una pelle che appare sopportare molto bene le sollecitazioni della placca adesiva.
La (piccola?) ernia vicino/attorno  allo stoma (parastomale) è ben visibile e si presenta quasi avessi sviluppato un seno...
Mi ritengo comunque  fortunato, in quanto ho capito che l'intenso  monitoraggio infermieristico dello stoma è necessario per seguire più probabili situazioni decisamente  meno "belle" della mia. 
L'intervento vero e proprio grazie alla laparoscopia non ha lasciato che piccolissime tracce: prima dell'applicazione di questa tecnica era necessario un vero e proprio squartamento dell'addome poi ricucito lasciando una lunga cicatrice verticale. Vi risparmio le immagini, comunque visibili in internet. Oltre all'ombelico (vedi la piega a destra sulla foto accanto al sacchetto), erano stati praticati due ulteriori piccole incisioni per l'inserimento degli strumenti; poi c'era, evidentemente, lo stoma vero e proprio.
In passato, l'operazione di ricongiungimento richiedeva a sua volta la riapertura dell'addome e lasciava ulteriori cicatrizzazioni.
Oggi, grazie all'abilità del nostro chirurgo e le strutture a disposizione dell'EOC , anche questa seconda fase, essenziale per un ritorno alla piena "normalità", si svolgerà in modo molto discreto. Lo stoma non verrà chiuso dal chirurgo: guarirà spontaneamente nell'ambito di normali medicazioni postoperatorie.

Prima e dopo il  "Tocco Magico" a Ponte Tresa Italia (12€ Coupe estiva)

Comunque Ivan è stato un bravo fotografo. Mi ha carpito un sorriso quando l'ho visto, dito indice pronto a scattare la foto, con un mignolo al vento tipicamente tipico per un certo tipo  di stereotipo molto in voga nel meridione. Per confermare il vezzo, ho fatto la domanda di riserva: "Quando accende un fiammifero, lo avvicina o lo allontana da se? ". Potete immaginare la risposta... ed il mio commento, d'altronde ben recepito da Ivan, "non sono un razzista, ma quel mignolo mi ricorda un vezzo molto meridionale...". Sono rimasto piacevolmente sorpreso da Ivan che ha senz'altro ammesso di rendersene conto. Non siamo andati oltre ad approfondire il discorso. Vuoi dire che finalmente la sua corazza impenetrabile mostra un qualche cedimento? Oppure che Gutta cavat lapidem?

Vita con il sacchetto: Volontariato