Dal pacchetto al sacchetto ... e ritorno

 

Vivere con il sacchetto: La routine

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Una versione più elaborata (testo e grafica), ma con alcuni innegabili svantaggi, è visibile <<qui!>>

A proposito di fotografie: Per il 20°del Centro diurno, da volontario (bibliotecario) senior (secondo gli  statuti  dell'Associazione che gestisce il  Servizio Comunale l'età anagrafica massima per i soci attivi è stata, a partire dal 2011, limitata all'età canonica delle magiche sette decadi... non per creare discriminazioni, ma per ovviare  elegantemente a penose situazioni, nell'interesse degli interessati: quando troppo è... troppo e pure difficile da ammettere!), mi è stato confidato, nell'impegnativa organizzazione della giornata, un compito solo apparentemente meno gravoso, ovvero la documentazione fotografica dell'evento. Privilegiata anche l'entrata in servizio, solamente alle 9: 00 ovvero un'ora più tardi dei colleghi, in coincidenza con la foto di gruppo dove non potevo assolutamente  mancare.

Un colore, un programma

L'occasione di inaugurare ufficialmente la nuova maglietta dal mio colore preferito sin dal tempo degli studi al politecnico di Zurigo. La tesi di dottorato l'ho infatti scelta perché mi avrebbe messo nella situazione di colorare d'arancione migliaia di pezzuole di lana supergarantita extravergine, provenienti dall'Australia per meglio capire come i coloranti si 'fissano' sulla lana (non solo forze elettrostatiche di Coulomb e di vicinanza Van der Waal, ma anche per effetto del legame idrofobico dovuto alla struttura ordinata dell'acqua che ho dimostrato per un caso fortuito caso, grazie alla mia inveterata abitudine di mettere in discussione regole e ipotesi apparentemente affermate dalla consuetudine).
 
Scelta plebiscitaria dei Volontari in occasione del 20°, l'arancione della maglietta rappresenta forza, onore e generosità ed è simbolo di armonia interiore, di creatività artistica e sessuale, di fiducia in se stessi e negli altri come pure  la comprensione, la saggezza, l’equilibrio e l’ambizione. Tutte qualità idealmente  "indispensabili" (?) per un buon volontariato! Lasciamo comunque ad ognuno una qualche debolezza, se non altro per renderci più interessanti e meno noiosi... ed avere qualche cosa da migliorare!
 
Poiché è il colore che più risalta con l'azzurro del cielo, una particolare tonalità detta "Arancione fiamma" è spesso utilizzata per la segnaletica.

P
er molto tempo non si fece differenza tra l'arancione e le varie tonalità di rosso (cfr. ad esempio i pesci rossi che in realtà sono indubbiamente arancioni. Altrettanto si potrebbe ipotizzare per i quartieri a luci "rosse").

I portatori della maglietta non potranno passare inosservati!
Le fotografie scattate durante la manifestazione lo dimostreranno.

Questo colore, spesso associato alla salute del nostro corpo, agirebbe sulla nostra vitalità e su tutto quello che concerne l’assorbimento di ciò che si mangia. Liberebbe inoltre da sintomi depressivi aumentando la capacità di reagire alle avversità della vita in modo repentino ed efficace. Simbolo per eccellenza di fertilità, il colore Arancione stimolerebbe la circolazione del sangue e darebbe vitalità agli organi sessuali, sia maschili che femminili, favorendo la fecondità
... (condizionale d'obbligo...)

Chi predilige l’arancione ha una grande vitalità, fiducia in se stesso, ottimismo e buonumore. Ogni mossa di chi predilige l’arancione  è gestita dalla ragione, anche nel perseguire utopie.

Chi indossa indumenti di colore arancione avrebbe un carattere gioioso,  esprime buonumore e ottimismo. Nella cultura cinese e giapponese l’arancione è considerato come espressione di buon augurio. I monaci buddisti e lo stesso Dalai Lama vestono di arancione per simboleggiare, come aveva fatto lo stesso Buddha, la rinuncia ad una vita di piaceri
.

Chi non ama l’arancione non ha ottime relazioni interpersonali. Non pondera le proprie decisioni, anzi denota un carattere impulsivo. Tende al pessimismo e trova difficoltà a rapportarsi con gli altri.

L'arancione essendo formato dal miscuglio dei colori Rosso e Giallo, il suo complementare è il blu. I due colori, uno accanto all'altro si valorizzano vicendevolmente, esattamente come altre caratteristiche complementari e antagoniste regolano i rapporti e le attrazioni in una coppia in un'ottica eugenetica ma che possono anche essere, a lungo termine, l'origine di incomprensioni. Se cercano di sommarsi, si annullano vicendevolmente.

Il blu, colore prediletto dagli Egizi che lo consideravano colore degli Dei, non era preferito dai Romani e dai Greci perché era associato al colore degli occhi dei Barbari e quindi ignobile. Al sangue blu simbolo di nobiltà si accompagnò l'alternativa rossa simbolo del proletariato. Ai quartieri a luce rossa (arancione) di partenenza femminile  si accompagnarono in alternativa  la prostituzione maschile dei quartieri a luce blu.

Ricordo, last but not least, il blu come colore nelle bandiere dell'ONU, dell'Europa e del... PPD.

 

Preparativi per il grande evento, con... alcune spiacevoli sorprese  

Per uno abituato da pensionato a svegliarsi spontaneamente senza sveglia (che odia sinceramente da usarla che in situazioni estreme) le 8 del mattino, invece delle usuali 11, sarebbero state una levataccia indipendentemente dal piacere di rendermi utile per la manifestazione. Bisognava dunque organizzarsi a dovere, Per compensare  risvegli precoci, avevo imparato ad avere una megacolazione con quattro  uova al tegamino su un fondo di verdure, formaggio, toast con miele, succo di frutta e caffé  e le varie dosi di integratori alimentari (dose doppia di Ginseng, per l'occasione) quale carburante da organizzare la sera prima, visto che non sarei stato sicuro di non dimenticare qualche cosa prima di ingranare... Le esperienze passate  mi permettevano di affrontare questa nottata corta con un certo ottimismo anche perché era mia intenzione di andare a coricarmi relativamente presto e mi sarei comunque addormentato, per atto riflesso,  quasi immediatamente.
Organizzata la colazione, dovevo ancora occuparmi di affrontare al meglio la mia colostomia. Quali pantaloni sarebbero stati meglio compatibili con il sacchetto e la pancera? Le previsioni meteo prevedevano temperature piuttosto fresche che imponevano qualche cosa di caldo sotto la maglietta a maniche corte. C'era l'imbarazzo della scelta: decisi pertanto di coltivare un po' la mia vanità, provando cosa mi sarebbe stato meglio con la maglietta. Avevo un Versace dal blu intenso perfettamente complementari nei colori ed abbastanza ampio che avrebbe al meglio dissimulato il sacchetto. Si vedeva che non era recente (quasi da museo della moda, con i suoi almeno vent'anni che mi ricordavano i tempi dove potevo ancora permettermi queste follie...) ma mi piacevano. Un colpo di ferro da stiro li rimise in forma. Riprovai il tutto, anche la felpa sotto la maglietta e mi parve che anche il sacchetto fosse a posto. Incominciava a farsi tardi. Solito il rituale della tazza di tisana alla frutta con i 5 mg di melatonina 15 minuti prima di dormire... Se non ché.....

Improvvisamente percepii che nell'addome qualche cosa si stava muovendo. Pochi istanti dopo, lo stoma iniziò a pulsare in continuazione (cosa mai capitata prima di allora) ed il sacchetto si riempì rapidissimamente di materiale estremamente liquido, come se avessi preso una purga. Poi il disastro. Mi trovai bagnato fino alla caviglia della gamba sinistra. Una rapida ispezione di quanto stesse capitando ha ancora peggiorato la situazione riversando all'esterno anche quanto restava ancora nel sacchetto. Pantaloni subito a mollo per evitare il peggio.  Anche la felpa e tutto il resto. Indenne la maglietta del Centro, salvata in extremis. Doccia completa. Tentativo di mascherare l'odore residuo  (reale o immaginario) con la pozione magica di una eau de toilette che mi pareva particolarmente azzeccata...
Nuovo sacchetto. Dopo 30 minuti (di sonno perso) ero pronto per trovare una soluzione vestimentaria alternativa. Perso un'ora di sonno. Ma che diavolo era successo? Avevo preso freddo? Me la son fatta addosso per l'agitazione? Ipotesi da scartare...anche perché non avrei mai immaginato di trovarmi in questo stato..
 Ma che diavolo avevo mangiato di così lassativo? La sera prima avevo effettivamente fatto, scusate il termine metaforico, una "grossa cagata" mangiando il peggio del peggio per uno nella mia situazione. Senno di poi, evidentemente.
Ho da sempre gustato le mele cotte nel vino con assieme l'uvetta sultanina e la buccia rapata di un limone messo alla fine affinché ne conservasse il profumo. La ricetta di mia madre veniva abbinata, oltre che con le cipolle arrostite nel burro, con i Knöpfli (gnocchetti) o i Rösti, gli Aelpler Makronen al forno  o con i sanguinacci rossi o bianchi che nella Lugano del primo dopoguerra c'erano esclusivamente il martedì in una macelleria gestita da uno svizzero tedesco per la gioia della comunità d'Oltralpe, cui mia madre apparteneva. Mio padre, da architetto, all'ora di pranzo era sempre in visita a qualche cantiere e permetteva così a mia madre di fare opera di integrazione culinaria con cibi assolutamente horror per qualsiasi ticinese DOC...
La sera prima, avendo delle mele mature al punto di dover essere consumate, me ne sono fatte uno scarso chilo che ho goduto da cena, senz'altro che con un buon bicchiere di vino. Mai avrei potuto immaginare...

Mi coricai con la preoccupazione a sapere se ci sarebbe stata una ulteriore esondazione... Mi addormentai subito profondamente per improvvisamente  alle 5 con il pensiero di verificare la situazione. Tutto tranquillo... Un rapido sguardo al cielo: era terso senza una nuvola. Locarno-Monti potrebbe comunque aver ragione, considerata la velocità con cui avvengono i fenomeni temporaleschi... Torno a dormire rassicurato e tranquillo. Alle 8 la sveglia non riuscì a scuotermi dal mio sonno profondo. Solo alle nove, le insistenti campane della  vicina parrocchiale agirono da allarme. Il sacchetto era tranquillo... forse starà calmo per tutta la giornata...

Foto di gruppo


Dovevo già essere al centro... Rinuncio alla ricca colazione e mi accontento di un caffé e degli integratori alimentari (Ginseng e Ginko estremamente importanti per dominare mentalmente questo fragente). Vestirsi in fretta e furia. Per non avere problemi con la foto di gruppo, prendo la mia macchina Sony e via di corsa verso il Centro, pensando alla risposta che avrei dovuto dare a Pietro che non avrebbe perso l'occasione per una bonariamente caustica osservazione...
"Da VIP, i 15 minuti di tolleranza erano quasi un dovere..."

Il cielo era terso senza una nuvola. Il sole incominciava a scaldare. Arrivo al centro alle 9:15.
I volontari sono riuniti ancora all'interno ed ascoltano le ultime istruzioni e raccomandazioni.
Finalmente arrivato. La nomea di ritardatario - Auch schlechter Ruf verpflichtet - Una cattiva nomea é altrettanto impegnativa -  non me la leva più nessuno: ero stato abituato troppo bene sul lavoro. Lì c'era una segretaria che mi faceva rigare dritto...
 
Usciamo all'aperto, nel prato adibito a parco giochi, per la tradizionale foto di gruppo. Per esserci tutti sulla foto, non potevo scattarla io, ma non poteva nemmeno essere un volontario a fare lo scatto. Perché non ci avevo pensato?  Manca la colazione e il mio cervello stenta a mettersi in moto... Dunque tocca ancora una volta alla polivalente signora Luisella.
 
Ognuno si reca poi alle mansioni assegnate. La cucina viene organizzata. I tavoli con le panchine pronti, con indicato il nome del volontario che se ne occuperà. Gli ombrelloni vengono aperti per fare ombra. Proprio pensato a tutto.

Arrivano i primi ospiti, i primi CD e le prime magliette trovano prontamente aquirenti.

Se tutto proseguirà come iniziato, c'è da star tranquilli...

Osservazione:

La seguente cronaca tenta di commentare le mie impressioni soggettive vissute durante la giornata del 20°.

 Come al solito, la mia mente vaga di palo in frasca, libera di associare per strani imperscrutabili meccanismi di connessioni neuronali, a volte poco serie o irrispettose ma autentiche e comunque senza intenzioni offensive, immagini a commenti.

Niente di serioso... o forse un qualche pensierino o considerazione  non del tutto irrilevante mi è sfuggita...

Un gradito fuori programma musicale.


I primi, con i loro strumenti  in funeree custodie  arrivarono senza nemmeno farsi troppo notare, malgrado le belle divise. Si erano dati appuntamento sulla strada accanto al Centro, prima dello sbarramento con il divieto di circolazione adeguatamente segnalato con la locandina-invito del Comune   ed i tavoli già apparecchiati ma per lo più ancora vuoti, pronti ad accogliere gli ospiti.

Poi apparve il gonfalone dagli sgargianti colori araldici: era della
Filarmonica Alto Malcantone di stanza a Breno. Progressivamente, la strada si riempì sempre più di scintillanti strumenti e di suonatori di tutte le età.
Molti i sassofoni, tradizionalmente votati al Jazz. Nel repertorio classico dell'800 strumento praticamente  ignoto, anche se avevo il dubbio che esistesse da parecchio tempo prima dell'inizio '900 quando l'impressionismo musicale ne scoprì le sonorità (cfr. Rapsodie  pour orchestre et saxophone di Claude Debussy) . Chiesi ad alcuni anziani sassofonisti se mi sapevano dire quando il loro strumento era stato inventato in Belgio... Mi guardarono stupefatti, quasi fossi stato un marziano! La chiamata ad entrare nella zona prevista per la loro esibizione di fronte all'entrata agli appartamenti, li tolse dall'imbarazzo di rispondermi.
Una interessante presentazione della compagine musicale precedette uno scampolo del loro repertorio, diretti da un simpatico giovanotto... Un omaggio, imprevisto ma gradito, che ha creato l'atmosfera per la nostra kermesse.
Poi ritornarono sulla strada e a passo di marcia gonfalone in testa si diressero al Museo della Pesca dov'erano attesi per una esibizione ufficiale.

 

Poesie dialettali e Poesie allievi Scuole elementari

 

Secondo il programma, i festeggiamenti sarebbero  iniziati con

  • Poesie dialettali
  • Poesie allievi Scuole elementari

Poco il pubblico già seduto ai tavoli, probabilmente molti erano quelli che non volevano perdersi l'esibizione dei loro pargoli. La precedente esibizione  della Filarmonica aveva comunque aiutato a rimpolpare la compagine degli ascoltatori. Molti i passanti sulla strada che venivano messi casualmente a conoscenza dell'invito a partecipare ai festeggiamenti (comunque distribuito in tutte le bucalettere, o come si dice "in tutti i fuochi" del Comune). Non pochi si sono lasciati convincere, forse anche richiamati dai tavoli apparecchiati...

I bambini della V. elementare del Mo. Claude Amman erano raggruppati a riccio, quasi a volersi fare reciprocamente coraggio. La grande maggioranza di loro non aveva di che temere. C'erano comunque dei compagni che erano certamente in ansia o spaventati (la Lampenfieber che imbarazzava anche grandissimi e scafati artisti di livello internazionale  ) per il loro incombente intervento di lettura dei testi messi a punto in classe. Ci fu anche un attimo di grande tenerezza nei confronti dello sconsolato bambino che non resse quella tensione, sentimento che anch'io conobbi e mi rivenne in mente in questa occasione.  Avevo la sua età, quando mi venne data l'opportunità di esibirmi come solista (dalla voce bianca...) in una trasmissione per ragazzi  agli studi della Foce RSI diretta da Felicina Colombo (quella, tra altro, di Radioscuola), presentando la Schubertiana "Rosellina del mio cuor Röslein auf der Heide" in occasione della festa della mamma... in uno special con la partecipazione del Quartetto Cetra, allora ancora alle  prime armi.  Finii sul Corriere del Ticino, dove un lettore si chiederà se non si fosse abusato del piccolo cantore insistendo quasi crudelmente, e per ben quattro volte successive, di estorcere dalla sua piccola ugola bloccata un qualsiasi suono. La scaletta della trasmissione aveva le sue esigenze: passato il tempo previsto, si lasciò perdere! Anch'io ebbi poi un pianto liberatorio... Il maestro Rodari, direttore del coro di voce bianche cui appartenevo, non aveva proprio immaginato che avrei reagito in quel modo e se ne scusò personalmente con mia madre. Anni dopo (sette?, stavo cambiando la voce), ebbi la rivincita presentando nella stessa trasmissione per bambini e ragazzi una impeccabile Cathédrale engloutie di Claude Debussy al piano...

Tra le letture degli adulti, i ricordi del mio quasi coetaneo mi colpirono particolarmente per il dettaglio sulla scuola recluta. Ripensandoci, quel cognome mi ricordava sicuramente  un caporale o sottoufficiale dal cognome omonimo (autisti?). Era lui?  Le sue fattezze non mi dicono assolutamente nulla... ma erano passati oltre 50 anni! Sul momento, non era il caso di indagare. Mi sono ripromesso di approfondire...  

 

   
 
 

Nasüd du 37

Un an poru de pora gent.
Sem nasüd in quel an
che ia tegnava bon tücc.
Ma regordi che a gheum sempre fam
e a gheum büsogn de tütt.
Quanti fadig i nos pori vecc,
ma a nüm fioo ghè mai mancat naott.
Legnat a ca e legnat a scöra,
fin a riüsi a tirasen föra.
Pee piatt, zocuron e zocur.
Fett de pan bagnat cun sü ur zücur.
Püres de gatt
e piöcc de barabitt.
Malgrado tütt a sem cresüd,
chi ca podeva ia stüdiat
e i altri sübit a laura ia cuminciat.
Pö sem nai a militar.
Ho cumpiit i vintann in caserma,
e ra festa di chi pori vintan
a rem faia a quaranta.

Aurelio Delmenico

 
 

Nato nel 37

Un povero anno da poveri.
Nati in quell'anno
che teneva buoni tutti.
Mi ricordo che avevamo sempre fame
e avevamo bisogno di tutto.
Quante fatiche i nostri vecchi,
ma a noi bambini è mai mancato nulla,
Legnate a casa e legnate a scuola,
fin a riuscire a tirarsene fuori.
Piedi nudi, zoccoloni e zoccole..
Pan bagnato con su lo zucchero.
Pulci di gatto
e pidocchi di discoli.

Malgrado tutto siam cresciuti,

chi poteva ha studiato
e gli altri subito a lavorare.
Poi a militare.
Ho fatto i vent'anni in caserma,
e la festa di quei poveri vent'anni
l'abbiamo fatta a quaranta.

Aurelio Delmenico

 
Per  i vent'anni del centro diurno comunale di Caslano
Caslano, 18 MAGGIO 2014

Ormai s’è fatto giorno.
Un brulichio dintorno
Al nostro Centro diurno,
ove stanno il ciarliero e il taciturno,
permette agli avventori lusinghieri
d’empir le tazze, mescer nei bicchieri.
Dietro il bancone stan le volontarie
che servon liete senza darsi arie
e caccian quattro balle con gli astanti
che si fan propri i lazzi un po’ piccanti.
Sempre di corsa e molto indaffarata
compare la gestrice sull’entrata.
Questo è uno dei giorni più comuni:
si leggono i giornali, sempre immuni,
s’aspetta il pranzo con un frizzantino,
o forse no: un caffè, un brodino.
Le ricorrenze, le Pasque, i Natali
son per il Centro dei giorni speciali:
a mo’ d’esempio prendiamo la Festa
ch’ivi si tenne a metà di dicembre:
fur più di cento e ne avanza e ne resta
dei nostri anziani l’impavide gesta.
Quivi si mangia, si canta e si balla
con l’orchestrina che lieta sciorina
i bei motivi, col coro che canta
le melodie degli anni Cinquanta.
I grandi aiuti che il Centro può dare
 a chi abbisogna di farsi curare
 son cosa umile eppur tanto cara.
Un pasto caldo e completo rischiara
 la nostra gioia, il nostro star bene.
Dobbiamo a lui, al capo cucina
 un grande grazie per ciò che propina.
Qui io mi trovo in riconoscenza
per la pressione che basta e ne avanza.
A questa mensa il lunedì siedo
 gustando piatti ghiotti in fratellanza.
Un commosso pensiero a chi è partito,
a chi ha lasciato al desco il posto suo.
Restiamo in amicizia, in concordanza,
per noi sia il Centro luogo di vacanza.

Fernando Maina
 
Ul Centro Diurno
A ié passaa i vint’ann,
dal Centro Diurno da Caslan!
Bravi chi che a gà vüüt l’idea
E pensaa che incöö à la somea mia vera!
Quanta gent che a partecipaa
Tra i volontari e la gent che cüra i malaa!
Quanti bei fescht che a gem pasaa
E quanti bei passegiaat che em partecipaa!
I sa presta in tüt i maneer
Par fach capii a nüm anzian
Che i ma vöran ben!
Mi a voraress faach un cumpliment a tücc.
A chi che a sa presta pal noss ben
E nüm a sa ritrövum bei seren!
Mi al so mia quanta gent che partecipa
E voraress mia un quai d’ün dimenticaa!
Al soo dumà che a l’è tüt ben organizzaa!
A chi che organizzaa scti bei ropp,
 sia tumbula, sia cantaa,
che pussée tardi avari l’occasion da scultàa,
à l’è bel a trovas insema
cantàa qui bei canzon d’una volta,
che quasi più nisün sa regorda.
Anca chi che vegn a mangiaa
Che a chi che a gal portuf a cà.
Tanta gent da par lee tüt cuntent
Da trovass in mezz à la geent!
Parché a mangiaa da par luur
À l’è una gran brüta roba,
Aa va giò ul mangiaa tra ul gipon e la camisa
Che a pensaach sü ben,
ogni tant a ma vegn in ment ù la maestra Barbisa.
A chi che a organizza scti bei ropp
Sia tumbula, sia cantaa insema
Che al sumea un diadema.
Un bel applauso a chi che à lavuraa cumè volontari
e a tücc i partecipant multu necessari.
Grazie a tücc e a sa vedarem
Se Dio a vöö, magari a la cà di anziani,
magari cun un bastonett in più
e forse un po’ pussée göpp,
ma cun la memoria che fa mia i gropp.
 
Maria Pia Aeschbach-Lischetti
 

 

 


  Gli aperitivi maison attendono... 



















La mancanza di una colazione  si faceva sentire. Quell'indefinito languorino era appetito o lo stavo confondendo con altri movimenti peristaltici non troppo simpatici... La preoccupazione  per il sacchetto come potenziale mina vagante che potrebbe interferire nelle tue attività fuori casa è,  bisogna ammetterlo, costantemente presente. Comunque, un rapido controllo al tatto lascia supporre che questa volta sia  tutto sia OK (OGay lo preferisco al di là del provocatorio doppio senso, in quanto meglio del militaresco Zero Killed... Anche quella O fatta unendo il pollice e l'indice potrebbe essere equivocato...).
  
Ebbi una dritta da colleghi che erano stati messi a conoscenza della mia mancata colazione...
In cucina, in attesa di essere postati sotto la tenda dell'entrata del Centro, le sfogliatine salate spandono il loro profumo irresistibile di erbette aromatiche con un sottofondo di alici e di capperi... mmmmm!

Era la prima volta che entravo nella cucina del Centro gestita dal personale di Pro Senectute e mi guardai, curioso, in giro. Un tabellone mostrava cosa succede dietro le quinte...
Coperte da un foglio di alu, eccole... Ne approfittai per spilucchiarne almeno (si fa per dire...) una per qualità. 
Ma non sono stato l'unico golosone.... a rovinarsi l'appetito!

I pasticceri hanno veramente avuto fantasia e buon gusto presentando tante altre tentazioni da mangiare pure con gli occhi.

Intanto, fuori ci si preparava a intavolare tutto questo ben di Dio!

Saluti ed interventi ufficiali e ufficiosi


Presentato dalla signora on. Bottani, il sindaco on. Emilio Taiana ha avuto modo di fare una brevissima e generica disanima-istoriato del Centro Comunale.
(Torneremo sul tema nella prossima pagina...  )


Fuori programma, il simpatico parroco di colore Don Frank Koffi Essih,.  , pur impegnato altrove,   ha trovato il tempo anche per la nostra manifestazione e ricordato a sua volta l'anziano nella società contemporanea.
Non ha mancato l'occasione per mescolarsi anche con il pubblico.

La signorina Stefania improvviserà due parole di riconoscente simpatia  indirizzate alla signora Müller che troveranno il consenso di molti.

 

L'aperitivo

La fine dei discorsi ufficiali è stata accolta con sollievo dal pubblico che non aspettava altro per placare i primi stimoli dell'appetito, visto l'orario. Gli aperitivi sono lì per questo...
 
Passata la ressa iniziale al tavolo delle bibite che attirava gli ospiti con una ricca offerta spaziando dagli analcolici al bianco secco e quello più amabile e frizzante, ho saggiato per la prima volta il Crodino ( sì, proprio quello biondo e dello scimmione demenziale) che ho trovato piacevole (altra sorpresa della giornata...) e pertanto mi ha aiutato a digerire quanto consumato un po' alla rinfusa, in vece della mancata colazione.

 

Arrivano i pompieri....

A dare il colpo di grazia alle disponibilità in aperitivi, siano essi sia solidi che liquidi, arrivarono dalla vicina caserma, in fila e disciplinatamente al passo, i cadetti pompieri in una pausa dalle loro esercitazioni domenicali.
Li avevo già notati, negli scorsi anni da lontano, alle  processioni del Corpus Domini che passano sotto casa dove abito nel nucleo e alla festa della Patria in riva al lago.
Magliette d'ordinanza che lasciavano sottendere un uso intensivo della palestra.
Peccato che portassero quegli sgraziati pantaloni da lavoro dalle vistose bretelle catarifrangenti che celavano, rendendoli anonimi, i due lati dalla cintola in giù.
Osservazione confermata anche da signore insospettabili con le quali mi permetto di dire quanto penso, senza troppe censure...
Si spera che abbiano in dotazione una divisa da parata: avranno sicuramente
molto da mostrare!

 




































La distribuzione della maccheronata offerta fino a esaurimento ha funzionato perfettamente,
              dalla A (la preparazione)
              alla Z (la consumazione ai tavoli in compagnia di un buon vino che si adattava perfettamente alle ricetta).

Un tour de force per i volontari che però hanno funzionato alla grande...

Non avevo un grande appetito, ma non mi pareva corretto nei confronti di Pietro, non accettare di almeno provarne una piccola porzione in compagnia della signorina Stefania. Se ci fosse stato qualche cosa da osservare, visto che lui è impietoso nei miei confronti quando si tratta della Biblioteca, avrei potuto finalmente contraccambiarlo in simpatia, s'intende.

Mi sono raccomandato con la signorina  Stefania per una vera miniporzione, viste le megaporzioni che vedevo affrontate nei piatti degli ospiti. D'accordo che erano  Gratis et amore Dei e pertanto con i tempi che corrono... C'era anche chi si portava via le bottiglie di vino non consumate...

Ci siamo rifugiati nel tavolo ancora deserto sotto il tendone dell'entrata, previsto per dare la possibilità anche ai volontari di un attimo di pausa, gustare la maccheronata e riprendere l'altrettanto gravoso andirivieni dal tavolo assegnatogli con gli ordini per il caffé e altro dal bar, con la macchina degli espressi che fumava...

Finalmente mi sedevo anch'io per un attimo. Devo dire che preferisco stare in piedi e movermi,  che seduto... ma questa volta, la panca era benvenuta. Degustazione di quella che ho ribattezzato essere la pasta dei sette sentimenti: un omaggio a Pietro per l'entusiasmo profuso. Io un pochino di sale in più ce l'avrei messo.... Altrimenti, punto di cottura perfetto. Come avrà fatto? Complimenti!

Commentando con la signorina Stefania l'impegno anche fisico richiesto ai volontari per la distribuzione-maratona di decine di chilogrammi di cibo per ogni tavolo, seppur in secchielli Alusuisse relativamente leggeri e funzionali, mi chiesi da dove diavolo potessero provenire quei secchielli  in prestito per l'occasione e che dovevano costare una piccola fortuna.

Tipicamente svizzeri nel curatissimo design, assomigliano a quelli usati dai Sännebueb  d'Oltralpe, i casàri  o meglio i loro  collaboratori tuttofare addetti pure  alla mungitura manuale, ai tempi andati...

Avevano tipicamente quel fondo rientrante di un'ergonomia perfetta che ne permetteva un uso sicuro anche seduti sullo sgabellino ad un'unica gamba, grazie al fatto che li si potevano tenere tra le possenti e poderose cosce (ben allenate per partecipare alle popolarissime Schwinger und Aelplerfest d'Oltralpe) con il bordo superiore da appoggio alle mani in azione... 

Quel contatto tra uomini tutti presi a strapparsi le mutandine con voli da karaté, o il lancio di macigni incredibli, il gioco di squadra dell'Hornussen (Swiss Golf),  attività sportive contadine quasi sconosciute ai più in Ticino, mostrano dei gran pezzi di Marcantonio... Fine della piccola disgressione che mi ha fatto sognare... le signore posso anche comprendermi!

 

Revenons à nos moutons, torniamo a bomba!

I secchi e tutto l'ambaradan della cucina da campo alimentata a gas e forse anche panche e tavole, chi le ha messe a disposizione? Al primo momento ho pensato alla protezione civile... più che altro perché avevo l'intuizione che si trattasse di secchi di origine militare. Per farla breve, venni a sapere che c'era anche qui lo zampino del nostro Pietro: infatti un suo cugino ha a che fare con il comitato carnevale di Caslano,  una volta  uno dei carnevali importanti della regione, con risottate alla grande...

I secchi li avrebbero direttamente comprati loro ad una svendita in un arsenale... Cosa ne facessero i militari, non è dato sapere...

Al tavolo accanto riservato alle autorità nel caso non volessero mescolarsi democraticamente al pubblico, un'improvvisata corte fece da contorno... tra di loro spiccava il mago spuntato all'ultimo momento  che stava studiando le sue vittime per lo show...

Un espresso per non lasciarmi andare ad una pennichella digestiva mi aiuta a riprendere in mano la macchina fotografica e tornare tra la gente... questa volta anche a naso in sù!

 

   

 

Il pomeriggio, i festeggiamenti continuano.... a naso in sù  https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTcHhbb1W7_GSCa3PZOyXlIKPJkWl5OGyE5-JaE6tjY6DVc_RA40g