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La svolta.

Convocazione per le 8 del mattino del 18 che,  il giorno precedente, mi viene spostata alle 9. Un'ora di sonno guadagnato.

La sera precedente, tutto organizzato: questa volta non vengo più preso alla sprovvista!

Nel carrello, vestimenta per un po' tutte situazioni meteo alla dismissione, ombrello compreso. Un set di underwear per affrontare quello che sarà probabilmente IL punto focale. Per il resto, sopra la camiciola d'ordinanza, ci vorranno capi per proteggermi da spifferi vari, evitando colpi di tosse e nasi intasati...
...ma avranno  anche funzione di "segnalatore cromatico" in un mondo ospedaliero dove il bianco e le varianti tenui sono predominanti. Visto che dovremo muoverci parecchio nel corridoio, una nota di colore non potrà che sollevare gli spiriti e renderci più combattivi! Speriamo che nessuno mi chieda di sapere di quale personaggio si tratti!
 
 
Nella borsa del portatile, ci starà  anche il tablet per controllare al volo l'edizione di queste pagine (EOC-WiFi permettendo).
Poi alcune letture, dalle new entries della biblioteca del Centro Diurno, che permettessero di unire l'utile (il passatempo) ed il dilettevole:
  Groucho Marx O quest'uomo è morto, o il mio orologio si è fermato. Il meglio del meglio di Groucho.
    Adriano Cavadini Conti sospesi. Una coinvolgente avventura-thriller nel mondo finanziario locale.
    John William Polidori Il Vampiro. Seguito da  Un mistero della campagna romana di Anne Crawford.

Risveglio spontaneo verso le 7 grazie al fatto di essere andato a dormire 'presto' con l'abbaino aperto affinché entri la luce mattinale. Un'ultima pigronata, visto che le attività ospedaliere al risveglio saranno meno tranquille, poi le solite attività d'inizio giornata a cui mancavano, accanto al buon caffé, gli integratori alimentari come starter.

Un ultimo cambio del sacchetto, per arrivare, se non proprio pulito, almeno non 'pieno' all'ospedale. Metto anche il carbone attivo, per risparmiare il naso degli operatori. Non dimentico il materiale per la pulizia dello stoma, nel caso mi venga chiesto di liberarmi del sacchetto per la veramente ultimissima volta,  prima di passare in mano ai chirurghi.

Partenza da casa in perfetto orario con il carico  dei bagagli. Scendendo le scale, un'ultimo riassunto, convinto di aver sicuramente dimenticato qualche cosa... Indispensabili: occhiali da lettura, chiavi del portone nel carrello, tessere varie. In via Stazione, mai frequentata in simile orario mattiniero, incontro Guitar che si offre di darmi un lift fino all'ospedale, che non poteva però competere in termini di efficienza con il trenino... Alla stazione LPT, tanti scolari e una volontaria del Centro diurno che mi aiuta con i bagagli. A Serocca d'Agno, vagone meno rumoroso. A Lugano, bus 4 per l'Ospedale in perfetto orario.  

Lugano con S.Salvatore vista dall`ospedale Civico 

Presa di possesso del posto giallo, stanza 11, non più quella della prima volta: ora la vista dal letto (il primo a sinistra, entrando) spazia molto più a sud, alla forca di San Martino e al ponte diga di Melide. Testa rivolta verso Nord, piedi verso Sud: orientamento  e vista identica a quella  della mia stanza da ragazzo, situata a poche centinaia di metri più a Sud dall'Ospedale. La prima volta (primo letto a destra, entrando) guardavo a Nord, verso Dino. Braccialetto con codice a barre apposto al polso con un rituale di conferma molto esplicito. Armadietto organizzato con il materiale da casa. Nel localetto doccia, articoli per l'igiene giornaliera. 

Due compagni di stanza:

Igor un minuto bleniese  sull'abbondante trentina d'anni, con un serio incidente, un mese prima era stato maciullato da una ruota di trattore, ossa a pezzi, bacino maciullato, operato a Zurigo, collezione di stomie, lo stanno preparando alla riabilitazione di Novaggio.

Renato, un coetaneo (anno più, anno meno) luganese dalla verve molto pronta, ha attaccato bottone molto presto... Si trovava  lì quale classico anziano medicalizzato, un controllo annuale di routine, che cercava di chiarire strani disturbi digestivi. Al posto di cominciare con la colonoscopia, hanno seguito la via opposta della gastroscopia, con esiti ripetutamente negativi. Con il senno di poi, si può dire che hanno scoperto relativamente tardi un polipo maligno che aveva formato un anello, complicando  l'intervento risolutore.

Accertamento dei parametri delle funzioni vitali.

Misura delle pressione e frequenza cardiaca con un bel monitor. La temperatura con un termometro, vagante da ascella a ascella, in perfetta promiscuità (ne sono sicuro...).
Perché non integrare la temperatura nel monitor? Interfaccia con WiFi? Si eviterebbe di vedere nei corridoi il personale, in pose oltre tutto decisamente poco ergonomiche, a trascrivere dati in mille cartelle ed inserirli nel portatile...

Pesata su una sedia con risultati  inconsueti.

Una unica  bilancia per tutto il reparto, quasi 30 persone, pertanto strumento conteso tra le infermiere...
All'osservazione che i valori non assomigliavano molto con quelli espressi dalle bilance di casa, ci si è rifugiati sulla 'spiegazione' che comunque, al personale sanitario interessava l'andamento del peso, o per dirla in modo più sofisticato, il "trend".
Con un'unica bilancia per reparto, il problema della differenza tra bilance non ci poteva essere, salvo cambio del piano.
Uno sguardo curioso mi ha convinto che queste bilance seggiolino sono stra-controllate e certificate: niente trend, importantissimo, ma i valori appaiono affidabili anche in assoluto.
Perché non on-line?

Preliminari

Altro prelievo di sangue, per essere sicuri del gruppo sanguigno con un rituale identificativo abbastanza efficace essenziale, vista l'importanza dell'accertamento. La classica cartella, non serve oramai più. Poi, preceduto da "ora le devo fare una cosa forse sgradevole...", un mini-mini-clistere da ritenere il più possibile  e scaricare in bagno. No problem! Mi meraviglio che ci potessero essere pazienti che lamentassero problemi a fronte di questa operazione: "Ci sono, eccome!" Ribatto con un "Cosa possono provocare i tabù....". Non approfondisco il tema, anche se ci sarebbe molto da ricamarci sopra.

Vestizione con la camiciola d'ordinanza. Il sacchetto, per il momento resta al suo posto. Nel frattempo sono le 10. Le infermiere reagiscono non al meglio. Oggi ho l'impressione che siano piuttosto stressate. Un infermiere sul biondino e la trentina, dalla capigliatura alla moda a cresta, un bel fisico e simpatico è apparso a ridare un po' di luce al panorama...  

Ho subito insistito che desidero avere a che fare con l'anestesista. Ore 11:00 partenza per il primo piano dove ci sono le sale operatorie. Una simpaticissima dottoressa, dai capelli corvini ma che per fortuna non era, pur somigliandovi,  il turpe fenomeno dell'anestesiologia  della settimana precedente, mi accompagnò e presentò agli anestesisti. Era l'assistente del bel chirurgo... Ho detto loro che il big boss aveva promesso di vedermi... Con loro è stato chiarito tutto al meglio (propofon+ analgesico + eventuale inalazione) e alle 11:30 passaggio alla sala operatoria vera e propria, già ampiamente sedato ed incosciente.

Risveglio alle 17:00. Nessun dolore.

 L'incerottata originale, alla dismissione dalla sala operatoria.

A sinistra la camiciola d'ordinanza  dotata di lacci sul retro, ornata di uno strano signet-simbolo, una specie   di ruota dentata che non capisco bene che abbia a che fare con la sanità.
In basso, nella zona inguinale, la retinatura della pregressa ernia inguinale, quella che una volta agiva da allarme antistress.
Sopra, i 3 fori per videolaparoscopia compreso quello ombelicale.

Sulla destra (alla mia sinistra) l'apertura dello stoma.

Per un paio di giorni dopo  l'intervento, la medicazione viene lasciata tranquilla.
 I segni misteriosi sono stati fatti dagli infermieri per segnalare le posizioni delle tracce ematiche e capirne una loro evoluzione quale indicazione di eventuali emorragie dalle ferite operatorie.
Pensavo erroneamente che fossero segni convenzionali con riferimento all'intervento! 

Autoscatto "Selfie" con tablet.
Nel formato originale, si vede molto di più, qui celato dal formato quadrato!
(Il pube è stato rasato al momento dell'intervento).
Gli strappi dei cerotti, te li fanno senza troppi complimenti... le scuse son quasi beffarde. Non manco di rispondere sarcasticamente raccontando che ho da sempre invidiato i maschi pelosi in quanto li trovo molto attraenti... ma in questo frangente, meno!

Inizio di una séance di chiacchere del più e del meno con intermezzi di ricordi rétro con il vicino Renato, dalla durata, dice lui di almeno 6 ore. Incredibile, ma possibile: se lo dice lui... Una cosa in comune abbiamo subito chiarito di averla: l'ammirazione per il nostro bel chirurgo!

Il giorno dopo

Il giorno dopo,  stando alle esigenze ERAS,  levata del catetere urinario e continuazione della contabilizzazione dell'output nel pappagallo. Incomincia la domanda: come stiamo con l'attività intestinale? Sente il gas? In realtà, l'infiammazione del colon preme sulla vescica o prostata dando l'impressione di dover scaricare immanentemente le massicce quantità di acqua che mi impongo di ingerire, anche loro protocollate da etichette con data e ora della consegna. Per le uscite dal letto, una volta trovata la tecnica che sollecita al minimo l'addome, magari con un aiutino dall'alto, il problema è lo stare poi eretto, cercando di non trascinare i piedi. Dopo pochi passi, lo stimolo di urinare e l'impressione di essere incontinente ti fa fare marcia indietro... Minzione bruciante nel pappagallo. Poco dopo, nuovo tentativo con raggio d'azione crescente. I progressi nella mobilizzazione sono tangibili. La fine del corridoio con la saletta TV presto diventerà da obiettivo, semplice tappa intermedia, se non unità di misura per il computo delle prestazioni. A parte i movimenti intestinali e le pressioni sulla vescica, il primo giorno dopo l'intervento, nessuna deiezione gassosa.

L'igiene personale, ha rappresentato un'ottima motivazione alla mobilizzazione. Tra un colpo di spray deodorante sotto le ascelle ed uno sguardo all'addome incerottato visto in posizione eretta e sicuramente meno favorevole dal punto di vista dell'estetica (la pelle era indecentemente cascante) quello che mi ha colpito maggiormente  furono le profonde occhiaie, cresciute considerevolmente dal com'erano prima dell'intervento, che testimoniavano un vissuto prossimo piuttosto travagliato, malgrado non ne avessi avuto la percezione. Speriamo si ridimensionino in fretta!

S. e Sasha

S. (nome abbreviato, per motivi che vi diventeranno ovvii) è un'infermiera dal piglio deciso e dagli umori abbastanza volubili.
Assieme a Renato, non lesiniamo in battutine che S. prende abbastanza male. Inoltre ci confonde: se ci scambiamo i posti non ci riconosce e dimostra che  è abbastanza prevenuta nei nostri confronti. Il povero Renato si è sentito rimproverare una pignoleria da "maestro"...
Ultimo episodio, la raccolta delle urine per 48 ore da riversare in bidoni personali, improvvisamente interrotta a metà percorso. Abbiamo trovato da ridire, dicendo che un protocollo iniziato non può essere interrotto in quel modo, che tanto valeva concluderlo. Si creava solo confusione.

Quanto mai... Ne è nato un battibecco tra S. con Renato, che oltre tutto non aveva assolutamente detto nulla sulla faccenda. Quando poi hanno ripreso, per contrordine dall'alto, la raccolta delle urine, è stato per noi difficile lesinare con i sorrisini di cattivella soddisfazione....
Diamo atto che S. ha ammesso che tutti possono sbagliare... soluzione comoda e un po' fatalista.
 Comunque, anche altri (semiprivati) hanno avuto a che fare con il piglio di S. ma dicono che l'hanno messa in riga senza troppi complimenti. Ho l'impressione che è quella che ha più difficoltà ad affrontare lo stress. Altro personale, seppur stressato, riesce a  gestirselo meglio senza riversarlo sui pazienti. L'empatia bidirezionale aiuta la vicendevole comprensione, chi più chi meno a seconda di altri fattori incontrollabili.

I paradisi artificiali dell'anestesia (io preferisco Rimbaud):

Il quarto letto fu occupato il giovedì di Corpus Domini da Sasha un allampanato 17tenne  ragazzotto di etnia tedesca dal leggerissimo accento d'Oltralpe, che aveva dei disturbi che preludevano ad una appendicite o qualcosa del genere. Oltre 190 cm (a letto non saltavano all'occhio, ma quando si alzava...) ma ancora in fase di crescita (almeno ormonale, visto che l'esame osseo ne ha confermato l'arresto... in altezza), assomiglia sia al padre svizzerotedesco (mmmmm...) che alla madre austriaca, un po' ancora androgino stile Ken, il marito di Barbie. Ma si farà!  Sempre lì a smanettare sul suo telefonino, era tutto preoccupato quando finivano le sacche delle infusioni (gli aveva detto che gli avrebbero evitato un manco di potassio...).

Il giorno dopo, venerdì pomeriggio, gli fu comunicato che sarebbe stato operato in serata. Il  problema numero uno sembrava essere che Sasha, studente a Bellinzona, stava per partire in vacanza ed il contrattempo mandava in  aria i piani della famiglia. Conferenza di S. sulla inopportunità di far poi prendere il sole alle cicatrici. "Sei giovane, e sarebbe peccato...".

S., con la madre, cercavano di tranquillizzare il ragazzotto che manifestava paure circa l'anestesia. La nostra S. se ne uscì con il racconto di un'anestesia da lei vissuta anni prima come cosa meravigliosa, specialmente il risveglio, tutto calmo e felice, da desiderarne un altro. Quando incontrò, giorni dopo, l'anestesista lo ringraziò del gran bel regalo che aveva ricevuto. "E l'anestesista rispose (con un sorriso)...".

Nel migliore dei clichés da dott. Leary... anni 80. Cosa diavolo rifuggisse la nostra S. dalla sua realtà, non ci è dato sapere...

L'acqua: cosa beviamo?

Se l'arrivo del sacchetto avvenne sotto l'egida delle acque oligominerali della Val Vigezzo, questa volta la partenza dello stesso avvenne con l'intenso consumo di un'acqua oligominerale più prossima alla nostra regione, la   Chiarella  dal Monte Grona di Menaggio.

Avevamo ad un certo momento il dubbio, visto lo stato delle bottiglie, che si trattasse semplicemente di acqua da rubinetto locale... poi il controllo dei sigilli ci ha convinto della genuinità di quanto ci veniva propinato.

Abbiamo anche scoperto che ce l'hanno disponibile anche gasata. Se fosse stata fresca, quella gasata avrebbe potuto rappresentare una valida alternativa a quella tiepida senza gas carbonico. Poco efficaci le profferte in questa direzione dell'aiuto infermiere coreano addetto al nostro piano. 

A partire da domenica sera brindiamo, comunque, con la gasata che ha comunque quel guizzo in più!

Giorno due:

Ernia inguinale retinata dopo due giorni dall'intervento.
In alto a sinistra i due fori laparoscopici ; al centro quello dell'ombelico;
sulla destra di profilo foro ex stomia
L'apertura residua dello stoma, dopo due giorni dall'intervento. E' quasi già completamente chiusa. Medicazione giornaliera a partire dl terzo giorno.

Il giorno tre:

Il caldo... del sabato

Sabato, si capisce che non succederà un gran ché... Il mattino, arriva il sole e la colazione non è ancora arrivata. La vista verso la città è abbastanza grigia di calda caliggine. Una giornata senza storia, ravvivata dalle visite dei familiari. Un minimo di personale infermieristico che rallenta tutte le operazioni di routine, dilatandole su tutta la mattinata.

Il pomeriggio, prima discesa al piano terra pieno di gente ed uscita sulla terrazza, al sole. Incontro Sergio (quello de La Rustica) che si racconta. Anni 90, gli anni dei passaporti rossi comprati tramite matrimoni di comodo... Sagaci osservazioni anche se scevre da dettagli sulle sue vicende personali, per lo più generalmente conosciute e moooolto chiaccherate, ma proprio per questo la tentazione di approfondirne le storie è stata dura da dominare!

La febbre... del sabato sera

Controlli dei parametri esclusivamente per Renato, visto che per gli altri tre della camerata, non c'erano problemi... Uno, il giovincello dall'appendicite era comunque una quisquiglia, l'altro, Igor, stava per partire per Novaggio, il sottoscritto stava bene (continuavo a produrre gas...). Abbiamo comunque ritenuto perlomeno "strano" questo modo di prendere sottogamba i nostri parametri! Cosa avranno iscritto come valori? La mattina successiva, non c'è stato modo di sapere quali fossero stati i valori della sera prima...

 

Partite di football in sottofondo... Improvvisamente una nuova scarica gassosa con impellente bisogno di finire in toilette. In passato, combinazione di vogliosa minzione, senza troppe remore. Questo volta, aperte le valvole, perdita anale di liquami di alcuni frammenti di feci. Missione compiuta! Erano le 18. Ho ricevuto i complimenti... Le aspettative erano in sintonia con quelle della partita Svizzera-Francia che hanno tenuto 24 ore prima, con il fiato sospeso,  tutta la Nazione .

Comunque, mi son posto il problema: come sarà la prossima scarica? Con tutto quel magnesio, preso giorno dopo giorno.... Dio sa quanto liquido avrò accumulato! Quando arriverà l'esondazione... sarò nella M (m veramente maius CULA). Memore di quanto successo alla vigilia del 20°, ho chiesto il parere ad una delle infermiere serali: avete pannoloni o qualche cosa del genere per contenere tutto il ben di Dio che si è nel frattempo accodato, in attesa di venir elaborato? Ci sono dei mutandoni in carta assorbenti nell'armadio, a disposizione. Fantastico! Mettono anche in risalto il pacchetto! Nel frattempo, medicazione giornaliera delle ferite lasciate dall'intervento.

24 ore prima, amara sconfitta della nazionale che continuava a far discutere.

A mezzanotte, precedute da un  movimento addominale da parata sulla piazza Rossa, uno stimolo decisamente anale mi strappa dal dormiveglia. Mi precipito nel bagno, sento scorrere liquidi nei mutandoni che fanno da provvidenziali raccoglitori di un flusso che sempra non finire mai. Poi finalmente seduto sull'asse, levo con abilità i mutandoni "ripieni" senza riversarne troppo sul pavimento. Nelle vicinanze c'erano sacchetti in abbondanza e carta per ripulirmi.  Attesa che la piena si esaurisse, congratulandomi di aver avuto l'idea dei mutandoni.  Se avessi tenuto quelle di cotone, il disastro sarebbe stato veramente i-n-e-n-a-r-r-a-b-i-l-e!!!!!!

Avviso l'infermiere dalla cresta, di passaggio dalle colostomie di Igor, che le condizioni della toilet non erano al meglio. Devo dire che la situazione si è rimessa al meglio che con il ripristino della gestione feriale. Si risparmia?

Il mattino dopo, verso le 8, nuova scarica decisamente contenuta. Il peggio sembra essere passato. Speriamo che il colon riesca a fare il suo lavoro di assorbimento dell'acqua... poi situazione sarà decisamente meglio sotto controllo. Aspettiamo il prossimo "colpo"!

Domenica: Dismissioni ed Ammissioni

Domenica, giorno se non di riposo per il personale che si trova a dover lavorare più degli altri giorni per i colleghi in 'libero', con compiti ridotti, è il giorno accanto al sabato in cui, per consuetudine e forse tradizione, NON veniva dimesso nessuno dall'ospedale.

Igor rappresenta apparentemente l'eccezione: verrà trasferito a Novaggio e pertanto non di dismissione si tratta. Eravamo tutti un po' scettici che questa trasferta potesse avvenire... Igor ne aveva avvisato tutti i suoi conoscenti che altrimenti sarebbero venuti a trovarlo la domenica. Preparati sul tavolo armi e bagagli, un ultimo cambio di sacchetti ed ecco arrivato, sorprendentemente, l'autista addetto al trasferimento. Caricate grucce, sacchi e sacchetti su Igor malamento seduto sulla sedia a rotelle che non permetteva un posizionamento ottimale dell'arto massacrato (la sedia a rotelle adeguata c'era, ma era in auto...). Un secondo viaggio con i bagagli sembrava inopportuno? Saluti di rito, ma veramente sinceri, come gli auguri! 10 minuti dopo, colpo di scena: rientro di Igor che vien rimesso a letto, nel frattempo pronto per un nuovo paziente. Non erano manco arrivati nell'ascensore... Cambio di programma, l'anticoagulante della pompa di dosaggio data in prestito dal Civico all'ente di riabilitazione non poteva continuare ad essere usato nella nuova locazione. Ragion per cui, stop alla spedizione del pacchetto Igor. L'autista era disposto ad attendere una decina di minuti, qualora la situazione fosse stata chiarita. Comunque quel pomeriggio di domenica, non ci sarebbe stata alcuna opportunità di trasporto. Partenza dell'autista. Igor si rassegna all'idea di restare qui  un altro giorno. Vorrebbe conoscere (e noi con lui) il divenire di questo tiramolla piuttosto incredibile in una struttura ben organizzata e con i mezzi di comunicazione del 2014. Avviso ai conoscenti di non contare sulla sua presenza a Novaggio. Poi l'arrivo del caporeparto che chiarisce che c'erano stati degli inghippi per alcuni farmaci essenziali non disponibili che da domani nel Malcantone. Si sarebbe dovuto attendere a che si potesse rinunciare alla pompa di dosaggio della liquemina.  Igor, vaccinato da questo genere esperienze, non se la prendeva più di tanto. Anche per il pranzo, sapeva di poter  ovviare grazie alle riserve occulte di cioccolatini in una delle borse a portata di mano.

Trasferta postposta a lunedì?  Nossignori, si riesce a trovare una soluzione ai problemi, ma restava l'incognita di ricuperare l'autista prima che sparisse nel pomeriggio. Le speranze sembravano ormai esaurite e Igor aveva dato fondo ad una scatola di pralines (che potessero provocare  fenomeni di stitichezza, visto dalla prospettiva di uno stomizzato, non era assolutamente pertinente, anzi...) Miracolo d'Insubria: l'autista riappare sorridente al 6. piano del Civico, riacchiappiato grazie a fortunose, misteriose ed improbabili ricerche telefoniche avvenute nei retroscena,  a Igor vien consegnata personalmente dal vice-capoclinica la busta per il personale sanitario a Novaggio non senza tentare una goffa giustificazione degli avvenimenti vissuti, sdrammatizzando il tutto con una buona dose di humor...  Affidati al frastornato Igor pure  una serie di nominativi da salutare, tutti ex collaboratori al 6. piano che erano stati trasferiti nel Malcantone. Uscita di scena di Igor. Tutta questa fretta perché già altri aspettavano di poter prendere il posto di Igor? Il letto sfatto di Igor, lo restò fino a metà pomeriggio.   Cala il sipario, definitivamente, per questa storia che ricordava, per i suoi colpi di scena,  i classici vaudeville fine '800! Un domenica mattina decisamente fuori programma. Il personale, già ridotto e stressato per il regime domenicale, non ha apprezzato molto la vicenda....

Nel frattempo, altro colpo di scena: Sasha riceve l'approvazione per essere dismesso nel corso del pomeriggio. Increduli noi, contento lui. I genitori arrivano per il recupero, ma le carte di accompagnamento della dismissione non arrivano. Finalmente un medico dà le ultime raccomandazioni sul da farsi ai genitori.    Se non altro, di posti liberi nella camerata presto ce ne sarebbero stati  per due nuovi arrivi. Sembrerebbero un cambiamento epocale, le dismissioni nel weekend. A parte gli aspetti amministrativi, c'è anche da considerare il fatto che il sabato le farmacie sono aperte esclusivamente al mattino, salvo quella di servizio, di modo che il procacciarsi di medicamenti o altro su ricetta dei medici ospedalieri potrebbe diventare complicato. Ma la rivoluzione copernicana è dovuta ad un fatto molto più prosaico: le prestazioni ospedaliere vengono oramai riconosciute in funzione della CASISTICA per cui i giorni di degenza non hanno più che un riconoscimento indiretto. Pertanto, nessun interesse a mantenere occupati letti con lo scopo di poterli fatturare. Tanto vale tenerli vuoti... e risparmiare magari qualche cosa sulla pelle del personale sanitario... 

Renato è piuttosto scandalizzato dalle vicende di indecisione riscontrati: poi, lui,  che non riescono più a farlo mangiare, costipato, forse dal troppo cibo del programma Enhanced  Recovery After Surgery (ERAS Una terminologia di lingua italiana , non la si poteva scovare?) che mira a contrastare con una dieta ipercalorica e iperproteica i tradizionali problemi post intervento che in passato venivano tenuti sotto controllo con una limitazione molto stretta del carico intestinale e un uso mirato di antibiotici.

La situazione di Renato, porta al suo capezzale anche i due chirurgi che ci hanno operato. Finalmente posso rendermi conto di chi fossero il secondo paio di occhi scuri che avevo intravvisto nel primo intervento.  Occasione per porre loro alcune domande sul mio specifico, non senza rimarcare quanto apprezzassimo il loro impegno a presenziare anche in un giorno festivo: "e la famiglia?". Ho avuto l'impressione di aver fatto una gaffe... comunque, il carisma del nostro riesce a eludere elegantemente la domanda.

Si dice anche che una glicemia normale non riduca la risposta immunologica dell'organismo, quanto un organismo sottoposto a deficit zuccherino e di denutrizione. Nel mio caso poi, le condizioni della cavità addominale erano perfettamente asettiche e non necessitavano di alcuna protezione da antibiotico, indipendentemente dalla mia (buona) risposta immunologica.


La sutura per la ricanalizzazione  è stata eseguita usando una serie di punti a spirale in titanio tramite una suturatrice  meccanica, creando una doppia corona stabile e stagna sin dall'inizio e tutt'al più rinforzata dal passare del tempo da ulteriori escrescenze tissutali.

Suoneranno gli allarmi dei detettori di sicurezza?

Mi viene in mente la scena vissuta a Washington DC, andando a visitare la Casa Bianca con un amico: in coda a "S", ci viene incontro un baldanzoso sconosciuto luganese che ci saluta molto vistosamente. Ad un certo momento, scattano gli allarmi dei controlli elettronici. Le guardie si precipitano, guarda un po', proprio sul nostro e gli calano senza complimenti le braghe. Salta fuori, tra risatine manco troppo sommesse, un enorme piercing al membro del luganese... Un figurone di...

L' intervento diretto sull'ernia inguinale usando anche tecniche laparoscopiche, è relativamente complesso. Come sia stato risolto nel mio caso, non l'ho ancora potuto sapere.

Renato ha lamentato dei dolori alla spalla che sono stati fatti risalire alle probabile presenza di residui di gas (Anidride carbonica? Protossido d'azoto?) usati per creare spazio nella cavità.

Le informazioni su Internet mi hanno permesso di chiarire "Laparo" che non riuscivo a interpretare semanticamente:

Laparo = Addome in greco (nulla a che vedere con la nuova tecnica TV!)
La Laparotomia (Taglio addominale classico) si contrappone a VideoLaparoScopia 

 

Nel tardo pomeriggio, arrivo di Umberto classe 1966, un marcantonio accompagnato da una sua compagna. Di professione, verremo a sapere, conducente di autobus nella zona suburbana luganese. Altra appendicite aggravata dalla preoccupazione di veder andare in fumo i programmi di una trasferta nelle Puglie. Messo a  letto in attesa dell'intervento, il nostro non sembra apprezzare l'immobilità e corre in giro per il reparto chiaccherando con tutti. Un bel sorriso...
Colloquio preliminare con l'anestesista a bordo del letto. Domande  standard che conoscevamo a menadito. Riposte spesso completate da dettagli da parte della compagna. Non è nuovo a soggiorni ospedalieri: " l'asportazione di un sasso grosso così dalla cistifellea" dovrebbe avergli insegnato qualche cosa... A quando l'intervento? Veniamo a sapere che, malgrado sia domenica, gli interventi stanno susseguendosi ininterrottamente da questa mattina presto, quasi si trattasse della trasposizione ai tempi postmoderni della catena di montaggio di Charlie Chaplin.

Dunque, non solamente gli infermieri ma  pure i medici ne sono stressati: ambedue non sono oramai più in grado di nasconderlo davanti al malato che, rendendosene più o meno conto, le riflette  in ansie e paure per lo più alimentate da totale ignoranza nel merito. Portato in sala, seguito dalla compagna, rientrerà dopo alcune ore per poi poco dopo sparire sulle proprie gambe  per andare a fumarsi una sigaretta... Anche al mattino, sigaretta ed espresso dalla macchinetta ben prima del risveglio ufficiale. I due infermieri presenti la notte di domenica su lunedì, impotenti a tenere sotto controllo questo energumeno che sembra superare indenne da conseguenze l'operazione e la narcosi. Renato crede di aver visto i due (non gli infermieri...,  ma il nostro eroe e la compagna) in atteggiamento intimo, prima che sparissero, poco dopo il rientro dall'intervento. Sarà... la narcosi può fare anche bei scherzi!

 Una lettura scomoda... 

La lettura di Groucho risulta essere talmente esilarante che la devo forzatamente  interrompere  a causa dei  dolori all'addome, quasi avessi dei colpi di tosse.

All'infuori del cane il libro è il miglior amico dell'uomo.
Dentro il cane è troppo scuro per leggere.

 

Queste regole sono semplicissime, le capirebbe un bambino di 4 anni,
Chico, vamma a trovare un bambino di 4 anno, perché io non ci capisco niente!

 

Dal momento in cui ho preso in mano il libro, fino a quando l'ho rimesso a posto, non ho smesso di ridere per un solo momento.
Un giorno ho intenzione di leggerlo.

 Una traduzione talmente azzeccata, anche nei giochi di parole che permettono di risalire con un po' di fantasia creativa alle espressioni originali americane, non mi era mai capitata...

Mi addormento presto, verso le 22 quando Umberto non era ancora stato rientrato.

Un conto, la teoria...

Verso mezzanotte, bisogno di paracetamolo  cui avevo rinunciato dopo cena, a scapito della lettura di Groucho. Decido di vedere se il movimento potesse ovviare all'uso di ANALgesico.

Corridoi deserti, salvo un paio di persone spettatori TV,  pista ideale per veloci andirivieni per movimentare l'addome. Ogni tanto incrociavo l'infermiere dalla cresta, un bel vedere, poco importa da quale parte lo si guardasse... La ragazza in servizio, una piccolina leggermente claudicante, tutta presa a riordinare medicamenti negli armadi.

 Ne ho contati oltre una trentina di circuiti  e mi rendevo effettivamente conto che il movimento mi portava anche a stimolare la defecazione, che aveva assunto forme un po' più strutturate. I mutandoni me li tenevo comunque per ogni evenienza.  Dopo un'oretta, a nanna con paracetamolo.

Nous ne sommes pas des_héros. (con  acca aspirata, e accento acuto degli eroi o des zéros...  ricordi traumatici di grammatica gallica! Les héros sont fatigués. Mitico film visto nel 1955 )

Me ne son fatto una regola: ANALgesico esclusivamente  al momento di presenza insistente di dolore che mi preclude l'attività che ho in mente di fare.  Altrimenti, aspetto. Avendo previsto un dosaggio massimo  di 4 g / die equivalenti a 1 compressa ogni 6 ore, si può combinare bene  con i pasti.

ERAS gioca molto, oltre che ad una supernutrizione, anche sul controllo selfservice dal dolore: io ho l'idea che possa diventare una dipendenza specie nell'ottica della obbrobiosa ma sempre attuale scala "medica" da zero a dieci.

Forse mi sbaglio, ma meglio un disagio oggi, che... domani!

Dal sito EOC-Lugano:

Da luglio 2012, è stato introdotto all’ORL il programma “ERAS” (Enhanced Recovery After Surgery). Si tratta di un protocollo internazionale per la presa a carico del paziente operato all’intestino che permette di minimizzare “l’aggressione” chirurgica tramite un’ottimizzazione delle cure prima, durante e dopo l’intervento, sotto tutti gli aspetti (cure infermieristiche, chirurgia, anestesia). Questo protocollo a dimostrato una diminuzione delle complicanze e un accelerazione della ripresa funzionale post-operatoria. In conseguenza, la degenza in ospedale diminuisce in modo significativo. L’ORL è stato uno dei primi ospedali in Svizzera a ricevere l’accreditazione internazionale ERAS.
Comunque nel mio primo intervento, forse (?) in quanto eseguito in regime di urgenza, il programma ERAS non mi pare  abbia trovato applicazione.
La mia impressione è che ERAS rappresenti per molti ancora una novità!

 

Il mattino di lunedì, sarà all'insegna dell'ispezione del gran capo e pertanto tutto dovrà essere in perfetta  concordanza con le regole della casa!