Precedente - Successivo

Ma veniamo al dunque....

Segnali premonitori per qualche cosa che non era in ordine nel mio addome li avevo già recepiti inizio dicembre dopo un bel sabato notte in buona e bella compania dove si ebbe modo di apprezzare e farsi apprezzare al meglio tra amici di lunga data, di cui si conoscevano vizie virtù.

Il luogo degli incontri è situato in una valle del varesotto che porta al lago Maggiore (che raggiungevo con i mezzi pubblici da Ponte Tresa Italia, cambiando per un paio di volte bus, 30 minuti di attesa per l'ultima coincidenza al bar Rebelott con Prosecco ed aperitivo happy hour e WiFi su tablet come passatempo). Una bella garconniere amorevolmente gestita dal coetaneo Felix ed in costante miglioramento grazie anche all'aiuto di Carlo, un cinquantenne sempre pronto a dare una mano... “Palestra” dotata di tutto punto (manca  il WiFi, ma non  siamo poi così internet-dipendenti, ma se ci fosse...), con un buon riscaldamento a pellet fatto funzionare a pieno regime per una calda notte: unico problema in via di soluzione, la doccia riscaldata autonomamente, è situata al piano inferiore ed è raggiungibile che passando da una zona decisamente più 'temperata' (ed uso un eufemismo). Facile pertanto prendersi o pensare di aver preso un colpo di freddo, sottovalutando lo sbalzo di temperatura.

Il mattino seguente, al risveglio nei comodi letti della garconniere dopo poche ore di sonno restauratore, ero convinto di aver preso freddo, forse anche allo stomaco. Comunque nulla di tragico. Nei giorni successivi, Felix si preoccupò del mio stato di salute pensando di averci messo anche lui qualche cosa di troppo, ma lo rassicurai facendogli notare che risentivo più che altro ancora lievi dolori alla spalla ed al collo quando uscivo al freddo dell'aria aperta... In biblioteca, raggiungere gli scaffali più in alto non era più come prima. In casa il riscaldamento funzionava piuttosto male (17 gradi C richiedevano un indumento in più ed un cuscino termico nel letto per la spalla indolenzita) ma nulla di tragico.... Dopo una settimana, situazione tornata pienamente sotto controllo, vecchie abitudini comprese.

Per l'Epifania ('che tutte le feste porta via': l'augurio di 'Buona Befana' equivale alla speranza di sopravvivere al meglio le festività per rilanciarsi in un anno altrettanto soddisfacente quanto il precedente e pertanto senza rimpianti...) nuovo incontro con Felix: questa volta è lui che ad un certo punto sembra a sua volta aver preso freddo.... malgrado il riscaldamento a pieno regime. Quale spiegazione si postularono ipotesi anche più esotiche del tipo che i muri fossero ancora freddi (la garconniere restava fredda fino ad un paio di ore prima dell'arrivo degli ospiti..... Comunque Felix si è ripreso dopo un bella bevanda calda e cuscini preriscaldati con l'aria della stufa. Comunque anch'io non ero al meglio, ma l'impegno profuso nel far da crocerossina con Felix, mi ha fatto dimenticare i miei disturbi. Il mattino successivo comunque, si riproposero i sintomi della volta precedente. Felix mi riportava in auto di regola a Ponte Tresa italia fino alla rotonda di Bennet da dove proseguivo a piedi verso il valico. Questa volta gli chiesi di portarmi fino al valico, anche perché avevamo anche la valigia con il mio Pc che pensavamo si potesse riparare presso Felix. Al momento di lasciare Felix, non me la sentii di portarmi dietro la valigia, benché fosse su rotelle.... Segno che non ero nelle miglior delle forme.... Poi, nei giorni successivi, ricupero integrale.

Una settimana prima della crisi acuta, visita a sorpresa di Igor, un tipo un po' complicato che sa quello che vuole e te lo fa sentire, dalle idee ortodosse ai sensi degli stereotipi duri a morire nel Bel Paese, comunque irresistibile.... tosto e dalla mano rude, da ricordare per un paio di giorni!

Il mercoledì, grande porzione di barbabitole rosse e formentino, cipolle crude, uova dure e crostini secondo le tradizioni francesi apprese 50 anni prima a Ginevra. Il giorno dopo, c'era da aspettarselo, feci rosse che perdurarono per un paio di giorni e si accompagnarono progressivamente da fastidi all'addome.


Fine febbraio, nuova trasferta chez Felix, questa volta con Albertone carissimo, che conosco e apprezzo da anni, con il quale ho una perfetta sintonia ed una reciproca fiducia, vecchia conoscenza di Felix (non si vedevano da 10 anni, ma si ricordavano perfettamente l'un l'altro: ne avevano entrambi ben donde...). I fastidi all'addome erano prsenti e avrebbero forse dovuto consigliarmi a rinunciare al trio con Felix e Albertone, ma era così difficile prevedere un'altra opportunità a corto termine con Albertone straoccupato, che non volevo fare il guastafeste....

Per l'occasione, avendo saputo che Felix aveva inutilmente cercato per Natale dei calzettoni rossi da regalare agli ospiti delle serate (sul loro significato nell'ambito della cultura gay, ne riparleremo a tempo debito), dopo aver invano setacciato negozi, mercati e supermercati alla ricerca di questi benedetti calzini rossi (unici colori disponibili il bianco, il nero o grigio; il rosso, c'era nelle taglie per bambini....), mi è venuto il lampo di genio. Alla condizione di trovarli bianchi e di un filato 'puro' cotone o lana, senza poliestere o altri sintetici, perché non tornare ai tempi del dottorato (inizio anni sessanta, 50 anni orsono) e risolvere il problema tingendo i calzini in un bel rosso bandiera 'RRRR' proprio come me lo immaginavo io? Un rosso 'araldico' puro, senza sfumature verso l'arancione 'G' o verso il vinoso-bluastro 'B‘... Al mercato di Ponte Tresa del sabato, dopo aver trovato 6 paia di bei calzettoni di taglia oltre il 42 e certificati in autentico puro cotone, scovai una bancarella con articoli da droghiere che disponeva di quanto cercavo. Ho notato che in 50 anni l'arte della coloristica ha fatto bei progressi. Tingere è oramai diventato un gioco da ragazzi: prelavare a 60 Gradi i calzini per toglierne l'azzimatura, tingere in macchina da lavare con i coloranti reattivi e pertanto resistenti a successivi lavaggi ( il trucco dell'aggiunta di sale da cucina ha resistito i decenni...), et voilà risolto il problema. Il venditore mi ha detto che la crisi ha di molto incrementato la vendita dei prodotti per la tintura di tessili: per pochi € ci si trova con un capo riciclato che sembra pertanto nuovo....

 

Bei momenti, anche se Albertone ci dovette lasciare prima delle ore piccole per rientrare a Milano, tutti e tre in divisa con i calzettoni rossi ed io con la t-shirt di Gilbert e George di cui andavo particolarmente fiero: l'avevo trovata casualmente quasi 20 anni prima all'esposizione della coppia dei due artisti che ebbe luogo dal 19 giugno al 21 agosto 1994 in villa Malpensata a Lugano, allorquando organizzammo, quale associazione gay e con il benestare del Municipio (molto disponibile nei nostri confronti, che già ci aveva messo a disposizione gratuitamente il Padiglione Conza per una serata italo-svizzera dedicata al GayPride) e la benedizione del Dicastero Attività Culturali, l'evento di una visita guidata, è il caso di dirlo, senza foglie di fico... mentali.

Il mattino seguente mi resi conto di avere 'perdite' molto liquide di colore scuro quasi che le barbabietole rosse non le avessi ancora totalmente digerite dopo quasi una settimana. Anche lo stato generale non era tra i migliori: me ne resi conto quando si trattò di scendere la ripida scala che conduceva all'entrata-autorimessa. Anche salire e scendere dall'automobile di Felix divenne un problema, era come se l'addome avesse subito uno stiramento. Mi chiesi nuovamente se non avessi avuto un altro colpo di freddo nella foga con Felix ed Albertone.... comunque questa volta la faccenda appariva più seria e debilitante, tant'è che pregai Felix di riportarmi direttamente a Caslano in auto evitandomi di fare il paio di chilometri dalla frontiera. Felix, pur abitando ad una trentina di minuti di auto dalla frontiera, non era entrato da tempi memorabili in Svizzera con l'auto ed aveva alcune remore non meglio precisate, quando se ne discusse di venire un sabato sera a Caslano, per poter contraccambiare la sua generosa ospitalità. Quel sabato mattina, il mio stato lo convinse a mettere da parte le titubanze e fui lasciato praticamente davanti casa, non senza venir rimproverato da Felix di non aver detto nulla la sera per rendere i loro interventi meno invasivi e fors'anche altrettanto piacevoli (Felix è un grande estimatore, e ci sa fare, della cosidetta fase 'zero'....), nei miei confronti.

L'ultimo weekend prima del ricovero

I quattro piani di scale di Cà Maria mi apparvero improvvisamente come fossero una 'scalata': ricordai il commento di alcuni conoscenti che mi fecero notare quanto fossero ripide le scale e che un ascensore, ad una certa età, avrebbe potuto diventare più che una mera comodità. Risposi allora con 'per aspera ad astra' il motto latino caro ai monaci Benedettini, probabilmente l'unico pensiero che ho ritenuto dal mio soggiorno biennale (interno nella seconda e terza ginnasio) al collegio Papio di Ascona, retto allora dai Benedettini di Einsiedeln.

Comunque, raggiunsi l'appartamento e mi trovai a dover affrontare l'ultima rampa di scale, quella che mi portava alla camera da letto mansardata (bella, ma ammettiamolo pure, altrettanto scomoda tenuto conto che per ogni immanenza, ero costretto a scendere con pure il rischio di cadere....).

L'impresa che mi permise di raggiungere il letto risultò essere soggettivamente titanica per il dispendio forze. Riuscii a stento a levare il giaccone e slacciare i pantaloni che sentivo stretti. Poi entrai in uno stato di dormiveglia.

Dopo un paio di ore mi trovai costretto a scendere la scala per raggiungere il bagno e dar sfogo alle perdite nerastre, sempre più consistenti. Qualcuno che non ricordo, mi telefonò: mi disse che alcuni suoi conoscenti erano anche loro a letto con una fastidiosissima influenza intestinale; ci voleva pazienza. Mal comune... Mi presi un grammo di Aspirina, l'unico antidolorifico-antipiretico-anti.... che avevo (probabilmente scaduto) in casa e che mi somministravo quale ultima ratio una volta ogni due o tre anni. Nessun risultato dalla terapia al salicilato e impossibilità di dormire malgrado la melatonina: la paura di farmela addosso (fa 90?). Mi imposi di bere più che potevo, malgrado l'inizio di nausea. La domenica, passò lentamente, ma passò. Anche la notte su lunedì. I dolori subirono un crescendo, anche in assenza di particolari sollecitazioni dell'addome. Il livello d'allarme fu superato quando subii un attacco di crampi alle gambe e mi trovai costretto a scendere perigliosamente la scala per potermi somministrare la dose di magnesio che già in altre occasioni (una qualche gita a piedi probabilmente esagerata e sbilanciamento idrico) mi aveva aiutato.

Colsi l'occasione per assumere le usuali dosi mattiniere di integratori alimentari, il tributo che davo in chiave di prevenzione alla medicina 'naturale' e che consisteva in

  • Una dose di probiotico ai fermenti lattici, meglio una dose di Fermenti Lattici liofilizzati a stomaco vuoto. Lo yogurth, quello naturale fatto in casa con la yogurtiera che suona la musichetta a fine ciclo, sarebbe ancora l'optimum ma ho l'impressione che in fatto di fermenti, si sia dato la precedenza alla data di scadenza...

  Una dose di polivitaminico in compressa per compensare eventuali scompensi alimentari in quanto mi ero accorto che la mia alimentazione molto centrata su prodotti freschi di stagione disponibili al “Tavolino magico” non sempre rispondeva a criteri ottimali;

Un apporto supplementare di Zinco e vitamina E con Serenoa repens, Mirtillo rosso e Olio di semi di zucca (Integratore alimentare Top Prostata per il benessere maschile). Sono cosciente di avere una prostata e conosco anche molti amici che ne hanno dovuto affrontare disfunzioni con effetti abbastanza devastanti. Uomo avvisato.... Sull'effetto dello Zinco nell'ambito sessuale maschile non ci sono dubbi. Per le singole componenti erboristiche, gli effetti su una serie di sintomi benigni associati alla prostata (in particolare una diminuzione del flusso urinario alla minzione) sono comparabili ai placebo (Seneroa repens) o possono avere effetti coadivanti (Mirtillo rosso, Olio di zucca). Per la “combinazione” delle componenti erboristiche, la letteratura è abbastanza vaga. La mia esperienza personale mi porta ad avere l'impressione di averne avuto un effetto benefico sul flusso urinario alla minzione visto che le componenti erboristiche possono essere efficaci anche sul colon irritabile, gonfiore intestinale che a loro volta influenzano la minzione premendo sulla prostata

Dosi giornaliere di Ginseng e Ginko Biloba per le attività cerebrali, vecchi e comprovati rimedi della medicina cinese. Il Ginseng fece la fortuna della Pharmaton di Bioggio, accanto al Lidocaton (vicenda inizio anni '70, troppo lunga per essere raccontata qui).


La decisione di prendere provvedimenti

Mi resi conto di non poter far fronte al mio appuntamento settimanale delle 17 di lunedi alla biblioteca del Centro Diurno e telefonai al numero che conoscevo a memoria, in quanto facile da ricordare. Mi rispose la signorina Stefania, la signora Müller era in meritata vacanza, rendendosi subito conto dal tono della mia voce che la situazione doveva essere molto, ma molto seria.

Anche lei mi disse che c'erano in giro molti casi di influenza intestinale, ma quando le comunicai dei miei dubbi di perdite ematiche, mi disse subito di rivolgermi al mio medico di famiglia. La pregai di farlo lei perché non me la sentivo più di cercare il numero e di dover raccontare tutta la storia. Nella peggiore delle ipotesi, quella di un eventuale necessità di trasferimento al pronto soccorso del Civico, ho espresso il mio assenso a che qualcuno del Centro se ne prendesse carico. La dottoressa Armani consigliò l'immediato trasporto al pronto soccorso tenuto conto dei dolori (una peritonite?) e delle perdite che presentavo con il dubbio che potessero essere sangue (emorragia intestinale da chiarire al più presto).

Se avessi avuto un termometro....

Non ero in grado di poter dare ragguagli in merito alla presenza di febbre: un termometro in casa non ce l'avevo e pertanto non ne avevo la benché minima idea. Avessi potuto misurarmi la temperatura già nei giorni precedenti, non saremmo giunti all'ultimo momento per salvarmi la pelle.... Ho imparato la lezione e non ho mancato di trovare nel frattempo un bel termometro a massima digitale comodo e rapido da usare e che non richiede la tradizionale, ma non sempre facile, 'mossa' per far ridiscendere la colonnina di mercurio prima di ogni misurazione.