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Preoccupazioni istituzionali6.htm

Nel tardo pomeriggio, visita dei servizi sociali cantonali, per organizzare in tempo la dimissione dall'ospedale. Visto che ero solo a casa, si prospetta la necessità di un eventuale soggiorno-ponte a Castelrotto per il quale sono piuttosto scettico. Avrei preferito rientrare dall'ospedale direttamente a casa, sicuro che con la cooperazione del Centro Diurno avrei trovato il modo di mantenere il più possibile una gratificante, seppur difficoltosa, indipendenza.

L'operatore si prende l'incarico di contattare il Centro e di iniziare assieme le procedure per i vari servizi a domicilio con le organizzazioni attive nella regione di Caslano. Salutandomi, mi chiede quale bibliotecario al Centro, di pensare cosa potrei consigliargli come lettura, visto che potevo immaginare i suoi interessi.... Situazione ambigua... Honi soit qui mal y pense!

KLS

Poi il colloquio con la signora Cristina Treter, responsabile e persona-chiave del Servizio di stomaterapia nell'ospedale che con estremo tatto e sensibilità (esatti dall'ostico argomento) mi mise a conoscenza della presenza e la funzione della colostomia. Mi è stata inoltre proposta la lettura di una guida dedicata alla colostomia edita dalla Lega contro il cancro. Molto esauriente e comprensibile: ben fatta e consigliabile anche a chi non ne è personalmente coinvolto. Da catalogare per la biblioteca del Centro Diurno! Download .ftp. Comunque, fino a quel momento, ero rimasto allo scuro di questo inghippo!

La signora Treter seguirà il mio caso con incontri settimanali nello studio ad hoc situato al 12. piano. Il servizio infermieristico a domicilio darà per ogni evenienza una ulteriore mano in collaborazione con la signora Treter.

Tutte notizie che se da un lato possono rassicurare, dall'altro possono incutere preoccupazione vista l'importanza che veniva data al supporto dei pazienti con questa problematica: vedremo fino a che punto la grammatica sosterrà la pratica...


La ripresa delle funzioni fisiologiche.

Due giorni dopo l'intervento, l'attività renale si è ripresa e il catetere urinario è stato tolto. Ancora impossibile alzarmi per gli altri cateteri: il pappagallo permetteva inoltre di tenere sotto controllo il mio output urinario... Gli altri cateteri continuavano a rilasciare quello strano liquame bruno scuro così simile alle perdite che avevo osservato nei giorni prima dell'intervento...

Poi finalmente mi venne tolto anche il catetere intestinale e mi fu concesso, dopo oltre una settimana di digiuno a pura acqua sorgiva in bottiglia, di iniziare ad avere diritto e cercare di apprezzare il servizio alberghiero dell'ospedale a partire dalla piccola colazione a base di pane, burro e marmellata in doppia porzione, cocktail di succhi di frutta e yogurth. Un swiss breakfast in piena regola, con un caffélatte proprio da Oltregottardo! Il ritorno alla normalità nei pasti non avvenne senza un qualche problema: quasi a farlo apposta, le selezioni che feci i primi giorni per i pranzi e le cene, stimolato dalla perdita di peso che volevo ricuperare e aiutato nella scelta dei menu da una gentile signora, non furono propriamente felici. Sono stato piacevolmente sorpreso dalla varietà delle scelte e da una particolare cura nel proporre anche specialità regionali Prediligevo, quasi a farlo apposta e l'ho saputo che dopo da una seconda lettura del libretto informativo sulle colostomie, tutti i cibi che venivano sconsigliati dai dietologi nella fase di svezzamento perché troppo ricchi in fibre... me ne resi conto dai brontolii e dalle reazioni delle zone interessate.

 

I pasti me li facevo servire al tavolo lungo la finestra con magnifica vista della grande Lugano verso oriente dal 6. piano del nosocomio: conoscevo benissimo i quartieri che si stendevano sotto il mio sguardo essendo cresciuto poco lontano dal posto in cui mi trovavo da osservatore. Devo dire che, salvo poche 'vecchie' costruzioni, era rimasto ben poco di 'originale' di come ricordavo la città ed il sottostante quartiere di Molino Nuovo. Grazie a Google Earth, ho potuto aggiornare la mia immagine della città la cui evoluzione urbanistica era evidentemente stata plasmata da un sindaco architetto e dai poteri forti locali. All'imbrunire, le correnti di un traffico semaforizzato al massimo , risaltavano come serpentoni luminosi.

 

Con la possibilità finalmente di muovermi, anche se accompagnato dalla classica infusione su rotelle ed in posizione non propriamente eretta, feci il grande balzo che mi ero ripromesso da giorni e raggiungere l'ascensore che portava alla hall dell'entrata con lo sportello che distribuiva la password per attivare la WiFi sul mio tablet e dove c'era l'edicola per il ricupero degli indispensabili articoli dimenticati nella precipitose partenza da casa: tutto per radermi, il deodorante Non posso affermare che la connessione alla rete abbia cambiato la mia vita, ma ammetto che il tempo inziò a scorrere più veloce. Una volta rasato, lo specchio divenne meno impietoso....

 I vicini di corsia si avvicendano:

allo slavo con cui fu poi anche possibile scambiare qualche discorso in italiano (aveva fatto fortuna come cuoco), succedette un baldo e palestrato operaio trentenne frontaliero, una gioia per gli occhi, che subì quale magazziniere in un cantiere edile del luganese un incidente con fratture multiple ad una gamba, felicissimo di essere stato ricoverato non oltrefrontiera;

al posto liberato dal falegname, arrivò nel cuore della notte un suggestivo signore che portava una lugubre maschera con un vetro a protezione di un occhio ferito.

Il momo' cadde, durante più notti, fuori dal letto malgrado le sponde sollevate a scopo preventivo e caparbiamente scavalcate nel sonno dal nostro: le infermiere allarmate dai compagni di corsia stentarono a risollevare da terra il gigante, anche con l'aiuto di colleghi, per rimetterlo a letto e anche far fronte ai problemi poco simpatici ed inquietanti (avrebbe potuto succedere anche a me?) dovuti al suo sacchetto.

Che le notti non potessero essere di tutto riposo era scontato tanto più che è risaputo che il ciclo circadiano ha particolari criticità tra le 2 e le 4 del mattino, con più sensibilità ai dolori: questo è anche l'intervallo di tempo dove avvengono più “exitus”....

Il ciclo del sonno, con interventi ogni 4 ore per un’altra dose di antibiotico,è decisamente disturbato: oltretutto abituato a ricevere dai 3 ai 5 mg di Melatonina 15 minuti prima di andare a dormire e avere un sonno continuo di almeno 8 ore (alla faccia di chi sostiene che con la vecchiaia si dorme meno…), lo spezzettamento del riposo notturno con frequenti ‘fuori programma’ causati dalle esigenze dei compagni di corsia influisce sul più stabile dei cicli circadiani….
Ho cercato di ovviare al problema, parlandone con il personale del Centro Anziani sperando di trovare il modo di farmene avere dall’Italia dov’è presente in ogni supermercato quale integratore alimentare. Non mi ero reso conto che nel frattempo anche in Italia, a partire da quest’anno si sono introdotte delle restrizioni per la vendita nei supermercati di questo integratore alimentare (riduzione dei dosaggi da un massimo di 5 mg ad 1 mg / compressa): il prodotto cui ero abituato non era pertanto più disponibile che nelle farmacie e dietro ricetta medica…. O compensando la riduzione del dosaggio (1/5) con un aumento del numero di dosi ( e dei costi x5!).

http://www.europass.parma.it/page.asp?IDCategoria=553&IDSezione=0&ID=500170

Ma la farmacia di Ponte Tresa Italia chiuderà un occhio per le richieste senza ricetta medica dei clienti svizzeri del dosaggio di 5 mg per capsula come preparato officinale? Nella Confederazione, la melatonina è praticamente tabu per ovvi motivi commerciali: se ne nega semplicemente l'efficacia a confronto con i prodotti per indurre il sonno a base di benzodiazepine che rappresentano pur sempre una cifra d'affari determinante per il benessere finanziario delle nostre industrie farmaceutiche, farmacisti compresi.

Visto che la melatonina non era disponibile, cos'altro restava per conciliare il sonno? La saletta della televisione, molto frerquentata durante il giorno e deserta dopo le 21, permetteva di vedere fino a mezzanotte tutti i programmi cui ero abituato a casa, in prima serata. Avrei potuto vederli dal mio letto anche su tablet, ma non avendo le cuffie, rischiavo di disturbare i vicini. Cosicché a mezzanotte ricarica dell'infusione di antibiotico a cura dell'infermiera di turno e visione di un qualche documentario dalla paletta di Cablecom non presenti in Swisscom. 4 ore di TV creavano ottime premesse per un sonno anche senza melatonina! Oramai tutti avevano capito che ero un nottambulo senza remore....


L'inizio della seconda settimana di degenza fu marcato dall'annuncio della visita del capoclinica Prof. Dott. Rosso con tutta l'équipe dei medici assistenti e la preghiera di restare nel reparto. Tra le infermiere c'era un'atmosfera di profondo rispetto: ad un ordine quasi perfetto non si lesinò di aggiungere alla perfezione quel tocco in più nelle medicazioni e i tanti piccoli dettagli che sfuggivano comunque ai pazienti.

Il carrello con tutte le cartelle cliniche del reparto precedette l'entrata in pompa magna del gran capo (stereotipo del supergraduato dell'eserito in ispezione) circondato da una buona mezza dozzina di ossequosi personaggi, tutti e quanti in stretto dresscode bianco, dietro i quali con un piglio enigmatico spuntava anche il simpatico chirurgo che mi aveva operato. Il professore decretava, davanti al letto del paziente dopo uno sguardo alla cartella ed un rapidissimo contatto per lo più visivo con il soggetto ed un brevissimo mormorio-commento da parte del medico coinvolto, se dopo uno, due, tre giorni ci fosse la possibilità di andare a casa.

Mi venne confermato che sarei stato dimesso il mercoledì, dopo 10 giorni di permanenza.