Pellgrinaggio: (Cont.)

Gli ospiti de Sanctuarium venivano ricevuti da von Mayer in compagnia della Fenacci ed invitati a vestire un indumento decorato da motivi claristi. Vedasi i capitoli a pp.54-57 $ "Un pellegrinaggio al Sanctuarium Artis" e pp. 58-61 $ "Note d'arte di una Ticinese" dal volume di Graziano Mandozzi.
Seguivano in sequenza, uso nella descrizione volutamente il passato, ulteriori approcci con precise funzioni nei confronti del visitatore nei locali e le scale che lo portavano al piano superiore. Nell'aula, dove dominava una vetrata a forma di rosa quale simbolo della bellezza, Elisàr von Kupffer si presentava personalmente agli ospiti bardato con paramenti che ne dovevano sottolineare la funzione sacerdotale o di guerriero per una sacra causa.

 

 

Dal comodato di Spazio Gay: Elisarion, Eduard e Rita (una delle rare figure femminili)

Il drago contro cui lottava il nostro eroe era ancora una figura mitica: il Ceresiosauro del Monte San Giorgio, scoperto dal palentologo Bernhard Peyer all'inizio degli anni '30 negli scisti bituminosi del Mendrisiotto, era ancora sconosciuto ai più ed ancor di più ai turisti che avevano scelto il Locarnese a scapito del Sottoceneri per le loro vacanze nella Sonnenstube. Esisteva una polarizzazione del turismo ticinese: il Sottoceneri, sull'asse della ferrovia del Gottardo, con i suoi grandi alberghi luganesi, era meta di clienti internazionali più nobili; il Sopraceneri era più aperto ad ospiti di minori pretese e fors'anche culturalmente meno dotati e più restii a pagare per entrare  nel tempio. . Sicuramente, queste contingenze spiegano anche l'insuccesso dell'elitario Sanctuarium Artis malgrado gli sforzi di renderlo più conosciuto.

La natura non è il mondo di Dio,l'unità dell'ordine divino, non senza il male, costretta dalle necessità di creature malvagie; dove c'è,  lo spirito di Dio fa il bene, ritempra e libera le anime pure.

Si passava al coro con la contrapposizione rappresentata dal "Terror Terrae" (1937), unico e cupo riferimento al mondo del Caos e della guerra (von Mayer ne parlerà in "Aus Tiefster Not", Gennaio 1943)

Le 22 stazioni della via al Chiaro Mondo dei Beati conducevano, passando accanto alla intensa e per molti inquietante "Croce in luce" (1912-1913; "San Sebastiano" secondo Mandozzi  $ (pp. 100-101), altrimenti interpretabile in funzione Claristica come l'incrocio di due linee rappresentanti l'esistenza terrena ed un movimento verso l'infinito), al ponte della cripta con l'autorappresentazione di Elisarion sul letto di morte e la sua trasfigurazione. Una tenda separava, nell'ombra, l'ormai preparato visitatore, dal luminoso paradiso de Il Chiaro Mondo dei Beati.