Premessa:

Verba volant, scripta manent! Nelle intenzioni di qualsiasi pubblicazione, sia essa storica o scientifica, la prefazione rappresenta una prima presa di posizione preliminare, spesso trascurata dal lettore, che fornisce  la chiave di lettura del soggetto. Le parti conclusive ne riassumono i contenuti facendone una sintesi proponendo ulteriori spunti di riflessione. Pertanto, nel riproporre materiali di approfondimento, si è dato particolare importanza, come nella fruizione di opere musicali, al prologo l'"ouverture" che lascia presagire le tematiche ed al "finale" che le riassume. La sistematica presentazione degli indici delle trattazioni citate  ne dà una visione d'insieme quale ponte d'accesso ai contenuti. Nell'approccio di un qualsiasi tema, riteniamo importante presentare i due lati della medaglia nella ricerca di comprenderne, oltre il lato  più visibile di quello che si impone comodamente come "verità incontrovertibile", anche l'altra faccia per lo più nascosta, ovvero di quello che un soggetto non è. Non tutto è oro quello che luccica: molti i sorprendenti lati oscuri scovati al di là delle visioni trionfalistiche o vittimistiche, e non sempre comodi ad una lettura approfodita dei personaggi coinvolti. Un discorso differenziato che si presta a malintesi, specialmente per chi non vuol "capire", sordo o cieco dai pregiudizi, prone ad accettare facendole proprie, sia le preclusioni che gli stereotipi senza riserva alcuna dimenticando che nessuno è perfetto. Queste considerazioni, meritando di essere tenute sempre presenti, valgono anche nella fattispecie, una cronaca di approfondimento con soggetto un personaggio controverso e l'ambiente, il clima dibattuto che lo ha circondato e le inevitabili interazioni. Intenzione non facile, quella di evitare (pre)giudizi nel dovuto ed irrinunciabile rispetto alle persone!

Molti i testi originali di questa presentazione sono stai redatti in tedesco: abbiamo pertanto cercato di tradurre in italiano quelli più significativi (prosa e poesie nel loro significato letterale, da ingegnere non ne ho pertanto l'eleganza di un poeta. Non sempre facile trovare il vocabolo dall'accezione esatta!) eliminando così una invalicabile barriera al lettore cisalpino, spesso scevro da cognizioni della lingua tedesca, per apprezzare pienamente la rilevanza del soggetto. (Link Archivi .pdf preceduti dal segno "$", integrati nel motore di ricerca del sito www.brunogf.ch. I riferimenti a wikipink.org sono contrassegnati da "§". )

Elisarion  esule dal 1915 nel Locarnese,  rappresenta anche  il paradigma della società (ticinese) con i suoi risvolti che la caratterizzarono e caratterizzano nei rapporti con il "diverso" con particolare riguardo alle vicende storiche del Locarnese. Pertanto, sulla scorta della cronaca, ne terremo conto per farne una rassegna vista con l'altro occhio. L'autore di queste note è stato coinvolto con le vicende legate al destino del lascito Elisarion e ne presenta una sua versione originale dalle ripercussioni per lo più poco conosciute quale complemento di carattere locale, dietro le quinte. Indubbie le analogie che mi legano per empatia al soggetto di queste considerazioni coinvolgendomi oltre una semplice trattazione del tema dagli effetti che ne caratterizzano l'attualità di un work in progress. La discussione è aperta!

 

Il presente contenuto (seguendo un traccia prevalentemente cronologica) vuol essere un approfondimento di quanto egregiamente redatto per il Comune di Minusio da Graziano Mandozzi (se ne suppone, con la loro riproduzione quale pubblicazione NON più disponibile in commercio, non infrangerne eventuali copyright) nel 1996 ed un complemento  alla estesa trattazione in tedesco di Fabio Ricci (2007) di cui abbiamo tradotto in italiano, per la comprensione del lettore, un ampio stralcio. Una sintesi del soggetto è presente in rete, anche in italiano, al sito www.elisarion.ch.

Per comprendere il personaggio ELISARION (Elisàr von Kupffer) , esiste una sua autobiografia che si diffonde in dettaglio sulle origini della sua famiglia, le sue vicende di bambino e da ragazzo, la conoscenza di Eduard von Mayer che sarà il suo compagno sodale e condiscepolo.

La morte  di Elisàr interromperà la sua stesura cronologica alle vicende che precedono l'arrivo a Firenze. Comunque  non mancheranno considerazioni a posteriori che riflettono il suo successivo vissuto riassunte nel capitolo conclusivo Der Weg der Liebe, una intima  ed illuminante rassegna di conoscenti che completano la sua visione dei due mondi trascorsi.