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Die Gefesselte Afrodite gemäss Wunsch 4 Teile ORI Deutsch:

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4: EvK_GefesselteAfrodite-4-(Rache);

 

Feuer im Osten gemäss Wunsch 3Teile ORI Deutsch:

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2 PDF: Die gefesselte Afrodite - Feuer im Osten Titelseite Vorwort Auzüge)

Ita -Texte: Siehe folgende Kommentare

Elisàr von Kupffer drammaturgo:

Die gefesselte Afrodite

Feuer im Osten

 

Il sogno adolescenziale di Elisàr von Kupffer  era quello di diventare un autore teatrale. L'una dopo l'altra nascono venti pièces con tematiche ellenistiche Die gefesselte Afrodite, 1911 epico-eroiche Feuer im Osten 1904, Der König ohne GottOliver Cromwell, Russischer Feuer o  di piacevole intrattenimento Aino un Tio, Die Politik der Liebe, Totengespräche). Alcune vengono pubblicate ma nessuna di esse raggiunge la soglia di una première). Pertanto, l'interesse dell'autore si sposterà man mano verso la poesia.

 

Nel testo di accompagnamento a $ Die gefesselte Afrodite, l'autore definisce la pièce come quella dell'Amore e Bellezza nei vincoli di questa terra rappresentata dall'Ellade. Incompresi nemici che colpiscono il personaggio principale senza pertanto distruggerlo, altri che se ne invaghiscono e tentano di renderlo altrimenti schiavo. Ma anche un barbaro vincitore frequentemente diventa a sua volta prigioniero dell'amore. I graziati dalla bellezza non sono completamente belli, o illuminati i donatori d'amore . La vendetta assume pertanto un ruolo anche nell'Ellade, nell'erronea assunzione che essa sia di natura divina; anche se la vendetta, che porterà alla caduta della protagonista. e questo è il messaggio superiore, trova una trasformazione che porta all'amare i tuoi nemici. Dioniso e la sua adorata statua non rappresentano idolatria come d'altro canto la venerazione del crocifisso da parte dei cristiani. Dioniso non è la figura del pessimismo di Nietzsche come d'altronde il Cristo non è quello di Voltaire. Die gesselte Afrodite non rappresenta un'opera filologica o storica come non lo è l'Ifigenie di Goethe e nemmeno un ricupero archeologico di un'epoca prima o dopo Cristo, ma nient'altro che rappresentazione poetica ed umana della tragedia della bellezza nell'ambito di un contesto caotico di passioni e vendette quale la nostra terra N.d.tr.: Il mondo del Caos, da contrapporre ad un Chiaro Mondo che stava prendendo, sin da allora, forma nel cuore e nella mente dell'autore).

Mi sarebbe Stato facile far rientrare la composizione in usuali forme ritmiche. Ma come ho usato i versi nella favola in tedesco di Aino e Tino o la prosa naturalistica di Feuer im Osten, anche qui ho usato particolari forme allo scopo, dando una specifica parlata ai rappresentanti delle bellezze dell'Ellade che si contrappongono, in totale incomprensione, a quella dei barbari con un altro stile di vita. Anche nella resa grafica dei testi, si è pragmaticamente tentato di tenerne conto.

Le crescenti passioni e lotte di questo dramma, superando il proscenio, non mancheranno di coinvolgere ancor più gli spettatori di quanto già avvenuto alla lettura dal vivo del testo.

 

 

Probabilmente del  1904 il dramma di Elisar von Kupffer  $ ORI "Feuer im Osten" $ ITA-Trad "Fuoco all'Est").  La data la  si deduce dalla dedica al compagno nella lotta contro il "caos del non personale"  Dr. Eduard von Mayer autore di Lebensgesetze der Kultur Halle, Niemeyer, pp. 396, 1904), .  Scene drammatiche  in tre atti dalla rivoluzione Russo-Baltica,   al motto di  Caveat consules!... mai troveranno una rappresentazione. L'autore, anche in questa pubblicazione, nella sua vivace introduzione tiene a precisare molte cose. Dettagliate indicazioni alla regia completano il prologo. Finale pomposo...

Dalla prefazione dell'autore, dedicato al compagno nella lotta contro il caos dell'impersonale, il dr. Eduard von Mayer.

Per la prima volta si presenta al grande pubblico l'ambiente dell'Estonia, il paese più settentrionale del Baltico. Pertanto, nel primo Atto, si rappresenteranno dettagli che possono essere omessi se la regia li riterrà come ovvii al proprio pubblico. Piccoli litigi prodromi di una rivoluzione. La vicenda rappresenta una storicamente autentica situazione caotica, contrariamente alla rivoluzione francese, senza un particolare eroe. Nessun eroe, ma martiri quali i personggi di Linda ed il barone Friedrich. Il personaggio dell'ispiratore della sommossa, fratello di Linda, non è romanzesco, ma rappresenta volutamente i conflitti nei sentimenti delle persone immancabilmente coinvolte dalle piccole dimensioni del paese. Nella vita tutto sembra succedere per caso, altrettanto che nell'arte. Pensiamo ad una Iphigenie auf Aulis di Goethe con l'arrivo di Oreste o a Romeo e Giulietta di Shakespeare con le famiglie inimicate ed il tardivo risveglio di Giulietta. Non sarebbero, altrimenti, tragedie! La mancanza di percezione dello spettatore non dev'essere sempre colpa dell'autore. Nel nostro mondo della realtà tedesca trovano adeguato posto le più stupide tragedie.

Il dramma consta di tre atti suddivisi in 10, 14 e 11 scene rispettivamente, si svolge alla fine di luglio 1905, in una zona di frontiera tra Estonia e Finlandia. Pubblicato nel 1908, l'opera scenica tematizza le confuse vicende politiche e sociali in Estonia a seguito della guerra russo-giapponese (1904-1905) della successiva rivoluzione russa (1905-1907).

SINOSSI

La trama del primo atto apre su una festa di battesimo nella cavalleresca magione tedesca. Il padrone, Friedrich barone di Kurküll, possidente terriero ed industriale è proprietario di una redditizia fabbrica di grappa. La situazione politica viene descritta dai vari punti vista personali. Nel loro snobismo sociale, i festaioli ridono su contadini, servi e lavoratori Estoni; causa del loro male, il bere. Una delegazione di lavoratori della fabbrica viene dal padrone di casa a lamentarsi di un sopraintendente della fabbrica. Portavoce del gruppo, il maestro delle elementari Jaan Walgus; il motivo della lamentela: il sopraintendente, Siegmund un tedesco del Reich, al più piccolo sgarro, usa violenza nei confronti degli operai. Si minaccia lo sciopero, qualora non fosse licenziato. Nel corso delle trattative si viene a sapere che Linda, moglie del padrone, da bambina e orfana di entrambi i genitori, venne adottata dal consigliere di Stato russo Schnitter e la sorella del maestro.

Atto I, Scena 6:

Linda: La prego, Signor von Bergedorff! Signor barone!

Körling: In nome di Dio! Non vorrà per caso litigare? 

Baronessa Ring: Che c'è? Mio marito è agitato.

Friedrich: Una piccola discussione di principio.

Baronessa Ring rivolta ai due Signori: Niente stupidate. Abbiamo abbastanza gabole. Mio marito spesso non sa quel che dice. È il suo modo di scherzare.

Bergedorff: Signora, scherzi perlomeno ridicoli.

Dottore: L'affabile cuore del barone si perde facilmente in chiacchiere.

Barone: Douglas leggermente ironico Vostro marito non ha a suo tempo ricevuto una onorificenza, per les honneurs al governatore?

Baronessa Ring: Nella nostra società, un piccolo ordine di Stanislao! ride  sprezzante Che ce ne facciamo, affatto, di onorificenze!

Signora von Himmelstijerna conciliante: è pur sempre un premio.

Baronessa Ring:  Ci sono uomini molto abili senza onorificenze e non ne abbisognano. Guardate il nostro dottore! Invecchiato al servizio dell'umanità, e nessuno gli ha fatto avere una onorificenza. Per cosa! Ed anche l'eccellenza cavalleresca indica il barone Douglas non ne ha!

Il consigliere di Stato agitato: Signora baronessa,  ma vuole negare allo Stato il diritto di riconoscere i servizi dei suoi sudditi?

Baronessa Ring: Affatto, Signor consigliere di Stato. Ma se non siamo soddisfatti delle nostre azioni, tanto meno lo possono fare le onorificenze.

Dottore: Ha ragione la Signora baronessa. Apprezzo, sopra ogni cosa, la libertà.

Generale: Eh si, Signor dottore, sempre Stato il rosso tra di noi.

Linda a Nicolai: È vero che è Stato richiamato dall'armata della Siberia?

Nicolai: Si Signora.

Baronessa  alla Signora Himmelsijerna: Nessuna notizia di Vostro figlio?

Servitore  ha nel frattempo portato diversi giornali).

Signora von Himmelstijernan: All'arrivo. Nel frattempo può anche essere anche morto.

Körling: Si consoli, non cade foglia che Dio non voglia.

Baronessa Ring alla baronessa: Vostro fratello è occupato. Barone Douglas! Nuove dalla guerra? Interessante il giornale di Quassel?

Barone Douglas ripone il giornale: No, quello di san Pietroburgo. Brutte notizie.

Più persone: Che c'è, che dicono? 

Generale: Andate perse altre navi?

Olga: Mio Dio, una battaglia?

Barone Douglas: Non ancora, Ma leggo qui dalla Lettonia: Grande sciopero tra i lavoratori di Pernau.

Signora von Himmelstijerna: Ma diventa una cosa seria!

Barone Douglas: violenti agitazioni a Riga. I marinai di Libau si stanno ammutinando sorvola il giornale

Baronessa: Nei nostri pacifici paesi baltici? Chi l'avrebbe creduto dieci anni fa!

Baron Douglas: Il capo della polizia di Wilma, assassinato. 

Baronessa: Pazzesco! Pazzesco !

Baron Douglas:I lavoratori della distilleria di Unterpahlen hanno avuto delle pretese selvagge. Non andandoci incontro... leggendo Qui! Il Pastore a Laudohm è Stato insultato da parecchia gente. Avrebbe portato una bandiera rosssa.

Signora von Himmelstijerna: Mio Dio, come andrà a finire!

Generale: Gentaglia questi lettoni nel Livland!

Baronessa: Pensa che i nostri estoni siano meglio?

Signora von Himmelstijerna sommessamente:  Alessandra, ci sono orecchie di troppo.

Ninipu: Se hanno pretese giustificate , le si dovrebbero ascoltare. Sarebbe semplice e cristiano.

Körling: Certamente, caro confratello, Ma non accettate l'indignazione?!

Ninipu: Indignazione, parola dura.  La situazione della gente non è sempre la migliore. Anche le parole di nostro Signore salvatore sono state interpretate come indignazione.

Körling: Ma mio caro, caro confratello. Ma che ci ha a che fare il nostro Signore e salvatore! Ubbidisci ai tuoi sdeppur capricciosi superiori! disse l'apostolo Paolo.

Minipu: Paolo non è sempre in sintonia con il suo Signore. Il mio  giogo è delicato, il mio peso lieve, disse Cristo, prendetevelo su di voi! E per Paolo è troppo pesante e contesta anche la nostra volontà.

Körling: O - o! Queste sono idee che la nostra chiesa luterana vuole sovvertire.

Il cameriere attraversa la sala, scambia alcune parole con il Signor von Bergedorff, sparendo subito dopo  alla sua destra nella sala.

Minipu: Credo, Signor Pastore , il messaggio di Cristo abbia basi più solide di quanto lo siano i nostri fraseggi. Attendono a che vengano perfezionate.

Körlin nervoso:  Si, si, Lei vede, Dio ci punisce in quanto abbiamo perso la vecchia via.

Minipu:  Volete negare la divina custodia dei figli?

Körling  violentemente: Siamo fondamentalmente dei peccatori! L'obbedienza è la nostra prima virtù: ubbidire contro le leggi divine, ubbidire contro l'autorità di Dio.

Minipu vivacemente:  Prima di tutto obbedienti contro la nostra coscienza.

Körling: La coscienza è un flessibile guanto  per la nostra mano lasciva.

Baronessa Ring: Ma Dio non dovrebbe parlare in noi stessi?

Bergedorff arriva  eccitato dalla sala, richiamante il cameriere: I miei cavalli! Questi sono, Signor Pastore Ninipu, il risultato dei vostri sermoni. Avete fatto andare fuori di testa i contadini ed i lavoratori con le vostre prediche del giovine ricco. E questo sarebbe il vostro compito di curatore delle anime? Metterci contro il popolo bestia?!

Minipu irritato: Non la capisco, Signor von Bergedorff.

Bergedorff: Ma non avete predicato il comunismo a questa gente? Solo questo qui sarebbe un cristiano che condivide il tutto con gli altri? Tutto, fino all'ultimo copeco. Fossimo tutti uguali!

Minipu: Rimproveri al  Salvatore! Non sono forse chiamato ad insegnare il verbo di Cristo?

Körling: Ah! confratello,  ubriacare teste calde ignoranti!

Bergedorff:  Certamente! Lei predica la ribellione contro le nostre condizioni d'ordine.( maligno Incomincio da lei, Signor Pastore! con crescente eccitazione Incominci a regalare quanto possiede! Abita mille volte meglio nella vostra canonica che il contadino che coltiva patate nel suo piccolo campo. Non lo fa? Nella bibbia, scritto dagli apostoli ci stà: Andate a pieni nudi, con un bastone, e senza possedere tesori! Vostro padre era un cuoco, ma ho piuttosto l'impressione che assomigliate si più ai maledetti aristocrati che combattete!

Signora von Himmelstjiern mentre tutti sono in imbarazzata attesa: Signor von Bergedorff - la prego!

Bergedorff: Dobbiamo cantare come felici uccellini, quando il nido è messo a fuoco!

Baronessa: Che dice? Ma che è successo?

Bergedorff: Un messaggero a cavallo mi ha annunciato che in mia assenza è stata messo a fuoco il mio fienile nel quale avevo appena finito di riporvi il mio fieno. So che me l'hanno attaccato! Lo avevano tagliato sul mio prato! Naturalmente ho portato il fieno al mio fienile. Già l'anno scorso lo avevano appiccato nel mio fienile. Ma non l'ho potuto dimostrare. Ora so chi sono stati i briganti!

Korling: O, o che situazione in cui si trova! a Ninipu Mio caro Confratello, dovete parlare alla coscienza della gente, ma seriamente!

Minipu: Non vorrete affermare che abbia sobillato la gente!

Linda: No, Signor Pastore, chi lo crederebbe!

Baronin Ring: Io sicuramente no.

Minipu: La ringrazio.

Bergedorff: Bisogna far succedere qualche cosa. Non si può continuare così. Da quando il governo ci ha strappato dalle mani la giurisdizione, si sta gonfiando la cresta a questa gente.

Il consigliere di Stato si alza.

Bergendorff Si hanno sobillato gli Estoni contro noi Tedeschi. Sì, Signor consigliere di Stato. Il governo adesso la paga. Non si può governare il mondo dal Sinai. Il popolo deve avere un'autorità nelle vicinanze.

Il consigliere di Stato  eccitato: Il governo deve saper provare qualche cosa.

Bergendorff: Certamente,  avevamo più ordine che in tutto il Regno. I nostri contadini erano liberi un mezzo secolo prima di quelli russi . Leggere e scrivere, da noi dieci volte di più. La gente è ubriaca, che vogliono ancora! Bei risultati! Ma ora diventa indispensabile di agire energicamente. Altrimenti i maiali pascoleranno nei nostri orti.

Baronessa: Qui ci vuole energia, affinché il cattivo esempio non diventi contagioso. 

Bergendorff: Certamente, bisogna sapersi liberare dalle erbacce. Si Signor consigliere di Stato, altrimenti finirà come la zizzania sui nostri campi, soffocando il giovine seminato. Più verso Minipu. Questa gialla erbaccia invidiosa, abbaglia anche al sole.

Signora von Himmelstjiern: Cosa ci resterà, alla fine!

Bergendorff: Resistenza all'estremo. La debolezza incoraggia le bestie. Tenere assieme e rifiutare su tutta la linea. Severa condanna di ogni azione illegale!

Baronin Ring:  Così non renderemo che inferocito il popolo. Dobbiamo considerare anche la psiche delle persone. Ventiquattro anni or sono ho avuto un'avventura. Con mio padre eravamo a caccia. Era inverno. Al rientro, attorno alla nostra slitta si riunì un branco di lupi. Mio padre caricò la sua carabina. Uno, due, tre. Gli animali finirono nella neve. Ma gli altri del branco si precipitarono con raddoppiata furia su di noi. Da un momento all'altro poteva cadere un cavallo. Allora tirai fuori il nostro bottino di caccia e lo lanciai dietro la slitta. Gli animali affamati si precipitarono sulle nostre prede! Ce ne siamo allontanati. La scampammo.

Linda: Una storia orribile!

Baronin Ring:  Molto simile alle orde sfrenate della ribellione. Dobbiamo dare loro qualche cosa per i loro morsi, altrimenti li abbiamo per sempre al collo. Possiamo fare loro promesse. Loro vogliono pro-mes-se. A seconda del caso, dobbiamo patteggiare. Non è che poi si debbano mantenere tutte le promesse.

Minipu: Ma così, ecciterete la gente. Barone. Questo glielo predico. Speranze deluse inaridiscono i cuori, li induriscono.

Friedrich: Il Pastore ha ragione. Un gioco pericoloso. Se la gente ottiene che quanto ci viene estorto, anche per il loro bene, saranno convinti che ce l'abbiamo con loro. Al contrario dobbiamo essere noi dai quali nascono le migliorie. Le nostre genti devono avere la percezione che abbiano a che fare con amici che sono confrontati con le realtà del paese.

Linda: gli stringe la mano

Baronin Ring: Ben detto, barone Friedrich . Spesso non mi meraviglio, se i lavoratori mugugnano. Credete che sarei contenta se dovessi sempre e di continuo girare la stessa ruota! Un poco di gioia nella vita, la vuole ogni uomo.

Körling: Ma mia cara baronessa,  il piacere non è l'unico obiettivo della nostra vita terrena.

Baronin Ring: Stimato Pastore Körling, per formare la nostra anima necessitiamo di tempo e denaro. Senza partecipare alla gioia, l'uomo diventa cattivo. Per lei non è una gioia partecipare alla vita della sua comunità?

Körling: Beh, in effetti, naturalmente, cara baronessa.

Baronin Ring: Particolarmente le fabbriche che auspichiamo sono una routine dello spirito. La costrizione al lavoro sospinge la gente ad ubriacarsi - alla grappa! Ma chi non ha più molto da perdere, diventa nostro nemico. Io penserei difficilmente altra cosa.

Generale: Parlate un po' da anarchico, Signora baronessa. 

Baronin Ring ride:  Penso, dal momento che ho avuto tra i miei avi la regina Maria di Stuarda ed un re ungherese, che non debba temere simili rimproveri.

Bergedorff:  Pertanto non possiamo far fronte a contadini ed operai che ci assalgono.

Baronin:  Tutt'altro! Le belle frasi vanno alla testa della gente. A Reval eseguono il "Gugliemo Tell".

Bergendorff: Il Schiller, per loro è unicamente rivolta! 

Il consigliere di Stato:  Dimenticate che il nostro governo ha i mezzi per affrontare questa feccia. Motivo di preoccuparsi seriamente. Ma si verrà in vostro aiuto, se ciò sarà indispensabile.

Bergendorff: Quanto dovremo ancora aspettare! Chi ci restituerà i raccolti perduti?

Il consigliere di Stato: Lo Stato non può coprire danni privati.

Bergendorff: Li chiamate danni privati? È ribellione bella e buona!

Il consigliere di Stato: Per quella ci sono i soldati. 

Baron Douglas:  Miei Signori! la situazione è critica. Ma con considerazione la possiamo dominare. Il contadino vede in noi ancora il padrone ancestrale.

Bergendorff: con uno sguardo a Ninipu) Sì, dove non è Stato altrimenti incitato, Signor Landrat.

Baron Douglas: Resta il fatto, che il governo ha tutto il suo da fare. Il diritto all'autodifesa ricade su di noi. Dobbiamo crearci una propria difesa. 

Friedrich  (vivace: Avete ragione, barone. Chi richiama aiuti estranei, semina diffidenza. La gente se ne renderà conto -

Bergendorff: Rendersene conto? Ha! E dove andranno a finire?

Generale a Friedrich: Come và, con la ingrandita fabbrica di grappa.

Friedrich  fa una faccia indifferente.

Bergendorff: Fate attenzione! in ogni istante, i lavoratori cittadini possono associarsi.

Il cameriere appare

Gli ospiti ordinano successivamente i loro cavalli.

Bergendorff:  Devo rientrare, altrimenti rischio il gallo rosso sul tetto. Ma avranno a che fare con me! alla vecchia baronessa Buona notte Signora! le bacia la mano. Poi a Linda, riflessiva Arrivederci giovane Signora! Su la testa! va attraverso la sala, all'entrata).

Baronessa: Dobbiamo andare anche noi, cara Signora von Kurküll. Che Dio protegga  noi tutti a Linda e la vostra bambina!

Cameriere alla porta della sala  I cavalli Kiwwipäh e Mannajöggi!

Barone e baronesssa Douglas accompagnati fuori da Linda.

Cameriere alla porta della sala:  I cavalli Mooni, per i signori Ministri della Chiesa! 

Baronessa a Ninipu:  Nevvero, caro Pastore, sarete un pochino più prudente, in futuro?

Minipu: Gentile Signora, agirò in coscienza.

Barone, baronessa e Minipu si congedano.

Friedrich li accompagna fuori.

Cameriere: Arro e Heidemetz! esce.

Baronesssa alla Signora Himmelstjierna:  Ora è così sola nel maniero con sua figlia. Non proprio, ma da brivido.

Signora von Himmelstijerna: Si diventa apatici. Temo più nulla. 

Körling: Siamo ovunque nelle mani di Dio.

Generale ed il suo figlio Nikolai, Signora von Himmelstijerna e sua figlia Olga escono dal salone.

Baronesssa  li accompagna fuori.

Körling, Dottore e Consigliere di Stato restano

 

Atto II, scena 5:

Siegmund: Desidera, Signor Barone? 

Fiedrich: Siegmund. ho sentito cose poco amorevoli . La gente si lamenta. Le avrebbe picchiate.

Siegmund; Che dice, Signor Barone! la gente è sempre scontenta.

Friedrich: Non da sempre -

Siegmund: E come si dovrebbe cavarsela con questa gentaglia?

Friedrich: Cosa diavolo dice! No, no Siegmund, questo non gliela concedo. Questo non si può. In questi nostri tempi, affatto.

Siegmund: Ma sono un popolo mezzo primitivo! Altrimenti non c'è ordine.

Friedrich: Non faccia tanto l'europeo acculturato. Siegmund! Non siamo nel Kamerun, né sulle isole del Diavolo. Il Tedesco non ne ha bisogno. Vede, sono un nobiluomo di vecchio sangue tedesco, più autentico del suo mezzo Regno. Da seicento anni la mia famiglia è su suolo baltico, da dominatori. Io non picchio mai nessuna gente.

Siegmund:  Diventa anche provocatorio. Signor Barone.

Friedrich ancor più alterato: La dannata alterigia culturale ci ha anche traviato ad errori. Ma non voglio darne ulteriore occasione. Si regoli di conseguenza, Siegmund! Chi mi danneggia, devo licenziarlo. Se ne vada!

Siegmund: Agli ordini, Signor barone  esce sulla destra.

Friedrich  lo segue subito a sinistra.

Giardiniere sta un istante da solo in scena, occupandosi di un angolo.

Linda entra da sinistra, un chiaro vestito estivo, porta il suo bambino, sulle braccia, completamente avvolto. Va alla banchina sotto la quercia.

 

Atto II, scena 12:

Linda: Ans!

Ans: Contenta la donna, a vedermi legato? 

Linda: Vergognati! Mi rincresce che mi ci avete costretto. 

Ans: La dovrete ripagare in piena regola.

Linda: Lascia perdere le brutte minacce. Ans! Ho veramente buone intenzioni nei tuoi confronti - con tutti voi.

Ans ride 

Linda: Perché ridi così da cattivo? Posso aiutarti, ragazzo!

Ans diventa attento 

Linda: Sì, ma devi promettermi ..

Ans: Che vuole la Signora baronessa?

Linda: Vieni a processo. Poi sarai condannato. A vita. Non diventerai più un uomo ordinato. Sei ancora ancora giovine. Ans. Ti lasci indurre in errore. Ascoltami! Me lo prometti? Allora -- allora ti lascio libero.

Ans: Presto, presto, Signora baronessa, Il padrone può di nuovo arrivare, Il vecchio giardiniere lusinghiero la donna mi lascia libero. Donna d'oro!

Linda: Ora sei piccolo. Ans.Vedi che ti piace la libertà. Ti spiace, quello che hai combinato? Non vuoi più stare dalla parte degli altri? Vuoi dire loro che sono ingiusti? Me lo prometti, Ans?

Ans: Quanto vuole la Signora. Donna d'oro!

Linda: Ma il tuo cuore crede quanto la tua lingua mi racconta?

Ans: Certo, sì Signora baronessa   Liberatemi in fretta! Ah, donna d'oro!

Linda: Per amore del tuo popolo - per amore di tua madre. Ans! Manterrai la parola?

Ans Impaurito,  vivace: Certo che sì, Signora baronessa!

Linda, sforzandosi di liberarlo dai lacci.

Ans: Ah, non funziona! il giardiniere del diavolo mi ha legato troppo stretto.

Linda: Non bestemmiare. Ans! Ce la faremo. Si piega su di un coltello che era caduto da Ans, al momento della cattura.

Walgus trova la via dietro l'angolo, proprio in quel momento, e taglia frettolosamente con il suo coltello la corda.

Ans scompare  immediatamente dietro l'angolo,

Linda guarda immobile Walgus, lasciando cadere il coltello: Voi, voi qui?

Walgus: Dovevo star qui tranquillamente a guardare? Da ieri, giro preoccupato per casa. Come vengo dal campo, sento uno sparo, vedo fuggire tre compari. Uno sparo! Mio Dio, siamo già a tanto?

Linda: Da quanto in qua Jann Walgus si preoccupa di noi?

Walgus: Se uno della gente fosse caduto! Sarebbe stato il segnale per una rivolta generale. Gli spiriti sono eccitati.

Linda: E ciò a che fare con l'opera -- di mio fratello?

 

Linda: Smettila, fratello! Mi fai torto, Johannes.

Walgus: Disprezzi il mio nome Jaan, in quanto nostro, il volgare Jaan Walgus?

Linda: No, Jaan. Non lo disprezzo. 

Walgus: Ho visto mia sorella completare un'opera di liberazione al suo popolo. Dovevo esserle d'aiuto! Prorompendo Linda! Hai visto come il nostro popolo vive nelle capanne? Hai mai notato come ci guardavano dall'alto? Il tuo sangue non si è mai indignato, allorquando sentivi parlare di popolino? Avevi tre anni, allorquando ti ha preso il consigliere. Non ricordi l'ospizio dove morì nostra madre? Non ricordi più che tuo padre era un lavoratore? Uno sbevazzato, si diceva. Povertà e rudezza della loro vita portava molti al bere.

Linda:  Non posso più sentire!

Walgus: Posso pensare che tutto ciò risuoni   duramente alle tue orecchie. Ma deve rimanere per sempre così?

Linda: Ma che vuoi? Non puoi mica fare diventare tutti assieme padroni e possidenti? Questo non può funzionare.

Walgus: Perché il nostro popolo dev'essere sempre es-clu-so? Il contadino russo ha se non altro un padrone russo.

Linda:  Miglior Jaan, il contadino russo stà peggio dei nostri. Il padrone russo non è uomo delle terre. Non vive il mio uomo sul suolo e tra le sue genti? Non ci lavora, giorno dopo giorno? Va sui campi, ispeziona tutto, pensa come si possano creare nuove fonti di acquisto. Gli fai torto. Con tutto il paese in guerra, sfruttate le agitazioni  per azioni ingiuste.

Walgus: Dobbiamo aspettare che il pugno sia nuovamente armato sopra di noi? Scontentezza domina in tutto il Regno.

Linda: Altrove, molto di più. Da noi non sono ancora state lanciate bombe. Dobbiamo arrivarci?

Walgus: Avevi un compito. Convinci il tuo uomo che i padroni ci vengano incontro! Non avere paura, Linda che la mia parentela ti diventi un peso. Pochi ne sanno. E loro taceranno.

Linda: Tu mi disprezzi, Jaan.

Walgus: Potrebbe giungere il momento in cui ti  sarà utile avere un fratello tra la la gente comune.

Linda: Non parlare così. Pensi che sarei così pusillanime da odiarmi la propria origine? Pensi questo?

Walgus un po' sospettoso: Non ci conosciamo.

Linda, ferita, rabbrividendo: Penso a quale odio traspare dalle tue parole. Calorosa. Fratello, convinci la gente ad essere ragionevoli. Loro ti ascoltano!

Walguss: E chi lo sa! 

Linda: Vuoi aspettare fin quando sarà troppo tardi? La situazione si rappacificherà.

Walgus buio: Lo credi?

Linda: Lasciamoci fare tutto quanto possiamo! Promettimelo! Ascolta. La porta! Se -- ora...

Walgus amaro: Capisco...

Linda riluttante: Questione di metterla adeguatamente!

Consigliere di Stato Schnitter appare a sinistra sulla veranda.

Linda: Il mio padre adottivo!

Walgus torna al pertugio da cui era venuto.

Linda frettolosamente:  No, alla porta! Non voglio che tu qui ti comporti come se fossi un ladro! Gli porge la mano, che lui le afferra con fermezza.

Walgus la guarda ostentatamente negli occhi.

Linda: Dove ti posso trovare?

Walgus mosso:  Sorella! Se ci sono ancora, a Heidmetz. Addio!

Linda:  chiude il cancello, opaco: Addio!

Walgus esce 

Linda richiude.

Consigliere di Stato entra nel giardino. Colpi di tosse, come se avesse qualche cosa in gola.

 

Atto III, scena 6:

 

Baronessa: O bambino, bambino!

Tutti entrano nella veranda

Baronessa:  Il Signor von Bergedorff!

Bergedorff : bacia la mano e saluta gli altri due Signori.

Baronessa: Pensate, vengo dalla tomba di mio   marito. L'hanno profanata, derubata!

Bergedorff  sprezzante a Friedrich: Qui abbiamo la vostra gente!

Linda, in luogo di suo marito: Di brutti, ce ne sono ovunque.

Friedrich prende il mantello di sua madre.

Baronessa, più a suo figlio: Ordino ancora oggi una nuova corona. Il giardiniere porterà dei nuovi fiori. Inoltre ci faccio mettere una guardia, fintanto che non regna nuovamente ordine. A Bergedorff. E voi, come state?

Tutti si siedono.

Bergedorff: Nient'altro. È già abbastanza.

Baronessa, guardando l'orologio: Si è già fatto un po' tardi. Ma non volete gradire con noi una tazza di tè, caro Bergedorff?

Bergedorff: Con piacere, Signora baronessa.

Baronessa, a Linda: Non dovrebbe essere già tutto pronto?

Linda si alza e suona ad un campanello.

Baronessa a Bergedorff: Ci troviamo nel bel mezzo della rivolta.

Bergedorff: Lo sappiamo.

Consigliere di Stato: I militari sono stati allertati. Arriveranno in ogni momento.

Bergedorff: Bravo, era ragionevole!

Cameriere entra 

Linda gli passa un ordine 

Cameriere esce prontamente.

Consigliere di Stato: L'ho appena nuovamente detto a mio cognato.

Bergendorff al Consigliere di Stato, Il barone von Kurküll crede ancor sempre nel buon senso di questa gente.

Baronessa: Il dottore lo abbiamo incontrato sulla strada. Notizie, novità da Arro?

Dottore: No. Stamattina sono Stato a Jöggimäggi, dove c'é Aina ammalata.

Friedrich: Non starà poi così male. Barone Ring è sempre ansioso con i suoi bambini.

Cameriere arriva con un grande vassoio del tè, brocca dell'acqua, dolcini al burro ed allo zucchero, biscotti, ciotola con frutta e piattini.

Linda gli prende la tovaglia dal braccio, la stende sul tavolo a sinistra di dove siedono.

Cameriere dispone in ordine le cose e rientra in casa. 

Linda versa ed offre.

Dottore: Lasci crescere il suo piccolo Bodo in luce ed aria. La paura a fronte di questi fattori vitali e salutari è quasi da medioevo.

Baronessa:  Ha sempre una qualche piccola novità, Signor dottore.

Friedrich: Lei rappresenta, qui da noi,  il progresso.

Bergendorff,  colpi di tosse in segno di deprecazione: Hm - m.

Linda, riferendosi: Il té era troppo forte?

Bergedorff: No, no, gentile Signora. Posso sopportare questo e altro.

Lidia sente un carro. 

Linda soprassalta, malgrado cerchi sempre di celare  la sua inquietudine interiore: i cavalli di Arro!

Baronessa: Dove si nasconde il Jürri!?

Linda esce 

Friedrich la segue.

Frau von Himmelstjerna  sale le scale con loro, avvolta nel suo velo di crespo nero.

Tutti si alzano 

Baronessa le và incontro

 

Atto III, scena 11 (finale):

 

Consigliere di Stato:  Sì, sì, sì! Ve la faremo vedere!

Linda tra di sè: Dovevamo arrivare a tanto!

Bergedorff: Sarà una ottima lezione per loro.

Baronessa: Che devo ancora vedere ai miei giorni! In casa mia! Dove c'era la migliore delle convivenze!

Consigliere di Stato: minaccioso dalla finestra: Sì, venite pure, venite pure!

Walgus ha conquistato il suo posto sullo scalone e si rivolge alla massa: non potete seriamente aspettarvi che il signor barone vi consegni un suo capo!

Tödik: Non lo ha licenziato, come volevamo noi.

Walgus: A questo proposito, potete ancora trattare.

Tödik: Ha! Possiamo aspettare ancora a lungo!

Mart: Ho! Avranno modo di avere paura di noi!

Walgus: Vergognatevi, come vi siete comportati con il vecchio dottore!

Mart: Quello appartiene anche lui ai signori!

Jürri:  Era lui lo spilorcio, non noi!

Mart: Che mi riassuma!

Tödik: E ci consegnino il capoccia!

Mart: È quanto pretendiamo. Siamo qui in tanti, lo possiamo!

Consigliere di Stato: dentro, a Bergedorff, riferendosi a Walgus che si stagliava nel cielo a nord, ancora chiaro: Questo è il capoingranaggio di tutto. E monta loro la testa!

Bergedorff: un cotanto di giovine Estone!

Walgus  alla gente di fuori:  lasciatemi parlare al vostro posto con il Signore.

Mart sprezzante: Certo, questo lo vuoi tu. Ti vuoi fare bello davanti ai padroni. Pensi di essere ora anche tu un signore? He?

Walgus acceso: Ma che diritto di deridermi hai tu, stupidotto?!

Mart: Pensi di essere più intelligente per il fatto che ti vesti meglio e non sei più un lavoratore?!

Schafranoff nel mentre del battibecco, esce dalla casa salutato militarmente,  seguito  da cinque soldati mutamente postati alle finestre della veranda.

Baronessa a Schafranoff: Vuole più luce?

Schafranoff: Meglio così. Vediamo cosa capita là fuori.

Bergedorff a Schafranoff, indicando Walgus: Quello! Quello è il sobillatore della banda!

Linda si trova in uno Stato di estrema agitazione.

Mart fuori: Non ascoltatelo! Jan Walgus ci tradisce.

Tödik e Andre ancor più furiosi. Ah, demonio, via da qui! Si buttano su Walgus che sale lo scalone fino alla porta.

Dentro, si crede che Walgus voglia entrare.

Schafranoff ai soldati: Questo lo dobbiamo avere vivo! Prendetelo. Pronti con il fucile. Chiude in fretta la porta.

Due soldati afferrano Walgus e lo tirano dentro, gli altri pronti al fuoco. La gente resta di stucco quando credono di vedere divise, ritirandosi. Schafranoff chiude la porta. Mentre ordina i soldati, la massa fuori si ritira mormorante.

Jürri soffocato: Soldati?

Andre: Soldati!

La massa sparisce temporaneamente.

Schafranoff: Legatelo!

Walgus, viene legato ai polsi.

Schafranoff: Così. Attento!

Tre soldati si appostano nuovamente alle finestre, due ai lati di Walgus  che si erge fieramente alla destra della veranda. L'ufficiale si trova di fronte a lui. A sinistra e davanti, la baronessa, Friedrich, il consigliere di Stato e  Bergendorff- A sinistra, retrocessa, Linda tutta in febbricitante attenzione. Anche Friedrich è estremamente inquieto. Durante l'interrogatorio. lancia ripetutamente sguardi a Walgus accompagnati da un gesto della mano per fargli capire: per l'amor del cielo, non peggiori la vostra situazione!

Schafranoff: Come ti chiami?

Walgus: Jaan Walgus.

Schafranoff: Come osi sobillare la rivolta?

Walgus: Questo non l'ho fatto.

Schafranoff: Come, non l'hai fatto? Io stesso ho visto come ti sei messo al fronte a trascinare la banda!

Walgus: Non li ho sospinti, né condotti. Ti sbagli!

Schafranoff: Mi? Ma che ti gira, di darmi del tu?

Walgus: Pongo a Lei la stessa domanda.

Schafranoff: Di male in peggio! un sobillatore di popolo pretende di essere trattato da signore!

Walgus: Sono un uomo libero ed istruito.

Bergedorff si mette vivamente tra i due: Gente istruita non incita il popolo!

Walgus: Il mio scopo e compito sono l'istruzione del popolo. Non ho predicato  indignazione violenta.

Consigliere di Stato: Ma erano idee ben pericolose, che ci avete proposto recentemente e al popolo  rese più che appetibili.

Schafranoff: Si definisce un uomo istruito. Lei sa che viviamo in una situazione che rende questi discorsi e comportamenti doppiamente pericolosi. Abbiamo ricevuto direttive estremamente severe contro tali promotori di agitazioni. Non la tratteremo con i guanti. Per quanto provocato dalla banda,  le presenteremo il conto.

Walgus: Saprò prendermi le mie responsabilità. Non farete altro che irritare ulteriormente il popolo. L'ho avvisata.

Schafranoff: Queste minacce danneggiano solo Lei.

Friedrich, nervosamente rappacificatorio: Non la pensa come sembra dirlo - L'eccitazione - spinge ad espressioni un po' crude.

Bergedorff: Ma i dati di fatto! a Schafranoff: Fategli un processo sommario!

Schafranoff calmo: Non rinuncerò ai miei doveri. Di più non posso e non voglio. La situazione è seria. La consegnerò al Tribunale di guerra di Riga.

Linda, spaventata, fa un passo in avanti a destra: Tribunale di guerra? Ma - faccia prima un'inchiesta - Non può essere....

Friedrich: senza parole: No - penso...

Schafranoff a Linda: Signora baronessa, purtroppo devo agire secondo gli ordini impartitomi. Sono chiamato a indurre la calma. L'anima delle agitazioni dev'essere colpita per prima cosa.

Fuori, si sente di nuovo rumoreggiare. Nella veranda, alla fine dell'interrogatorio, è diventato buio. Nel lento crepuscolo, come si addice alle longitudini settentrionali.

Bergedorff: La banda sta tornando alla carica!

Schafranoff ai soldati: Attenti alle finestre!

I due soldati, ai fianchi di Walgus, si rivolgono alle finestre.

Linda si avvicina nell'ombra al fratello Walgus; nelle mani, un coltellino aperto.

Baronessa si sposta sulla destra, per meglio osservare cosa succede fuori.

Una bottiglia  infrange rumorosamente  un vetro.

Baronessa: si ritira impaurita: Mio Dio! La finestra è rotta!

Friedrich la sospinge via: Indietro, mamma!

Altra bottiglia dirompente.

Consigliere di Stato: Santo Nepomuk!

Schafranoff ai soldati:  Prendete la mira, Alla prossima bottiglia, fuoco!

Walgus, cupo e pensoso, vicino alla porta.

Linda gli è molto appresso: durante le prossime parole, nella concitazione generale, gli taglia la corda ai polsi.

Consigliere di Stato a Schafranoff:  Dapprima alcuni spari intimidatorii!

Schafranoff ai soldati: Sparate dapprima sopra le teste!

Una finestra e la porta vengono silenziosamente aperte.

I soldati sparano.

Walgus Fugge fuori

Bergedorff che se ne rende per primo conto e non ha nessun interesse a che venga salvato: L'uomo è fuori!

La massa riceve Walgus con urla.

Mart: A morte il traditore. Fatelo fuori!

Friedrich inorridito: Ora anche lo ammazzano!

Linda: Mio fratello! Si precipita fuori, istintivamente, per salvarlo.

In quell'istante, arrivano un paio di bottiglie e rintronano gli spari, ordinati ai soldati.

Friedrich si precipita verso sua moglie

Consigliere di Stato fuori di sè: Linda!

Schafranoff ordina ai soldati: Halt!

Soldato all'ufficiale: Fsje ubjeshali, wasche blagorodije! (tutti sono fuggiti, bennato)

Profondo silenzio sulla scena.

Schafranoff esce

Friedrich, Schafranoff ed il ragazzotto Ans tornano, portando Linda.

Ans sommesso: Povera Signora baronessa!

Baronessa: Che c'è?

Cameriere entra con un candeliere acceso, venendo dalla casa.

Baronessa: Mio Dio!

Consigliere di Statocrolla, distrutto, su una sedia.

Friedrich con gesto di mano in difesa, cupo: Ssss...ilenzio!...

Mentre si china su Linda, cade il sipario.

  

Verbesserungen

Scene dal dramma

Sinossi (aggiunta)

Nel secondo atto i servi, i contadini e lavoratori si uniscono a discutere  avvenimenti e condizioni di altrove; discutono le pretese contro i loro padroni: licenziamento del capofabbrica, migliori salari, il diritto di fare legna nei boschi,  la riassunzione dei capi della rivolta. Il proprietario della fabbrica biasima il capo manesco ma non lo licenzia; una donna di servizio, avendo dimostrato simpatia per le pretese della gente, viene licenziata. Anche gli inquilini e l'oste si fanno avanti nei confronti dei proprietari. Giovanotti del paese si aggirano nei giardini dei proprietari e decidono di danneggiarne le rose; uno di essi viene sorpreso; Linda, moglie del proprietario, considera il fatto una stupida ragazzata sotto l'influsso di altri e  lo libera. Il Pastore e il dottore vengono insultati e umiliati, fienili incendiati, la tomba di un proprietario e la chiesa profanate.

Nel terzo atto, le vicende vengono discusse nella casa del proprietario: tutti ne sono colpiti e preoccupati.  Intervento dell'esercito; una compagnia di soldati russi presidia la casa del proprietario; la folla fa altrettanto, a supporto delle proprie pretese. Il maestro tenta una moderazione e viene accusato, da ambo le parti, di tradimento. Linda tenta di salvare suo fratello; giunti al confronto, si usano le armi; nella confusione dell'oscurità viene colpita a morte.

 

DramMa pubblicato nel 1908

Scene dal dramMa

Titoli Nobiliari:  regole obsolete! un casino! Oltre il "di", "da", le donne hanno anche il "in" (sposate "a")! (in barba al fatto che 1/3 dei rampolli non superano l'esame genetico... dell'accertamento della paternità!!!! Lol. Gli ebrei ritengono ebrei "veri" quelli di madre ...)

Personaggi  (Attori = Darstellende Akteure üblich ist "Personaggi ed Interpreti" ...e interpreti). Im weiten Sinn Akteure/Wirkende = Attori nella(/della) vicenda drammatica(/dramma)

Friederike ..., natA (je nachdem) .... DI (nicht "von" wenn im Sinn von stammend aus = DA),  "von"  in Bezeichnung (z.Bsp. von Kupffer)  auch ITA-üblich um die deutsche Herkunft zu betonen)

(ITA ist in diesem Sinne nicht sehr "genau" und toleriert Allerhand) "A... lebend in" = "IN"

Siegmund ...mastro distillatore NELLA fabbrica di Vodka...

Friedrich, ..... di ... LORO figlio

Leppowirt = OSTE a/di Leppo (a= in / di = von) z. Bsp. Niederdorfwirt (aus Kalabrien) oste del Niederdorf  (aus Niederdorf stammend = dal Niededorf (Ospite = GAST Oste=GASTGEBER)

Tönno, servitore nella(evtl. di) tenuta

La veccHia Elz

Mart figlio di Tönno ("del" se Tönno è inteso come nomignolo "il Pino" del "Pino")

Lavoratori delLA faBbrica di Vodka (evt. "nella")

servitori = servi

Una donna (ohne Bezeichnung. "comune" ist abschätzender Meinung) Weib = Donnaccia

Liblingminne versione 2 di Thomas: Qualche assaggio dall'antologia

http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=2Sam1%2C17-27&formato_rif=vp

https://it.wikipedia.org/wiki/Gionatan#Il_legame_tra_Davide_e_Gionatan_nel_dibattito_su_religioni_e_omosessualit.C3.A0

 

 Compilazione

 di Elisàr von Kupffer nell'appendice all'antologia  dei termini riferentesi ai giovini nel linguaggio greco antico. Elisàr annota a questo riguardo:

Che i greci (ed i persi) non intendessero per le così dette pederastia e pedofilia un maneggio con adolescenti sessualmente immaturi, è indubbiamente dimostrato da innumerevoli citazioni. "Ragazzo" è spesso un termine  affettuoso come bambino/a, mio piccolo. Dove manca il lato affettivo, l'accezione prende erroneamente un tono limitativo. La nostra lingua, quale conseguenza di una artificiosa ed innaturale inibizione, ha subito un impoverimento. Per rappresentare la ricchezza delle espressioni della lingua greca, l'autore ne presenta un compendio senza volerne esserne esaustivo.

Osservazione: L'accentuazione greca e nella trascrizione è stata mantenuta come nell'originale dall'antologia anche se non  sempre rappresenta la forma attuale;  pertanto, tra parentesi, sono state aggiunte le forme oggi più in uso.

 

 

 

andrópais = giovane d'animo virile hebétēr ἀνδρόπαις
antípais = ragazzo cresciuto  ἀντίπαις
éphebos = Giovine tra i 18 - 20 anni che ha raggiunto la pubertà ἔφηβος
hebétēr = mannbarer Jüngling pubere ἡβητής
eïtheos = mannbarer, unvermannter Jüngling ἠίθεος giovane non sposato, giovanotto, celibe
eírēn = Jüngling ab 20 Jahren (lakedonisch) εἰρήν (ionico ἰρήν) ireno, nome dato ai giovani spartani dopo il ventesimo anno quando presiedevano i giochi e gli esercizi dei fanciulli e comandavano in guerra una decuria
kūros = Jüngling
leiax = unbärtiger Knabe imberbe
meirákion = Jüngling μειράκιον   fanciullo, giovinetto
meirax = Knabe ragazzo μεῖραξ  fanciullo, giovane, fanciulla, ragazzina, in genere sui 14 o 15 ann
mieirakyllion = Knabe μειρακύλλιον fanciullo, giovanetto
neanías = Jüngling νεανίας   un giovane
neaniskos = junger Mann, Jüngling νεανίσκος   giovinetto
naniskos = Jüngling (zärtlich) teneramente νανίσκος
néax = Jüngling (poetisch) poetico
néoi = Jünglinge, junge Männer bis in die 30 νέος   giovanile, proprio, conveniente alla giovinezz
nearós = Knabe νεαρός  giovane giovanile
pais = Knabe, Jüngling, junger Mann παῖς   fanciullo, ragazzo, giovinetto, fanciulla
sideúnēs = Knabe, 15 oder 16 Jahre alt (dorisch)
aïtes = Geliebter (theokratisch) diletto
erótylos = Geliebter (bukolisch) amato
eroménos = Geliebter diletto
paidérõs = Knabe wie Eros schön oder Liebhaber παιδίον
paidiká = Liebling favorito  παιδίον  fanciulletto, bambino, fanciulletta, ecc garzone
espinélas = Liebhaber amante εἴσπνηλος

Liebhaber
, auch paiderastés ἐραστής  1 amante, amatore, amico
2 ammiratore
3 bramoso, desideroso