Heinrich Hössli, il precursore:

  Glarona (GL) piccolo Cantone a ridosso del versante settentrionale alpino, di religione riformata di matrice Zwingliana.

Una più attenta disanima della  letteratura che tratta la tematica dell'omosessualità mette in rilievo, come precursore,  la figura di Heinrich Hössli (1784 -1864)

Un modista (confezionava vestiti ed accessori femminili su misura) § commerciante di successo  del Canton Glarona  che, dotato di una buona dose di pragmatismo e buon senso accompagnati da un libero pensiero non incanalato da pregiudizi accademici.

Nel 1817,  a Berna,  la condanna a morte di Franz Desgouttes:  il dottore in legge che aveva ucciso il suo segretario e amante, Daniel Hemmeler, forse per gelosia, forse per l'ostracismo sociale nel quale ha vissuto questa relazione) lo convince a dedichersi per 17 anni allo studio della sodomia e riesce a scrivere un primo libro, § Eros: L'Amore maschile dei Greci. Suoi rapporti con la storia, l'educazione, la letteratura e la legge in tutte le epoche.

Rendendosi comunque conto dei suoi limiti di scrittore, Hössli prenderà dapprima contatto con Heinrich Zschokke (1771-1848) di Aarau , filosofo e   noto autore  di stampo liberale che pubblicherà nel 1821 "Der Eros oder über die Liebe" ("L' Eros, ovvero dell'amore"), primo testo  svizzero che si occuperà di omosessualità. Non nello spirito di Hössli,  continuando i pregiudizi dell'epoca. Sentendosi incompreso e tradito, Hössli riprenderà l'autonomo e faticoso lavoro di ricerca e riordino della documentazione.

Eros (1836 - 1838) verrà ripubblicato in facsimile nel 1996 (ISBN 3-861-49-0-0552-2) cfr. archive.org

Quale epigrafe, una citazione di Lessing

"Crea di per sé orrore il pensiero che possano esistere esseri infelici, senza colpa alcuna. I pagani cercarono di allontanarsene come meglio poterono, e noi lo nutriamo? Deliziandoci con spettacoli che lo rinvigorisce? Noi, la religione e la ragione dovrebbero averci convinto  di quanto ciò sia scorretto e bestemmia".

L'autore considera il suo lavoro di quasi 700 pagine una non inutile lotta contro la serpe che alberga l'umanità.

Tra gli $ argomenti trattati,

la vita sessuale psichica e fisica,
le amicizie, gli amori,
il senso della bellezza,
gli attributi sessuali quali segni esteriori inaffidabili,
vizi e virtù.

La selezione degli autori  letterari citati, apparentemente limitata se la si confronta con l'antologia berlinese di tre quarti di secolo posteriore, mostra i limiti che Hössli ebbe a superare nelle sue ricerche.

Il lavoro trovò, da confiscato, scarsissima diffusione. Dovrà abbandonare il suo cantone d'origine e morirà, rovinato nella sua reputazione, in miseria a Winterthur. Suo figlio, emigrato con successo in America, si dichiarerà omosessuale e rientrando in patria nell'intento di occuparsi del padre, perirà in un naufragio.  Il terzo volume resterà incompiuto.

Ciò non di meno, nel 1867,  Karl Heinrich Ulrichs ne riconoscerà il valore di § suo precursore nella lotta per l'emancipazione degli § uranisti-sodomiti (il termine medicalmente neutro di "omosessuali"  coniato nel 1869 da Benkert rappresenterà una visione diversa da quella del § "terzo sesso" propugnata da Ulrichs e poi ripresa dal WhK). 

 

Hössli sostiene l'ipotesi del lato naturale (congenito) dell'omosessualità, ammettendo peraltro di non poterla dimostrare,  propugnandola quale mezzo  ineccepibile  per l'emancipazione.

Vi sarà, a partire da Benkert, chi  critica questa ipotesi quale mezzo controproducente in quanto vien paragonata ad altri fenomeni "naturali" che la legislazione condanna per i rapporti con la società che cerca di  proteggersene dai suoi eccessi nel perseguirne la loro natura di "sanguinari, piromani, gravide dai desideri più impossibili, monomaniaci ecc." (Manfred Herzer).

Anche nel caso se ne dimostri medicalmente la predispozione e si rinunci ad una punizione di queste azioni involontarie, resta il fatto che la società isoli questi individui rendendoli inoffensivi. Comunque, l'approccio "scientifico" troverà, tra i corifei dell'emancipazione alla fine del '800, incondizionata approvazione quale unica strategia per  ovviare all'ostracismo e persecuzione degli uraniani.

C'è chi non esclude che proprio a seguito di questo approccio, gli sforzi intrapresi da Hössli fino ad Hirschfeld furono fallimentari. Vi era stato, per esempio, il caso del giurista bavarese Anselm von Feuerbach (1775-1833 noto per il principio "nulle poena sine lege" e l'effetto deterrente  delle legislazioni) che nel 1813 era riuscito a decriminalizzare la "pederastia"  senza coinvolgere Platone o altre filosofie naturali rifacendosi al Codice napoleonico.

Altro punto di dissenso di Hössli con Ulrichs, la problematica del come ci si doveva porre nei confronti dell'effeminatezza, il pomo della discordia tra gli omosessuali dell'inizio del XX. Secolo.

Hössli parla di una "maschilità vergine" come l'avrebbero conosciuta gli antichi greci e non entra più di tanto nel merito di una "maschilità femminea" che non apprezzava particolarmente, contrariamente a Ulrichs che considerava le "Tunten" ("checce") pienamente giusticate quali facenti parte di una parte degli uranisti.

Hössli, nella fattispecie, si avvicinerà moltissimo all'atteggiamento di Elisàr von Kupffer: seppur solo di striscio (mancanza di autocritica?) si confronterà sulla contrapposizione tra checche che si odiano e di quelle che si tollerano. Per molto resterà aperta la questione a sapere se Hössli, di cui si apprezzavano indipendentemente le qualità di scrittore, fosse o non fosse omosessuale. Hirschfeld giunge volente o nolente (la fattispecie precluderebbe un ulteriore proficuo approfondimento nel pensiero di Hössli)  alla conclusione che l'orientamento sessuale di Hössli non sia chiaramente dimostrabile e propende a considerarlo "bisessuale".

La questione "fisico-corporea" viene evitata da Hössli nella presunzione che a parlarne si sarebbe caduti nel volgare, quasi un sacrilegio. Anche in questo "senso del pudore", le analogie con von Kupffer diventano particolarmente evidenti: la timidezza quasi sacra con la quale (non) affronta l'argomento sono da interpretare una parte del problema in quanto non sacra la timidezza, ma quale risultato  di un regime linguistico terroristico imposto da autorità spirituali e mondane al Hössli, cui non potè sottrarsi.

Nel 1903, Ferdinand Karsch pubblicherà nell'ambito del WhK un esteso studio su Hössli (Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen 5,1 pp. 557-614) ripubblicato nel 1996 nel terzo volume (Materiali a proposito di Heinrich Hössli), accanto agli scritti di Heinrich Zschokke (1821).

L'archivio gay svizzero (1993), una costola del Schweizerisches Sozialarchiv di Zurigo (1908), ha istituito una fondazione che porta il nome di Hössli (2008).

Nel sito Schwulegeschichte.ch  una sequenza di citazioni di Hössli ben ne riassumono il pensiero.