Stemma del Comune di Minusio 

Dopo aver acquisito la cittadinanza svizzera a Muralto nel 1922, nel 1927 (aperta al pubblico il 1° agosto) Elisàr e Eduard si trasferiranno nella nuova casa abitazione-Santuario a Minusio, piccolo comune alla periferia di Locarno, accompagnati dalla giovanissima e fedele governante Rita Fenacci, ovvia copertura per la coppia sodale.  La proprietà era intestata ad una associazione senza scopi di lucro che riconosceva con i suoi statuti a Elisàr von Kupffer larghissimo margine decisionale (una caratteristica "atipica" nel suo elitarismo, probabilmente all'origine della scarsa integrazione dell'associazione nel contesto sociale locale). L'acquisto del terreno incontrò odiose difficoltà.  La progettazione dell'architetto Tognola (indispensabile per risolvere problemi di natura tecnica) realizzava, ispirato dai committenti, le idee di tempio dell'arte di allora: dalla creazione quale Gesamtkunstwerk del Festspielhaus di Wagner a Bayeuth  (1876), al più recente Goetheanum (1922 ligneo, distrutto da un incendio e ricostruito in pietra nel 1924-28) e dei concetti, nell'ambito della Lebensreform, mai realizzati concretamente, di Fidus. Probabile che nel loro soggiorno a Muralto vennero a conoscenza delle poco edificanti vicende del Monte Verità con il faccendiere Reuss (ignorate dalle cronache locali, ma che comunque crearono una nomea difficile da dimenticare specie nell'ottica di un malcelato antisemitismo) e ne abbiano preso le distanze. È anche da supporre, secondo le considerazioni della Graevenitz ($ "Monte Verità: Capanna e Tempio: Verso l'autocoscienza", 1978) che Elisarion non vedesse di buon occhio la massoneria  il cui sospetto aleggiava sul Monte Verità. Quale riprova, l'assenza di esecuzioni del flauto Magico di Mozart (quasi un must per i simpatizzanti della massoneria) nei dischi presenti a Minusio, che da conoscitori musicofili Elisàr e Eduard ovviamente collezionavano (cfr. introduzione di von Mayer ai Gespräche der Klarwelt).

Possiamo immaginare che l'autore di Clima und Dichtung abbia mostrato interesse (rilevata nessuna traccia negli archivi del lascito di Minusio, sempre ché se ne sia stata fatta la ricerca) al Baladrum e agli studi di Ernst Frick sul magnetismo del luogo e gli anomali valori gravitazionali della locazione celtica poco distante dal Monte Verità. La contemporanea costruzione  ad Ascona del teatro San Materno per la ballerina Charlotte Bara (1901 - 1986) quale tempio della danza naturale espressiva con radici che si rifacevano a Rudolf von Laban ed alle sue allieve con il Monte Verità roccaforte della riforma del corpo umano, non dev'essere sfuggita a Elisarion: benché sensibile ai valori anche simbolici della danza,  probabilmente non ne apprezzò la connotazione decisamente femminile.

Un poco avventata, forse quasi una provocazione, la denominazione di "Santuario dell'Arte", considerata la presenza in zona del Santuario della Madonna del Sasso... 

Il progetto di massima originale del tempio dell'arte (1912, ellenistico con due torri frontali ) pensato nell'ambito del Clarismo aveva chiari richiami normanni pur rappresentando un'amalgama di stili greco-bizzantini e arabi in netto contrasto con l'alternativa della visione gotica o rinascimentale (dalle cupole di Venezia, Pisa, Siena e Firenze espressione del potere della Chiesa). Il Clarismo permetteva un proprio intrinseco adattamento ad un'eventuale conversione in chiave di identificazione tedesca: realisticamente, se ne tenne conto come una nemmeno poi tanto lontana e non impossibile alternativa di trasloco.  Il progetto teneva aperta la possibilità di trasformare facilmente la villa-castello in una residenza puramente abitativa (ville dalle architetture particolari, le zone turistiche ticinesi ne albergavano molte a partire dalla villa Mersmann a Paradiso con l'avvento della ferrovia del Gottardo, cfr. Castello Cattaneo bene culturale) qualora fosse stato realizzato il trasferimento altrove del Sanctuarium.

Don Serafino Danzi, 50 anni Parroco di Minusio Canonico di San Lorenzo Amico e Protettore  del Sact. Artis Elisarion (comodato Spazio Gay)

Difficile, nel ristretto ambito locale, l'integrazione dell'elitario luogo di culto del Clarismo (i richiami normanni della costruzione decisamente avulsa dal paesaggio architettonico locale, lasciavano intuire già a livello di progetto, la scarsa partecipazione dei proprietari alla realtà locale)   che di rifaceva al Gral wagneriano, malgrado i positivi apprezzamenti di molte personalità del mondo politico - culturale e fin anche religioso. Un primo tentativo di mediazione tra il Comune di Minusio e l'associazione per opera del parroco di Minusio $ Don Serafino Danzi (1860 - 1938, parroco di Minusio dal 1888 fu promotore tra altri nel 1894 del "Giardino d'infanzia" dapprima locato nella casa comunale poi in sede propria fino al 1971, sempre con  le suore di Ingenbohl), in vista di una futura donazione, si arenò ancor prima della costruzione dell'edificio (Il Consiglio comunale ne rifiutò la donazione nel 1925. Già allora, motivo delle perplessità dev'essere stato lo scopo primario perseguito da Elisarion, ovvero la conservazione "sine qua non" del grande dipinto). Don Danzi verrà spesso citato come autore della definizione riferita ai personaggi del Chiaro Mondo (1924, alla vista di parti del polittico presso la Galleria di Clara Wagner-Grosch) "nello stato del primo innamoramento" che ne ricorda, aggiungiamo, quella di Lord Byron "Nel primo bacio d'amore rivive il paradiso terrestre".

L'innegabile matrice "omoerotica" rappresenta(va) (seppur tenacemente negata da Elisarion quale espressione di "omosessuale" da cui si distanziarono caparbiamente "malgré tout") in una società in cui gli atti contro natura anche tra adulti era ancora sanzionata penalmente in molti Cantoni (comunque non in Ticino), motivo di riprovazione anche nell'ambito di una tolleranza all'insegna del "si fa ma non si dice" corroborata da un'iconografia per lo più difficile da decodificare ed interpretare senza un'adeguata preparazione e predisposizione mentale. Non si era d'altronde ancora spenta l'eco della pesante affaire (1915-16: La crisi diocesana) che aveva coinvolto § Monsignor Alfredo Peri-Morosini (1862-1931), amministratore apostolico ("vescovo" a Lugano), di nobile casato ma liberale di idee, accusato per motivi politici dall'ala conservatrice della Chiesa locale di comportamenti immorali (omosessuali). Se ne parla ancor oggi insinuando che tra le innovazioni dell'alto prelato ci fosse stata la differenziazione delle classi del seminario con... profumi! Forse, una leggenda metropolitana dura a morire. Fatto sta, che gli archivi della Curia di Lugano restano, a scapito di una storica ricostruzione dei fatti, inesplorabili. Possibile che l'immagine  deteriorata del Monte Verità (più facile nell'imporsi che il suo lato encomiabile) abbia indotto alla decisione negativa del Consiglio Comunale malgrado la sponsorizzazione del parroco.

Il motivo pragmatico della scelta di Minusio può essere riassunto, al di là di una generica realizzazione di un sogno giovanile di Elisarion (espressa nell'ultima parte della sua autobiografia): da un lato, le esigenze poste dall'autofinanziamento e la scelta di un terreno edificabile alla portata dei loro mezzi. Locarno, con la sua vicinanza al lago, oltre essere turisticamente  più impegnativo finanziariamente, avrebbe rappresentato un potenziale danno alla cagionevole salute di Elisarion. Il vicino Sottoceneri frequentato con Lugano da Elisarion e pertanto conosciuto, non presentava il fascino,  peculiare del Locarnese, di un paesaggio aperto verso meridione tramite il Verbano con alle spalle le alpi.