Spiritualizzazione dell'omosesssualità

 

Nel 1903 verrà pubblicato a Berlino, sulla scia dell'antologia,  "Richard Wagner und die Homosexualität" stressandone il lato "spirituale". Quale diffusione avrà il libello, non è dato sapere. Sarà ristampato quale reprint nel 1993 dal (Volker) Janssen Verlag (ISBN 3-925443-20-7). 

L'autore, Hanns Fuchs: aveva appena pubblicato "Therapie der abnomalen Vita Sexualis bei Männern. Mit specialler Berücksichtigung der Suggestivbehandlung (1899) e faceva parte dei numerosi fautori dei "trattamenti correttivi" dell'omosessualità in alcuni casi "innata" ma comunque ritenuta una deviazione da correggere per accompagnare le "vittime" a diventare esemplari sposi e padri (terapie che verranno più tardi anche propugnate da Magnus Hirschfeld. Una  inchiesta di Hirschfeld del 1905, nell'ambito del WhK, per accertare la diffusione dell'omosessualità nei ceti "alti" e quelli "operai"  ne dimostrò l'omogenea diffusione, seppur facendone una plateale sottostima ma accusata di essere stata gonfiata, un ordine di grandezza  inferiore rispetto al conservativo rapporto Kinsey del 1947)

Un paradigma della situazione e gli stereotipi che vigevano a Berlino e, forse in alcuni aspetti, anche del rapporto tra Elisàr e Eduard:

Il libello apre con il classico Ho conosciuto parecchi omosessuali, gente per bene che apprezzo, ma non sono tutti così... La maggior parte sarebbe gente che approfitta dei buoni e sinceri sentimenti di pochi per approfittarne e darsi a stravizi. Wagner? Farneticazioni "misticistiche" ed estatiche dettate dalla sua megalomania e la necessità di subornare  (povere ma ricche) vittime quali Ludwig II di Baviera. La sublimazione spirituale dell'omosessualità wagneriana, se non altro di maschio (compositori femmina sarebbero da trovare con il lanternino) sarebbe confermata dal diffuso amore per la natura presente negli omosessuali "spirituali" tormentati dalle loro pulsioni fisiche. Se non fosse per le illustrazioni decisamente sarcastiche, il lettore è sottilmente indotto a credere che l'autore apprezzi sinceramente Wagner e, pertanto, sia credibile nelle sue eccezioni. Non poteva mancare un polemico riferimento all'antologia di von Kupffer di cui contesta le considerazioni sul personaggio di Carlo il grande: i politici e regnanti, gente poco affine a relazioni spirituali. Altrettanto dicasi dei teatranti ed esecutori musicali disponibili per loro natura al meretricio nel nome dell'arte.

Il capitolo dedicato ai personaggi del teatro wagneriano interpreta le figure di Parsifal e Sigfrido sotto il profilo dell'omosessualità spirituale del compositore: Il Parsifal, la cui esecuzione era limitata a Bayreuth, come nell'opera il Gral era permesso che ai suoi adepti, donne escluse. Kundry sarà la femmina che non riuscirà a traviare Parsifal. Nei drammi giovanili, la purezza della donna vergine riscatterà l'uomo peccaminoso: se nel Lohengrin il cavaliere del Gral sarà sposato con prole,  se nel Tristano l'amore verso Isolde sarà supportato da tutto quanto lo può far apparire spirituale, nel Parsifal, ultimo lavoro di Wagner, sarà l'uomo puro a riscattare la donna impura.  Parsifal , nella sua "anomala" indifferenza verso il femminile, ricorderebbe il comportamento di molti omosessuali che frequentano signore con cui ridono e scherzano, accettano bacetti innocenti se non per fuggire di fronte a richieste più pressanti. Al bacio di Kudry, Parsifal non reagisce con disprezzo (tipico degli omosessuali in cotale situazione)  ma con un vero dolore fisico e riconosce superiori ideali che gli permettano di raggiungere i cavalieri del Gral.

Elisàr novello Parsifal, Wagner (povero in canna ma ricco di idee e visioni) subornatore del povero (ma semplicemente ricco) Eduard?  Personaggi sottesi nella malevola interpretazione dei comportamenti dei nostri due amici?

L'opera aveva il sottotiolo Unter besonderer Berücksichtigung der sexuellen Anomalien seiner Gestalten,. Nella sintesi, non entreremo in dettaglio nel merito dei personaggi delle opere teatrali, attenendoci alle vicende  personali.

Nel primo capitolo, al motto dei versi di Otto Julius Bierbaum "I moralisti devono preoccuparsi, quando si parla cordialmente di amore, pensano che al divertimento, non ai misteri della santità", Hanns Fuchs entra nel merito intitolando "La frequente presenza dell'omosessualità negli uomini significativi e l'omosessualità spirituale". Quale premessa si dice fine conoscitore degli omosessuali, comunque negando di esserlo. Ha superato i sentimenti di compassione e disprezzo. Sulla scorta di esperienze dirette ha conosciuto persone, che se tutte fossero così, non avrebbe problemi a conviverci. Entrando nel merito, esemplificando, citerà in dettaglio personaggi famosi, prima di parlare estesamente di Wagner, quali Michelangelo e le sue vicende con Gherardo, Tommaso, Febo di Poggio, Luigi del Riccio e Cechino Bracci e gli attacchi subiti per opera di Pietro Aretino. L'unico vero amore di Michelangelo sarebbe stato per Tommaso Cavalieri. Gli altri più che altro oggetti di piacere che l'artista avrebbe trattato di conseguenza. Il Fuchs distingue tra fedeltà fisica, poco frequente vista la diffusa promisquità dell'ambiente, e quella dei sentimenti strettamente legati a poderosi  intelletti e presenti in pochi eletti. Di Shakespeare accentua la frequenza degli attori omosessuali nel mondo del teatro di allora e di oggi ben disposti a diventare strumento di piacere per amici ben dotati... finanziariamente e con i quali difficilmente ci sarebbero stati rapporti più qualificanti. Considera i politici e regnanti poco affini a relazioni spirituali.

Contesta esplicitamente l'approccio di von Kupffer dell'antologia  nei confronti di Carlo il Grande. Interpreta a suo modo gli indizi su Goethe, Winckelmann, van Platen che non avrebbero contraccambiato i sentimenti dei loro amici e che, oltre tutto, loro stessi non avrebbero avuto i caratteri frequentemente incontrati tra questi individui pervertiti. Ritiene l'omosessualità spirituale un fenomeno sui generis  legato a personalità altrettanto eccezionali, ma comunque  passeggero che con l'età sparirebbe abbastanza spontaneamente. Per quanto riguarda la particolare sensibilità di molti artisti, l'autore lo mette in relazione con la loro componente  femminile più portata ad apprezzarne il decorativo, il lavoro a maglia e  quant'altro.. Tra le perversioni, anche le manie vegetariane di molti altrimenti pervertiti ed il feticismo. I musicisti, li associa agli attori (esecutori).

Tra i compositori, esclude una vera e propria omosessualità "fisica" in un Beethoven o di un Carl Maria von Weber. Pone l'accento sul fatto che non esistano praticamente donne compositore. Discute il caso di Jean Jacques Rousseau che definisce essere stato posseduto dalla perversione del masochismo. Ne mostra le analogie musicali con Wagner e con il loro modo di concepire l'opera, dramma cantato e spiega come mai le composizioni del ginevrino furono dimenticate. Dopo questa lunga introduzione, l'autore si addentra nella biografia di Wagner e si sofferma lungamente sul rapporto del compositore con Ludwig II di Baviera. Il ritratto del giovanissimo monarca: un infelice individuo nella sua solitudine, oberato dalle sue funzioni di rappresentanza. Amante del bello, evitava il brutto in quanto fastidioso. Pessimo pianista, non sapeva cavare un suono dai magnifici strumenti della sua reggia. Il Dio della musica sarà Richard Wagner. Oltre essere generosissimo sponsor del compositore, ne voleva essere amico. Alieno all'omosessualità che gli era totalmente sconosciuta, il giovane re sarebbe stato letteralmente subornato dal compositore che nei suoi scritti aveva, notati dal giovane regnante, fatto degli accenni all'amore tra uomini. Wagner dovrà affrontare le insidie della corte sempre più preoccupata dalle esose pretese che il re era disposto a concedergli. Wagner, sposerà la ex moglie (figlia di Franz Liszt) del suo amico von Bülov ed abbandonerà il bavarese per soggiornare "borghesemente" nel lucernese: la distanza accentuò la passione di Ludwig. Wagner sarà preso dall'amicizia con Nietzsche. Nietzsche scriverà  che nel V e VI secolo prima di Cristo il bellissimo e funzionale rapporto erotico tra uomini e giovani era decisamente a scapito e conseguenza per la bassa considerazione che la donna aveva in quelle società. La pazzia ed il suicidio del re di Baviera, il Fuchs lascia intendere abbia a che fare con l'infelice vissuto di un omosessuale fortemente marcato da una intrinseca femminilità seppur diradata negli ultimi anni.

Il testo di Fuchs, oltre 200 pagine, senza entrare nel merito degli aspetti fisici di queste relazioni, non escludendone implicitamente la presenza dagli effetti negativi, conclude ricordando l'amore che Wagner aveva per la natura, evidente nella sua musica e tipico, a detta dell'autore, per l'omosessualità spirituale,  citandone un episodio significativo avvenuto  nella sua villa nel napolitano (giocando con un arbusto, inavvertitamente ne piegò gravemente un rametto: volle, sconsolato e a tutti i costi, ripararne il danno) e come con l'età il compositore percepirà l'erotico sempre più quale tormento facendo della sua creatività l'espressione dei dolori procuratogli dalla sua sensualità e la sua vita straricca di istinti.  Quale chiosa, l'autore indicando in Wagner il musicista dell'estasi conclude: "Fintanto che l'uomo vivrà, a coloro che tormentati dai loro sensi li porteranno a negare la volontà di vivere, la musica di Wagner con la sua vitalità continuerà ad avere entusiasti cultori". Molte le illustrazioni satiriche, oltre la copertina, che rappresentano Wagner nell'ottica dell'autore.