Il turista che visitava il Locarnese era  sicuramente colpito dal paesaggio e non poteva di primo acchito, non conoscendone che superficialmente la storia, conoscerne i modelli socio-culturali più arcaici e le "trasformazioni" che hanno subito nella cultura locale.

Cancellate dal tempo, le dimensioni del magico, ma anche della religione, ne restano tracce nella "mentalità " ampiamente studiate dalla psicologia. dalla sociologia che hanno insegnato alla storia come scavare i segni dei meccanismi profondi dell'inconscio, del represso, di una intuizione ancestrale del mondo da quella colta, razionale. Sembra più pertinente parlare di "cultura" e "modelli culturali", che nella loro  polisemicità, considerano l'infrazione, la riserva "neutra", i terreni marginali come luoghi in cui si accendono, spesso, potenzialità nuove di pensiero creativo. L'illusione medesima in cui hanno vissuto per ere o generazioni ha "il valore di una verità" (Pascal l'aveva già dimostrato cogliendo dall'interno la complessità del "sentimento" disegnando le differenze tra "l'esprit de géometrie" e "L'esprit de finesse"). Oggi la storia è considerata non più una riflessione filosofica collocata nel tempo e nei misteriosi "ricorsi" delle vicende individuali e sociali, che non sono soltanto  quelle celebrate dalla "Grande Histoire", ma  quelle innumerevoli delle quotidianità dove più fatalmente "le fait divers se repète et se répétant, devient généralité ou mieux structure... (Braudel). Le strutture veicolano tanta storia della quotidianità come altre formazioni strutturanti dall'economia alle istituzioni sociali, alle caratteristiche geo-ambientali, alle leggi biofisiche, senza tuttavia riuscire mai a soffocare l'impetuosità della vita e dell'intelligenza umana anche nelle condizioni che potrebbero sembrare più difficili, nelle isole delle civiltà "fredde" dell'antropologia, dove le "prigioni di lunga durata" della mentalità collettiva potrebbero apparire, all'osservatore disattento, quasi senza scampo.

(dall'Archivio Storico Ticinese, $ I modelli culturali - archeologia del mito, del pensiero e della religione)

Se da un lato si possono si possono raccogliere le creatività nei DNA delle popolazioni del Verbano, dall'altro si riflette nei casi di comportamento culturale e sociale apparentemente anomalo - dal mugugno all'insofferenza aperta, alla ribellione e talvolta alla violenza fisica contro simboli e figure di una legge religiosa o civile sentita come imposizione di poteri estranei alla vita della comunità.

(Illustrazione anonima, Archivio storico ticinese , 1970, p. 383)

(Illustrazione anonima, Archivio storico ticinese , 1970, p. 383)

Tra le caratteristiche della regione dei Laghi  lombardi, la presenza dei Sacro Monti e, a Locarno, del Santuario della Madonna del Sasso ma anche un pullulare nella storia  di personaggi contrastati dagli antichi modelli culturali di origine agro-pastorale nel vario sincretismo di sempre nuove istituzioni magiche, animistiche o naturalistiche e i modelli nuovi di devozione religiosa delle successive correnti di evangelizzazione delle campagne. L'episodio più drammatico, fu quello della fondazione della "Christiana Locarnensis Ecclesia" e della condanna all'esilio dei suoi membri; nel 1555, pur ridotti di numero per le pressioni e le violenze, presero la strada di Zurigo 175 tra uomini. donne e ragazzi per la maggior parte di origine popolare ( ma per lo più ritenuti di origine sociale "nobile"). Neppure erano serviti il carcere, la tortura del cavalletto, e l'esecuzione esemplare del calzolaio Niccolò Greco cui era sfuggito un motto irriverente sul monaco della Madonna del Sasso che ne trasse feroce vendetta. Si disse che la controriforma di (san) Carlo Borromeo ( e la sua fondazione di innumerevoli luoghi di culto delle più svariate Madonne della Misericordia , del Latte, in Maestà col Bambino e completate da altre , introdotte dagli emigranti),  era stata relativamente poco efficace quale conseguenza dell'occupazione svizzera dei baliaggi d'Italia. In questo clima dove infieriva la persecuzione di eretici, streghe e devianti, era prudente, della fede, ostentazione già sui muri esterni delle case. La coscienza mitologica dei cicli temporali di ogni forma di esistenza - nascita, vita, morte e risurrezione - che contraddistingue le forme di pensiero delle civiltà contadine è sempre presente come componente profonda nelle tradizioni locali ("dialettali" e spesso, nei fenomeni di rigetto), delle forme colte, alte di religiosità indotte dall'esterno nelle successive e ben differenziate operazioni di cristianizzazione dei territori plebani periferici e di ricristianizzazione continua degli stessi ceti popolari dei centri. (cfr. G.Tassoni, Arte e tradizioni popolari).