Die Wirrwelt:

Cosa sia il mondo del Caos al quale viene contrapposto il Chiaro mondo, viene spiegato in modo esteso nello scritto di Elisarion "Die Wirrwelt" pubblicato nel 1923, sulla scorta delle drammatiche vicende della prima guerra mondiale. L'autore si pone la domanda a sapere quando, oltre che dei diritti dei popoli ci si rivolgerà a quelli del singolo individuo e dell'autorealizzazione. La rivista Firnlicht. ("Luci lontane") Schweizerische okkulte Monatsschrift  che ospitò l'articolo sarà un vettore controproducente dando un significato "occulto" nell'accezione negativa, alle considerazioni dell'autore che non lo sono affatto.

Riassumendo: Appena una settimana dallo scoppio della prima guerra,  l'autore era su una piccola isola normanna e si  sentì come sopraffatto da una sensazione di presentimento che trovò sfogo in una poesia in italiano. Già dalla pubblicazione sul Clarismo e la sua visione del mondo aveva caratterizzato la natura umana e le sue aspirazioni. La civilizzazione europea si trovava in uno stato crescente  di depressione dall'asservimento e dall'ipocrisia dominanti. Le profezie dell'autore si sono avverate nel  fuoco dell'odio. Ora si parla di diritti dei popoli  e di "anima collettiva" ma l'autore si chiede quando ci si rivolgerà a quelli del singolo individuo e dell'autorealizzazione. L"Eigenwesen", l'assoluta individualità di ogni essere, un nuovo concetto, non coincide con la personalità o l'individuo ma ne è autonomo. La natura appare così pacifica all'uomo ma non lo deve essere per gli insetti che subiscono la voracità degli uccelli.  Il canto di un usignolo può essere percepito dalle loro vittime con il medesimo senso di paura quale quello di una piccola nazione di fronte alle esternazioni giubilanti nazional-imperialiste di uno Stato vicino. Veramente, l'apparente tranquillità che regna in un paese quando fuori imperversa una guerra, è illusoria. Come i discorsi sulla pace della natura, sordi ai prossimi colpi di cannone che non ci concernono, che anch'essa è fatta di lotte per la sopravivenza. La terra, la propria patria deve essere comunque buona. Come se l'uomo non fosse figlio della natura e non ne avesse ereditato le buone e cattive sorti. Comodo dire che siamo dominati dall'amore. Contro il bene ed il male, la terra offre indiscriminatamente i suoi tesori ed altrettanto li distrugge. Un bizantinismo, il lusingare la natura, ereditato dai tempi primordiali e pertanto indegno a chi è dotato di spirito libero, cordiale, sicuro di sè che riconosce la realtà. Per "madre" natura, meglio la definizione di "matrigna". Come non si  può restare insensibili davanti alle bellezze della natura? Le bellezze della natura, l'autore le ha sempre ammirate dal profondo dell'anima. "Ma esistono due mondi, entrambi eterni, il bello è, nella pena, il saluto del Chiaro Mondo". Versi, per molti, come troppo carichi di sentimenti che desiderano esserne razionalmente convinti. L'autore lo ha fatto con lo scritto programmatico "Cosa ci propone il Clarismo?" Gli obiettori  temono Elisarion e lo evitano. L'autore conclude:  Ma il giorno di Dio  arriverà, sorgerà il sole  dello spirito... Forse anche questo è legge della Natura...