San Sebastiano.

L’immagine del suo corpo nudo, perforato dalle frecce, colpisce l’immaginazione.
Uno dei tanti martiri delle persecuzioni di Diocleziano, contemporaneo di San Giorgio, diverrà, con Pietro e Paolo, santo protettore di Roma quale anziano personaggio barbuto e ricciuto che, ribellatosi al potere terreno, dimostrava il potere di Dio.

 

Nel Medioevo, con la  peste, l’episodio della sagittazione di San Sebastiano
assumerà un valore centrale, con le frecce simbolo del male, alle quali Sebastiano seppe resistere.

 

La credenza che la visione di un corpo sano e bello fortifichi il pneuma vitale dello spettatore, fece sì che la trafitta figura di San Sebastiano assumesse sembianze sempre più giovani.
L’effetto profilattico di San Sebastiano verrà accompagnato dall’azione terapeutica di San Rocco, il santo dei lazzaretti.
La solidarietà di San Carlo Borromeo sostituirà in seguito un San Sebastiano divenuto nel frattempo troppo ingombrante.
 
A partire dal XVIII secolo, San Sebastiano assumerà nell’immaginario significati sempre meno legati alla peste, avvicinandosi al mito di Apollo. Con D’Annunzio-Debussy la chiave di lettura mistico-laica, dapprima applicata da Elisarion, si affermerà definitivamente.
 
ll Ticino è stato ripetutamente colpito dalla peste: il culto di San Sebastiano vi ha così assunto  vitale importanza.
La ricchissima presenza iconografica sul territorio ticinese lascia ripercorrere il tracciato della peste  in termini connotativi approfondendo, grazie alla fotografia, fugaci  intuizioni ed impressioni. Questi Percorsi d’Arte nella Svizzera Italiana raccolgono, in forma multimediale, stimoli e approfondimenti liberi da pregiudizi per una rilettura del nostro passato anche più recente.
 
 Nati come ricerca nell’ambito di SpazioGay - gruppo  voluto nel 1994 a Massagno da Aiuto Aids Svizzera e che ha vissuto le tragiche analogie tra la peste di manzoniana memoria ed il nuovo flagello, questi studi – sostenuti inizialmente da un programma occupazionale omonimo -  cristallizzati attorno all’interesse che Elisarion nutrì per la figura rinascimentale di San Sebastiano e stimolati da autori come  Graziano Mandozzi con la sua monografia su Elisarion  pubblicata dal Comune di Minusio, dagli altri sguardi di Cecile Beurdeley e Dominique Fernandez, saranno un decennale e variegato concatenamento di occasioni anche polemiche, di argomenti e riflessioni, senza mai dimenticare la realtà ticinese della Guida d’Arte della Svizzera italiana di Bernhard Anderes.
 
Quale Guida, si forniscono notizie pratiche per la visita dei luoghi,  indispensabile per ri-appropriarci il nostro ambiente con le sue atmosfere, le tradizioni, le leggende, i miti, le utopie.
 
Estate 2004