Progetto Wikipink

 

 Lavori in corso!

 Scusate gli inconvenienti... di lay-out e "altro". Credevo si trattasse un semplice lavoro di assemblaggio dalle mie molteplici annotazioni sull'argomento raccolte in una ventina d'anni di coinvolgimenti. Ma l'altro occhio ne ha avuto la meglio!

Diversi e sorprendenti i dettagli  fin'ora  sfuggiti all'osservazione o alle considerazioni degli studiosi... trovati per lo più casualmente in una sistematica rivisitazione dei testi e delle illustrazioni.

Elisarion: personaggi da vedere in un contesto storico-sociale che supera largamente il piccolo mondo ticinese ma che permette di capire anche molto meglio il nostro. Dopo oltre  20 anni dal primo impatto (Graziano Mandozzi), una rivisitazione delle intricate vicende si impone superando, forse, alcuni stereotipi dovuti alla mancanza di informazioni che nel frattempo sono diventate disponibili grazie alla rete ed al fondamentale lavoro di Fabio Ricci! La messe di informazioni può apparire difficilmente  (di)geribile nelle sue luci ed ombre, ma ha conseguenze che si riflettono nella situazione contemporanea del "caso" Elisarion. Mission impossible? Ci provo (da Ticinese)! A lavoro terminato, una sintesi sarà possibile rendendo fruibile, anche ai meno volonterosi, questa avvincente "cronaca". Affaire à suivre...

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Elisàr von Kupffer (1872–1942)

Indice:

0. Premessa

1. Autobiografia

1.1 Le famiglie di Elisàr von Kupffer e Eduard von Mayer

1.2 Il viaggi in Italia

1.3.1 L'antologia (1899)

1.3.2 Auferstehung, Irdische Gedichte (1901)

1.4 Firenze (1902)

1.4.1. Clima und Dichtung (1907)

         1.4.1.1 Definizione di Clima

         1.4.1.2 Le Fiorentine

         1.4.1.3 Rime e ritmi

         1.4.1.4 Dell'erotico

         1.4.1.5 Movimenti, figli del paesaggio

1.4.2 An Edens Pforten (1907)

1.4.3. Studi arte

1.4.3.1 L'archivio San Sebastiano

1.4.3 .2 Der Maler der Schönheit (1908)

1.4.4 Il Clarismo (1911)

         1.4.4.1 Ein neuer Flug und eine heilige Burg  (1911)

Die Gotteslästerung der Bibel (1912)

         1.4.4.2 Was soll uns der Klarismus - nationale Krafteine menschliche und soziale Neugeburt (1912)

         1.4.4.3 Hymnen der Heiligen Burg (1911)

1.5 Nel Locarnese

1.5.1 Partenza da Firenze (1915)

1.5.2 I primi anni (1915 - 1922)

1.5.3 Il Sactuarium Artis Elisarion (1927)

1.5.4 Il Chiaro Mondo nella Rotonda (1939)

1.5.5 Il Pellegrinaggio

1.5.6 Il Chiaro Mondo, com'era?

1.5.7 I discorsi sul Chiaro Mondo (1942)

2. Il destino del lascito Elisarion

2.1 La morte di Elisarion (1942)

2.1.1 Echi polemici

2.1.1. Pubblicazioni di E.v. Mayer

2.1.1.1 Scritti postumi di Elsarion (1943)

Der Befreiung entgegen

Heldische Sicht und Froher Glauben

2.1.1.2 Scritti propri

2.1.1.2.1 Aus Tiefster Not

 

2.2 La morte di von Mayer

2.3 Centro Culturale Elisarion quale lascito Elisarion

2.3.1 Le intenzioni di Elsarion

2.3.2. Un'occasione mancata

2.4 Monte Verità ed il Chiaro Mondo

2.4.1 Il salvataggio del polittico

2.4.2 Integrazione del Chiaro Mondo nell'ambito del Monte Verità

2.4.3 Il contesto tra Clarismo ed Omoerotismo. Chiaro mondo, ossimoro nelle nebbie ticinesi?


Premessa:

Verba volant, scripta manent! Nelle intenzioni di qualsiasi pubblicazione, sia essa storica o scientifica, la prefazione rappresenta una prima presa di posizione preliminare, spesso trascurata dal lettore, che fornisce  la chiave di lettura del soggetto. Le parti conclusive ne riassumono i contenuti facendone una sintesi proponendo ulteriori spunti di riflessione. Pertanto, nel riproporre materiali di approfondimento, si è dato particolare importanza, come nella fruizione di opere musicali, al prologo l'"ouverture" che lascia presagire le tematiche ed al "finale" che le riassume. La sistematica presentazione degli indici delle trattazioni citate  ne dà una visione d'insieme quale ponte d'accesso ai contenuti. Nell'approccio di un qualsiasi tema, riteniamo importante presentare i due lati della medaglia nella ricerca di comprenderne, oltre il lato  più visibile di quello che si impone comodamente come "verità incontrovertibile", anche l'altra faccia per lo più nascosta, ovvero di quello che un soggetto non è. Non tutto è oro quello che luccica: molti i sorprendenti lati oscuri scovati al di là delle visioni trionfalistiche o vittimistiche, e non sempre comodi ad una lettura approfodita dei personaggi coinvolti. Un discorso differenziato che si presta a malintesi, specialmente per chi non vuol "capire", sordo o cieco dai pregiudizi, prone ad accettare facendole proprie, sia le preclusioni che gli stereotipi senza riserva alcuna dimenticando che nessuno è perfetto. Queste considerazioni, meritando di essere tenute sempre presenti, valgono anche nella fattispecie, una cronaca di approfondimento con soggetto un personaggio controverso e l'ambiente, il clima dibattuto che lo ha circondato e le inevitabili interazioni. Intenzione non facile, quella di evitare (pre)giudizi nel dovuto ed irrinunciabile rispetto alle persone!

Molti i testi originali di questa presentazione sono stai redatti in tedesco: abbiamo pertanto cercato di tradurre in italiano quelli più significativi (prosa e poesie nel loro significato letterale, da ingegnere non ne ho pertanto l'eleganza di un poeta. Non sempre facile trovare il vocabolo dall'accezione esatta!) eliminando così una invalicabile barriera al lettore cisalpino, spesso scevro da cognizioni della lingua tedesca, per apprezzare pienamente la rilevanza del soggetto. (Link Archivi .pdf preceduti dal segno "$", integrati nel motore di ricerca del sito www.brunogf.ch. I riferimenti a wikipink.org sono contrassegnati da "§". )

 

Elisarion  esule dal 1915 nel Locarnese,  rappresenta anche  il paradigma della società (ticinese) con i suoi risvolti che la caratterizzarono e caratterizzano nei rapporti con il "diverso" con particolare riguardo alle vicende storiche del Locarnese. Pertanto, sulla scorta della cronaca, ne terremo conto per farne una rassegna vista con l'altro occhio. L'autore di queste note è stato coinvolto con le vicende legate al destino del lascito Elisarion e ne presenta una sua versione originale dalle ripercussioni per lo più poco conosciute quale complemento di carattere locale, dietro le quinte. Indubbie le analogie che mi legano per empatia al soggetto di queste considerazioni coinvolgendomi oltre una semplice trattazione del tema dagli effetti che ne caratterizzano l'attualità di un work in progress. La discussione è aperta!

 

Il presente contenuto (seguendo un traccia prevalentemente cronologica) vuol essere un approfondimento di quanto egregiamente redatto per il Comune di Minusio da Graziano Mandozzi (se ne suppone, con la loro riproduzione quale pubblicazione NON più disponibile in commercio, non infrangerne eventuali copyright) nel 1996 ed un complemento  alla estesa trattazione in tedesco di Fabio Ricci (2007) di cui abbiamo tradotto in italiano, per la comprensione del lettore, un ampio stralcio. Una sintesi del soggetto è presente in rete, anche in italiano, al sito www.elisarion.ch.

Per comprendere il personaggio ELISARION (Elisàr von Kupffer) , esiste una sua autobiografia che si diffonde in dettaglio sulle origini della sua famiglia, le sue vicende di bambino e da ragazzo, la conoscenza di Eduard von Mayer che sarà il suo compagno sodale e condiscepolo.

 

L'autobiografia di Elisàr von Kupffer "Aus einem wahrhaften Leben" (AmwL) ($ Da un verace vita, pubblicata postuma a Minusio nel 1943 e presente nell'archivio cantonale ticinese, disponibile per tramite del Sistema Bibliotecario Ticinese www.sbt.ti.ch) è una dettagliata descrizione-diario che racconta, corredandola di commenti per i posteri,  il divenire dell'autore fino al suo arrivo a Firenze. Nell'ulteriore capitolo  "Der Weg der Liebe" (Il sentiero dell'amore) l'autore confida con sorprendente lucidità la sua vita affettiva prima e dopo. Il volume di fitte 326 pagine inizia con un capitolo-prefazione dal titolo "Verità o immaginazione?" (Wahrheit oder Dichtung? pp.1-3, AewL)  nel quale si insiste

sulla sincerità della sua vita e sulla necessità di chiarirne molti aspetti a scanso dei molti equivoci che gli hanno inimicato un mondo di rose e spine alieno nella sua via di martire araldo e combattente con una verità da divulgare, una missione da compiere

Alle sue origini, von Kupffer dedica i capitoli introduttivi  "Sul meridiano di Delos", "Eredità materna normanna", "Dalla spirituale stirpe paterna", "Tipo Baltico", "Gli ultimi cento anni del mio ramo", "Motti della mia vita", "Nascita, sacrificio della gioia", "Bambino, nel mondo del caos", introducendo  il lettore ad una sorta di anamnesi preliminare.

Animated flag of Estonia 

Coat of arms of Estonia

 

Si presumono conoscenze geografiche e storiche dei paesi Baltici che solitamente vengono unicamente sfiorate seppur indispensabili per la comprensione dei personaggi.

 

(Auf dem Meridian von Delos, pp.4-5 AmwL) Alla longitudine di Stoccolma da cui è separata da un braccio del mar Baltico equidistante da San Pietroburgo e sul meridiano  di Helsinki e di  Delos, l'isola di Apollo, Tallin (Reval) è importante porto che apre verso la Svezia e  la Russia. Un paesaggio matrice del carattere dell'autore.

(1887)

Nel fondo fotografico Elisarion del Comune di Minusio vi sono immagini riferibili a Reval (riproduzioni di dipinti del giovanissimo von Kupffer)

  (1929 -30 Minusio)

   Madonna di Natale (dal Comodato presso Spazio Gay. Dov'è finito?)

(Normannisches Muttererbe, pp. 5-8 AmwL) La madre di origini normanne, ritratta quale madonna di Natale con in braccio un Elisàr bambino, (ai tempi esposta nel Sanctuarium Artis di Minusio) era di origine svedese, forse con un tocco scozzese. Elisàr la descrive come una donna eccezionale quale madre particolarmente attenta alla sensibilità del figlio, moglie esemplare  ed estremamente ospitale verso tutti. Fisicamente, il naso, la fronte, gli occhi e la forma del viso del figlio dovevano di molto assomigliare alla genitrice. Anche i nonni materni di origine svedese vengono ricordati con affetto. Al padre vengono invece attribuiti  i vivaci interessi intellettuali, accompagnato dalla nonna Friedericke donna dai tratti e caratteri dal temperamento romanico o greco testimoniati dal suo viso classico, la capigliatura scura di evidente origine mediterranea. Alla ricerca dei propri avi, Elisàr cita un riformatore della Sassonia. Le più prossime origini baltiche con sangue polacco sarebbero responsabili per la sua gioia vitale. Le famiglie di Pastori vivevano nello spirito  liberale dell' "Ancien Regime" ben diverso dai tedeschi settentrionali. Tra i signori vigeva l'abitudine di sostenere le proprie convinzioni poco importa cosa ne pensassero i vicini. Il baltico-tedesco era un aristocratico nel buon senso del termine che viveva senza paure, con la sua personalità, i suoi credi anche in un ambiente poco propenso ad apprezzare la loro decisamente superiore cultura.

(Baltische Art, pp, 10-14 AmwL) Al rimprovero, proveniente da paesi democratici  o disciplinati dalla burocratizzazione, di una prevalente  altezzosità dei Balti,   Elisàr la giustifica dall'autoconsiderazione, una naturale fierezza di chi è abituato ad affermare una cultura  in un mondo poco avvezzo, caratteristico delle colonie quali quelle inglesi  nei confronti delle razze indiane o africane, per non parlare degli americani con gli indiani ed i neri. Ridicoli questi democratici che vogliono dare lezioni. Che sia detto: tra i Balti, non fu mai costume il "linciaggio" (ovvero l'omicidio tollerato di razze inferiori) come lo è nella democrazia degli Stati Uniti. Da bambino, prima che la sovranità baltica ricevesse il colpo di grazia con l'imperatore Alessandro III nel 1884, ne ricorda i privilegi della lingua, diritto e religione. Ricorda ancora come i contadini si inchinavano nel saluto davanti ai miei genitori anche se la servitù della gleba era scomparsa dal Baltico nel 1819 ben prima che in Russia (1862). In Prussia e Bavaria nel 1808, in Austria che nel 1849! A dimostrazione dell'incongruenza di chi sostiene che i baltici tedeschi  siano dei reazionari. "Ho sempre espresso i miei ordini al personale con estrema cortesia ed altrettanto nel  rigraziarli, per esempio, dopo la messa a disposizione di carrozza e cavalli. Non da tutti. Ancora nel 1930, nella vecchia  democrazia Svizzera, una cuoca se ne lamentò. Un casserolier del Canton Lucerna,  mi raccontò  che il cuoco dell'albergo riteneva indegno sedersi alla sua stessa tavola. Ho visto nobili consumare pasti assieme alla servitù. E ci sarebbe la democrazia! I principi tedeschi di altri tempi erano più cortesi e modesti di molti demo- e plutocrati. Per non parlare di signori plutocrati o democratici che entravano nel mio tempio mani in tasca e fischiettando, per raccontar di gente semplice  ai quali si doveva far richiesta di togliersi il berretto. Ma in Svizzera ho anche conosciuto signori da "noblesse oblige", veri nobili, veri aristocratici. Chi, pieno di alterigia, maltratta poveri o senza titolo non è un aristocratico e poco importa che sia conte, barone, patrizio o onorevole Consigliere Nazionale o commissario del popolo. Dei Balti, rispetto ad altri, posso aggiungere che erano ben lontani dall'ossequiosità della burocrazia, dei funzionari e  le loro le abitudini  di corte;   non importavano proprio per la signorilità delle maggior parte dei baltici tedeschi. Anche i distintivi di ordini quali quelli militari o diplomatici di casa baltica erano di origine straniera senza che se ne incolpasse pertanto il possesso quasi fosse un tradimento della patria, cosa che, sorprendentemente, ho invece constatato in Svizzera. Da noi, queste onorificenze straniere non comportavano questi pericoli proprio per il senso di sicurezza in se  che ci caratterizzava allontanandoci, già  bambini, da ogni servilità. Questo era lo spirito Baltico dei miei avi e dal quale son cresciuto.

Il titolo nobiliare ereditario e lo stemma di famiglia con il cuore e le due croci conferiti nel 1823 a Carl Heinrich (1788-1838)  bisnonno  di Elisarion.

(Das letzte Jahrhundert meines Zweiges, pp. 14-17, AmwL). Nel parentado del secolo che lo aveva preceduto, buon sangue non mente, Elisàr ravvede personaggi che rivivrà nel suo carattere: il prozio Alfred (1807-1845) Pastore,  considerato localmente quasi un santo, la sua memoria sparirà con l'arrivo dei bolscevichi. Morirà da celibe al servizio della fede benché avesse profondamente amato mia nonna paterna Friderike che  sposerà il fratello Carl-Heinrich (1788-1838) di cui diventerò pronipote. Onorato ed apprezzato quale accademico universitario di Kiew, verrà insignito della nobiltà ereditaria, riconfermata dall'imperatore Alessandro. Il nonno ebbe tre figli (un generale ai servizi dell'impero, un teologo che morì da giovane per tubercolosi e mio padre). Il teologo, stando a quanto mi raccontò mia nonna, doveva assomigliarmi parecchio nel suo animo  generoso. La bella vedova, strane coincidenze avendo amato il futuro cognato, si unirà ad un moscovita e sparirà da novantenne nella rivoluzione bolscevica. Tra i discendenti cugini, solo maschi, cosa rara al Nord. Con i fratelli di mio nonno, il prozio Ludwig, ricco e benestante (cosa inusitata in famiglia piuttosto indirizzata allo spirituale ed ascetico)  banchiere a Mosca e proconsole a Francoforte sul Meno, e Adolf Theodor (1799-1865) fisico  e meteorologo di rilievo citato dal Larousse e dal Meyers Lexikon. Altra persona buona come il pane, contrariamente a sua moglie nata Maedonald. Il figlio Hugo von Kupffer (1863-1929) diventerà un noto redattore di successo della diffusissima "Berliner Lokalanzeige" facendosi paladino di una destra filomonarchica. Rispettato uomo d'affari, più che redattore, non mancò di  esprimere nei miei confronti il più becero "antinepotismo" in un contrasto tra il suo realismo ed il mio idealismo facendone della nostra parentela, contrariamente all'opinione corrente, uno dei cardini delle mie difficoltà berlinesi che incontrerò nel 1899. Con gli anni, tardivamente, si ricrederà. Il  mio nome "Elisarion" si affermerà con il Clarismo ed entrerà nel Lexikon von Meyer e nel Grossen Brockhaus (1931-1932) come pure nella enciclopedia " Religion in Geschichte und Gegenwart" (1929) , ma continuerò ad essere boicottato da parte della grande stampa per quanto riguarda il mio lavoro di una vita, il pensiero, la poesia, l'arte. Per quanto ancora?

(Die Wahlsprüche meines Lebens, pp. 18-19 AewL) Chiarito di che sorta fosse Elisàr von Kupffer, dove multiformi talenti ereditati dalla madre si sono incontrati con predisposizioni di carattere religioso, comprensione, ragione, energia e molto buon cuore, ma anche  confrontati con una salute delicata e  molte malattie che sollecitarono tutte le sue forze d'animo, l'autore afferma che nessuno, oltre che di se stesso, ha il diritto di raccontarsi nel caso abbia qualche cosa da dire. Esiste un falso pudore di tipo cinese come pure una specie di Mimikry dove l'autore nasconde la sua vita in una variopinta girandola di episodi con lo scopo di farsi apprezzare e tollerare dai suoi posteri. Poco democratico ?  Io sono eu-democratico, aristo-democratico, l'ho affermato già nel 1919. Per una libertà nobilitata. Altrimenti l'homo sapiens diventerà una scimmia sportiva.

Elisàr von Kupffer, nato in Estonia sotto il segno dell'Acquario, da una famiglia acculturata – il padre era medico con ambizioni scientifiche e filosofo dilettante – appartenente alla piccola nobiltà della minoranza tedesca, sempre in ansia per le sorti della grande e potente nazione vicina, la Russia zarista e più tardi bolscevica. Di salute malferma, il bambino avrà presto modo di sviluppare le sue doti riflessive di sognatore. Dopo aver frequentato una parte del liceo nella vicina Reval, prosegue gli studi in giurisprudenza (che lascerà, non era molto affine agli studi accademici, a favore di studi artistici a Berlino) a San Pietroburgo dove incontra il diciottenne Eduard von Mayer (1873-1960). Eliàr von Kupffer dedica quattro pagine (Eine Fügung: Eduard von Mayer, pp 107-111, AewL Una coincidenza ) della sua autobiografia a  questo incontro, ospitato dalla sua famiglia a Pietroburgo.

Sapevo che tra le quattro figlie ed i tre figli c'era anche un ragazzo di più o meno la mia età: Eduard von Mayer che aveva da poco assolto l'esame di maturità. Il pensiero per questo giovane non mi era manco piacevole, in quanto avevo generalmente preoccupazioni nei confronti dei miei coetanei che ritenevo piuttosto retrogradi in rispetto ai miei interessi ma, ciò non di meno, che cercavo di assecondare nella loro vita superficiale. Ma anche Eduard non era da meno nei miei confronti. Era grande e biondo quanto me, ma gli occhi azzurri. Parlava correntemente il russo, viveva da cadetto in una famiglia dalla madre vedova agiata. I fratelli, discretamente,  non si lasciavano mancare nulla dalla vita.

  che sarà studente nelle facoltà scientifiche negli atenei di Berlino, Losanna, Monaco, Halle terminati nel 1897 con un dottorato in filosofia e una tesi sull'Estetica di Schopenhauer. I due, diventeranno inseparabili compagni fino alla morte.

Eduard von Mayer era nato ad Knalovo (?) nei pressi di San Pietroburgo, a circa 360 km ad est di Tallin. Originari del Braunschweig i suoi avi si trasferirono in Russia nel 1760: famiglia di medici, famiglia di gente piena d'ingegno, di coraggio e di bontà. Il bisnonno si era distinto  a Charkow nella Russia meridionale lottando contro la peste tanto da ottenere la nobiltà ereditaria dell'Ucraina; il nonno, chirurgo dello zar e direttore dell'ospedale civico di Pietroburgo, aveva seguito l'esempio paterno: e Karl, padre di Eduard, valente medico lui pure, si era dedicato in particolare alla cura delle malattie polmonari che ebbero una svolta con la scoperta del Bacillo di Koch e riuscì, attraverso mille difficoltà, a creare a Pietroburgo l'Ospedale Evangelico.

Caratteri diversissimi e quasi antitetici: riflessivo, schivo, diligente, pacato, metodico, disinteressato, contemplativo, sommessamente tenace e fedele Eduard, fantasioso, irrequieto, egocentrico, creativo, esuberante ma fragile, si invaghiva di un giovinetto dopo l'altro, Elisàr. Eduard cresciuto in una famiglia dai rigidi principi, retta da una madre vedova autoritaria quasi una badessa, dove persino la vista di uno spettacolo teatrale era invisa quale grave grave peccato, facendone un giovane represso seppur estremamente dotato intellettualmente la cui creatività "artistica" venne integralmente ignorata; Elisàr, per contro, cresciuto in una famiglia decisamente più aperta che aveva stimolato l'espressività e la creatività poetica del bambino. I due giovani, casualmente, avevano entrambi subito simili delusioni amorose: Eduard da tredicenne, una ragazza (Elisabeth von Stackelberg)  che dovrà dantescamente "angelicare", per Elisàr la passione per Agi una dodicenne e sua sorella Erika non trovarono risposta. Per anni, queste due presenze femminili aleggeranno nei rapporti tra Elisàr e Eduard, in un contrastante  mix di reciproci coinvolgimenti e velati rimproveri anche sulla scorta dei due opposti atteggiamenti nei riguardi delle religioni (Eduard, allora, ateo convinto).  I due amici avranno cordialissimi rapporti con l'altro sesso, ma non si andrà mai "oltre". Per Elisàr, gli amici di Eduard con i quali si davano del Tu, gli erano indifferenti. Ma anche lui, all'inizio, lo fu per  Eduard. Contrariamemte a quanto si dirà più tardi, le loro vite e caratteri non furono facili sebbene  uniti da una necessità superiore. Eduard spesso soffriva di bronchiti e d'asma e  tenterà inutilmente di assolvere il suo anno di volontariato nel reggimento della guardia finlandese. Verrà inutilmente sottoposto, seguendo le mode del tempo, a docce fredde all'insegna di una terapia personalizzata in funzione del medico, non del paziente.  Per Elisàr una fortuna: se fosse diventato ufficiale di riserva, nota, sarebbe probabilmente  finito male nella guerra contro il Giappone. Elisàr non vedrà per lungo tempo Eduard convalescente in Finlandia, in un momento particolarmente doloroso per la dipartita di sua madre ed impegnativo per le prove di maturità. Deciso di avere come alma mater Pietroburgo, Elisàr inizierà gli studi, ospite della famiglia di Eduard,  dedicandosi allo studio della lingua araba che abbandonerà presto in favore della facoltà di giurisprudenza (corsi tenuti in russo) (Die Universität und der Idealist, pp. 126-128 EewL). Infelice nella vita di studente di Pietroburgo, Elsiàr si avvicinerà sempre più ad Edvard, benché geograficamente lontani. In quei momenti, in Germania, ci sarà il tentativo di riabilitare i Gesuiti, il giovane Elisàr ne sarà un sostenitore della loro libertà d'azione. Scrivendo nel 1938 questo capitolo delle sue memorie, Elisàr ricorda di essere stato vittima dell'ironia della sorte: I Gesuiti diverranno i suoi più subdoli nemici sulla scorta di rappresentazioni deformate del suo pensiero. E  coglie l'occasione di aggiungere a questa considerazione l'amaro rimprovero agli omosessuali che avrebbero avuto motivo di essergli riconoscenti per le sue battaglie in favore ad una  loro libertà di vita ed i loro diritti. Ne riparlerà più tardi. Da giovane era convinto della libertà nelle tenzoni di pensiero e non che fossero schiave delle politiche di potere. E conclude: "In questo  mondo del "Caos", qualsiasi libertà resta ideale ed utopico desiderio . Libertà vera non è possibile che dove esista consonanza armonica di consenzienti, ovvero nel Chiaro Mondo.

Nel capitolo "Kind in der Wirrwelt" (pp. 23-25 AewL), Elisarion parla dei suoi mali da bambino: all'età di 5 e 6a anni soffrì di meningite e reumatismi articolari. Ricorda delle terribili emicranie e di aver desiderato che gli tagliassero la testa.  Di regola ne sopravviveva che uno su mille e quasi sempre instupidito. Quando mi presentai dal sindaco di Muralto e gli dissi che era già una follia realizzare il Chiaro Mondo senza committente, il dr.jur. Beretta mi rispose affermando che sono solo  alcuni "matti" quelli che fanno fare progressi all'umanità. Naturalmente, è anomalo e da pazzi voler risvegliare la gente dal loro letargo ed essere ripagati che con inimicizie  facendo nascere qualche cosa di buono dal martirio  per poi venir abusati da un qualche furbone. La prova: il destino di Gesù e la storia della Cristianità. Oltre i reumatismi che ebbero effetti anche sul cuore, subii la scarlattina che mi indebolì l'udito di un orecchio. 

A partire dai 16 anni divenni miope ma mi sforzai di vivere senza occhiali usando, di nascosto, una lente. In un ritratto  la mostro (N.d.T. Il principe carnevale. La fotografia da modello, nel Fondo Fotografico, data del 1914 con Elisàr a 42 anni).

Matrigna natura ha fatto di tutto e di più per mettermi da parte. La natura l'amavo con la massima considerazione, ma non come procreatrice che ritenevo sua secondaria funzione, oltre i miei ideali. Ideali da non essere confusi, come lo furono da molti prevenuti e  o  repressi,  per omosessualità. Donne e uomini autentici apprezzarono la mia opera. Molto meno gli omosessuali in cerca di una intensa maschilità di tipo michelangiolesco e gli eterosessuali di natura timida che cercavano il complemento in donne energiche. Dovrò tornare sull'argomento in quanto sfruttato da stolti e menzogneri per danneggiare il mio messaggio ideale. Malgrado i malanni ero un tipo sveglio ed imparai  presto e all'insaputa dei miei, a leggere. Sapevo comportarmi bene quando c'erano visite. Senza che nessuno me lo chiedesse, mettevo il vestitino buono per poi, alla partenza degli ospiti, spontaneamente rimettermi il solito. In gonnellino scozzese venni fotografato in una gita a Reval; la mia testa la utilizzai nel ritratto di mia madre  da Madonna di Natale.

Nel capitolo  "Meine Mutter - duldende Liebe"( pp. 25-26 AewL), Elisarion descrive sua madre: Mia madre una donna dalla bellezza nobile, biondo scura dagli occhi grigi, l'ho vista soffrire dai miei primi anni. Non era il tipo che lusingava gli uomini, ma nemmeno scostante, una femminilità che sapeva tranquillamente far felice ben sapendo cosa fare  per una bella dimora a marito e bambini badando discretamente a tutti. Mai assistito a screzi tra i miei genitori, un vero matrimonio d'amore autentico fino alla morte. Unicamente un dolore comprovato poteva tenermi lontano da matrimonio e figli, non avendo assolutamente la natura di scapolo. Per alcuni annoi, in casa di mio padre coabitarono entrambe le suocere con le due nonne,  e non vi furono mai contrasti grazie alla bontà di mia madre e di mia nonna materna altrettanto molto pacifica. Pertanto ebbi una infanzia pacifica e piena d'affetto. Ero molto legato a mia madre cui mi confidava in tutto. Nei primi anni vedevo raramente mio padre di modo che c'era un poco di estraneità fra di noi benché fossi da lui mai trattato male o punito. Ma non ce n'era motivo. Primogenito la sorella Frieda (1865-1928), poi Johannes (1867) che diventerà ingegnere. Dopo di me Adolf (1877), la cui nascita porterà mio padre a rinunciare ai suoi doveri maritali a causa della sempre più malferma salute di mia madre. Più tardi venni a sapere che mio padre, da convinto credente cristiano, ne aveva molto sofferto fisicamente.

Causa della malferma salute di mia madre , la gelosa presenza nel vicinato di  una invadente signora di antica nobiltà ed imparentata alla lontana con noi,  che non mancava di imporsi in ogni occasione anche grazie al fatto che la mia famiglia non poteva, seppur degnamente, competere finanziariamente con lei. Ma per fortuna c'era, ad un paio di chilometri da casa nostra, zia Annette con la bella casa con giardino pieno di fiori ed i pavoni, seppur senza elettricità  o gas. Unicamente, nella sala da pranzo, un filo di richiamo per il campanello del maggiordomo che appariva prontamente in guanti bianchi a servire un pasto per niente lussurreggiante. Si imparò rapidamente il baciamano per le anziane signore, corredandolo con un complimento, stile ancien régime. Ho comunque imparato molto presto a capire da mia madre che troppo spesso la sua disponibilità veniva abusata. Troppo amore e attenzione possono inimicare. A volte l'amore è sentito  come schiavitù e ripudiato. Pertanto, attenzione e ritenersi.

Friederike (1802-1887), la nonna paterna, fu determinante per il mio sviluppo intellettuale. Donna provata dalla vita, mi affascinava raccontadomene le vicende. Dalle sue vecchie riviste inizio XIX. Secolo ebbi modo di conoscere estesamente, malgrado le pessime xilografie,  l'arte del rinascimento italiano. Alcune riproduzioni, qualitativamente migliori, ornavano comunque la nostra casa: L'ultima cena di Leonardo,  Madonne di Raffaello e Murillo ed un Cristo di Guido Reni. Il bello stimolava con forza la mia fantasia . A sette anni leggevo Shakespeare, in particolare l'Amleto, ma anche i drammi di Schiller. A nove anni scrissi il mio primo dramma quale risultato delle mie impressioni da Amleto e Don Carlos. Quale postumo della meningite, facevo brutti sogni tormentato da streghe ai quali però seguivano visioni oniriche che sarebbero poi diventate la fonte per il mio Chiaro Mondo. (cfr. la scena 5: Sul grande fiore).  Vorrei anche menzionare il fatto di avere, allora, crudeli sensazioni alla vista di vecchi mendicanti; era un'istintiva paura a fronte della laidezza e miseria del mondo del Caos.

Molti i capitoli della sua autobiografia nei quali si occupa, senza reticenze, della sessualità degli adolescenti e dei tabù  che Elisàr ha incontrato malgrado il liberale atteggiamento che vigeva nella sua famiglia: con considerazioni che precorrevano di generazioni quanto oggi vien ritenuto ovvio, descrive la sua pubertà vissuta da quattordicenne fino alla visita incompiuta di un luogo malfamato, le disgrazie della gioventù maschile,   le sue paure delle malattie sessualmente trasmissibili che riuscirà ad evitare vita natural durante, il distinguo tra erotico e sessuale.

Nel capitolo "Der Weg der Liebe" (pp. 289-326 AewL) che conclude l'autobiografia, vengono descritte in dettaglio le vicende che portarono a  conoscere i loro amici, come pure i loro destini. Von Kupffer, a scanso di equivoci, tiene a precisare che, di salute sempre delicata,  non avesse paura delle donne: "seppur non ne fossi allora perfettamente conscio, si trattava di altro. Non un"horror feminae" ma  un "horror infantis" ovvero di mettere al mondo un bambino. In parte,  avendo avuto un'infanzia molto dolorosa, consideravo la vita  un compito gravoso seppur ne amassi tutto il bello  e le gioie. Ero anche estremamente bisognoso di affetto, di un cordiale rapporto,  senza pertanto dover fondare una famiglia in quanto abbisognavo di tutte le mie forze per un grande compito che mi soddisfacesse intimamente e mi sollecitasse al suo compimento quale messaggero  di un tutt'altro mondo."

Di Eduard, la madre e la sorella Charlotte (1864 - 1945) risiedevano anche per lunghi periodi in Svizzera, a Vevey nei pressi di Losanna. (La sorella, buon sangue non mente, sposerà il suo collega medico dottor Olivier con il quale si renderà $ emerita nel Vodese quale riconosciuta paladina nella lotta contro la tubercolosi). Eduard decide di dedicarsi agli studi nell'ateneo losannese dove sarà anche assistente all'istituto fisiologico. Verrà raggiunto dalla notizia del fidanzamento di Elisabeth von Stackelberg che lo inducerà ad un tentamen ma anche ad una svolta nel complicato rapporto con Elisàr nel frattempo trasferitosi a Monaco in Baviera. Elisàr si farà operare per  una dolorosa e deturpante nevralgia del trigemino.    Il lago Lemano sarà, per i due amici, il punto di partenza per il primo incontro con l'Italia, attraverso il passo del Sempione, a piedi da Briga fino a Domodossola, nella Settimana Santa del 1895. Avranno modo di esercitare le loro conoscenze della lingua italiana... incompresi da un contadino dalla parlata dialettale. La migliore delle primavere accoglierà i due giovani studenti con i suoi fiori ed il lago Maggiore, l'Isola Bella, Pallanza. Locarno non fu della gita. Per contro, raggiunsero Lucerna per nuovamente separarsi.



Nel 1897, i due amici, grazie alle seppur limitate disponibilità finanziarie di von Mayer , compiono il loro primo viaggio di studio attraverso l'Italia estiva fino in Sicilia: Lugano, Verona, Venezia, Firenze, Siena, Roma, Napoli, Capri, Pompei, Siracusa e Taormina. Nel capitolo "Lebensbund und Italienreise" della sua autobiografia , il von Kupffer si dice colpito, più che dalle opere d'arte, dalla vita meridionale, la natura, l'architettura e l'umanità delle genti. Il Sud risvegliò nella personalità di Elisàr il pittore, sopito dal clima nordico più incline al suo animo di poeta. Ne parlerà nella trattazione psicofisica "Klima und Dichtung" (1907). Tra le tappe significative di quel primo viaggio, il movimentato Palio di Siena, i dintorni Campani con le isole e Paestum. Pompei verrà rivisitato ed approfondito due anni dopo. Siracusa con il suo mare e le palme (che ritroveremo nel Chiaro Mondo), l'interno della Sicilia. Elisàr ricorda con piacere di essere stato chiesto di che provincia siciliana fosse, facendo notare le sue lontane origini normanne. Al rientro, un mese a Roma e l'enorme impressione della Cappella Sistina (pari solo alla vista dell'Acropoli di Atene, nel 1908) ed il "rituale incontro" con la figura del quasi novantenne Papa Leone XIII. Meno gradimento ha avuto, con il suo caos, la città di Napoli. Von Mayer pubblicherà nel 1905 una guida di "Pompei e la sua arte" (del 1894 la riesumazione della casa dei Vetti) che verrà tradotta anche in inglese.

 

Landeswappen Berlin 

 

Pubblicate come piegevole nel volume del 1903 del Jahrbuch für sexuelle Zwischestufen le 3 fotografie rappresentano la visione del WhK che sosteneva la tesi della orientazione sessuale in corrispondenza alle caratteristiche somatiche degli individui (maschio e femmine eterosessuali, tipo "uraniano" ovvero persona omosessuale vista come appartenente al "terzo sesso" che combinava gli elementi fisiologici dei tipi "maschio" e "femmina" ) Da Lauritsen & Thorstad, The early homosexual rights movement (1864-1935) ISBN 0-87810-027-X

Di ritorno a Berlino-Charlottenburg, conosceranno da vicino il sessuologo ed attivista del movimento di liberazione omosessuale  Magnus Hirschfeld (1868-1935) e le sue medicalizzanti § teorie del "terzo sesso" che troveranno ancor meno comprensione dai due amici coinvolti da una capitale tutta presa da contrastanti  movimenti omosessuali che spaziavano dal vittimismo all'emancipazione di gruppi marginali. Quella che sembrava una svolta si rivelerà, più che un compromesso, compromettente facendo degli omosessuali dei ribelli.  Esattamente come gli operai, diventeranno dei falsi borghesi (Marcuse e Hocquenhem). Le Tunten ("Checche", il napolitano femminiello) effeminate diverranno il lato visibile, scomodo, di una minoranza  che tenterà di dissociarsene (ancor oggi) con antichi ideali maschili, il militarismo, società maschili (Männerbünden), il patriarcato quale fondamento della società. Quale alternativa alla femminilizzazione, modelli maschili seppur poco visibili e pertanto poco efficaci nella formazione di una immagine stereotipa troveranno la loro via in un ghetto ricco di interne contese e rivalità.

Fino a quel momento per il comune buon  senso  esisteva che il dimorfismo sessuale: tutta la società era basata su questo principio considerato alla base di tutto il creato, a partire da Adamo ed Eva. Persino Darwin, a grande soddisfazione degli antievoluzionisti, dovette ammettere che il fenomeno del  dimorfismo non è spiegabile in semplici termini evolutivi: fu lo stesso Charles Darwin a introdurre il concetto di selezione sessuale nel 1871 per spiegare la presenza di dimorfismo fra maschi e femmine e la suddivisione della società nei due generi.

Nel frattempo, in biologia, si incominciarono ad osservare fenomeni inquietanti in molte specie di insetti, specie in quelli più vistosi, le farfalle dove la separazione "naturale degli attributi" sessuali non sembrava subire i presunti rigidi canoni "naturali":  Il ginandromorfismo. (Se ne interesserà anche, quale entomologo, lo scrittore Vladimir Nabokov)

   
Maschile  Ginandromorfo  Femminile 

Nel capitolo "Eine männliche und mannhafte Arbeit" ("Un lavoro maschile e virile") della sua autobiografia, oltre che dell'Antologia von Kupffer parla anche del suo primo incontro a Berlino con il dodicenne (Adol)Fino 

 

 

(Fino, dal Comodato di Spazio Gay)

Elisarion racconta che Fino, definito il piccolo genio,   gli fece un graditissimo dono: una rara farfalla. Il lepidottero diventerà un tema ricorrente nella iconografia di Elisarion ed assurgerà a simbolo di libertà, di grazia, di vaghezza , di gioco ben oltre il concetto naturalistico della ginandromorfia (delle farfalle Saturnia osservato da Friedländer nel tardo ottocento)  e la stereotipata leziosità di questo insetto nell'immaginario collettivo

L'avversità di Elisarion nei confronti delle teorie del terzo sesso propugnate dal WhK poteva essere interpretata, a propria immagine e somiglianza, come non potendosi identificare con lo stereotipo maschile "macho"  seppur sentendosi maschile senza essere villoso e muscoloso e men che meno una "Tunte". Il lato fisico femmineo gli era mentalmente alieno e non poteva pertanto accettare l'idea di un "terzo sesso" dove la femminilità aveva quasi  una prevalenza visiva. Pertanto, l'adolescente che non aveva ancora subito le trasformazioni somatiche della pubertà ( e nemmeno le attrazioni sessuali) rappresenterà un ideale che lo accompagnerà tutta la vita. Il motore della pubertà e dello sviluppo dei caratteri sessuali secondari  maschili è la presenza del testosterone prodotto dalle gonadi. Un ragazzo nella fase preadolescenziale è pertanto ancora esente di quegli attributi da maschio adulto che Elisarion non possedeva che in modo assai limitato. Ci si può pertanto chiedere se si tratta di una caratteristica genetica (tanto di moda oggi, ma decisamente sconosciuta alla scienza del primo novecento). Dobbiamo a questo punto fare alcune considerazioni preliminari a continuazione del discorso iniziato citando il ginandromorfismo:

Accertata nel 1942 da  Klinefelter la sindrome che ne prese il suo nome sostituendo la diagnosi pur sempre puramente descrittiva dell'ipogonadismo primario in genere identificato alla pubertà, quando si riscontra uno sviluppo sessuale inadeguato, oppure successivamente quando si investigano le cause di sterilità.   La disgenesia dei tubuli seminiferi  trovò una spiegazione genetica associandola al cariotipo 47,XXY, in cui un cromosoma X supplementare è acquisito attraverso una non disgiunzione meiotica materna o, con minor frequenza, paterna. Un incidente, uno scherzo della natura. Somaticamente, esistono più espressioni di questa sindrome. Ci sono i minuti tipi adolescenziali seppur di grande altezza fuori dal comune (dovuto a cause ormonali), non necessariamente estremamente glabri, accanto a vistose antiestetiche deformazioni che possono anche raggiungere  forme di ginecomastia. Se oggi tutti parlano di cromosomi e DNA, giova ricordare che sebben si sapesse dal 1922 che anche nell'essere umano esistevano i cromosomi (46 o 48 a seconda delle scuole), non fu che dopo il 1955, con la messa a punto di tecniche adeguate nella ricerche del cariotipo che se ne conobbe il numero esatto (46)  e le sue anomalie. La trisomia 47, XXY ha una frequenza di ca. 1 caso su 700 ma viene diagnosticata che in 1 caso su 3.  La sindrome di Down, la trisomia 21 dalle caratteristiche somatiche abbastanza evidenti, è ormai abbastanza conosciuta e pertanto la sua discriminazione sta lentamente regredendo.  Gli individui  Klinefelter, sono un fenomeno ancor oggi  prevalentemente ignorati dal pubblico e da molti medici ed è tuttora inopinatamente, consideratane l'associata incurabile sterilità, messi in relazione all'omosessualità.

La trisomia XXY47, una chiave di lettura somatica per Elisarion? Nell'ambito della mia attività professionale, conosco personalmente diversi individui con questa sindrome e dalle caratteristiche somatiche abbastanza simili all'arafrodita  e lo stato generale di salute indubbiamente compatibili con lo stereotipo, ripeto somatico, che ci è stato trasmesso  sul nostro personaggio. Altri individui invece non lo sono affatto, lungi dai canoni armonici propugnati. Ho soppesato questa eventualità, memore delle perplessità sorte con l'affermazione (vagamente lombrosiana) concernente la frequenza del cromosoma Xq28 nei maschi  a orientamento gay (1993, Dean Hamer) quando  in verità non si poteva altro concludere  che vi fossero caratteri genetici che avrebbero potuto spiegare il 30 - 40% della variazione nell'orientamento sessuale delle persone (espresso dalla più probabile presenza di fratelli gay o di altri simili nella linea genetica X di origine materna). Gli studi fecero allora molto scalpore quando, saputo che potevano essere utilizzati quale parametri nei  test genetici durante la gravidanza, se ne prospettò un uso eugenetico.  Nel frattempo (2012), altri studi hanno confermato la teoria genetica sviscerandone altri indicatori. Il campo degli aspetti biologici connessi all'orientamento sessuale si arricchisce giorno dopo giorno di pubblicazioni che ricordano l'intricata situazione di incertezza dell'inizio novecento.  Hamer ha anche prospettato che esistessero predisposizioni genetiche nella religiosità e spiritualità  individuale.

L'eccezionalità dei comportamenti di Elsarion è stata indubbiamente suffragata da sue particolari predisposizioni siano esse state di natura biologica o sovrannaturali, poco importa!

Von Kupffer, i cui interessi lo portano al teatro, poesia ed alla pittura, con spirito emancipatorio, anche sotto la spinta della recente (1895) condanna di § Oscar Wilde (1854-1900) e la vastamente conosciuta psichiatrizzazione (e, almeno nelle intenzioni, "normalizzazione") della (omo)sessualità di $ "Psychopathia sexualis" (1886) di § Richard von Krafft-Ebing (1840-1902), si era dedicato alla compilazione della prima antologia della letteratura mondiale omoerotica.

Nel contesto: Hössli il precursore glaronese,  Krafft-Ebing ed  il WhK, i risvolti della medicalizzazione, i Freundschaftsbünde, Gli sviluppi in Svizzera, Il dopoguerra. Le vicende zurighesi

Uno sguardo al primo capitolo introduttivo del  trattato di Krafft-Ebing permette di rinfrescare le conoscenze su questo autore che nel 1886 mise l'omosessualità in una lista di  altre 200 pratiche sessuali deviate ipotizzando che essa potesse essere causata o da una "inversione congenita"  oppure da una "inversione acquisita" L'omosessualità come patologia si accompagnerà ad una sua psichiatrizzazione  da deboli di mente non di rado accompagnata da ospedalizzazioni coatte. Benché Krafft-Ebing fosse ritenuto una delle massime autorità nella medicina legale nel mondo di lingua tedesca, le sue teorie che ne auspicavano una decriminalizzazione ebbero poco seguito per l'opposizione degli ambienti conservatori della chiesa che non vollero rinunciare ad un ostracismo morale dell'omosessualità. Da notare che il WhK non agirà per una emancipazione omosessuale ma esclusivamente per un'abolizione del § 175 suffragandola con argomentazioni scientifiche.

Si dovranno attendere,  a partire dal 1919, i "Freundschaftsbünde" ("Società dell'amicizia") che si organizzeranno in due associazioni in concorrenza tra di loro (il Deutsche Freundschafts-Verband DBF del 1920 e il Bund für Menschenrecht BfM del 1922). Le loro attività si concentreranno principalmente in attività ricreative accanto a poche iniziative politiche e pubblicistiche e la difesa dei propri membri coinvolti dal § 175.

Non mancheranno riflessi anche in Svizzera, anche se la situazione giuridica, caratterizzata da codici penali cantonali  con atteggiamenti molto differenziati nei confronti degli atti contro natura (in Ticino, dal 1896 erano tollerati tra adulti), porteranno ad una decriminalizzazione sempre più generalizzata e tollerante. Del 1898 la votazione popolare che sanciva la necessità di un codice penale federale la cui realizzazione si trascinerà nel tempo. All'inizio,  il §169 del progetto federale era allineato nella sostanza al §175 tedesco; a partire dal 1918 , successive discussioni politiche e procedure di consultazione ne diminuiranno la portata. Quale contropartita si proporrà un'età di protezione differenziata dei non maggiorenni (20 anni per i maschi, 16 anni per le donne) e la proibizione della prostituzione maschile contrariamente a quella femminile. Nel 1937 il legislativo federale approverà il codice penale federale. Gli oppositori reagiranno con un referendum che nel luglio 1938 porterà il popolo svizzero ad accettare la nuova legislazione. $ Il Ticino sarà in minoranza, anche se per motivi che non avevano nulla a che fare, almeno esplicitamente, con l'articolo degli atti contro natura, comunque non perseguiti nel Cantone, se tra adulti.

Del 1922, fondato a Lucerna il  Schweizer Freundschaftsbund che aprirà nel 1925 un proprio locale a Zurigo. Modificherà la sua ragione sociale in Schweizer  Bund für Menschenrechte (1925 - 1929). Nel 1931 a Zurigo l'Amicitia Damen-Club Zürich (fino al 1933) e l'Excentric Herren Club (fino al 1932) che si fonderanno nel 1933 in Schweizerischer Freundschafts-Verband Amicitia (1933-1935).

Quale costola di queste associazioni, nascerà in Svizzera un gruppo (La Schweizerische Liga für Menscherechte) attorno a Karl Meier (alias Rolf - Rodolfo Rheiner, il Renano. Rientrato da Berlino dove collaborò sporadicamente con la rivista "der Eigene" ) e  la rivista "der Kreis" (un mix di informazione e cultura corredato da poesie, racconti, fotografie non senza consigli su come comportarsi a fronte della società eterosessuale. Il nome richiama i "circoli" di lettura.) che potrà sopravvivere alle persecuzioni del terzo Reich e darà asilo a molti artisti ostracizzati trovando un grande sviluppo postbellico. Determinanti per l'accettanza delle lesbiche nell'opinione pubblica furono la popolarità del Cabaret Cornichon ed il Zürcher Schauspielhaus con Therese Gieshe (1898-1975 , Ebrea con idee di sinistra, grande attrice ed artista di Cabaret, la Pfeffermühle, mitiche le sue interpretazioni quale Mutter Courage di Bertold Brecht) e l'amica Erika Mann (sorella di Klaus Mann)  che ebbero il sostegno politico grazie alla connotazione antifascista nell'ambito della "Geistige Landesverteidigung", "La difesa spirituale del Paese", e trovarono nella Esposizione Nazionale del 1939 la loro massima espressione. Non mancheranno all'insegna del" sangue e terra elvetici" (Max Frisch) riflessi nella coscienza popolare di cosa fosse "naturale" e "sano" o invece "ammalato", "degenerato" provocando senza scampo un degrado della situazione degli omosessuali nella società. Se le simpatie di Thomas Mann quale scrittore di Morte a Venezia si riflessero visibilmente nella sua famiglia, altri personaggi non poterono permetterselo. Tra gli abbonati di rilievo del "Kreis" Nico Kaufmann (1916 -1966), molto vicino  alla famiglia di Thomas Mann, pianista e compositore che diventerà poco più che ventenne, l'amico amante segreto di Vladimir Horowitz (1937-1939, sposò nel 1933 Wanda la figlia di Toscanini. Le depressioni che caratterizzarono la carriera di Horowitz potrebbero avere un'eziologia in questo contesto...). Nico, noto quale "Lysis" caratterizzerà l'offerta musicale dei mitici balli al Theater am Neumark organizzati da Rolf.

Nel dopoguerra, negli Stati Uniti  prenderà forma la Mattachine Society (1951) che si autoqualificherà come omofila per evitare di nominare la componente sessuale. Sotto l'influsso dell'era McCarthy le associazioni americane diverranno luoghi di dibattito estremamente poco visibili e depoliticizzate. Metà anni '60 vi sarà una svolta nell'ambito dei nascenti movimenti per i diritti civili. Il 28 Giugno 1969 ci sarà la rivolta di Stonewall e la successiva radicalizzazione dei gay e delle lesbiche con gruppi misti quali il Gay Liberation Front e la Gay Activists Alliance. Nell'ambito dei movimenti dell'emancipazione femminile, le donne lesbiche si batteranno quale movimento politico e non quale espressione delle loro propensioni sessuali quale unica possibile  strategia contro il patriarcalismo che verrà ripresa nella successiva espansione dei movimenti verso l'Europa agli inizi degli anni '70.

In Svizzera interna, Basilea (cfr. $ Männergeschichten - Schwule in Basel seit 1930 - ISBN 3-85815-163-7 1988)  e Zurigo (schwulengeschichte.ch) assumeranno un ruolo trainante per l'emancipazione.

Gli anni del terzo Reich marcheranno Basilea, città di confine, quale portale di accoglienza per gli esuli. Zurigo diventerà la seconda patria di Thérèse Gieshe dove vi si stabilirà a partire dal 1937 (dopo aver sposato lo scrittore omosessuale inglese John Hampson-Simson per ottenere il passaporto inglese, analogamente all'amica Erika Mann). Sensazione fece nel 1940 a Basilea il processo contro la "Legione nera", una piccola banda di giovani ladruncoli per di più omosessuali, che darà l'avvio nell'opinione pubblica ad una compagna di indiscriminata criminalizzazione dell'omosessualità (pericolo sociale per le implicazioni con la prostituzione maschile espressamente sanzionata), nell'ambito di una prevenzione di carattere generale. 

Nel 1942, il codice penale federale livellerà le differenze cantonali di trattamento dell'omosessualità (seppur restando discriminante per quanto riguarda l'età di protezione  e la prostituzione maschile. Argomentazione principe, la riccattabilità). La tempistica, era del 1937 la prima approvazione del legislativo federale seguita dal referendum, fu dettata dalla necessità di adeguare le legislazioni cantonali ultimi baluardi, in alcuni cantoni, degli oppositori.  La guerra verrà dai più ricordata come un periodo trascorso nell'ombra degli oscuramenti che permettevano "uscite" discrete. Indimenticabile, a Basilea, la figura di Fred Spielmann (1915-1986) un eccentrico creatore di moda che ebbe grande successo per le sue capacità universalmente riconosciute  ma che causò non poco sconcerto nel mondo omosessuale che gli rimproverava la sua "checcaggine", cosa che la società invece gli tollerava in quanto facente parte degli stereotipi legati all'omosessualità. La Basilea (città) "bene", aveva comunque un tradizionale atteggiamento di tolleranza grazie al coming out di personaggi quali i cugini di secondo grado Fritz (Basilea 1859 - Lugano 1942) e Paul (1856 - 1929) Sarasin (del  1893 un volume di poesie d'amore di Paul nei confronti di Fritz. Convivevano apertamente "more uxorio") rampolli della famiglia di banchieri che se lo poterono permettere, tra lo sconcerto della "Daig" (la elitaria"pasta"  locale cresciuta grazie all'industrializzazione della città), al di là delle loro riconosciute attività scientifiche naturalistiche (dall'antropologia, geografia, zoologia, botanica, geologia alla etnologia ed antesignani della protezione della natura. Saranno iniziatori del Parco nazionale Svizzero).

Il dopoguerra ed il suo boom economico con l'immancabile figura stereotipo delle marchetta ed una apparente tolleranza/indifferenza verso il diverso porterà allo sviluppo di Club preminentemente ludici all'egida di  "Der Kreis" nella tradizione dei "Freundschaftsbünde" tedeschi ma sempre coscienti di essere stigmatizzati dalla società e pertanto poco ligi alla visibilità.  Verranno alla luce "Eintracht" ( Zurigo, Theater am Neumarkt 1948-1960),  L'Isola Club di Basilea (1957).

L'assassinio di Robert Oboussier (1900-1957) a Zurigo provocherà sulla Limmat, con il sostegno dell'opinione pubblica, un vero e proprio $ clima di caccia alle streghe, che giungerà alla proibizione delle attività ludiche attorno al der Kreis e la  lenta fine della rivista (1967). Si rimproverò al Kreis, che fino a quel momento manteneva buoni rapporti con le autorità, di non collaborare coprendo i criminali... Se da un lato Karl Meier (alias Rolf) era un volonteroso artista e non possedeva la stoffa di politico né di rivoluzionario e si trovava obbligato ad agire in un ghetto sostenuto da personalità che non potevano esporsi, una impossibile fuga in avanti verso la visibilità si sarebbe imposta. Dal 1960, a Zurigo verranno istituite vere e proprie schedature dalla "Sittenpolizei-SiPo", "la Buoncostume" (nell'interesse, si diceva, dei coinvolti), razzie nei parchi con multe per aver calpestato le aiuole inviate "per conoscenza" al domicilio di genitori ignari..., Test di Wassermann, minacce di informare i datori di lavoro e quant'altro senza che nessuno, l'organizzazione del Kreis era ormai impotente, intervenisse. Ufficialmente, si stava lottando contro la prostituzione maschile. Ad alimentare il sensazionalismo giornalistico, il successo del Blick che impose a testate concorrenti articoli da cassetta. 

In questo clima farà scandalo lo scrittore e musicista Guido Bachmann (1940 - 2003) con il romanzo Gilgamesch (1966). Si narra delle difficoltà di un giovane ragazzo che si innamora di un coetaneo. A mettere benzina sul fuoco, il volume, la cui vendita è rifiutata da molti librai in quanto ritenuto pornografico, verrà presentato pubblicamente in una scuola  a Burgdorf per iniziativa del Club68. Seguiranno, in una vera e propria trilogia (auto)biografica (Zeit und Ewigkeit, "Il Tempo e l'eternità"), Die Parabel (1978) e Echnaton (1982).  mantenendone il tono "anarchico" ("Rompete con la legge! Ogni legge peggiora l'umanità") che probabilmente è stato altrettanto esecrato che i suoi contenuti omoerotici. Alla consegna del premio cantonale di letteratura del 1971 a Berna, Guido Bachmnann dichiara: "Ho dato un'essenza alla mia esistenza. Mi allontano volontariamente dalla società, fino ad esserne dimenticato quasi fossi morto. In questo modo ho riscoperto la vita." Alla facile, affascinante ed altrettanto poetica lettura delle vicende di Roland Steinmann del primo volume, si avvicenderà dopo dodici anni, il quarantenne Claudio Reich  musicista ed attore come l'autore. Alla ricerca della propria storia, Claudio avrà una relazione con un anziano che da amore si tramuterà in odio e omicidio. Nel terzo volume, il motivo del crimine diventerà parte centrale della vicenda integrando il mito di Gilgamesch nelle ambientazioni dal 16. Secolo al caos originale ed un ritorno alla contemporaneità inizio del 20. Secolo, con quello di Edipo. Echnaton richiede parecchio dal lettore che verrà comunque sostenuto da continui calambours che non decadono a mero kitsch.

Il 1967 rappresenterà comunque la svolta che porterà alle HAZ e SOH (1972). Ernst Ostertag ne ha fatto una dettagliata cronaca.  Il Club68 (1968-1971) con la sua rivista omonima, ne sarà la difficoltosa transizione da "der Kreis" con tentativi di un Courier Romand ed il coinvolgimento delle donne. Un servizio di consulenza telefonica e la formazione del gruppo ATLAS (3 psicologi, un medico ed un giurista) pubblicizzati nella stampa. Notevole, per quei tempi, la discussione  sulla "pedofilia" e la presenza di illustrazioni, anche se autocensurate, inimmaginabili in "der Kreis" di cui si era fatto il successore. Interessanti i contributi di due compositori (Rolf Liebermann "Arroganza, intolleranza, ignoranza" e Karlheinz Stockhausen "Consapevolezza limitata ed istinti brutali") nell'ambito di una discussione "Omosessualità e società" nel numero dell'aprile  1969. Il disinteresse dovuto anche in parte ad una strategia "soft" di non voler apparire in aperta polemica con la società ed una conseguente limitazione dei mezzi finanziari dovuta ai  pochi abbonamenti (in calo) portò al termine dell'attività della rivista dopo 26 mesi. Dal Club 69 nascerà l'organizzazione "tetto" svizzera SOH che a sua volta porterà a Pink Cross. Quale costola dei movimenti studenteschi, nel 1972 a Zurigo nascerà rifacendosi al film Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni (1970) e ad un locale omosessuale omonimo il Klub Zabi (nello scantinato dell'agenzia studentesca di viaggi), l'Homosexuelle Arbeitsgruppen Zabriskie (HAZ). Di tutt'altro profilo che il SOH, ricupererà i servizi di consulenza del Club68 e sulla scorta dei movimenti studenteschi trasformerà il termine "schwul" "frocio" da offensivo in una autoqualificazione positiva decretando la decadenza del termine "omofilo". Quale "alternativa si proporrà anche il termine "Gay".

Verrà dato particolare risalto alla proiezione del film di Rosa von Praunheim "Non è l'omosessuale ad essere perverso, ma la situazione in cui vive" (5 luglio 1971, Berliner Filmfestspiele - Forum internazionale del giovane cinema. Verrà proiettato a Zurigo due volte: il 12 marzo ed il 23 giugno 1972 ). Al secolo Holger Mischwitzky, Rosa von Praunheim era di origine Baltica, di Riga 300 km a sud di Tallin, zona di origine di Elisarion. Nato in una prigione (1942 a Riga, durante l'occupazione tedesca) verrà adottato da una coppia che emigrerà nella repubblica federale tedesca (1953) . Da studente d'arte apertamente omosessuale a Francoforte, i suoi quadri rosa (in ricordo al triangolo rosa delle persecuzioni naziste) verranno ostracizzati: da qui lo pseudonimo con riferimento ad un quartiere di Francoforte. La pellicola, realizzata per conto della WDR, rappresenta una impietosa rassegna di tutti gli stereotipi, aliena da qualsiasi autocommiserazione,  appellando ad una provocatoria visibilità e orgoglio da parte dei così detti pervertiti non dissociata da una feroce critica al capitalismo ed ad un richiamo all'esperienza dei moti dello Stonewall.

Il film rappresenta una pietra miliare per la storia dell'emancipazione omosessuale, e non solo in Germania. L'autore ne parla diffusamente nel suo $ "50 Jahre Pervers, Die sentimentalen Memorien des Rosa von Praunheim" (1991)"

Tra le reazioni positive nei confronti dell'autore è da citare quella di Der Spiegel (6/1971)

Per capire il contesto in cui si mosse  Rosa von Praunheim diventano essenziali un richiamo alle situazioni che hanno preceduto la svolta: l'atteggiamento di riviste quali il "der Kreis" che cercarono di gestire l'omofobia ancora presente nella società del ventennio del dopoguerra al motto di una asessuata amicizia all'insegna di una decenza non scevra di un'autocensura pragmatica. Il passato nazista che l'era  Adenauer dovette affrontare non senza le difficoltà dovute alla cattiva coscienza di una popolazione che aveva molto da rimproverarsi, verrà risolto da una nuova generazione di nati durante la guerra non direttamente (politicamente)  coinvolta. I moti studenteschi del '68 e la liberazione (etero)sessuale meritano una rivisitazione chiarificatrice possibile che a partire dagli anni '90 con la caduta di molti stereotipi legati alle vicende politiche della guerra fredda ed una nuova visione degli anni '80 (Michel Foucault e Judith Butler) L'emancipazione femminile ed il ruolo delle lesbiche meriterebbero una maggiore considerazione che lascio ad altri.  La nuova rivista "Invertito" (1999 - ) riassume la fattispecie nel suo $ primo numero dedicato alle omosessualità nella Repubblica federale tedesca dal 1949 al 1972.  Ne riassumiamo due articoli (Burkhardt Riechers  e Stefan Micheler. ibid.).

"In Deutschland", schrieb der Berliner Filmemacher Holger Mischwitzky, 28, "wird jedes vielversprechende Talent vom Kulturbetrieb absorbiert." Sein bestes Beispiel: Rosa von Praunheim.
Unter diesem Pseudonym dreht der in Riga geborene ehemalige Kunststudent, Ballett-Eleve und Galerie-Besitzer Mischwitzky seit drei Jahren Schmalfilme, mit denen er "persönliches Denken in gesellschaftliches Denken" überleiten will. Und die Gesellschaft greift zu:
Für den Praunheim-Film "Rosa Arbeiter auf Goldener Straße" hatte der Bund im Jahre 1969 eine "Kulturfilmprämie" parat, im gleichen Jahr waren die Praunheim-"Schwestern der Revolution" dem Mannheimer Filmfestival einen goldenen "Film-Dukaten" wert, und 1970 kamen die ersten Fernseh-Aufträge -- von ARD und ZDF zugleich.
Fürs Erste Programm konnte der durch privaten Kontakt mit dem Milieu vertraute Regisseur einen "Schwulenfilm" (von Praunheim) herstellen, der jedoch erst im September auf den Bildschirm kommt. Programmatischer Titel: "Nicht der Homosexuelle ist pervers, sondern die Situation, in der er lebt". Schon am Dienstag dieser Woche dagegen hat "eine humoristische Dialektik" von Praunheims ihre ZDF-Premiere (22.45 Uhr, Farbe), in der 70 Minuten lang eine banal-erotische Zweierbeziehung von Laiendarstellern aus dem Stegreif abgehandelt wird -- "Die Bettwurst".
Bettwurst, das ist -- so die Programmankündigung -- "der zärtliche Ausdruck für eine kleine Nackenrolle, die Luzi ihrem Dietmar zur ersten gemeinsamen Weihnacht schenkte". Getroffen hat Luzi (Luzi Kryn), eine dralle, ledige Enddreißigerin, ihren arbeitslosen Dietmar (Dietmar Kracht), der nach tristen Jugendjahren auch schon in Frankfurt "bei leichten Mädchen Trost gesucht und manchmal bei schweren Jungs geschlafen" hat, in Kiel, wo sich die Liebesgeschichte zunächst ganz alltäglich entwickelt.
Die beiden gehen gemeinsam spazieren und zum Tanztee, dann in Luzis gepflegte Kleinbürgerwohnung und schließlich ins Bett. Dietmar hilft beim Staubsaugen, sucht sich einen Job, und nach dem "schönsten Weihnachten, wo ich je erlebt habe" (Dietmar) -- Luzi schenkt die Bettwurst" Dietmar ein glutäugiges Frauenporträt aus dem Kaufhaus -, wird auf der Stelle Verlobung gefeiert.
Daß die Glückskinder schließlich auch noch in die weite Welt und in eine "Gemeinschaft von Vielen" (von Praunheim) flüchten müssen -- diese Utopie verdanken sie einem Regie-Einfall, mit dem Praunheim zugleich dem alten Hollywood-Kino seine Reverenz erweist: Unverhofft melden sich die "schweren Jungs" aus Dietmars Vergangenheit und entführen Luzi an den Strand. Doch der wütende Dietmar, der plötzlich "Macbeth"-Verse keucht ("Ist das ein Dolch, was ich vor mir erblicke?"), holt die Kidnapper ein, legt einen Gangster um und rettet sich klagend -- " Oh, was habe ich nur getan!" -- mit Luzi in ein startbereites Flugzeug.
So grotesk und unterhaltsam von Praunheims Trivial-Handlung auf dem Bildschirm erscheint -- die "Bettwurst" hat dennoch die Qualitäten eines seriösen, wohldurchdachten Soziogramms. Denn dieser ohne Drehbuch in zehn Tagen aufgenommene Film will vor allem als dokumentarisches Zustandsbild der beiden Hauptdarsteller verstanden sein. In ihren oft ungelenken Dialog-Improvisationen, Balz-Arien ("Ich liebe dich unwahrscheinlich") und Alltagsgewohnheiten ("Bei mir herrscht Ordnung"> enthüllen sie jederzeit, was auch der Filmemacher in ihnen sieht: Sie sind leidende, durch ihre Lebensumstände seelisch verkümmerte Existenzen.
Brauchbare "Zusatzinformationen" (von Praunheim) über die Protagonisten liefert sogar der gekünstelte, gar nicht mehr dokumentarische Schluß: Dietmar stilisiert seine Rächer-Rolle pathetisch zum tragischen Helden, die vitale Luzi behält auch in gespielter Todesnot ihren gleichmütigen, unerschütterlichen Tonfall bei.
Rosa von Praunheim, der seinen Film auch als "Ergebnis meiner Beziehungen zu den Hauptpersonen" rechtfertigen kann -- Luzi ist seine Tante. Dietmar hat ein Jahr bei ihm gelebt -, hofft überdies, daß sich viele Zuschauer in der "Bettwurst" wiedererkennen und "erfahren, wie lustig unsere eigene Dummheit ist".
Von Dummheit soll auch Praunheims schon abgedrehter ARD-Film handeln, mit dem er "gegen Spießer und Schwule gleichermaßen aggressiv" In Dokumentar- und Spielszenen für die "Emanzipation der Homosexuellen" zu Felde ziehen will. Dann folgt (Drehbeginn dieses Frühjahr In Cornwall) eine filmische "Macbeth"-Version fürs ZDF, dann (Arbeitstitel "Tagebuch in Rosa") ein ebenfalls von Mainz finanzierter "Weltreisefilm". Danach: Vollendung des schon begonnenen Film-Bekenntnisses "Zweierbeziehungen sind schädlich" und eventuell ein Buch zum ARD-Film.
Und dann? Rosa von Praunheim-Mischwitzky, einer der ehrlichsten Nachwuchsfilmer in Deutschland, hat Angst davor, vom Kulturbetrieb auch noch völlig absorbiert und ein Profi zu werden: "Wenn einer erfolgreich ist", sagt er, "dann passiert nichts mehr." Also wird er nach den nächsten Projekten "eine lange Pause oder mal was ganz anderes machen".

La storia

Daniel, ein junger Mann aus der Provinz, kommt nach Berlin und trifft dort zufällig Clemens. Beide erleben die große Liebe. Sie ziehen zusammen und versuchen, die bürgerliche Ehe zu kopieren. Doch nach vier Monaten endet das große Glück. Daniel hat inzwischen einen älteren, reichen Mann kennengelernt und zieht mit ihm in dessen Villa.

Doch bald, bei einem Musikabend, betrügt ihn sein älterer Freund. Für ihn war Daniel nur ein Objekt. Daniel arbeitet jetzt in einem Homosexuellen-Café, kleidet sich nach der neuesten Mode und lernt schnell sich den Idealen der Subkultur anzupassen. Seine Freizeit verbringt er im Strandbad und lässt sich bewundern. Nachts geht er in Homosexuellen-Bars und wird immer abhängiger von dem ständig wechselnden sexuellen Abenteuer. Nach einiger Zeit entdeckt er den exotischen Reiz schwuler Parks und Toiletten. Er erlebt, wie ältere Homosexuelle von Rockern zusammengeschlagen werden. Schließlich landet er in einer Transvestitenkneipe, in der sich zu später Stunde alles trifft, was bis dahin keinen Partner gefunden hat. Hier trifft er Paul, der ihn in seine schwule Wohngemeinschaft mitnimmt. Die Gruppe diskutiert mit ihm seine Probleme. Sie macht ihm klar, dass er ein oberflächliches Leben führt. Seine Aufgabe als emanzipierter Schwuler ist es sich zu seinem Schwulsein zu bekennen, andere Inhalte zu schaffen als nur Mode und Sex. Man schlägt ihm vor, sich politisch zu organisieren und gemeinsam mit anderen Schwulen über menschliche Formen des Zusammenlebens nachzudenken.

Praunheims Attacken richten sich nicht gegen fremde Unterdrücker, sondern gegen das eigene Lager. Die Situation, in der der Homosexuelle lebt, ist hausgemacht: das ist die These des Films. Verwirrung, Empörung, Bestürzung im Schwulenlager war die Folge, aber auch Bewegung, Aktion, coming out und Solidarität. Die Aufführung des Films im deutschen Fernsehen wurde zum Skandal. Der WDR, der den Film in Auftrag gegeben hatte, war der einzige Sender, der den Film ausstrahlte. Die vorgesehene parallele Aufführung beim ARD wurde kurzfristig abgesagt. Die ARD strahlte den Film ein Jahr später aus, Bayern schaltete sich daraufhin aus dem Programm aus.


http://www.rosavonpraunheim.de/werke/rosafilme/70homo/w_pervers_1.html
http://www.rosavonpraunheim.de/werke/rosafilme.html

 

Un invito a rinunciare ad una doppia vita: ribellione, non integrazione che porterà in Germania, al motto "fuori dai cessi, nelle strade" a battersi contro il  §175 abbandonando gli argomenti scientifici del tradizionale WhK sostituendoli con quelli di una vera e propria emancipazione. Come a New York, le "checche" rappresentavano il lato più visibile del fenomeno ed erano considerate da  molti omosessuali un impedimento agli obiettivi dei nuovi movimenti che si polarizzarono di conseguenza.

A partire dal 1973 i raduni di Pentecoste a Berlino introdurranno la tradizione del teatro d'agitazione di strada con le controverse esibizioni delle checche (molte provenienti dall'Italia di Fuori!) quale simbolo palese  della lotta dei radicali contro il patriarcato ed in netto contrasto con gli integrazionisti. Il triangolo rosa verrà adottato, particolarmente sostenuto dai gruppi delle femministe, quale simbolo riconosciuto a livello internazionale. Non mancheranno, insiti ad ogni ghetto, le dinamiche dei conflitti interni che, anche con l'aumento della tolleranza esterna, non cessarono di crescere. Poi, con l'AIDS,  la solidarietà avrà il sopravvento anche se resteranno minoranze discriminate da altre minoranze, in particolare i pedofili "legali" (vista la superiore età di protezione) e, sempre meno, i gruppi feticisti Leather (motorizzati e non, con le loro pratiche SM) che all'inizio venivano tacciati essere "fascistoidi".

L'immagine delle Checche isteriche che caratterizzavano l'immagine pubblica degli omosessuali, non trovava la compensazione, sebbene fossero da sempre esistiti, degli omosessuali "maschili" che non erano particolarmente percepiti dalla società. La situazione cambiò notevolmente negli anni '70 con le società sportive Gay che sfatarono lo stereotipo del "poco maschile / poco sportivo" fino a giungere all'opposto stereotipo del "palestrato" ed all'apprezzamento dei Gay Games (1982, non venne concesso l'uso dell'aggettivo "Olimpico", una discriminazione?). Dal 1976 al 1988 Greg Louganis, uno dei più grandi tuffatori di tutti i tempi: vinse quattro ori olimpici e cinque titoli mondiali.

Il pittore e scultore Sacha Schneider (1870-1927, San Pietroburgo, infanzia zurighese ) con il suo Kraft-Kunst-Institut (Dresden, 1919-1925) in un ambiente ellenizzante creò la prima palestra "moderna" di ginnastica di cui era direttore artistico. Max Sick (alias Maxick 1882-1961) di origini svizzere, lui stesso campione di bodybuilding, sarà tra gli allenatori e modelli di Schneider. Sebbene agli antipodi con Elisarion nella concezione del corpo maschile, i due artisti avranno delle caratteristiche in comune:  all'inizio della sua carriera Sacha Schneider scultore e pittore di successo a Weimar, ricattato per la sua omosessualità, si trasferirà a Firenze (in Italia non esisteva un §175, questa particolarità ebbe un ruolo anche per Elisarion?)  per poi, a seguito della guerra, tornare in Germania.

Dopo Zurigo, (gli atenei di ) Basilea e Berna si doteranno presto di gruppi analoghi. A Zurigo, l'impostazione politica della HAZ,  etichettata di sinistra, provocherà reazioni di rigetto che  imporranno alla HAZ di aprirsi ulteriormente come politicamente polimorfa, superando il mondo studentesco. Nel 1974 vi sarà una svolta statutaria che tiene conto dell'esperienza dei primi anni di attività. Nel giugno 1978, nell'ambito del Saint Christopher Day (SCD Stonewall) le due associazioni zurighesi, seppur rappresentando una polarizzazione dei movimenti omosessuali, uniranno le loro forze nella raccolta di firme per una petizione per l'abolizione del "registro  omosessuale".

A Zurigo era attivo Alexander Ziegler (1944-1987). Attore sin da giovane, da scrittore sarà uno degli autori dichiaratamente omosessuali più letti nell'area tedesca. Passerà alcuni anni della sua pubertà, messoci dai propri genitori, in un riformatorio.   Nel 1966 verrà condannato a due anni di prigione  in relazione al § 175 con un sedicenne ed inizierà a scrivere romanzi (auto)biografici (1971, Labyrint). Sarà redattore-capo della rivista omosessuale DU&ICH (1969-2014, Hannover) dal 1971 al 1979. La rivista nacque in concomitanza con la revisione nel 1969 del §175 in cui atti contro natura venivano tollerati tra adulti consenzienti a condizione che avessero un'età di almeno 18 anni (Dal 1935 valeva la condizione di avere almeno 21 anni. Nelle formulazioni precedenti non vi erano limiti d'età per una tolleranza. Il lenocinio contro natura veniva comunque sanzionato in qualsiasi caso).  In Svizzera diventerà abbastanza noto sulla scena zurighese anche quale attore al Kammertheater.  Del 1975 il racconto "Die Konsequenz" che verrà adattato con grande successo al piccolo schermo da Wolfgang Petersen nel 1977.  Sarà anche moderatore di seguite e controverse trasmissioni televisive a tematica omosessuale alla DRS. La Televisione Svizzero Tedesca si era da sempre dimostrata estremamente aperta sull'argomento: ne riparleremo.  Personaggio discusso, politicamente profilato a sinistra con simpatie per Willy Brandt, si creerà anche molti nemici ma aiuterà con i suoi scritti molti giovani nel processo di autoaccettazione della propria omosessualità. Tra gli interventi pubblici di grande impatto, la sua testimonianza nel caso Kiessling-Wörner (1983-1984), in cui un generale tedesco venne dimesso, accusato di essere omosessuale. Non verrà creduto. Decederà suicida da barbituirici la notte tra il 10 e l'11 agosto 1987, dopo la première del suo spettacolo "Cocaina, o la solitaria lotta di Philipp Neukomm".

 

  Glarona (GL) piccolo Cantone a ridosso del versante settentrionale alpino, di religione riformata di matrice Zwingliana.

Una più attenta disanima della  letteratura che tratta la tematica dell'omosessualità mette in rilievo, come precursore,  la figura di Heinrich Hössli (1784 -1864),  un modista (confezionava vestiti ed accessori femminili su misura) § commerciante di successo  del Canton Glarona  che, dotato di una buona dose di pragmatismo e buon senso accompagnati da un libero pensiero non incanalato da pregiudizi accademici, colpito da un fatto di cronaca (Nel 1817,  a Berna,  la condanna a morte di Franz Desgouttes:  il dottore in legge che aveva ucciso il suo segretario e amante, Daniel Hemmeler, forse per gelosia, forse per l'ostracismo sociale nel quale ha vissuto questa relazione),  si dedicherà per 17 anni allo studio della sodomia e riesce a scrivere un primo libro, § Eros: L'Amore maschile dei Greci. Suoi rapporti con la storia, l'educazione, la letteratura e la legge in tutte le epoche.

Rendendosi comunque conto dei suoi limiti di scrittore, Hössli prenderà dapprima contatto con Heinrich Zschokke (1771-1848) di Aarau , filosofo e   noto autore  di stampo liberale che pubblicherà nel 1821 "Der Eros oder über die Liebe" ("L' Eros, ovvero dell'amore"), primo testo  svizzero che si occuperà di omosessualità. Non nello spirito di Hössli,  continuando i pregiudizi dell'epoca. Sentendosi incompreso e tradito, Hössli riprenderà l'autonomo e faticoso lavoro di ricerca e riordino della documentazione.

Eros (1836 - 1838) verrà ripubblicato in facsimile nel 1996 (ISBN 3-861-49-0-0552-2) cfr. archive.org

Quale epigrafe, una citazione di Lessing:  "Crea di per sé orrore il pensiero che possano esistere esseri infelici, senza colpa alcuna. I pagani cercarono di allontanarsene come meglio poterono, e noi lo nutriamo? Deliziandoci con spettacoli che lo rinvigorisce? Noi, la religione e la ragione dovrebbero averci convinto  di quanto ciò sia scorretto e bestemmia". L'autore considera il suo lavoro  di quasi 700 pagine una non inutile lotta contro la serpe che alberga l'umanità. Tra gli $ argomenti trattati, la vita sessuale psichica e fisica, le amicizie, gli amori, il senso della bellezza, gli attributi sessuali quali segni esteriori inaffidabili, vizi e virtù. La selezione degli autori  letterari citati, apparentemente limitata se la si confronta con l'antologia berlinese di tre quarti di secolo posteriore, mostra i limiti che Hössli ebbe a superare nelle sue ricerche. Il lavoro trovò, da confiscato, scarsissima diffusione. Dovrà abbandonare il suo cantone d'origine e morirà, rovinato nella sua reputazione, in miseria a Winterthur. Suo figlio, emigrato con successo in America, si dichiarerà omosessuale e rientrando in patria nell'intento di occuparsi del padre, perirà in un naufragio.  Il terzo volume resterà incompiuto. Ciò non di meno, nel 1867,  Karl Heinrich Ulrichs ne riconoscerà il valore di § suo precursore nella lotta per l'emancipazione degli § uranisti-sodomiti (il termine medicalmente neutro di "omosessuali"  coniato nel 1869 da Benkert rappresenterà una visione diversa da quella del § "terzo sesso" propugnata da Ulrichs e poi ripresa dal WhK). 

 

Hössli sostiene l'ipotesi del lato naturale (congenito) dell'omosessualità, ammettendo peraltro di non poterla dimostrare,  propugnandola quale mezzo  ineccepibile  per l'emancipazione. Vi sarà, a partire da Benkert, chi  critica questa ipostesi quale mezzo controproducente in quanto vien paragonata ad altri fenomeni "naturali" che la legislazione condanna per i rapporti con la società che cerca di  proteggersene dai suoi eccessi nel perseguirne la loro natura di "sanguinari, piromani, gravide dai desideri più impossibili, monomaniaci ecc." (Manfred Herzer). Anche nel caso se ne dimostri medicalmente la predispozione e si rinunci ad una punizione di queste azioni involontarie, resta il fatto che la società isoli questi individui rendendoli inoffensivi. Comunque, l'approccio "scientifico" troverà, tra i corifei dell'emancipazione alla fine del '800, incondizionata approvazione quale unica strategia per  ovviare all'ostracismo e persecuzione degli uraniani. C'è chi non esclude che proprio a seguito di questo approccio, gli sforzi intrapresi da Hössli fino ad Hirschfeld furono fallimentari. Vi era stato, per esempio, il caso del giurista bavarese Anselm von Feuerbach (1775-1833 noto per il principio "nulle poena sine lege" e l'effetto deterrente  delle legislazioni) che nel 1813 era riuscito a decriminalizzare la "pederastia"  senza coinvolgere Platone o altre filosofie naturali rifacendosi al Codice napoleonico.

Altro punto di dissenso di Hössli con Ulrichs, la problematica del come ci si doveva porre nei confronti dell'effeminatezza, il pomo della discordia tra gli omosessuali dell'inizio del XX. Secolo. Hössli parla di una "maschilità vergine" come l'avrebbero conosciuta gli antichi greci e non entra più di tanto nel merito di una "maschilità femminea" che non apprezzava particolarmente, contrariamente a Ulrichs che considerava le "Tunten" ("checce") pienamente giusticate quali facenti parte di una parte degli uranisti. Hössli, nella fattispecie, si avvicinerà moltissimo all'atteggiamento di Elisàr von Kupffer: seppur solo di striscio (mancanza di autocritica?) si confronterà sulla contrapposizione tra checche che si odiano e di quelle che si tollerano. Per molto resterà aperta la questione a sapere se Hössli, di cui si apprezzavano indipendentemente le qualità di scrittore, fosse o non fosse omosessuale. Hirschfeld giunge volente o nolente (la fattispecie precluderebbe un ulteriore proficuo approfondimento nel pensiero di Hössli)  alla conclusione che l'orientamento sessuale di Hössli non sia chiaramente dimostrabile e propende a considerarlo "bisessuale". La questione "fisico-corporea" viene evitata da Hössli nella presunzione che a parlarne si sarebbe caduti nel volgare, quasi un sacrilegio. Anche in questo "senso del pudore", le analogie con von Kupffer diventano particolarmente evidenti: la timidezza quasi sacra con la quale (non) affronta l'argomento sono da interpretare una parte del problema in quanto non sacra la timidezza, ma quale risultato  di un regime linguistico terroristico imposto da autorità spirituali e mondane al Hössli, cui non potè sottrarsi. Nel 1903, Ferdinand Karsch pubblicherà nell'ambito del WhK un esteso studio su Hössli (Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen 5,1 pp. 557-614) ripubblicato nel 1996 nel terzo volume (Materiali a proposito di Heinrich Hössli), accanto agli scritti di Heinrich Zschokke (1821).

L'archivio gay svizzero (1993), una costola del Schweizerisches Sozialarchiv di Zurigo (1908), ha istituito una fondazione che porta il nome di Hössli (2008). Nel sito Schwulegeschichte.ch  una sequenza di citazioni di Hössli ben ne riassumono il pensiero.

 

Altri contesti (locali) meritano una citazione riassuntiva del tema della psichiatrizzazione dai risvolti per  lo più dimenticati ma paradigmi del clima di fine Ottocento:

Sorprendentemente, la Svizzera paese alfiere della tolleranza e comprensione tra etnie diverse, ha anche portato agli onori  personaggi che contribuirono ad alcune pagine vergognose della storia.
Questo dato di fatto viene ancora elegantemente rimosso dalla coscienza pubblica. Giova invece ricordare nella loro preoccupante attualità.

All'inizio  del XX. secolo era opinione corrente che la razza umana (evidentemente quella "bianca")  fosse condannata  alla degenerazione delle qualità somatiche e spirituali  nel caso in cui non si intervenisse con rigorosi provvedimenti di carattere eugenetico.

Un'osservazione preliminare su psichiatri, psicanalisti e psicologi, malattia, guarigione, terapia:
Un sacro terrore delle depressioni e l'idea che la peggior cosa che potesse capitare ad un individuo sia la perdita del controllo mentale,  dovrebbero essere un monito a mettere in atto tutto quanto rappresenti una  misura preventiva. Se nella medicina somatica gli aiuti esterni possono avere un senso (medicamenti ad azione specifica contro l'eziologia di una patologia, quali antibiotici specifici nel caso di una particolare infezione; chirurgia riparatrice; ecc.) nel caso delle malattie mentali spesso e volentieri la farmacologia è fonte di guai ancor maggiori in quanto blocca i processi di guarigione che il paziente deve, per conto proprio, mettere in atto.  Visto che  trattamenti psichiatrici esenti da medicamenti  sono quasi inesistenti a prescindere da alcune tecniche di avversione, è comprensibile un certo scetticismo nei loro confronti, anche se alimentati da tabù che rendono "vergognosa" la presenza nei parenti prossimi di questi pazienti. Per quanto concerne il loro sostegno e la comprensione della psiche umana: un paziente omosessuale può ma non deve avere problemi dovuti alla sua particolare sessualità che può ma non deve forzatamente vivere male se si trova nella necessità  di far uso dei servizi di questi signori... Ai pregiudizi irriducibili nei loro confronti da parte di molti  "diversi" si contrappongo  quelli della medicina verso gli omosessuali.
Ma cosa sarebbe la malattia? La salute del corpo: quando c'è il silenzio degli organi. La malattia: quando incominciamo a sentire gli organi del nostro corpo che parlano tramite i sintomi. Per la psicanalisi, la malattia è tutt'altro: è un'occasione di cambiamento e trasformazione.
Cosa significa guarire? Per la medicina sarebbe ripristinare la stato d'essere che precede l'insorgere della malattia. Portare gli organi al silenzio primitivo. In campo psicoanalitico la malattia è la manifestazione della verità rimossa nel soggetto e quindi non è riportare il corpo allo stadio che precede la malattia ma trasformare il sintomo in manifestazione della verità tenuta in precedenza nascosta.
E la terapia? Il percorso dalla malattia alla guarigione quale esito/effetto di una cura di una terapia (Therapeia = Servizio -> Attendente-Servitore. Cura = Ansia Preoccupazione) All'origine della guarigione c'era la Premura - Sollecitudine davanti a una persona, oggi sostituita da una somministrazione di farmaci che sovverte completamente l'atteggiamento all'origine del significato. Il percorso dalla malattia alla guarigione quale esito/effetto di una cura di una terapia. Guarigione quale effetto dei farmaci.  Ma c'è l'effetto misterioso del  placebo: 35-40% delle malattie psicosomatiche vengono efficacemente  curate con placebo. In generale si parla di un 80% dei sintomi curati con placebo su pazienti convinti dell'efficacia della cura. Il nocebo, scoperta recente anche se perfettamente prevedibile (ne avevo io stesso postulato la presenza nella mia tesi di tossicologia a Pavia nella prima metà anni sessanta), agisce su pazienti, definibili come pessimisti, convinti del nocumento della cura. In questi ambiti, gli ammalati immaginari dimostrano come la mente influenza in modo determinante i nostri stati fisiologici.

Queste definizioni sono propedeutiche alla comprensione del significato che sottendono questi vocaboli nel corso delle vicende della fattispecie, in particolare le pratiche delle terapie conversione che sebbene condannate, continuano, propalate da ex-gay e omofobi, sia in ambito "medico" con i più diversi interventi anche somatici e/o psicologici che nell'ambito religioso con pratiche comprendenti anche l'esorcismo.

 
Money, una chiave di lettura delle vicende. Massima taglia della moneta svizzera del secondo dopoguerra e assurto a simbolo del boom economico ed indiscussa immagine patriota elvetica , il cosidetto formicone mette in mostra un personaggio per lo meno controverso: Auguste Forel (1848 - 1931) 
Psichiatra al Burghölzli di Zurigo e scopritore-inventore della teoria sull'azione dei neuroni cerebrali (1886);
entomologo gloria nazionale sui biglietti da 1000 franchi con le formiche di cui aveva studiato  il comportamento sociale sin dalla più giovine età;
antialcolista per eccellenza (cfr. la campagna federale per il bando dell'assenzio nel 1908, energicamente sostenuta da Forel, sconfessato che 100 anni più tardi, dalla recente liberalizzazione);
propugnatore di una morale sociale laica in "Etica sessuale" (1906) parla di
"parassiti della società, creati da semi degenerati e che pertanto sia necessaria una sana etica razziale con una mirata scelta di chi possa procreare per il tramite di misure di sterilizzazione in  massa di coloro (una sottospecie) che rappresentano un carico inutile per la società.
Tra i parassiti del Forel , lo psichiatra di origine sangallese Ernst Rüdin  (1874 - 1952) cita zingari, ebrei, omosessuali giungendo alla proposta della loro sterilizzazione.
Rüdin  fu anche direttore psichiatrico a Basilea (1925 -1928, proprio in virtù  delle sue idee che ne favorirono la nomina)  per poi  essere chiamato grazie ai suoi "meriti" in Germania dove divenne apprezzato membro  del partito nazista. Dopo la guerra, negli Stati Uniti, grazie all'intervento di Max Plank, gli vennero evitate le conseguenze giudiziarie che si sarebbero imposte. Al rientro in Patria dopo la guerra, gli venne tolta amministrativamente la nazionalità elvetica. Rimase comunque ancora lungo tempo nel Gotha della psichiatria svizzera.
Molti psichiatri furono coinvolti dalle riforme sociali. La lega mondiale per una riforma sessuale  (W.L.S.R., Copenhagen, 1928) ha come cofondatori accanto a   Magnus Hirschfeld , il citato Auguste Forel e Havenlock Ellis. Dopo congressi a Londra, Vienna e Brno la W.L.S.R. si dividerà in una fazione rivoluzionaria capeggiata da Wilhelm Reich e nei riformisti dell'inglese  Norman Haire.  Magnus Hirschfeld, sicuramente senza intenti omofobici, parlerà  (nel 1928) di una mediazione matrimoniale di Stato che tenga conto degli aspetti  igienici ed eugenetici, solcando così le acque della politica razzista basata sul  darwinismo sociale, le tesi di Malthus ( sovrappopolazione ), e leggi di Mendel (ereditarietà), nonché il movimento proibizionista contro l'alcole.

Per la realizzazione dei loro sogni elitari, questi personaggi abbisognarono di  un sostegno politico, realizzato in seguito con l'avvento del nazionalsocialismo del terzo Reich. La Legge per la prevenzione di progenie tarata del 14 luglio 1933 (con determinanti apporti di Rüdin) , aprirà la strada alla applicazione dell'eutanasia agli  "incurabili" mentali, all'eliminazione delle razze inferiori quali Russi, Polacchi, Ebrei, Zingari, Omosessuali. Malgrado l'assenza del sostegno politico fascista, la Svizzera rappresentò, insieme alla Danimarca, un pessimo esempio d'avanguardia per le pratiche di castrazione proposte quale "alternativa" (se non coatte, come nel canton Vaud con l'art. 28 bis del 1928 sulla sterilizzazione legale dei malati mentali abrogato che nel 1985) all'espiazione di pene detentive  (omosessuali, esibizionisti, pedofili, pederasti: terribile la confusione nelle terminologie usate per sanzionarne i crimini...)  e per  "deboli di mente".

 

Un'impresa assolutamente innovativa (lo svizzero Hössli era loro sconosciuto quale volonteroso precursore) $ "Lieblingminne und Freundesliebe in der Weltliteratur" che non aveva precedenti su cui basarsi e necessitò la traduzione di molti testi in Tedesco, aiutato anche dall'amico Eduard, dai versi di Virgilio, Pindaro, Michelangelo, Federico il Grande a quelli di Paul Verlaine. Un canone ripreso più tardi da altri autori che aveva l'obiettivo di dimostrare, a livello universale in tutte le epoche e continenti, la creatività della grande arte. Si inizia con il lamento di Re David per Jonathan, passando da classici greci e romani senza dimenticare citazioni arabe o giapponesi, esclusivamente tra uomini. Non mancano William Shakespeare, § August von Platen e Johann J. Winckelmann o Lord Byron come pure componimenti propri e del suo amico von Mayer. Assente un poeta e scrittore quale  Walt Whitman (1819-1892).

Deluso chi si sarebbe aspettato una collezione di opere di carattere pornografico: non mancarono atti di censura dei compilatori dell'antologia, come nel caso del decurtato $ "Mille e tre" di Verlaine (unico autore dell'antologia con un brano inedito ricuperato tramite comuni amicizie) o della citazione in italiano senza traduzione da "Sopra il forno" di Giovanni della Casa.

La prefazione etico-politica di von Kupffer redatta nel 1899 a Pompei (durante il secondo viaggio in Italia), ritenuto un vero e proprio manifesto gay, inizia con un plateale

" Viviamo purtroppo in un'epoca talmente poco maschile che qualsiasi difesa dei diritti maschili, per non parlare di privilegi, vien considerata una blasfemia non moderna e risentita con rimprovero quale riduzione della supremazia femminile".

Evidentemente, il sacro fuoco che ha sospinto l'autore, nello spazio di pochi mesi, a realizzare questa imponente opera editoriale non traeva forza dall'emancipazione della donna. Più maschilità, secondo von Kupffer, era pertanto da favorire nell'ambito degli omosessuali. Contrariamente a quanto sosteneva Magnus Hirschfeld con la teoria del sesso intermedio (ermafroditismo, travestitismo) sempre ché non avendo, come gli altri due generi, la vocazione di riprodurre la specie, ma di contribuire al progresso intellettuale dell'umanità.

Copertina originale dell'opuscolo § Quello che la gente deve sapere sul Terzo sesso! [WhK 1901]

Il WhK di Hirschfeld (1897, Comitato scientifico umanitario per la abrogazione del paragrafo 175 sanzionante, pesantemente e senza distinzioni, gli atti contro natura ) verrà messo in crisi da una sequenza di scandali omosessuali nell'ambito delle più alte cariche della Germania guglielmina iniziata nel 1902 con il caso del magnate industriale § Friedrich Alfred Krupp (1854-1902) accusato di frequentazioni con giovani omosessuali nella sua residenza estiva di Capri. Anche il fotografo § Guglielmo Plüschow, cugino di von Gloeden, (1852 -1930, attivo dapprima a Napoli dagli anni '90, poi a Roma dall'inizio secolo che lascerà per Berlino nel 1910) ne verrà coinvolto in Italia per i suoi arcadici "nudi e ben membrati" ritratti. La fotografia di nudi ispirati all'arcadia verrà esercitata anche da von Mayer che ritrarrà i giovani modelli quale lavoro preparatorio dei dipinti di Elisarion. Anche Elisarion stesso nelle più disparate vesti, verrà ritratto dall'amico quale modello preparatorio. Dalle vicende berlinesi nascerà il movimento secessionista al WhK di una "Lega per la Cultura Maschile" guidata dall'ultimo § Benedict Friedländer (1866-1908) alla quale aderì anche von Kupffer.
La pubblicazione dell'antologia trovò non poche difficoltà anche all'interno dell'ambiente omosessuale. Dopo quella del
1900, dell'editore § Adolf Brand (1874-1945) noto per § "Der Eigene" il primo periodico rivolto ad un pubblico espressamente omosessuale della storia (1896-1931), la ulteriore edizione dell'antologia cambiò editore (1903) e venne temporaneamente confiscata.

Spiritualizzazione dell'omosesssualità

 

Nel 1903 verrà pubblicato a Berlino, sulla scia dell'antologia,  "Richard Wagner und die Homosexualität" stressandone il lato "spirituale". Quale diffusione avrà il libello, non è dato sapere. Sarà ristampato quale reprint nel 1993 dal (Volker) Janssen Verlag (ISBN 3-925443-20-7). 

L'autore, Hanns Fuchs: aveva appena pubblicato "Therapie der abnomalen Vita Sexualis bei Männern. Mit specialler Berücksichtigung der Suggestivbehandlung (1899) e faceva parte dei numerosi fautori dei "trattamenti correttivi" dell'omosessualità in alcuni casi "innata" ma comunque ritenuta una deviazione da correggere per accompagnare le "vittime" a diventare esemplari sposi e padri (terapie che verranno più tardi anche propugnate da Magnus Hirschfeld. Una  inchiesta di Hirschfeld del 1905, nell'ambito del WhK, per accertare la diffusione dell'omosessualità nei ceti "alti" e quelli "operai"  ne dimostrò l'omogenea diffusione, seppur facendone una plateale sottostima ma accusata di essere stata gonfiata, un ordine di grandezza  inferiore rispetto al conservativo rapporto Kinsey del 1947)

Un paradigma della situazione e gli stereotipi che vigevano a Berlino e, forse in alcuni aspetti, anche del rapporto tra Elisàr e Eduard:

Il libello apre con il classico Ho conosciuto parecchi omosessuali, gente per bene che apprezzo, ma non sono tutti così... La maggior parte sarebbe gente che approfitta dei buoni e sinceri sentimenti di pochi per approfittarne e darsi a stravizi. Wagner? Farneticazioni "misticistiche" ed estatiche dettate dalla sua megalomania e la necessità di subornare  (povere ma ricche) vittime quali Ludwig II di Baviera. La sublimazione spirituale dell'omosessualità wagneriana, se non altro di maschio (compositori femmina sarebbero da trovare con il lanternino) sarebbe confermata dal diffuso amore per la natura presente negli omosessuali "spirituali" tormentati dalle loro pulsioni fisiche. Se non fosse per le illustrazioni decisamente sarcastiche, il lettore è sottilmente indotto a credere che l'autore apprezzi sinceramente Wagner e, pertanto, sia credibile nelle sue eccezioni. Non poteva mancare un polemico riferimento all'antologia di von Kupffer di cui contesta le considerazioni sul personaggio di Carlo il grande: i politici e regnanti, gente poco affine a relazioni spirituali. Altrettanto dicasi dei teatranti ed esecutori musicali disponibili per loro natura al meretricio nel nome dell'arte.

Il capitolo dedicato ai personaggi del teatro wagneriano interpreta le figure di Parsifal e Sigfrido sotto il profilo dell'omosessualità spirituale del compositore: Il Parsifal, la cui esecuzione era limitata a Bayreuth, come nell'opera il Gral era permesso che ai suoi adepti, donne escluse. Kundry sarà la femmina che non riuscirà a traviare Parsifal. Nei drammi giovanili, la purezza della donna vergine riscatterà l'uomo peccaminoso: se nel Lohengrin il cavaliere del Gral sarà sposato con prole,  se nel Tristano l'amore verso Isolde sarà supportato da tutto quanto lo può far apparire spirituale, nel Parsifal, ultimo lavoro di Wagner, sarà l'uomo puro a riscattare la donna impura.  Parsifal , nella sua "anomala" indifferenza verso il femminile, ricorderebbe il comportamento di molti omosessuali che frequentano signore con cui ridono e scherzano, accettano bacetti innocenti se non per fuggire di fronte a richieste più pressanti. Al bacio di Kudry, Parsifal non reagisce con disprezzo (tipico degli omosessuali in cotale situazione)  ma con un vero dolore fisico e riconosce superiori ideali che gli permettano di raggiungere i cavalieri del Gral.

Elisàr novello Parsifal, Wagner (povero in canna ma ricco di idee e visioni) subornatore del povero (ma semplicemente ricco) Eduard?  Personaggi sottesi nella malevola interpretazione dei comportamenti dei nostri due amici?

L'opera aveva il sottotiolo Unter besonderer Berücksichtigung der sexuellen Anomalien seiner Gestalten,. Nella sintesi, non entreremo in dettaglio nel merito dei personaggi delle opere teatrali, attenendoci alle vicende  personali.

Nel primo capitolo, al motto dei versi di Otto Julius Bierbaum "I moralisti devono preoccuparsi, quando si parla cordialmente di amore, pensano che al divertimento, non ai misteri della santità", Hanns Fuchs entra nel merito intitolando "La frequente presenza dell'omosessualità negli uomini significativi e l'omosessualità spirituale". Quale premessa si dice fine conoscitore degli omosessuali, comunque negando di esserlo. Ha superato i sentimenti di compassione e disprezzo. Sulla scorta di esperienze dirette ha conosciuto persone, che se tutte fossero così, non avrebbe problemi a conviverci. Entrando nel merito, esemplificando, citerà in dettaglio personaggi famosi, prima di parlare estesamente di Wagner, quali Michelangelo e le sue vicende con Gherardo, Tommaso, Febo di Poggio, Luigi del Riccio e Cechino Bracci e gli attacchi subiti per opera di Pietro Aretino. L'unico vero amore di Michelangelo sarebbe stato per Tommaso Cavalieri. Gli altri più che altro oggetti di piacere che l'artista avrebbe trattato di conseguenza. Il Fuchs distingue tra fedeltà fisica, poco frequente vista la diffusa promisquità dell'ambiente, e quella dei sentimenti strettamente legati a poderosi  intelletti e presenti in pochi eletti. Di Shakespeare accentua la frequenza degli attori omosessuali nel mondo del teatro di allora e di oggi ben disposti a diventare strumento di piacere per amici ben dotati... finanziariamente e con i quali difficilmente ci sarebbero stati rapporti più qualificanti. Considera i politici e regnanti poco affini a relazioni spirituali.

Contesta esplicitamente l'approccio di von Kupffer dell'antologia  nei confronti di Carlo il Grande. Interpreta a suo modo gli indizi su Goethe, Winckelmann, van Platen che non avrebbero contraccambiato i sentimenti dei loro amici e che, oltre tutto, loro stessi non avrebbero avuto i caratteri frequentemente incontrati tra questi individui pervertiti. Ritiene l'omosessualità spirituale un fenomeno sui generis  legato a personalità altrettanto eccezionali, ma comunque  passeggero che con l'età sparirebbe abbastanza spontaneamente. Per quanto riguarda la particolare sensibilità di molti artisti, l'autore lo mette in relazione con la loro componente  femminile più portata ad apprezzarne il decorativo, il lavoro a maglia e  quant'altro.. Tra le perversioni, anche le manie vegetariane di molti altrimenti pervertiti ed il feticismo. I musicisti, li associa agli attori (esecutori).

Tra i compositori, esclude una vera e propria omosessualità "fisica" in un Beethoven o di un Carl Maria von Weber. Pone l'accento sul fatto che non esistano praticamente donne compositore. Discute il caso di Jean Jacques Rousseau che definisce essere stato posseduto dalla perversione del masochismo. Ne mostra le analogie musicali con Wagner e con il loro modo di concepire l'opera, dramma cantato e spiega come mai le composizioni del ginevrino furono dimenticate. Dopo questa lunga introduzione, l'autore si addentra nella biografia di Wagner e si sofferma lungamente sul rapporto del compositore con Ludwig II di Baviera. Il ritratto del giovanissimo monarca: un infelice individuo nella sua solitudine, oberato dalle sue funzioni di rappresentanza. Amante del bello, evitava il brutto in quanto fastidioso. Pessimo pianista, non sapeva cavare un suono dai magnifici strumenti della sua reggia. Il Dio della musica sarà Richard Wagner. Oltre essere generosissimo sponsor del compositore, ne voleva essere amico. Alieno all'omosessualità che gli era totalmente sconosciuta, il giovane re sarebbe stato letteralmente subornato dal compositore che nei suoi scritti aveva, notati dal giovane regnante, fatto degli accenni all'amore tra uomini. Wagner dovrà affrontare le insidie della corte sempre più preoccupata dalle esose pretese che il re era disposto a concedergli. Wagner, sposerà la ex moglie (figlia di Franz Liszt) del suo amico von Bülov ed abbandonerà il bavarese per soggiornare "borghesemente" nel lucernese: la distanza accentuò la passione di Ludwig. Wagner sarà preso dall'amicizia con Nietzsche. Nietzsche scriverà  che nel V e VI secolo prima di Cristo il bellissimo e funzionale rapporto erotico tra uomini e giovani era decisamente a scapito e conseguenza per la bassa considerazione che la donna aveva in quelle società. La pazzia ed il suicidio del re di Baviera, il Fuchs lascia intendere abbia a che fare con l'infelice vissuto di un omosessuale fortemente marcato da una intrinseca femminilità seppur diradata negli ultimi anni.

Il testo di Fuchs, oltre 200 pagine, senza entrare nel merito degli aspetti fisici di queste relazioni, non escludendone implicitamente la presenza dagli effetti negativi, conclude ricordando l'amore che Wagner aveva per la natura, evidente nella sua musica e tipico, a detta dell'autore, per l'omosessualità spirituale,  citandone un episodio significativo avvenuto  nella sua villa nel napolitano (giocando con un arbusto, inavvertitamente ne piegò gravemente un rametto: volle, sconsolato e a tutti i costi, ripararne il danno) e come con l'età il compositore percepirà l'erotico sempre più quale tormento facendo della sua creatività l'espressione dei dolori procuratogli dalla sua sensualità e la sua vita straricca di istinti.  Quale chiosa, l'autore indicando in Wagner il musicista dell'estasi conclude: "Fintanto che l'uomo vivrà, a coloro che tormentati dai loro sensi li porteranno a negare la volontà di vivere, la musica di Wagner con la sua vitalità continuerà ad avere entusiasti cultori". Molte le illustrazioni satiriche, oltre la copertina, che rappresentano Wagner nell'ottica dell'autore.


Nel 1901, von Kupffer tenterà di affermarsi quale poeta con "Auferstehung" irdische Gedichte. (Resurrezione, poesie terrene). Dedicato a sua madre, al motto di Pindaro "diventa, ciò che sei!" ed un'amara  citazione dalla sua "Doppelliebe"(1901, novelle dall'Estonia) , nella prefazione ("un po' di prosa") Elisàr quasi si scusa, ben sapendo di andare incontro a molte critiche nel dare il suo contributo ad un popolo dove tutti si sentono poeti.

 "Ê  quasi un romanzo con molta umanità dall'inizio di sei anni or sono e la fine ancora nel firmamento. Sfogliandone le pagine potresti farti una pessima idea del povero eroe. Ma confidando in un lettore corretto, posso sperare che lo legga o compiutamente o niente affatto. Come ogni protagonista di un racconto, anche il mio subisce cambiamenti dettati dalla vita, fin anche troppo umani. Figli della mia vita,  meglio o peggio di me, lascio al lettore il giudizio. Se non ti piaccio, chiudi il libro e se per caso non lo hai preso in prestito,  vendicati con un nemico e fanne un regalo affinché lo legga.

La raccolta di versi termina con un capitolo dal titolo significativo di "Streitbares" ("Discutibile") dove vengono affrontate alcune tematiche "calde". Dalla definizione dei moderni mestieri scientifici quali il fisico, l'astronomo, il medico o il giornalista non manca di definire anche un vivente. La bellezza fuorilegge (quella del terzo sesso propagata dal WhK) tanto di moda a Berlino riceve la sua staffilata in versi.  Dopo essersela presa con la gente di teatro ed i politici, termina con un'imprecazione a chi non vuole o non è in grado di scrivere il suo nome Élisàr, visto che non ha nulla a che fare con Elisa e le donnette! Il volume avrà una seconda edizione nel 1903,  seguita da una terza edizione dal Klaristische Verlag.

Probabilmente del  1904 il dramma di Elisar von Kupffer  "Feuer im Osten" ($ "Fuoco all'Est").  La data la  si deduce dalla dedica al compagno nella lotta contro il "caos del non personale"  Dr. Eduard von Mayer autore di Lebensgesetze der Kultur ( Halle, Niemeyer, pp. 396, 1904), .  Scene drammatiche  in tre atti dalla rivoluzione Russo-Baltica,   al motto di  Caveat consules!... mai troveranno una rappresentazione. L'autore, anche in questa pubblicazione, nella sua vivace introduzione tiene a precisare molte cose. Dettagliate indicazioni alla regia completano il prologo. Finale pomposo...

 

 

 

 

(Fotografie a Firenze, 1907 - 1905, da una cartella del Comodato a Spazio Gay: Elisàr von Kupffer con baffi

La perlomeno complicata situazione berlinese, oltre ai problemi di salute cardiaci o nervosi per Elisàr e asmatici per Eduard, e l'insuccesso di Elisàr quale poeta e drammaturgo, allontanò i due amici dalla Germania che si stabilirono a Firenze (1902 - 1915), dopo ulteriori viaggi di studio in Italia ed un soggiorno invernale a Roma che gli permisero di avvicinarsi nel mondo della nobiltà capitolina e alla figura di San Sebastiano.

 

 Elisarion, sacerdote del Clarismo, (dal fondo fotografico del Comune di Minusio)

A Firenze von Kupffer troverà l'ispirazione conclusiva per il Clarismo basato sulla figura simbolo dell'arafrodita (da Ares e Afrodite e la combinazione ad una nuova entità, non la mera convivenza/miscuglio "fisico" dei due generi promossa dal WhK, una vera e propria combinazione ai sensi della "chimica", oggi si direbbe del DNA) che rappresentava, grazie ai giovani modelli che frequentavano e di cui restano a testimonianza poesie, moltissimi quadri e fotografie, la sublimazione erotico-mistica della figura maschile oltre le barriere dei generi convenzionali con riferimenti al summenzionato ginandromorfismo riscontrato nelle farfalle.

 

Per Elisarion, l'arafrodita, sulla scorta delle sue predisposizioni psichiche che lo portano ad una facilitata comprensione  dei due generi, sarebbe particolarmente dotato quale curatore delle anime, un'esperienza anche della chiesa cattolica nella quale non sono sicuramente gli eterosessuali estremi ad essere richiamati al sacerdozio ed al celibato (E. von Mayer, Das Myserium der Geschlechter).

L'arafrodita non richiede vestiti femminili, sebbene apprezzi la bellezza ed i gioielli; alieno allo sdolcinato, cinico nei confronti della vita, non odia le donne. Da uomo ama la grazia femminile presente anche in lui, ma anche la forza virile che fa propria. L'uomo vivrebbe, scientemente  o meno, periodi prevalentemente maschili o femminili che nelle transizioni realizzerebbero l'arafroditismo. Accanto ad una spiccata sensibilità artistica, l'arafrodita sarebbe predisposto a posizioni di comando grazie alla empatia che esprimerebbe nei confronti dei suoi subalterni.

Seguendo il modello somatico degli uranisti di Hirschfeld, il profilo non sarebbe così arrotondato come nella donna, la sua musculatura meno sviluppata che nell'uomo, avrebbe sensibilità musicale e si troverebbe a suo agio in compagnie femminili e possiederebbe una maggiore temperatura corporea per cui potrebbe essere considerato un "warme Bruder" fratello caldo (denominazione tedesca per i "froci" "schwul/schwül - gay/afoso"). Sempre per Hirschfeld, gli uranisti sarebbero caratterizzati da un particolare atteggiamento delle braccia ( una fotografia di Ludwig II lo dimostrerebbe).

Comunque, l'arafrodita di von Kupffer si distingue dall'ermafrodita di  Hirschfeld semplice miscuglio delle caratteristiche dei generi. Von Mayer con la necessità di allontanarsi dalla visione di Hirschfeld, insiste nel distinguere l'arafroditismo  quale "UEBERSTUFE" ("Livello avanzato")  dall'omosessualità ("terzo sesso"). Sarà il fondamento "teorico" sul quale si costruirà il Clarismo che von Kupffer illustrerà con una visualizzazione del corpo arafrodita che alimenterà (fino ad oggi, aggiungiamo) le paure maschili di denormalizzazione/deformazione legate ad abitudini egemoniche che difficilmente possono accettare di essere considerati unilateralmente deficitari. (Ricci, ibid. pp. 115-119). Lo sfoggio dei baffi nelle fotografie  di Elisarion a Firenze potrebbe essere interpretato come un'accentuazione della sua maschilità quale compensazione somatica?

 


 

 

 

 

Nel 1907 con Heiland Kunst Ein Gespräch in Florenz, ($ Arte salvatrice, Una conversazione-intervista a Firenze), Elisarion  pubblica  un libretto di una quarantina di pagine con 4 illustrazioni nelle quali una dottoressa in medicina, una signora di origine ebrea sposata con un marchese italiano, un filosofo (von Mayer) ed un poeta di lingua tedesca (Elisarion) discutono sui fondamenti delle arti.

Al motto di   "L'arte non può essere considerata un lusso, esprimendosi in tutto, nella vita; solo così facendo è quanto deve essere. (Re Ludwig I di Baviera)", l'incipit: "Arte o scienza? Goethe o Schiller? Cattolico o protestante? Rose rosse o bianche? Bere o mangiare? Per l'amor del cielo, a che pro queste eterne alternative?! Non vogliamo morire né  di fame né di sete. Vogliamo vivere. Ammettiamolo!". Il tempio quale luogo dell'arte. L'arte nell'abitazione. La musica e la danza. Arte e allegrezza. La conclusione: "Che è per noi l'arte? La sorgente dalla quale disegniamo i nostri desideri nel presente; speriamo: il  mondo di un futuro."

 

Nel 1907 nella collana Grenzfragen der Literatur und Medizin, Elisàr von Kupffer pubblica "Klima und Dichtung, ein Betrag zur Psychophysik". Clima e composizione poetica, un contributo alla psicofisica.
Considerazioni poco conosciute e trascurate, rappresentano il passaggio propedeutico di von Kupffer verso il Clarismo in quanto affronta la (propria) percezione del mondo esterno e l'influsso che questo ha sui singoli e sulle società.

In sintesi, per l'autore il Clima è composto da 4 singoli momenti: La geologia del paesaggio. La meteorologia, La biologia, Il sociale, Le razze climatiche, L'uomo quale individuo razziale
Un clima può agire rudemente oppure mollemente  Può unire asprezza e calore meridionali come il clima senese e fiorentino ed eventualmente creare un tipo più "bisessuale".
Le vicende della vita hanno portato l'autore a spesso cambiare residenza e sperimentarne gli effetti sulla sua creatività, in particolare quello italiano decisamente contrario alla sua produttività di autore drammatico e giunge al convincimento che anche l'inanimata natura influisca sulla creatività negando all'italiano in genere una capacità nell'arte drammatica. Von Kupffer lo spiega con "
la presenza di un italico Scirocco locale, un "Sub-Scirocco". Una indifferenza, ottusità diffusa "Pazienza, Geduld". La si lascia andare come và. E si  è contenti così.
L'italiano sarebbe anche per sua natura "cittadino" che non si troverebbe a suo agio in campagna  contrariamente ai greci molto più prossimi alla natura e pertanto più portati alle arti drammatiche.
Nescimus, altrimenti non è che ciarlataneria. Per von Kupffer, la situazione di "sub-scirocco" avrebbe a che fare anche con le radiazioni solari e l'umidità.
Analogamente alla sua creatività di drammaturgo, l'autore si dice convinto che la natura circostante abbia avuto effetti determinanti anche su quelle di poeta lirico, in particolare sulla produzione delle "Fiorentine", peculiare forma di sonetto da lui creata nell'ambiente fiorentino con le sue proprie morfologie ed il suo spirito. Pur ammettendo che un pensatore e poeta non debba obbligatoriamente essere assolutamente esposto all'influsso del milieu, l'autore è dell'opinione che
più forte è la personalità e tanto più violenta sarà la fruttuosa lotta con l'ambiente circostante.

Il sonetto classico ha una struttura con I versi creano rime definite da precise regole e varianti con rime a  concatenamenti successivi. Il sonetto è più architettonico con le terzine staccate dal colonnato iniziale. La Florentine cresce organicamente come una pianta, dove ogni germoglio genera i successivi portando da ultimo al fiore rappresentato dai versi conclusivi. Un gioiello formato da anelli che si intersecano portando alla gemma di chiusura. Una concezione più legata nella sua logica organica ai concetti della antica filosofia della natura e dello spirito plastico. Come il paesaggio che le ha generate.

L'autore giustifica le caratteristiche della composizione poetica delle "Fiorentine" con il "genius loci", il Clima.

Elisarion aveva un'ottima conoscenza della lingua italiana che utilizzò sovranamente, accanto al tedesco, anche da poeta. Un esempio,  illustranti la particolare struttura, la fiorentina del 1919 in memoria  dell'amico Fino.

Quale conclusione von Kupffer riafferma il suo profondo legame con la Natura, alla quale appartiene anche l'uomo con tutte le sue doti, dichiarando la poesia espressione dell'interdipendenza tra trama ed ordito in una tela.
Nel successivo capitolo, l'autore si dedica alle misteriose meraviglie del ritmo. La rima agisce che alla fine del verso, il ritmo lo possiede completamente. La rima è consonanza, impressione sonora.

Analogamente al suono, le sensazioni provenienti dalla percezione di colori, luce, linie e meteorologia possono concorrere ad una ritmizzazione. La natura tramite il clima ci fa percepire suoi colori. La luce? Potenti effetti sul nostro stato d'animo! Le poesie non nascono immanentemente all'istante della percezione, a volte unicamente l'incipit. Il ritmo lascia immediatamente la sua indelebile impressione mentre le parole si formano successivamente nella nostra coscienza ..."

A conclusione della pubblicazione, l'autore entra nel merito dell'erotico, tollerato che nella biologica funzione della riproduzione: Qualsiasi amore erotico è l'aspetto della Natura e di tutte le sue influenze "climatiche"  è influenzato dalla Natura. Particolarmente dal tipo che si ama. Il tipo non è una forma scelta arbitrariamente ma l'espressione risultante di forze ritmiche interne le cui vibrazioni emettono forze all'esterno. A seconda della interazione delle vibrazioni, due esseri possono più o meno armonizzare. A quando una ricerca scientifica che non sia mirata esclusivamente al sessuale ma che tenga in dovuto conto anche l'erotismo?"
Von Kupffer conclude:"Il Clima nella sua accezione più estesa, i ritmi e le fantasie che ne nascono rappresentano un capitolo senza fine la cui esplorazione non potrà che portare ulteriori proficue informazioni."

Von Kupffer ribatte e insiste con chi non condivide le sue idee: " Il mio punto di vista devia dall'insegnamento del milieu che considera quale ambiente d'influenza essenzialmente il sociale; la mia visione considera anche le radici del sociale, ovvero della fisica. I fatti sono comunque: Personalità alla quale si addizionano o sottraggono gli influssi".

Vale la pena di  notare che questa visione "occulta" (nella sua accezione per i più negativa) dell'influsso della geologia ipotizzata dal von Kupffer quale componente del suo "Clima" troverà la considerazione di un $ Harald Szeemann ($ La montagna della Verità) che cercherà di oggettivamente verificare, senza peraltro succedervi, la particolare attrazione ed il fascino del Monte Verità per la sua collocazione geografica-geologica, "figlio del paesaggio", quale centro di intense radiazioni segnalate da numerosi abitanti di Ascona. Ciò nonostante, per uno dei principali oggetti d'esposizione della sua mostra del 1978 sul Monte Verità, Harald Szeemann scelse una carta isogonica che provava l'esistenza di un campo magnetico più forte della norma nell'area di Ascona riconducibile alle rocce ultrabasiche presenti nel sottosuolo che sarebbe l'origine della magia nascosta del Monte Verità da attribuire a non meglio definiti flussi energetici sotterranei. Altrettanto verrà ipotizzato sulla scorta dei particolari livelli della naturale radioattività naturale vigenti nella zona. Recentemente, la problematica del Radon è stata messa in evidenza da misure preoccupanti seppur molto variabili da comune a comune che hanno fatto definire il Cantone Ticino "area ad alta concentrazione di Radon"

 

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    Nel 1907 Elisarion pubblica la prima edizione di Aus Edens Pforten, $ Alle porte dell'Eden,   (ripresa nel 1911) dedicata alle  "donne di gran cuore, che si sacrificano, curano ed incoraggiano l'umanità". La raccolta in lingua tedesca (per lo più Fiorentine che abbiamo tradotto letteralmente) contiene,  preceduta da una Introduzione, accanto ad alcuni poemi dedicati a signore conoscenti ("Benvenuti!"), richiami all'Eden e propedeutici al Clarismo quali "Clarens", "Villa Albani IV. Ermafroditi", "Bellezza vittoriosa",  moltissimi testi chiaramente omoerotici quali "Incontro", "Ganimede", "Bellezza sofferente (San Sebastiano)", "Bellezza vittoriosa (San Michele)",  "Fleur de Miel" o "Mio caro, hai la natura delle colombe" ed un "andantino II." (forma particolare) dedicata esplicitamente a Eduard von Mayer.  Pure alcune composizioni musicali con melodie e parole dell'autore. Molti poemi sono commentati spiegandone le circostanze della loro composizione, cosa stava pensando l'autore, i suoi sentimenti, ed invitano a rileggere con altro spirito il testo.

    Un prologo al nascente Chiaro Mondo!

     

    Nel 1908 von Kupffer riuscirà, dopo aver inutilmente tentato la pubblicazione di uno studio sulla iconografia di San Sebastiano (cfr. An Edens Pforten, commento alla fiorentina XLVI  Bellezza sofferente San Sebastiano), a dare alle stampe "Der Maler der Schönheit", Giovan Antonio il Sodoma, Eine Seelen und Kunststudie (100 pagine, 10 ill. presso Spohr, Lipsia). Una copia del volume è depositata, esclusa dal prestito interbiblitecario, all'archivio cantonale.

     

    1908: Viaggio in Grecia, l'Acropoli (da Comodato Spazio Gay)

     

     

     

     

     

    Nel 1910, con  $ "Literarisches Ehrengericht" Eduard von Mayer propone a scrittori e lettori un "Tribunale d'Onore letterario" non tanto per disciplinare gli scrittori ma per essere un Areopago, massima istanza contro  risentimenti e denigrazione degli scrittori. ...

    Un'opera di pessima qualità può essere diffusa rapidamente ma scade altrettanto rapidamente rendendo inconseguente qualsiasi lode; un opera di valore, criticata e condannata ingiustamente può restare in disparte  per una vita e pertanto il pubblico ne resta tarpato.  La censura ingiusta è molto più pericolosa di una lode ingiustificata; ma la lode ingiustificata e la diffusione di materiale scadente sta aumentando al punto che una censura  sfrenata, stracciante e senza scrupoli non richiama il disonore su chi la compie. Il valido si afferma anche malgrado un giudizio erroneo, ma il progresso dell'umanità ne viene considerevolmente ritardato. Pertanto mi rivolgo a tutti gli scrittori e a tutta la stampa per discutere questa domanda - di vitale importanza. La discussione è aperta... Dr. Eduard von Mayer.

    C'è da supporre che la stesura della trentina di pagine fosse motivata da esperienze personali o del suo compagno generalizzandole, e che l'autore  ne avesse ben donde! Un prologo all'attività dell'editore Akropolis che fino a quel momento non si designava ancora come "Klarist.", un presagio per gli atteggiamenti che i due amici dovranno affrontare vita natural durante ed anche oltre.

     
     

    Del 1911 la pubblicazione del Dramma "Die gefesselte Afrodite" ("Afrodite  avvinta") con Lotta e  incatenamento, Gelosia, Vendetta, si svolge sul Mediterraneo alla fine dell'antichità ellenica. Scritto nel 1904, ebbe rispondenza di pubblico alle sue presentazioni quali lettura tali da  darlo alle stampe anche in una versione di lusso per bibliofili. Anche in questo caso, Elisarion fa precedere la sua creazione da un accompagnamento a mo' di prefazione:

    "Gefesselte Afodite" racconta dell'esilarante amore e bellezza ed i suoi legami con questa terra in questo poema in parte quale  Ellade stessa sia che persona che in senso più lato. Vi sono nemici senza comprensione che la colpiscono legata ma non possono completamente distruggerla; ci sono grezzi bramosi che la vogliono render altrimenti  schiava ed abusarla. Ma anche il barbaro vincitore diventa spesso avvinto dall'amore". I diversi personaggi vengono rappresentati caratterizzandoli oltre che linguisticamente, anche nella grafica. Ma il poema non è né opera filologica o storica come non lo è L'Ifigenia di Goethe: una umana rappresentazione di una tragedia della bellezza  con predisposte  caotiche relazioni, la tragedia della bramosia, della passione, della vendetta, della -- terra.

    Nel 1911 verrà alla luce "Ein neuer Flug und eine heilige Burg" e fondata a Weimar la società Claristica ( Clarismo quale nuova filosofia e movimento spirituale). Akropolis ne   diventerà la casa editrice  . Una $ sintesi è presentata da Mandozzi che si rifà alla prossima pubblicazione esplicativa  del 1912.

    Elisarion, Hymnen der heiligen Burg (1911)

    Questi sono gli $ Inni per il culto del Sacro Castello, ai sensi del Clarismo cui ho dato ufficialmente vita nel 1911.
    Culto non ai sensi di una rappacificazione contro ira e vendetta divine, ma una cura dell'anima per innalzare lo spirito ad uno stato che lo renda più ricettivo alla forza e l'azione di Dio.
    Finora il culto era un servizio per adulare Dio al perdono ed alla magnanimità o, come dai protestanti, una breve forma che accompagnava la predica.
    Nessuno, né il dio primitivo né Cristo né altra entità illuminata abbisogna della nostra venerazione o culto per essere ingraziato.
    Siamo noi stessi ad abbisognare di questa festa dello spirito.

    La vetrata colorata del frontespizio , una riproduzione dal Sacro Castello, contiene la simbologia dell'ordine claristico: la croce che si trasforma in luce modificandosi nel fiore rosato dell'amore simbolo della trasfigurazione .

     

    Elisarion sacerdote del Clarismo (dal comodato di Spazio Gay)

    Seguirà nel 1912 "Was soll uns der Klarismus - nationale Krafteine menschliche und soziale Neugeburt" con una $ prefazione

    "Vedere chiaramente, Pensare chiaramente, Agire chiaramente" in cui si lamenta l'insuccesso del "Neue Flug" e lo si attribuisce alla muraglia cinese dell'Ultramontanismo (n.d.t. la supremazia del papato romano sulle chiese nazionali), dell'Ortodossia e del Monismo ed al silenzio dei quotidiani pur sempre pronti ad occuparsi di ogni stupidità spirituale , ogni rissa sociale tra gatti, ogni cane arrabbiato ed ogni oca politica. (omissis)  La stampa liberale moderna zelante nel denunciare il paternalismo degli organi cattolici ... (omissis) non ha scuse  nel suo atteggiamento politico contro il Clarismo.  (omissis) Tuttavia - "Avanti!" - più giustamente - "Su!"... (omissis) non sono pochi coloro che sospirano  una primavera dietro questa muraglia cinese ....(omissis)

    Nelle ultime pagine della pubblicazione,  "Cosa propone  il Clarismo" che ne evidenzia le positive conseguenze per la Germania (nationale Kraft citata nella copertina), l'autore conclude:

    Molto, di quanto si sforza di postulare e porta il Clarismo  è già stato detto da altri diversamente disposti -- logicamente tutti  questi pensieri di riforma sono deducibili dall'intuizione fondamentale del "Eigenwesen, l'assoluta individualità di ogni essere,  in quanto le precedenti "Weltanschauungen" portavano  conseguentemente a contrasti con ogni requisito claristico. Molte delle migliori personalità hanno, in opposizione  alle teorie che accettavano,  vissuto ed agito secondo il Clarismo. Il Clarismo, che unisce tutti gli ideali promossi con tutto il reale è pertanto l'intuizione che in futuro riunirà tutti coloro che agiscono e pensano chiaramente. Obiettivo del Clarismo  è il superamento della distruzione, dell'impazienza e dell'odio. La via non è pertanto quietismo, fuga dalla terra e debole sopportazione di ogni crudezza, ma bensì cavalleresca difesa da stupranti pulsioni -- pur potendo creare il pericolo di essere considerati  don Chischotte dei propri convincimenti, come il cavaliere Cristo salvatore che scacciò i mercanti dal tempio.

    Verrà il giorno - il giorno dei giorni per ogni spirito che supererà l'odio che lo lega al caos. -- Che liberamente confesserà: Io credo ed oso, quanto di puro porto nel cuore". A te venga il giorno che ti libera, il tuo nuovo tempo!

     

     

     

     

    Nel 1912, con "Gotteslästerung der Bibel und der Antike" ($ La bestemmia contro Dio della Bibbia e degli antichi, Claristische Bücherei III) , quale pendant a "Der unbekannte Gott" (1911, "Il Dio sconosciuto", Klaristische Bücherei II), Elisarion risponde alle accuse rivolte al Clarismo di essere un credo di comodo in quanto sollevasse da ogni paura dalle punizioni divine e fosse fonte di arbitrio per l'uomo, ribaltandole con l'argomento che questo pericolo era  immanente negli atteggiamenti verso la Bibbia (o dei monisti che beatificavano la natura) degli accusatori che vivevano al motto di "Gaglioffo nella vita, santo nella morte") cavandosela con un "Pater peccavi"...

    La prefazione di Elisarion intitola: "Ai sensi di un Dio e salvatore primordiale, di un trasfigurante messaggio d'amore ed azione di Cristo, ai sensi di un mondo trasfigurato , nel senso di chi già conosceva il mio Dio sconosciuto,  obietto contro la Bibbia considerata completamente "Parola di Dio", contro la oscena frammistione nella Bibbia di pensieri divini e liberatori con pensieri basati sulla vendetta, contrariamente ad uno spirito di superamento dell'odio del mondo del Caos. ... Questo timore di Dio ha generato oltre che la sua crocifissione, l'inquisizione, il fuoco agli eretici ed alle  streghe, dando adito ad un inimicamento di Dio,  all'ateismo , alla paralisi di molte anime... Pertanto, è per venerazione di Dio che pubblico questa selezione di citazioni neganti la Bibbia... quale rottura di principio con la visione di un Dio vendicatore e onnipotente creatore da parte di un credente in Dio e nell'immortalità dell'anima."

    Seguono una cinquantina di pagine con precise citazioni al motto di "Il crudele distruttore  sbuffante odio",   "Il capriccioso autore del male", "Il tiranno assetato di gloria", concluse con una confessione in versi di Elisarion contro la sconfessione di Dio. Quale appendice, 3 paginette di recensioni al Clarismo di "Neuer Flug" tra cui spicca quella di Edward Carpenter (1844-1929) il conosciuto sociologo inglese pioniere dei diritti omosessuali che sosteneva nei suoi scritti quanto poco l'amore avesse posto nell'animo del maschio normale; considerava gli uraniani del tempo quali avanguardie di un nuovo mondo.

     

     

     

     

     

    L'atmosfera bizzarra della toscana (?) influenzerà  Eduard distogliendolo per alcuni istanti dalla sua immagine di  studioso serio e persino noioso e pedante: si permetterà umane esternazioni in quotidiani con articoli dai toni sarcastici che raccoglierà in un volumetto dal titolo "Herr von Mensch, Narrenpredigten" ($ Signor Dell'Uomo, Sermoni di un giullare, 1911?).

    Nel titolo, quel "von"  sottintende  lignaggio. Un altro sorprendente modo di dire le stesse cose che preoccupano tanto il suo compagno. A chi dice "Après moi le déluge" risponde con "Noblesse oblige!"; meglio di un vacuo e filisteo malintenzionato signor dell'Uomo, un signor Canfedele ed una giubilante, euforica signora Allodola.

     

    Nel 1915, la crescente ostilità antigermanica in Italia (La dichiarazione di guerra sarà del 28 agosto 1916) obbliga i due amici a trovare rifugio in Svizzera, nel Canton Ticino. 

      Stemma del Comune di Muralto

    Muralto, con la vicinanza di Ascona ed il Monte Verità della mitica Lebensreform fu puramente geografica a prescindere dalla sua "meridionalità". Non è dato sapere precisamente cosa determinò la scelta del locarnese quale nuova terra d'esilio.

    Il lago Maggiore, i due l'avevano conosciuto nel loro primo incontro con l'Insubria vent'anni prima. Lugano, sulla linea del Gottardo, era sicuramente più a portata delle loro peregrinazioni. Il ruolo del fascino del Monte Verità, tanto apprezzato dai nordici che ne fecero un riferimento non meramente climatico, ha probabilmente catalizzato la decisione. Improbabile un qualsiasi coinvolgimento con l'aura anarcoide della collina sopra Ascona. Probabile la particolare luminosità dei luoghi accompagnata da un clima lacustre più ventilato di quello sottocenerino ha messo "a loro agio" i due compagni. Grande incognita, l'influsso della   situazione giuridica cantonale particolarmente favorevoli nei riguardi delle relazioni omosessuali tra adulti.

    Ma c'era anche un clima storico-culturale che era difficile da percepire da turista quale sfondo all'ammiratissimo paesaggio.

    I paesaggi cambiano: dalla Toscana alle montagne (innevate) dell'Insubria!

    Lake Maggiore: Brione sopra Minusio: Play 12 months

     

     

      

    I monti ed il Verbano   (Dal comodato di Spazio Gay) 

    Tra gli ultimi dipinti di Elisarion (1942), la vista dalle finestre di casa. (dal comodato di Spazio Gay)


       
    Dal sole, alle chiari notti di luna (Comodato di Spazio Gay)

    Il paesaggio locale troverà una sua integrazione quale sfondo di molti dipinti di Elisarion sostituendo le colline e la vegetazione  ed i monumenti tipici della toscana. (cfr. altri Dipinti dal Comodato)

    Locarno  era anche Ascona ed il "suo" Monte Verità:

    Durante la prima guerra  il numero dei visitatori al Monte Verità fu in estremo calo portando il Sanatorio (Kuhr-Hotel) quasi alla rovina finanziaria. Ida Hoffmann pose grandi speranze su Theodor Reuss, un supposto amico di  Rudolf Steiner che in realtà non era che un gran maestro di svariate logge massoniche a Londra. Con l'approvazione dei proprietari, fondò sul Monte Verità l'ordine dei templari dell'Oriente ("Ordo Templis Orientis", nel 1917 con il congresso dell'O.T.O. si fece portavoce delle idee riformistiche  che dopo il 1933 verranno definite come "congiura mondiale ebraico-massonica") e vi praticò magia nera, ("massoneria mistica") facendosi anche notare quale grande  donnaiolo, di modo che dopo un anno terminò le sue attività al Monte Verità venendone sfrattato. Ma fu già troppo tardi: la stampa di lingua tedesca si era fatta un'idea: Il Monte Verità era un covo  incestuoso di poeti, artisti e falliti. Il buon nome del Monte Verità era compromesso. Ciò non di meno, stando all'opinione di Walter Schönenberger (capitolo della parte II RIFORMA DELLA VITA dedicato alle $ "Idee teosofiche del Monte Verità", accanto a quello, di riferimento,fondamentale anche rispetto al Clarismo, di Antje Graevenitz $ " La capanna e il Tempio: verso l'autocoscienza" nel catalogo della mostra del 1978), resta senza risposta la domanda a sapere fino a che punto l'attività della comunità vegetariana e di quanti vi passavano qualche tempo favorì la scelta di Locarno  quale sede della conferenza del 1925 o quella di Ascona  per le trattative di pace  del 1945. 

      Per ricuperare clientela Henry Oedenkoven  si trovò costretto a radicali modifiche: (Il retaggio della Lebensreform) le vestimenta povere che ne caratterizzavano i clienti e l'alimentazione rigidamente vegetariana divennero opzionali. Ma anche questa strategia non portò ai risultati finanziari sperati. Nel 1920 il disilluso proprietario si trovò costretto a vendere la proprietà. Assieme ad Ida Hoffmann emigrò ancora lo stesso anno nel Brasile.  Dopo un ulteriore tentativo di conduzione del (ex) - sanatorio quale albergo "normale", la collina divenne proprietà del barone Eduard von der Heydt, un banchiere del Kaiser Gugliemo II e conosciuto collezionista di arte contemporanea ed extraeuropea. Pertanto il Monte Verità divenne un tempio dell'arte dove il pubblico  locale e turistico venne per la prima volta in contatto con le divinità dell'estremo oriente. (Nulla a che fare con il movimento della Lebensreform).

    1927 - 1929, per il barone tedesco fu costruito l'albergo in stile Bauhaus dell'architetto Fahrenkamp . Anche questo progetto subì durante la seconda guerra un calo di pernottamenti. Dopo il 1950, Ascona fu scoperta  quale mondana località di vacanza dalla nuova elite  figlia del miracolo economico tedesco, in un crescente successo.  Molti coloro che vollero passare la vecchiaia in quel comune sulle rive del Verbano. I prezzi dei terreni sia al lago che sul Monte Verità  salirono alle stelle. Nel 1964, alla morte di Eduard van der Heydt, la proprietà passò al Cantone: la sua collezione d'arte orientale venne trasferita, previa sua donazione, al  Rietberg-Museum di Zurigo sede storica della "wagneriana" villa Wesendonck. Oggi  il Monte Verità  è gestito  dal Cantone e dalla Scuola Politecnica Federale  di Zurigo  quale centro di sessioni di studio e  congressi. Ne riparleremo a proposito di Harald Szeemann e le sue vicende che coinvolsero il Monte Verità e il Sanctaurium di Minusio con l'esposizione del 1978.

    Vicenda con molti punti in comune a quella del Monte Verità, quella della storica Villa Favorita sulle rive del Ceresio a Castagnola. Acquistata nel 1932 da un barone von Thyssen-Bornemisza de Kaszon, diventerà la prestigiosa sede di una primaria ed importantissima pinacoteca. Nel 1983, a seguito di screzi con le autorità locali, chiuderà i battenti trasferendo le ricchissime collezioni a Madrid. 5 anni più tardi saranno cedute al governo spagnolo lasciando Luganesi e Ticinesi a bocca asciutta.

     

     

     

     

     Ticino magico, Escursioni a luoghi della forza - 2008) ne traccia in quest'ottica la storia generale e quella del Monte Verità e del vicino luogo celtico Balladrum.

    Il Ticino, il Cantone più meridionale della Confederazione, si estende dalle falde a sud delle alpi fino ai bordi della pianura padana. Il Monte Ceneri fa da spartiacque tra il Lago Maggiore ed il lago di Lugano e marca il passaggio dal nord al sud Ticino. Nel Ticino alpino , il Sopraceneri ha valli circondate da ripide pareti rocciose che sboccano nel lago Maggiore. Le montagne e colline prealpine del sud, con al centro il lago di Lugano ,dal Sottoceneri, vi vengono drenate. La geologia del Sopraceneri è dominata da granito, gneis e ardesia che denotano il paesaggio in modo  rude, piuttosto duro. Il Sottoceneri sorprende per la sua eccezionale  diversità di rocce. Nel più ristretto spazio troviamo rocce ignee dell'antichità e tufi vulcanici.  Nel mesozoico sorsero le dolomie e la formazione di Besano con i fossili del San Giorgio. Geologicamente più giovani, i calcari marnosi e la molassa sudalpina.

    Se consideriamo il paesaggio come parte del corpo di madre terra, le catene montuose  sono il suo scheletro, le acque di superficie come ruscelli e fiumi le sue vene,  campi e prati le  forme femminili, i boschi la capigliatura, i laghi alpini i suoi occhi luminosi.  Nel ritmo delle stagioni cambia vestito e   faccia riflettendo  il sole a seconda dell'ora del giorno o della notte, il dorato calore del sole, la fredda luce della luna o il luccicare delle stelle. I colori hanno più intensità, il cielo è più  azzurro e le ombre più intense. Il Ticino, Sonnenstube der Schweiz,  ha una particolare attrazione per i nordici grazie al suo ambiente tinto di mediterraneità. Qui la Svizzera, con il Lago Maggiore a 193 m.s.m., è al suo punto altimetrico più basso. Pertanto i laghi  meridionali  ai margini delle alpi sono a quote inferiori rispetto  a quelli del nord, con una  maggior pendenza dei fiumi.  Le pianure sorsero che dove il trasporto dei fiumi di montagna hanno colmato i laghi creando dapprima i delta.

    Pur  considerando la storia dei primi  colonizzatori come persa nella notte dei tempi, si può presupporre che l'uomo, sin dall'inizio, viveva in un rapporto armonico con la natura. La visione del celtico  era caratterizzata dalla credenza nella magia e stregoneria, nel credere nella forze di divinità locali sotto la forma di animali, alberi sacri, sorgenti mistiche e pietre magiche. In confronto alla classica mitologia greca o romana,  i celti avevano  che scarsamente differenziato le divinità per le loro funzioni come pure avevano attribuito molta popolarità alle divinità femminili.  Tracce di questo mondo immaginario - il credere nelle forze della natura personificate o di spiriti elementari con loro associati - trovano ancor oggi riscontro non unicamente in miti e leggende, ma anche in molte favole e storie per bambini che parlano di fate  ed elfi in stagni magici, su colline misteriose, in boschi impenetrabili o scure caverne. Con le campagne dei romani attraverso le alpi, i valori  iniziarono a modificarsi; dopo un periodo di floridi commerci, i tempi divennero insicuri. Guerre  e  razzie lasciarono territori devastati, i boschi abbattuti per ottenerne superfici agricole, materiali da costruzione, energia per villaggi e città. Già nel XVI. secolo si presentarono i segni di una alienazione dell'uomo nei  confronti della natura. Lo spirito del tempo è esemplificato dal pensiero di René Descartes, che considerava gli animali come macchine od automi senz'anima. Segni caratteristici del dilagante pragmatismo furono la causalità ed il pensiero logico scientifico della matematica e la glorificazione della ragione umana.  Quale controcorrente si giunse alla fine del XVIII secolo  in Inghilterra, Francia e Germania al romanticismo  che ricordò i valori dei sentimenti  e la vicinanza alla natura, al meraviglioso ed al  fantastico. Ai tempi di Goethe le espressioni della natura vennero nuovamente percepite come divine. Precedentemente era stato coniato il termine panteismo  secondo il quale la natura  è permeata  dalla presenza di Dio. Nella nostra era contemporanea l'uomo anela nuovamente a  superare l'alienazione nei confronti della natura, in una nuova vicinanza sostenuta dalla vita, fors'anche preoccupato di un futuro da non mettere in gioco.

    "La mia filosofia", disse  lo studioso universale Teofrasto Bombasto von Hohenheim detto Paracelsus, " ha origine non dalla fantasia, ma  dal libro della natura". Quale filosofo della natura e medico si occupò dei misteri dell'alchemia, magia, divinazione, astrologia e dell'arte per allungare la vita. Leggendo nel libro della natura, ne possiamo seguire le "tracce dei suoi passi". Si devono riconoscere la segnatura ed il significato geomantico del luogo. Analogamente alla lettura della mano che permette di riconoscere passato e futuro, è possibile concludere da elementi orizzontali, verticali e sotterranei del paesaggio le caratteristiche energetiche di un luogo. Le proprietà qualitative di un luogo possono essere migliorate con la posa di menhir o di pietre sotterranee.

    Le signature sono come dei cartelli indicatori che permettono alla nostra consapevolezza di indirizzarsi verso particolari forze della natura e del luogo.  Ogni paesaggio ha  per così dire la propria scrittura che è possibile  implicare grazie alle linee visibili ed invisibili. Il riconoscimento delle segnature permette una differenziazione come già  ampiamente realizzata nella fitofarmacologia. Queste relazioni sono state già sperimentate nella medicina popolare; quelle ritenute buone, conservate da generazione in generazione. ......

    .....

    Nei tempi dell'illuminismo l'animismo è stato giudicato da filosofia e scienza quale credenza esclusivamente riscontrabile presso popolazioni "primitive". Il surrealismo  ha ripreso  l'atteggiamento dal romanticismo, che si contrapponeva al razionalismo,  rappresentando il subcosciente nella forma  di immagini di sogno e visioni.  Contrariamente alle arti magiche,  l'animismo  accentua la dualità del corpo e dell'anima. La stregoneria  o altri metodi "naturali" renderebbero possibile il cambio  e trasmutazione  della forma di vita. Forse pensiamo alla favola del re ranocchio, dove il magico bacio della regina  della fertilità ne ha provocato la trasformazione e sciolto il figlio del re dal suo corpo di animale.

    Il turista che visitava il Locarnese era  sicuramente colpito dal paesaggio e non poteva di primo acchito, non conoscendone che superficialmente la storia, conoscerne i modelli socio-culturali più arcaici e le "trasformazioni" che hanno subito nella cultura locale.

    Cancellate dal tempo, le dimensioni del magico, ma anche della religione, ne restano tracce nella "mentalità " ampiamente studiate dalla psicologia. dalla sociologia che hanno insegnato alla storia come scavare i segni dei meccanismi profondi dell'inconscio, del represso, di una intuizione ancestrale del mondo da quella colta, razionale. Sembra più pertinente parlare di "cultura" e "modelli culturali", che nella loro  polisemicità, considerano l'infrazione, la riserva "neutra", i terreni marginali come luoghi in cui si accendono, spesso, potenzialità nuove di pensiero creativo. L'illusione medesima in cui hanno vissuto per ere o generazioni ha "il valore di una verità" (Pascal l'aveva già dimostrato cogliendo dall'interno la complessità del "sentimento" disegnando le differenze tra "l'esprit de géometrie" e "L'esprit de finesse"). Oggi la storia è considerata non più una riflessione filosofica collocata nel tempo e nei misteriosi "ricorsi" delle vicende individuali e sociali, che non sono soltanto  quelle celebrate dalla "Grande Histoire", ma  quelle innumerevoli delle quotidianità dove più fatalmente "le fait divers se repète et se répétant, devient généralité ou mieux structure... (Braudel). Le strutture veicolano tanta storia della quotidianità come altre formazioni strutturanti dall'economia alle istituzioni sociali, alle caratteristiche geo-ambientali, alle leggi biofisiche, senza tuttavia riuscire mai a soffocare l'impetuosità della vita e dell'intelligenza umana anche nelle condizioni che potrebbero sembrare più difficili, nelle isole delle civiltà "fredde" dell'antropologia, dove le "prigioni di lunga durata" della mentalità collettiva potrebbero apparire, all'osservatore disattento, quasi senza scampo.

    (dall'Archivio Storico Ticinese, $ I modelli culturali - archeologia del mito, del pensiero e della religione)

    Se da un lato si possono si possono raccogliere le creatività nei DNA delle popolazioni del Verbano, dall'altro si riflette nei casi di comportamento culturale e sociale apparentemente anomalo - dal mugugno all'insofferenza aperta, alla ribellione e talvolta alla violenza fisica contro simboli e figure di una legge religiosa o civile sentita come imposizione di poteri estranei alla vita della comunità.

    (Illustrazione anonima, Archivio storico ticinese , 1970, p. 383)

    (Illustrazione anonima, Archivio storico ticinese , 1970, p. 383)

    Tra le caratteristiche della regione dei Laghi  lombardi, la presenza dei Sacro Monti e, a Locarno, del Santuario della Madonna del Sasso ma anche un pullulare nella storia  di personaggi contrastati dagli antichi modelli culturali di origine agro-pastorale nel vario sincretismo di sempre nuove istituzioni magiche, animistiche o naturalistiche e i modelli nuovi di devozione religiosa delle successive correnti di evangelizzazione delle campagne. L'episodio più drammatico, fu quello della fondazione della "Christiana Locarnensis Ecclesia" e della condanna all'esilio dei suoi membri; nel 1555, pur ridotti di numero per le pressioni e le violenze, presero la strada di Zurigo 175 tra uomini. donne e ragazzi per la maggior parte di origine popolare ( ma per lo più ritenuti di origine sociale "nobile"). Neppure erano serviti il carcere, la tortura del cavalletto, e l'esecuzione esemplare del calzolaio Niccolò Greco cui era sfuggito un motto irriverente sul monaco della Madonna del Sasso che ne trasse feroce vendetta. Si disse che la controriforma di (san) Carlo Borromeo ( e la sua fondazione di innumerevoli luoghi di culto delle più svariate Madonne della Misericordia , del Latte, in Maestà col Bambino e completate da altre , introdotte dagli emigranti),  era stata relativamente poco efficace quale conseguenza dell'occupazione svizzera dei baliaggi d'Italia. In questo clima dove infieriva la persecuzione di eretici, streghe e devianti, era prudente, della fede, ostentazione già sui muri esterni delle case. La coscienza mitologica dei cicli temporali di ogni forma di esistenza - nascita, vita, morte e risurrezione - che contraddistingue le forme di pensiero delle civiltà contadine è sempre presente come componente profonda nelle tradizioni locali ("dialettali" e spesso, nei fenomeni di rigetto), delle forme colte, alte di religiosità indotte dall'esterno nelle successive e ben differenziate operazioni di cristianizzazione dei territori plebani periferici e di ricristianizzazione continua degli stessi ceti popolari dei centri. (cfr. G.Tassoni, Arte e tradizioni popolari).

    Stemma del Comune di Minusio 

    Dopo aver acquisito la cittadinanza svizzera a Muralto nel 1922, nel 1927 (aperta al pubblico il 1° agosto) Elisàr e Eduard si trasferiranno nella nuova casa abitazione-Santuario a Minusio, piccolo comune alla periferia di Locarno, accompagnati dalla giovanissima e fedele governante Rita Fenacci, ovvia copertura per la coppia sodale. La proprietà era intestata ad una associazione senza scopi di lucro che riconosceva con i suoi statuti a Elisàr von Kupffer larghissimo margine decisionale (una caratteristica "atipica" nel suo elitarismo, probabilmente all'origine della scarsa integrazione dell'associazione nel contesto sociale locale). L'acquisto del terreno incontrò odiose difficoltà.  La progettazione dell'architetto Tognola (indispensabile per risolvere problemi di natura tecnica) realizzava, ispirato dai committenti, le idee di tempio dell'arte di allora: dalla creazione quale Gesamtkunstwerk del Festspielhaus di Wagner a Bayeuth  (1876), al più recente Goetheanum (1922 ligneo, distrutto da un incendio e ricostruito in pietra nel 1924-28) e dei concetti, nell'ambito della Lebensreform, mai realizzati concretamente, di Fidus. Probabile che nel loro soggiorno a Muralto vennero a conoscenza delle poco edificanti vicende del Monte Verità con il faccendiere Reuss (ignorate dalle cronache locali, ma che comunque crearono una nomea difficile da dimenticare specie nell'ottica di un malcelato antisemitismo) e ne abbiano preso le distanze. È anche da supporre, secondo le considerazioni della Graevenitz ($ "Monte Verità: Capanna e Tempio: Verso l'autocoscienza", 1978) che Elisarion non vedesse di buon occhio la massoneria  il cui sospetto aleggiava sul Monte Verità. Quale riprova, l'assenza di esecuzioni del flauto Magico di Mozart (quasi un must per i simpatizzanti della massoneria) nei dischi presenti a Minusio, che da conoscitori musicofili Elisàr e Eduard ovviamente collezionavano (cfr. introduzione di von Mayer ai Gespräche der Klarwelt).

    Possiamo immaginare che l'autore di Clima und Dichtung abbia mostrato interesse (rilevata nessuna traccia negli archivi del lascito di Minusio, sempre ché se ne sia stata fatta la ricerca) al Baladrum e agli studi di Ernst Frick sul magnetismo del luogo e gli anomali valori gravitazionali della locazione celtica poco distante dal Monte Verità. La contemporanea costruzione  ad Ascona del teatro San Materno per la ballerina Charlotte Bara (1901 - 1986) quale tempio della danza naturale espressiva con radici che si rifacevano a Rudolf von Laban ed alle sue allieve con il Monte Verità roccaforte della riforma del corpo umano, non dev'essere sfuggita a Elisarion: benché sensibile ai valori anche simbolici della danza,  probabilmente non ne apprezzò la connotazione decisamente femminile.

    Un poco avventata, forse quasi una provocazione, la denominazione di "Santuario dell'Arte", considerata la presenza in zona del Santuario della Madonna del Sasso... 

    Il progetto di massima originale del tempio dell'arte (1912, ellenistico con due torri frontali ) pensato nell'ambito del Clarismo aveva chiari richiami normanni pur rappresentando un'amalgama di stili greco-bizzantini e arabi in netto contrasto con l'alternativa della visione gotica o rinascimentale (dalle cupole di Venezia, Pisa, Siena e Firenze espressione del potere della Chiesa). Il Clarismo permetteva un proprio intrinseco adattamento ad un'eventuale conversione in chiave di identificazione tedesca: realisticamente, se ne tenne conto come una nemmeno poi tanto lontana e non impossibile alternativa di trasloco.  Il progetto teneva aperta la possibilità di trasformare facilmente la villa-castello in una residenza puramente abitativa (ville dalle architetture particolari, le zone turistiche ticinesi ne albergavano molte a partire dalla villa Mersmann a Paradiso con l'avvento della ferrovia del Gottardo, cfr. Castello Cattaneo bene culturale) qualora fosse stato realizzato il trasferimento altrove del Sanctuarium.

    Don Serafino Danzi, 50 anni Parroco di Minusio Canonico di San Lorenzo Amico e Protettore  del Sact. Artis Elisarion (comodato Spazio Gay)

    Difficile, nel ristretto ambito locale, l'integrazione dell'elitario luogo di culto del Clarismo (i richiami normanni della costruzione decisamente avulsa dal paesaggio architettonico locale, lasciavano intuire già a livello di progetto, la scarsa partecipazione dei proprietari alla realtà locale)   che di rifaceva al Gral wagneriano, malgrado i positivi apprezzamenti di molte personalità del mondo politico - culturale e fin anche religioso. Un primo tentativo di mediazione tra il Comune di Minusio e l'associazione per opera del parroco di Minusio $ Don Serafino Danzi (1860 - 1938, parroco di Minusio dal 1888 fu promotore tra altri nel 1894 del "Giardino d'infanzia" dapprima locato nella casa comunale poi in sede propria fino al 1971, sempre con  le suore di Ingenbohl), in vista di una futura donazione, si arenò ancor prima della costruzione dell'edificio (Il Consiglio comunale ne rifiutò la donazione nel 1925. Già allora, motivo delle perplessità dev'essere stato lo scopo primario perseguito da Elisarion, ovvero la conservazione "sine qua non" del grande dipinto). Don Danzi verrà spesso citato come autore della definizione riferita ai personaggi del Chiaro Mondo (1924, alla vista di parti del polittico presso la Galleria di Clara Wagner-Grosch) "nello stato del primo innamoramento" che ne ricorda, aggiungiamo, quella di Lord Byron "Nel primo bacio d'amore rivive il paradiso terrestre".

    L'innegabile matrice "omoerotica" rappresenta(va) (seppur tenacemente negata da Elisarion quale espressione di "omosessuale" da cui si distanziarono caparbiamente "malgré tout") in una società in cui gli atti contro natura anche tra adulti era ancora sanzionata penalmente in molti Cantoni (comunque non in Ticino), motivo di riprovazione anche nell'ambito di una tolleranza all'insegna del "si fa ma non si dice" corroborata da un'iconografia per lo più difficile da decodificare ed interpretare senza un'adeguata preparazione e predisposizione mentale. Non si era d'altronde ancora spenta l'eco della pesante affaire (1915-16: La crisi diocesana) che aveva coinvolto § Monsignor Alfredo Peri-Morosini (1862-1931), amministratore apostolico ("vescovo" a Lugano), di nobile casato ma liberale di idee, accusato per motivi politici dall'ala conservatrice della Chiesa locale di comportamenti immorali (omosessuali). Se ne parla ancor oggi insinuando che tra le innovazioni dell'alto prelato ci fosse stata la differenziazione delle classi del seminario con... profumi! Forse, una leggenda metropolitana dura a morire. Fatto sta, che gli archivi della Curia di Lugano restano, a scapito di una storica ricostruzione dei fatti, inesplorabili. Possibile che l'immagine  deteriorata del Monte Verità (più facile nell'imporsi che il suo lato encomiabile) abbia indotto alla decisione negativa del Consiglio Comunale malgrado la sponsorizzazione del parroco.

    Il motivo pragmatico della scelta di Minusio può essere riassunto, al di là di una generica realizzazione di un sogno giovanile di Elisarion (espressa nell'ultima parte della sua autobiografia): da un lato, le esigenze poste dall'autofinanziamento e la scelta di un terreno edificabile alla portata dei loro mezzi. Locarno, con la sua vicinanza al lago, oltre essere turisticamente  più impegnativo finanziariamente, avrebbe rappresentato un potenziale danno alla cagionevole salute di Elisarion. Il vicino Sottoceneri frequentato con Lugano da Elisarion e pertanto conosciuto, non presentava il fascino,  peculiare del Locarnese, di un paesaggio aperto verso meridione tramite il Verbano con alle spalle le alpi.

     


    Nel frattempo, il dipinto circolare del Chiaro Mondo dei Beati era stato completato in parti da assemblare  nell'angusta abitazione di Muralto, forse anche sotto l'influsso del particolare "Clima" geografico-geologico della zona, con una tecnica che non permetteva esitazioni e correzioni nel disegno e che probabilmente faceva uso estensivo di "cartoni" basati su fotografie in scale di grigi riprodotte disegnandole in scala, corrette ed adeguate al topos arafrodita per poi essere riprodotte scalandole in più stadi di ingrandimento. I giovani modelli, a detta di Elisarion, erano indispensabili per studiarne dal vivo gli effetti cromatici. L'omogeneità dei coloriti degli arafroditi lascia aperta la speculazione che non fosse il colorito della pelle in sè ad interessare il pittore ma piuttosto la relazione di questi con la multicromatica natura circostante.

     
     

    Una imponente opera pittorica , un polittico dalla lunghezza complessiva di quasi 26 metri , dall'altezza di ca. 3,5 metri sin dall'inizio prevista, da invendibile, la destinazione in una donazione pubblica. Singoli pannelli verranno esposti in gallerie amiche.
    La mancanza di una Rotonda che rispondesse alle esigenze di una piena fruizione panoramica del dipinto comportò reiterati tentativi di trasferire altrove tutto il ricco patrimonio della messa in scena Claristica del Sacro Castello. Se von Kupffer si preoccupò di sviluppare l'aspetto iconografico della sua fede Claristica, von Mayer farà opera di proselitismo quale ambasciatore con il mondo esterno oltre il piccolo e culturalmente limitato ambiente locale, superando strategicamente l'iniziale ed innato approccio elitario.

    Il testo completo ed una traduzione riassuntiva

    Cosa sia il mondo del Caos al quale viene contrapposto il Chiaro mondo, viene spiegato in modo esteso nello scritto di Elisarion "Die Wirrwelt" pubblicato nel 1923, sulla scorta delle drammatiche vicende della prima guerra mondiale. L'autore si pone la domanda a sapere quando, oltre che dei diritti dei popoli ci si rivolgerà a quelli del singolo individuo e dell'autorealizzazione. La rivista Firnlicht. ("Luci lontane") Schweizerische okkulte Monatsschrift  che ospitò l'articolo sarà un vettore controproducente dando un significato "occulto" nell'accezione negativa, alle considerazioni dell'autore che non lo sono affatto.

    Riassumendo: Appena una settimana dallo scoppio della prima guerra,  l'autore era su una piccola isola normanna e si  sentì come sopraffatto da una sensazione di presentimento che trovò sfogo in una poesia in italiano. Già dalla pubblicazione sul Clarismo e la sua visione del mondo aveva caratterizzato la natura umana e le sue aspirazioni. La civilizzazione europea si trovava in uno stato crescente  di depressione dall'asservimento e dall'ipocrisia dominanti. Le profezie dell'autore si sono avverate nel  fuoco dell'odio. Ora si parla di diritti dei popoli  e di "anima collettiva" ma l'autore si chiede quando ci si rivolgerà a quelli del singolo individuo e dell'autorealizzazione. L"Eigenwesen", l'assoluta individualità di ogni essere, un nuovo concetto, non coincide con la personalità o l'individuo ma ne è autonomo. La natura appare così pacifica all'uomo ma non lo deve essere per gli insetti che subiscono la voracità degli uccelli.  Il canto di un usignolo può essere percepito dalle loro vittime con il medesimo senso di paura quale quello di una piccola nazione di fronte alle esternazioni giubilanti nazional-imperialiste di uno Stato vicino. Veramente, l'apparente tranquillità che regna in un paese quando fuori imperversa una guerra, è illusoria. Come i discorsi sulla pace della natura, sordi ai prossimi colpi di cannone che non ci concernono, che anch'essa è fatta di lotte per la sopravivenza. La terra, la propria patria deve essere comunque buona. Come se l'uomo non fosse figlio della natura e non ne avesse ereditato le buone e cattive sorti. Comodo dire che siamo dominati dall'amore. Contro il bene ed il male, la terra offre indiscriminatamente i suoi tesori ed altrettanto li distrugge. Un bizantinismo, il lusingare la natura, ereditato dai tempi primordiali e pertanto indegno a chi è dotato di spirito libero, cordiale, sicuro di sè che riconosce la realtà. Per "madre" natura, meglio la definizione di "matrigna". Come non si  può restare insensibili davanti alle bellezze della natura? Le bellezze della natura, l'autore le ha sempre ammirate dal profondo dell'anima. "Ma esistono due mondi, entrambi eterni, il bello è, nella pena, il saluto del Chiaro Mondo". Versi, per molti, come troppo carichi di sentimenti che desiderano esserne razionalmente convinti. L'autore lo ha fatto con lo scritto programmatico "Cosa ci propone il Clarismo?" Gli obiettori  temono Elisarion e lo evitano. L'autore conclude:  Ma il giorno di Dio  arriverà, sorgerà il sole  dello spirito... Forse anche questo è legge della Natura...

     

    Non mancheranno, nella gestione del Sanctuarium,  motivazioni pratiche, leggasi anche finanziarie, avendo le risorse di von Mayer subito duri contraccolpi. Dopo il fallimento delle elaborate trattative con Eisenach (1926, per Elisarion , un intrigo degli ebrei) che indusse a trovare una seppur provvisoria soluzione nei dintorni di Muralto, si continuarono le trattative con Stoccarda, Wiesbaden, Darmstadt, Berlino e Meissen. Quale ultima ratio (ne testimoniano più $ documenti)  si tenterà anche la carta di un'ospitalità ideologica del terzo Reich sottovalutando il rischio di eventualmente venir messi alla gogna (seppur in ottima compagnia) dal regime quale "Entartete Kunst" (Arte degenerata). Evidentemente, a sud delle alpi non era possibile farsi un'idea dell' $ atmosfera artistica che regnava a Berlino durante il terzo Reich: il tenore fondamentale verteva ad una rappresentazione "virile" della mascolinità in netto contrasto con l'estetica perseguita da Elisarion.

    Molti gli opusculi e prospetti  che verranno pubblicati a sostegno della visibilità (propaganda: un esempio) della struttura (Hausprospekte, brochure della casa), in particolare il corposo Dieci anni Santuario d'Arte Elisarion 1927 -1937 (44 pagine, 3 ill.) con le Testimonianze dei visitatori (per un estratto, cfr. $ la pubblicazione di Mandozzi). Il geograficamente vicinissimo Monte Verità con la collezione del barone von der Heydt aperta al pubblico di turisti era molto probabilmente percepito dai gestori di Minusio come un elemento di seria concorrenza nell'offerta locale per gli ospiti interessati alle arti che trovavano ad Ascona anche il teatro San Materno di Charlotte Bara.  Tre templi dedicati alle espressioni artistiche concentrati in un esiguo territorio. Dei due templi dell'arte, quello di Ascona era, per i suoi contenuti,  incomparabilmente più attrattivo di quello di Minusio. Da quanto è dato sapere, Elisarion ignorò completamente le strutture asconesi: il fiume Maggia tradizionale confine  campanilistico tra il locarnese ed Ascona segnò anche in questo caso le attitudini locali.

     

    Il Chiaro Mondo, com'era? 

    L'eredità fotografica  (Fondo Fotografico Elisarion) del Comune di Minusio testimonia l'atmosfera creata dall'arredo vigente nel Santuario  con una grave limitazione: l'assenza del colore che sicuramente doveva aver fatto gran parte della scenografia messa in opera per accompagnare il visitatore nel suo pellegrinaggio. Gli effetti cromatici ottenuti sia dagli oggetti stessi (i dipinti) che dal loro contesto ottenuto dall'arredo devono essere stati di estrema importanza. Anche una raffinata l'illuminazione ha sicuramente contribuito a creare  rapporti nelle percezioni che per motivi fisiologici rispondono con modalità niente affatto assolute ma seguono meccanismi ben espressi nella fisica acustica che soggiace alla musica: le melodie sono riconoscibili indipendentemente dalle frequenze assolute  e dai timbri dei singoli suoni che le compongono, ma bensì dai rapporti delle frequenze. Se questo vale per la fruizione musicale, altrettanto lo è per i colori ed altre "proporzioni" fondamentali. La presenza di rosoni con vetri colorati che filtravano la luce naturale esterna e quelle di lampade artificiali dotate di abat-jour ad hoc devono essere state determinanti nella loro modulazione e sfuggono alla loro registrazione monocromatica rappresentata dalle fotografie del lascito.

    Sulla scorta delle suggestive fotografie a testimonianza degli interni del Santuario, non possiamo pertanto che  immaginare l'effetto cromatico  della presenza dei tappeti (d'altronde rappresentati in molti dipinti e nel polittico) o delle decorazioni supplementari di $ Silvio Baccaglio.

     

     

     

       
       

      (Le autocromie si presentano con l'anomalia citata con un'eccezione)

    Nel citato fondo esistono una dozzina di  lastre in autocromia che riproducono a colori il Chiaro Mondo con i limiti tecnici della fotografia a colori del tempo (Brevetto Lumière del 1907, lastre di vetro, in più formati), anche se danno un'idea di come doveva essere stato il Chiaro Mondo a Muralto. Da notare che la maggior parte di queste lastre a colori é stata erroneamente presentata nel sito del Comune di Minusio  invertendone ripetutamente i lati. Esistono anche alcune lastre Dia o Negativi del Chiaro Mondo presentanti la medesima caratteristica che ho potuto riscontrare anche  per altri dipinti. Nel caso del polittico, l'effetto disturba particolarmente in quanto la disposizione del dipinto era concepita da essere osservata naturalmente da sinistra verso destra come il movimento del sole da occidente a oriente. L'inversione del senso di lettura corrisponde all'ascolto di una melodia musicale nell'altro senso, l'inversione del senso di lettura di una parola: se ne mantengono le proporzioni tra gli elementi ma se ne nasconde il significato, la semantica.  (La spiegazione che si sia trattata di una contingenza puramente tecnica,  pertanto sfuggita, è  contraddetta da altre immagini a colori riprodotte correttamente). Le riprese in b/n dei singoli elementi del polittico ne dimostrano, grazie alle loro caratteristiche tecniche, la dinamica luminosa delle scene originali andata persa con il tempo. (Incomprensibili le erronee presentazioni sfuggite al controllo di chi doveva ben conoscere gli originali.)

     

     

     

      (Prospetto)

      (L'autocromia si presenta con l'anomalia citata.)

    Una immagine (probabilmente la stessa presente nel fondo fotografico) in b/n della scena Davanti alla roccia della Luce è stata usata da Elisarion come illustrazione per  il prospetto con i versi  " Hart ist die Wirrwelt. der wir noch gehören, ..." (Un altro prospetto: cfr. oltre)

    Nel comodato a Spazio Gay c'erano anche delle riproduzioni come dipinti di scene dal Chiaro Mondo (Studi preliminari? o "copie" successive?) ) eseguiti in piccolo formato da Elisarion che avevamo fotografato:

     

    Studio? - Elisarion.ch - Video Esplorazione 2000

    Un esempio, il gruppo del Soladino (altra denominazione per "Davanti alla roccia della Luce") di cui presentiamo un dettaglio che permette di avere un'idea cromatica dell'originale polittico ormai dilavato dal tempo e dalle vicissitudini (scena 14).

    Altro tema che spicca per la sua intrinseca cromaticità: le farfalle, accuratamente rappresentate dall'autore, che tanta perplessità avevano indotto nei visitatori del racconto di Tucholsky.

     

    Le due stampe che presentiamo (dal comodato a Spazio Gay e trasformate in pdf dopo scansione nel 2002) erano probabilmente messe in vendita quale ricordo della visita al Sanctuarium.

        Prima del 1927
       Basilea 1979
        Mandozzi (1996)
       Elsarion.ch
     

    Notevoli le due ottime, nitidissime stampe.  Senza indicazioni esplicite di chi e quando ne abbia curato tecnicamente l'eccellente produzione, probabilmente il massimo delle possibilità dell'arte tipografica di allora per le disponibilità finanziarie dell'autore del dipinto. Riprese avvenute  prima della  trasferta dal luogo di creazione al Sanctuarium di Minusio (vedasi la localizzazione di Locarno-Muralto a margine della riproduzione) per essere presentate a "sezioni" singole in attesa di poter venir assemblate per la presentazione nella Rotonda.

       

    Quasi sicuramente "fedeli" le  riproduzioni a colori  del Girotondo e della Festa nella vallata probabilmente (?) delle quadricromie ottenute con fotografie b/n filtrate in funzione degli inchiostri utilizzati per la stampa a colori. Colori riprodotti sulla scorta di stampe di prova fino a piena soddisfazione di Elisarion.  Riprese  "piatte" e pertanto più facilmente fotografabili  (minori deformazioni prospettiche) che nella curvatura panoramica. 

     

    Due  lastre di vetro del fondo digitalizzato nel 2011 (F-Evk-Elisar-PLAQUE-NEG-0221/2) datate (1915-1927) riproducono dovutamente con grande contrasto  in b/n lo stato originale de il Girotondo al mare e della  Festa nella vallata.

     La riproduzione di un così vasto dipinto non risponde comunque alle percezioni prospettiche e all'ampiezza angolare della visione dell'osservatore in situ.

    Nel catalogo dell'esposizione alla Kunsthalle Basilea 1979 vien presentata una riproduzione completa in b/n pancromatico del panorama (piatto?) ad opera del fotografo berlinese Reihard Friedrich possibilmente, abitudine  comune, ritoccata: difficile sapere se alcuni toni di grigio non siano stati influenzati nelle riprese. Sensibile il cambio di tonalità tra i due pannelli  con la palma in primo piano. Ne presentiamo un ritaglio con la scena della stampa ed i difetti d'impaginazione nel catalogo.

    Nella versione a colori del polittico presentata sommariamente dal $ Mandozzi nella sua descrizione se ne ammette la difficoltà di rappresentazione ( ma anche di combinazione delle singole riprese al Monte Verità, probabilmente a cura di Claudio Berger e di qualità complessiva incomparabilmente inferiore alle altre ottime immagini presenti nella pubblicazione): "Impresa assi difficile... L'unico modo per poter ammirare l'opera è quella di recarsi di persona al Museo Monte Verità di Ascona". L'empatia (o forse l'indifferenza)  nei confronti del soggetto da parte del  fotografo (curatore del Centro Elisarion) è spesso riflessa nei risultati del suo lavoro... honi soit qui mal y pense!

    Il sito Elisarion.ch ne esibisce tre versioni a colori (Dipinto circolare piccolo,   di misura mediana, e di misura grande) che dimostrano indirettamente l'alta qualità delle dimenticate stampe eseguite almeno tre quarti di secolo prima e l'incomparabile stato originale dei colori ed i dettagli (il prato e lo stagno) del dipinto che lo avvicinano ai classici della pittura nordica,  al di là di eventuali ritocchi fotografici che ne hanno possibilmente messo in risalto i lineamenti dei corpi e riunito singoli pannelli. Evidente uno schiarimento dei toni più scuri delle riprese più datate, sia dal colpo d'occhio del girotondo che dai dettagli della festa (i boschi autunnali). Il nero corvino di alcune capigliature si è invece conservato nel tempo.(uso di altri pigmenti più stabili? carbone?).

    Sulla fedeltà dei colori delle stampe pochi i dubbi, visto che rappresentano quelle vibrazioni tanto care a von Kupffer che non ne avrebbe sicuramente permesso la messa in circolazione se non fossero state di sua soddisfazione; il Chiaro Mondo non poteva essere cromaticamente l'emaciato e dilavato paesaggio dell'attuale suo stato.  Queste stampe dovrebbe essere preso in considerazione dai restauratori nel caso si volessero superare i limiti di un intervento puramente conservativo. Ad ogni modo, è fuori ogni dubbio che l'impatto mozzafiato dei colori originali doveva essere incomparabile con quello fruibile attualmente, impallidito al tempo e vicissitudini. 

     

     

     

    Un attento confronto tra la prima riproduzione e le successive mostra per il secondo personaggio del girotondo un ridimensionamento della capigliatura originale  e l'aggiunta di una farfalla quale dimostrazione di interventi di dettaglio che Elisarion deve aver intrapreso nel frattempo. Il colore della capigliatura potrebbe essere la conseguenza del degrado cromatico comunque e frequentemente presente.

    I coloriti dei corpi dei personaggi del Chiaro Mondo risultano abbastanza uniformi ma subiscono  modulazioni nella percezione dovute essenzialmente dal contesto cromatico dato dagli sfondi delle loro ambientazioni. Elisarion, come lo spiega parlando di Gino,  necessitava di modelli per poterne studiare la loro percezione nel contesto cromatico dei paesaggi, cosa non possibile con la fotografia in b/n del seppur bravissimo fotografo che era il von Mayer. Pertanto gli sfondi del polittico assumono un'altrettanto grande importanza che i personaggi.


    La realizzazione nel 1939 della Rotonda a Minusio, grazie a donazioni private (la pittrice e gallerista tedesca Clara Wagner-Grosch stabilitasi a Locarno, 1863-1932) e sussidi sia Cantonali che Federali nell'ambito dei programmi per la creazione di posti di lavoro (per il 30% dei costi di costruzione), completerà con un'apoteosi, dandogli un assetto provvisoriamente "definitivo", il rituale percorso del pellegrinaggio nel Santuarium Artis Elisarion di Minusio. Non senza una ulteriore polarizzazione delle due fazioni sulle dispute inevitabilmente suscitate.

     

     
     
     

    Un altro piccolo dettaglio riscontrabile dalla documentazione fotografica del dipinto nella Rotonda: nella reinstallazione del Monte Verità, il bordo inferiore con la sua frastagliatura rivolta verso l'alto (fastidiosa per l'occhio,  in quanto anima il bordo inferiore del polittico; cfr. la l'immagine ripresa dalla pubblicazione del Mandozzi dove, tra altro, è evidente il danneggiamento del dipinto). È pure visibile il "peristilio" al centro del Chiaro Mondo, dalle caratteristiche colonne, andato perso nei lavori di ristrutturazione, con  sulla volta le caratteristiche $ decorazioni di Baccaglio. I pavimenti al suolo completavano l'effetto.

    Pellegrinaggio che iniziava già all'esterno (in una luce insubrica, paragonabile a  quella che Paul Klee aveva apprezzato in Tunisia e che la porterà a trascorre gli ultimi anni, affetto da una debilitante malattia, della sua vita a Muralto)  in un avvicinamento, circondati dalla natura del paesaggio, sulla strada da Muralto al Castello, il superamento del cancello, il porticato, il giardino, alla vera e propria entrata che portava all''Atrium dove si veniva accolti, sotto un soffitto a cassettoni, da una cinquantina di schizzi e dipinti con famigliari e amici appartenenti al clan, fiori uniti in un contesto di linguaggio della natura.
    Nelle intenzioni originali, per poter proseguire la visita, ci si sarebbe dovuto registrare con nominativo e domicilio e sottoscrivere una dichiarazione di consenso informato del fatto che il Sanctuarium Artis non era un'esposizione di opere d'arte ma luogo di riflessione. Si sarebbe anche rinunciato a priori ad esprimere critiche poco rispettose. Veniva allora consegnato un invito revocabile ed una palandrana blu scuro che avrebbe celato differenze sociali e di genere nei visitatori. Gli accoliti del Clarismo portavano sul mantello un cuore dorato su croce d'argento bordati di rosso e avrebbero avuto accesso al coro.
    La selezione dei visitatori così concepita venne, se realizzata, ben presto abbandonata a favore di una gestione più commerciale (con la collaborazione della pro loco turistica) di un libero afflusso delle visite a pagamento .

         
        (Google Earth)  

    (documento LD dal fondo fotografico senza la firma ELISARION, per contro presente nel prospetto stampato. Nel frattempo, il panorama con vista lago...)

    Illustrato con un dipinto che presenta l'esterno del tempio, con vista del peristilio, del cancello e con sfondo il lago, destinato ai turisti in vacanza  nel locarnese, il prospetto $ "Was will? das Künstlerische Lebenswerk von Elisarion .... in Minusio-Locarno 5 Minuten  von San Vittore" conclude:

    A Locarno vien data la possibilità  di  vivere delle vacanze spirituali per raccogliere nuove forze nel credo di un approfondito superiore senso della vita dove l'uomo diventa scopo della vita per assumere una visione oltre il materiale spesso adombrata dal doloroso senso della morte. Per apprezzare il messaggio artistico di Elisarion non è indispensabile aver  frequentato scuole particolari, anche il semplice individuo di qualsiasi professione o religione, di qualsiasi strato sociale può felicemente e di cuore apprezzare il festivo  giorno  della bellezza e ricavare nuove forze interiori, una nuova speranza e  forze per se stesso, il suo prossimo ed il suo popolo.

     

    La vista dal tempio con la sottostante ferrovia  in un dipinto del comodato, ai tempi del vapore! Vista verso Locarno e la collina del Monte Verità e le isole di Brissago

    Moltissimi gli artisti che scelsero il Ticino come turisti,  in proporzione esigua coloro che vi lavorarono per lunghi periodi. Il caso di Elisarion rappresenta pertanto quasi  un'eccezione, da una biografia paragonabile a Hermann Hesse (1877 - 1962) quasi coetanei, entrambi svizzeri naturalizzati  (1923), di idee decisamente politicamente diverse ma cultore dell'esistenzialismo (meno inquietante ai più, con punti in comune al Clarismo). Hesse aveva anche frequentato il Monte Verità e si stabilì a Montagnola dal 1919. Oltre che scrittore e poeta, fine artista innamorato del paesaggio ticinese (sottocenerino).  Hesse ha pertanto avuto la fortuna (o il merito del premio Nobel nel 1947) di ricevere ben altra considerazione dal villaggio che lo ha ospitato, anche se si deve osservare che la maggioranza dei suoi cultori che hanno fatto di Montagnola meta di pellegrinaggio sono poco avvezzi alla lingua italiana... La non lontana  chiesetta di Montagnola presenta anche sorprese per i cultori di san Sebastiano!

    Gli ospiti de Sanctuarium venivano ricevuti da von Mayer in compagnia della Fenacci ed invitati a vestire un indumento decorato da motivi claristi. Vedasi i capitoli a pp.54-57 $ "Un pellegrinaggio al Sanctuarium Artis" e pp. 58-61 $ "Note d'arte di una Ticinese" dal volume di Graziano Mandozzi.
    Seguivano in sequenza, uso nella descrizione volutamente il passato, ulteriori approcci con precise funzioni nei confronti del visitatore nei locali e le scale che lo portavano al piano superiore. Nell'aula, dove dominava una vetrata a forma di rosa quale simbolo della bellezza, Elisàr von Kupffer si presentava personalmente agli ospiti bardato con paramenti che ne dovevano sottolineare la funzione sacerdotale o di guerriero per una sacra causa.

     

     

    Dal comodato di Spazio Gay: Elisarion, Eduard e Rita (una delle rare figure femminili)

    Il drago contro cui lottava il nostro eroe era ancora una figura mitica: il Ceresiosauro del Monte San Giorgio, scoperto dal palentologo Bernhard Peyer all'inizio degli anni '30 negli scisti bituminosi del Mendrisiotto, era ancora sconosciuto ai più ed ancor di più ai turisti che avevano scelto il Locarnese a scapito del Sottoceneri per le loro vacanze nella Sonnenstube. Esisteva una polarizzazione del turismo ticinese: il Sottoceneri, sull'asse della ferrovia del Gottardo, con i suoi grandi alberghi luganesi, era meta di clienti internazionali più nobili; il Sopraceneri era più aperto ad ospiti di minori pretese e fors'anche culturalmente meno dotati e più restii a pagare per entrare  nel tempio. . Sicuramente, queste contingenze spiegano anche l'insuccesso dell'elitario Sanctuarium Artis malgrado gli sforzi di renderlo più conosciuto.

    La natura non è il mondo di Dio,l'unità dell'ordine divino, non senza il male, costretta dalle necessità di creature malvagie; dove c'è,  lo spirito di Dio fa il bene, ritempra e libera le anime pure.

    Si passava al coro con la contrapposizione rappresentata dal "Terror Terrae" (1937), unico e cupo riferimento al mondo del Caos e della guerra (von Mayer ne parlerà in "Aus Tiefster Not", Gennaio 1943)

    Le 22 stazioni della via al Chiaro Mondo dei Beati conducevano, passando accanto alla intensa e per molti inquietante "Croce in luce" (1912-1913; "San Sebastiano" secondo Mandozzi  $ (pp. 100-101), altrimenti interpretabile in funzione Claristica come l'incrocio di due linee rappresentanti l'esistenza terrena ed un movimento verso l'infinito), al ponte della cripta con l'autorappresentazione di Elisarion sul letto di morte e la sua trasfigurazione. Una tenda separava, nell'ombra, l'ormai preparato visitatore, dal luminoso paradiso de Il Chiaro Mondo dei Beati.

    Eduard von Mayer, oltre ad essere parte del Tempio, continuerà la sua vastissima produzione bibliografica, principalmente in tedesco e non unicamente centrata sul Clarismo ed i suoi aspetti sociologici. Il ciclo "Die Zukunft der Natur", iniziato nel 1916 troverà pubblicata  la quarta parte di "Volk und Persöhnlicheit" nel 1944 in un momento storico delicato.  Interessante, dimostrazione dell'eclettismo caleidoscopico dell'autore, l'opuscolo $ "Sulla forma lineare del movimento assoluto" pubblicato nel  1932 in Bollettino della Società Ticinese di Scienze Naturali. Cfr. anche il capitolo dedicato dal Mandozzi a $ Clarismo e numerologia e  $ Bibliografie

    Nel 1940, il Mensile svizzero di architettura, con un articolo di Peter Meier. "Weiheburg schöner Kunst" ("La rocca consacrata alle belle arti") affronta criticamente la questione del valore artistico delle opere pittoriche di Elisarion.

    Dai toni condivisibili,  rispettando i nobili intenti di un'aspirazione fiorita nel silenzio e diventata questione pubblica essendo stata compita con l'erogazione di sovvenzioni pubbliche, l'autore contesta a von Kupffer la qualifica d'artista definendolo un dilettante che profitta dell'omologazione  di un "cattivo gusto" da parte di un pubblico non in grado di  comprendere che "con un minimo di talento e spontaneo senso artistico, Elisarion avrebbe potuto essere considerato uno tra i grandi e onorati peintres naifs - ma è proprio ciò che manca." L'articolo conclude: "Ci duole  che queste pretenziose opere pittoriche di un dilettante vengono sovvenzionate con mezzi pubblici, in quanto questo sostegno pubblico - che vorremmo volentieri concedere alle nobili intenzioni del pittore - valgono irreparabilmente quale attestazione di qualità per i risultati e che pertanto agiscono demoralizzando sia il pubblico che i veri artisti lavoranti con grandi sacrifici per la vera arte". Notevole l'assenza nella pubblicazione di ogni esplicito riferimento all'omosessualità di questa "arte". Il tabù legato alla tematica ha sicuramente influenzato l'autore. Giova pure ricordare il pericolo di subire  conseguenze legali nell'insinuare l'esistenza di componenti omosessuali (omoerotiche) nella visione di Elisarion: allora (1940), nelle leggi di molti Cantoni, l'omosessualità era ancora al bando. Esiste una relazione tra questa pubblicazione e l'articolo con tutt'altro contenuto di  Valentina Monotti apparso nel il 29 ottobre del medesimo anno sul quotidiano Dovere "Note d'Arte di una ticinese" ?

     

    Elisarion (1942) Tra gli ultimi ritratti del fondo fotografico Elsarion del Comune di Minusio

    Nel 1942, Elisarion all'età di 70 anni (con, a detta del compagno, il corpo di un sedicenne ma il cuore, il motore consumato dopo decenni di lotte, preoccupazioni, sacrifici e pene) lascerà ai posteri il compito di dare un futuro all'opera della sua vita non senza fornire un'ultima guida-disanima in versi ai visitatori del Chiaro Mondo dei Beati ("Gespräche der Klarwelt") che si rifà a molti espisodi e personaggi della sua vita ivi rappresentati dando un'identità a molti degli 83 personaggi che animano il paesaggio in 33 scene e che ritroveremo in parte in "Aus einem wahrhaften Leben". Alcune scene sono state recentemente decodificate dal Ricci, in particolare la scena 5 (Sul Grande Fiore) nei suoi aspetti androgini per il fiore di Loto e per Brahma e le scene 20 e 21 (La gara davanti al salice, Davanti al salice) in funzione feticistica secondo Krafft-Ebing.

    L'interpretazione del polittico si basa  sulla presenza, come negli altri quadri, dell'archetipo dell'efebo in quanto Elisarion crede nella differenza tra sessuale ed erotico e, dal momento che gli istinti sessuali del Mondo del Caos sono superati nel Chiaro Mondo, una divisione in base ai sessi diventa irrilevante. Le leggi della fisica del Mondo del Caos subiscono nel  Chiaro Mondo sovvertimenti: la gravità è sospesa nei corpi dei beati,  la luce subisce dispersioni inusitate.

     

     (1948)

    Una ottima introduzione in lingua italiana all'operato di Elisarion, Iniziazione al Santuario d'Arte Elisarion, di sintetica e di facile lettura,  il von Mayer la pubblica nel 1948 con l'opuscolo di 12 pagine $ "L'idea e l'operato di una creazione vissuta".  nel quale l'amico racconta, al motto di Schiller "L'artista si profigga come compito: di condurre verso l'Elisio l'uomo, che ormai non può ritornare in Arcadia", commentando Cosa prospettava l'artista, Il Chiaro Mondo un mondo di uguaglianza e unità, Come vi giunge, La nuova tecnica pittorica nel servizio all'opera, La duplice preparazione, La missione culturale dell'artista, Le barbarie del materialismo, Al di là della morte.

    Il von Mayer conclude: Questa breve, ma essenziale iniziazione nell'opera di Elisarion è la mia risposta - dopo 20 anni di esperienza col pubblico visitatore del Santuario d'Arte - a domande, osservazioni, obbiezioni pervenutemi. Le mie indicazioni filosofiche sono essenzialmente identiche alle idee di Elisarion ed egli le avrebbe corroborate. Fra poco forse non potrò più rispondere personalmente, allora queste righe, lo spero, aiuteranno a conoscere lo spirito e l'intenzione di questa creazione, alla quale mi fu onore servire. Pasqua 1948

    Una piacevole ed istruttiva lettura  "must" che contraddice l'assunto dei Gespräche der Klarwelt:  "L'opera principale  "Il Chiaro Mondo", non intende "raccontare" checchesia.(0missis)... essa è al di là anche degli eventi terreni,  inevitabilmente drammi e tragedia, da cui Elisarion si allontana anche nei quadri, piccoli poemi originati non da episodi, ma da contemplazioni del bello."

    TRADUZIONE

    Prefazione di Edvard von Mayer:

    Allorquando ELISARION nei mesi estivi del 1941, e nuovamente nel 1942 -- conscio del prossimo pericolo e riscatto -- trascorse ore serene nel mezzo del suo CHIARO MONDO, ebbe una illuminazione: era come se le creature ed i personaggi della sua creazione incominciassero a parlare; e lui le ascoltò. E da poeta, trascrisse cosa dicessero tra di loro, in ricordo dei lontani istanti dei loro giorni terreni.
    Quelle che furono per Elisarion avvenimenti del cuore e della vista, condensati a intime immagini, ricuperati finalmente a forme e discorsi, tornarono nel suo spirito quale vissuto personale. Partecipò pertanto ai girotondo e arcobaleni della propria vita ormai completa, come si trattasse di una sintesi ultraterrena dove i "Noi" superano il personale -- dove il ribollente dramma della vita divenne sinfonia e "Eidyllion: come una "Aria in Do maggiore" di Bach, una "Sonata della primavera" di Beethoven, un Minuetto di Boccherini o di Mozart -- divine armonie dopo le urla di questo lacerato mondo dei demoni, del mondo caotico di esseri intrinsecamente e reciprocamente neganti se stessi. La "Danza degli spiriti beati" di Gluck, fu considerata da Elisarion come la messa in musica del "Chiaro Mondo".
    In modalità recepibili dall'umanità, -- dall'aldilà di un mondo amaramente addolorato in cerca di una nuova vita -- risuonò la pacifica eterna melodia al cuore fiero e liberato, benedetto dallo spirito divino, che annunciava il suo segreto e ricco di presentimenti: il perentorio "Sì" dell'armonia. Armonia di cuori, è il giocoso Leitmotiv di queste Conversazioni e Poesie espressioni della genuina gioventù del settantenne.
    Natale 1942, in Ricordo di Elisarion. Dedicato a coloro che guardarono, vissero ed amarono il Chiaro Mondo. Procul estote profani! Matt. VII, 6

    Nota del traduttore:
    "Procul estote profani" si riferisce all'Eneide, poema del destino, di Virgilio nel senso di "tenete lontano questo scritto dai profani!".
    E. von Mayer, in chiosa alla sua presentazione, lancia un monito ancora più esplicito al lettore:
    In Matteo. VII, 6 si legge «
    Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.

    Pochi mesi prima (3 Novembre 1942), il von Mayer pubblicò l'annuncio funebre della
    dipartita di von Kupffer con un significativo esordio:
    "Agli Amici e ai Nemici si rende noto : Il 31 ottobre 1942, dopo una vita franca e disinteressata, piena di lavoro,di sacrifici e di sofferenze, il combattente dello Spirito ELISARION Elisario von Kupffer nato il 7 febbraio 1872 a Sophiental in Estonia, dal 1922 cittadino ticinese venne, da una breve ma dolorosissima malattia, liberato da questo Mondo tragico e trapassò, fermo nella sua fede in Dio e nel Chiaro Mondo Divino, cui volle e seppe servire da Artista creatore, da Poeta e Pensatore. AVE PIA ANIMA. In gratitudine per averlo potuto assistere durante la vita, Dott. Eduardo von Mayer, Curatore del Santuario d'arte Elisarion, Rita Fenacci.

    Il fatto di riaffermare nell'annuncio funebre la ventennale cittadinanza ticinese di Elisarion, la dice lunga sullo scarso livello di integrazione in ambito locale che dovevano godere i due amici...

    Dal Chiaro Mondo Dei Beati:

    33 scene con 84 figure efebiche che non variano che in modo insignificante il loro corpo.

    Esistono nelle figure che piccole differenze dovute ai tratti del loro viso. Gli sguardi sono particolarmente intensi : un dettaglio messo poco in evidenza dalle riproduzioni.  Poca l'importanza data dal Mayer (1948) ai tratti personali dei personaggi:

    ..." I volti delle figure non saranno accetti da tutti i visitatori. - che cosa è più intimamente personale di un volto amato? A tanti una esistenza senza  differenza di caratteri sarà noiosa, perciò non piacerà la somiglianza, visibile negli esseri del Chiaro Mondo, divenuti uguali. Nell'uguglianza non sapranno comprendere l'unisono spirituale, che esclude le tensioni e le lotte del nostro mondo caotico. Via! - ti aspettano fuori il divertente disordine e la mania delle liti: il Mondo del Caos"

    I coloriti dei capelli, con eccezione di quelli corvini,si sono probabilmente schiariti con il tempo.  Dal punto di vista dei tratti del viso, comunque (secondo Ekkehard Jeronimus),  si possono distinguere pochi tipi fondamentali sulla scorta di vari indizi:

     

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  • Per l'identificazione delle persone rappresentate ci si può in molti casi anche riferire alle indicazioni di Elisarion nei suoi Gespräche der Klarwelt, quando le figure conversano tra di loro. Cfr. scena 11 con Waldy (1885-?), conosciuto da tredicenne a Kosch nei pressi di Reval

     

    Sono 15 parti di varia lunghezza, compresa la congiunzione mancante andata persa nei lavori di ristrutturazione,  che  possono essere anche lette quali le quattro stagioni partendo in senso orario; inverno, primavera, estate , autunno.

    Per l'iconografia, i link rinviano alle relative pagine del sito www.elisarion.ch di cui riprendiamo il titolo descrittivo. Di Mandozzi i versi riassuntivi in lingua italiana che a volte ne hanno, intrinsecamente, occultato l'esplicito senso dei versi originali  tradotti nel loro significato letterale. mettendone in evidenza il carattere dialogante di personaggi la cui identità è a volte associabile dai tratti dei volti, prevalente quello di Elisarion mentre i corpi ricalcano il topos arafrodita. Note ad hoc si riferiscono a contesti descritti nella autobiografia o messi in risalto da Fabio Ricci. (cfr. scene 20 & 21)

    Dopo essersi adattato alle condizioni di grande intensità luminosa ed  un primo colpo d'occhio con una scansione orizzontale del panorama, il visitatore-spettatore rileva la presenza di quattro zone corrispondenti alle quattro stagioni.  Le neve dell'inverno con una transizione alla primavera degli alberi fioriti, continua con una sezione estiva caratterizzata da un centrale orizzonte marino interrotto dai colori autunnali dell'ultima parte.

    Una ulteriore focalizzazione del movimento esplorativo permette di percepire, in basso, una sequenza di nude figure sdraiate singole o in coppia. Poi, seguendo l'istinto visivo, lo sguardo va verso l'alto ed incontra in alto a sinistra il primo volto che riconosce, sulla scorta delle immagini viste precedentemente nel Sanctuarium Artis, essere quello di Elisarion dominante il paradiso popolato da una ritmica presenza di altre efebiche figure. Ha testé abbandonato il mondo del Caos.

    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Auf dem Berge 1: SUL MONTE
    Un'unica figura su un pendio innevato che s'incammina verso valle.
    Se ti innalzi sulle alte vette, libero diventi nel regno dell'aere, Non più schiavo dei miraggi umani, Non più schiavo di aguzzini terreni.


     
     
    "Se ti innalzi sulle alte vette,
    Mai da folgori minacciato,
    Da ogni pericol libero
    Da tormente di neve, orridi, morte!...
    M'inerpico non come nanerottoli,
    In alto alle rocce, oppressi da pesi
    Stanchi sul pendio, a riposare,
    Incomodo non sono, per me stesso o altri.
    Sui ghiacciai, in ripidi pendii,
    Ovunque vado
    Dal dardo di sol immune
    Poso il mio sguardo nella gloriosa distanza
    Di caotici astri non più schiavo
    Alle leggi della natura sottomesso,
    I cui desii da pavento perseguitati sono:
    Divenir inconsapevol peccatore,
    Già nel cieco trasgredir
    Oscure onnipotenze di una terra senza amore.

    Su alti monti incedo,
    Torrentose forre supero,
    Libero da terrene servitù, --
    Signore son nel dell'aere regno! 




    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Vor dem Gletscherspiegel 2: DAVANTI ALLO SPECCHIO DEL GHIACCIAIO
    Due figure si riflettono in uno specchio incorniciato di ghiaccioli. Ambedue si vedono da dietro. Una tiene con entrambe le mani una verga, dell'altra si vede il fronte specchiato.
    Specchio di ghiaccio, specchio magico, Specchio che mi doni un alter ego, Dimmi, soave creatura, Che cosa ancor ti incanta?

    Lo specchio richiama le numerose immagini con la sua presenza nella iconografia di Elisarion. (Il principe di Cipro Principe Carnevale, il Bagnante, L'ammaestratore di uccelli, Chi sei?, Nudo sdraiato)

    La figura si ammira nello specchio del ghiacciaio e scopre la gioia della propria bellezza, che nel mondo del Caos era considerata pura vanità.

     

       

    "Specchio di ghiaccio, magico specchio!
    Specchio che un alter ego mi doni,
    Maliziosamente devii
    Uno sguardo come sotto sigillo
    Di un'amorevole segretezza.
    Ehi! In piedi, un audace
    Quasi un pugnace,
    Già pronto all'assalto
    Sorridente guarda anche a lato,
    Mi par tuttavia che al compare
    Piaccia comunque apprezzare
    E audacemente considera entrambi.
    Rosee lingue raggiunte
    Da intrecciati fiori.
    Anche i teneri ghiaccioli
    Risentono la bellezza
    Di questo silenzioso miracolo
    Di fronte al tenero azzurro del ghiacciaio.
    No, non si tratta di una vana esca,
    Nessuna spazzatura dal mondo del caos!
    Guarda!"
     









    "Dimmi tu, bella creatura,
    Ti meravigli? di questo, ancor molto,
    Dove, guariti dal falso scopo,
    Autentico nel gioco dell'amore,
    Ognun può leggere negli sguardi,
    quanto di meglio piaccia."
     

     

    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Auf dem Schneelager 3: SULCAMPO DI NEVE

    La figura che giace nella neve non risente del freddo e tenta di allontanare le diffidenze terrene godendo incondizionatamente della bellezza della natura.

     

     

     

    Chi ancor si meraviglia, del mio star disteso sulla neve,
    In molli cuscini,
    Avvolto? In caldi piumini !
    Neh! questo è godersi la vita!
    Abitudine dello spirito: io vinco,
    Ma allegramente da Chiaro Mondo, non in guerra.

    Il dolce profumo dei giacinti,
    Qui fiorisce ed infiamma all'aperto
    Circondato, da variopinte farfalle
    Dagli azzurri gigli -- in tutte le cose
    Vive una forza meravigliosa.
    Anche le glicini, qui in agili intrecci,
    Non si abbracciano in avido possesso
    Quanto avviene nel farsi spazio
    Nel regno delle piante.
    Le piccole farfalle azzurre danzano
    Accanto a me. Godo di tutti gli estri
    Vedendo poi che non sono avaro con la bellezza,
    Qui vive la giustizia nell'interezza.
    Posso totalmente fidarmi del Chiaro Mondo,
    Guardar pienamente con occhi felici.

     

     



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Vor blühendem Birnbaum 4: DAVANTI AL PERO IN FIORE
    Una figura dai capelli scuri che porta – apparentemente senza sforzo – un'altra figura, bionda
    Ti ho liberato dalle sventure umane, Ti ho liberato dalle sventure umane, Il tuo cuore non conosce più ansie: Sii felice , sii grato al Cielo.

    Un primo incontro con l'assenza di peso che domina le scene di questo mondo extraterrestre che precorre le immagini dell'era delle conquiste spaziali. Il corpo dell'amato non vien sostenuto, solamente tenuto.



    Contento ti sollevo nell'aria chiara,
    Libero da terrestre pondo,
    Sciolto da umani divari,
    Dalla fossa,
    Tu, che amo e adoro!
    Quale vivente rete della vittoria,
    Giubilante ti innalzo
    Tu che hai scelto questo Chiaro Mondo,
    Con oscure forze in lotta --
    Tu per un vero mondo divino
    Lo spirito divino, l'autentico,
    Pronto a batterti per essi,
    Dapprima luminosamente intravvisti!
    Cammino, forma felice,
    Con te, nel radioso regno!"

     

     “Sorretto agilmente dalle tue mani,
    Spensierato mi piace,
    Lo sguardo alla luce, alla bellezza
    Accanto ad azzurri monti
    Dai candidi culmini,
    Bianchi arbusti fioriti,
    Bianchi tronchi di betulle dal verde fogliame
    Piante di viola fiorite -
    Nulla impedisce il mio sguardo
    In questo spazio di primavera.
    Afferro il tenero viticcio
    Bottino dell'amore.
    Il cuore, per nulla intimidito,
    Allegro dice: grazie! “

     



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Auf der grossen Blume 5: SUL GRANDE FIORE
    Una figura seduta su una foglia gigante di nifea. Nella mano destra reca due farfalle legate a una cordicella, nella sinistra, sollevata, una verga.
    Seduto su un grande fiore, Mi trasportano le azzure onde: I sogni di un fanciullo si sono avverati In un mondo di Luce Divina.

    Fabio Ricci osserva: Questa figura, è una rappresentazione sincretistica  in cui si riuniscono Eros, Buddha e von Kupffer. Si riferisce   ad una nota autobiografica di von Kupffer nella quale, da bambino,  si vide in sogno su una nifea ed elaborò dalla iconogrofia cristiana il topos di  Eros che lasciò sospingere il suo aratro da farfalle per poter usare le sue forze nel mondo. Un'altra  interpretazione, sulla scorta di una idea androgina della vita che si basa sul loto e Brahmas, può essere riproposta per la figura circolare: "Il loto è l'ambivalente rappresentazione dell'ermafrodita divino ed umano in quanto riunisce in se stesso, in un certo modo, i suoi generi. [...] Questo vegetale, che vive in acqua, alberga tra le sue foglie un fiore il cui calice ha la forma di una campana. In questo fiore si sviluppano i germogli  dei semi fecondati che si staccano dal comune  fiore materno, radicando nelle acque in cui navigano.  Questa pianta in qualche misura di per sè generanti, di per sè sviluppantesi, non direttamente nutrita dalla terra, è il simbolo delle forze generanti dell'acqua, per  il cui tramite lo spirito  attivo del Creatore, l'Odem di Dio, , si espanse per risvegliare la vita. [...] Questo Loto  porta pertanto il Brahma, il nuovo spirito creatore del mondo. Anche Brahma si compone di una parte maschile ed una femminile.

     



    Mio sogno, il grande fiore;
    Mi trasportano le azzurre onde
    In un luminoso mondo, nel Santuario
    Dell'anima, contento in fresco ardere.

     Campanule di maggio suonano nella mia mano,
    Guido le farfalle nel luminoso terreno.
    Il sogno da desto di un ragazzo diventa realtà
    In un mondo dalla divina chiarezza!

     

     

     

     





    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Über das Schneefeld schreitend 6: CAMMINANDO SULLA NEVE
    Un efebo ne porta un altro con delicata leggerezza.
    Ora ho la forza di portarti, Tu che nei giorni difficili Amorevolmente mi sostenesti La mèta è raggiunta!

    Si riconoscono Elisarion e Eduard che si parlano.


     
     


    Ora ho la forza di portarti,
    Tu che nei giorni difficili
    Amorevolmente mi sostenesti.
    La mèta è raggiunta!
    Sopra bianca splendente neve!
    Come una primavera sugli alti monti,
    Quanto brillar e giubilare vedo.
    Eterna estate qui,
    Fiorenti fiori tra le nevi,
    Gialle farfalle svolazzanti
    Alcun freddo ci perseguita
    Lilla tra i capelli
    Non è meraviglioso?"
















    "Cuore mio, lasciam perdere!
    Ci siam liberati da questi guai"
     



    "La mèta è raggiunta!
    Non fu vuota ideale mania
    In un faticoso lungo periplo terrestre,
    La mèta è raggiunta – quando non cessa il coraggio,
    Pensammo -- al di là dello scherno di tutti,
    Oltre i nemici di un vero Dio,
    Oltre il lento agire del loro spirito.
    E pertanto:
    Amore, come tu sai,
    Seppur nel giogo del caos
    Ci contrastammo:
    Insieme la mèta raggiunger dovemmo.
    Sparì il rigido mondo del caos
    E ogni peso. La mano del ramo
    Dell'eterna primavera porgi ad altri
    Che superarono il mondo del caos
    Per camminare nella luce
    Non per mera voglia di cambiamento, non per ottusità,
    Per armonia
    Non instupidito
    da idolatranti filosofie naturali"....



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Der Schönheit Thron 7: IL TRONO DELLA BELLEZZA
    Una figura seduta, mentre altre due le stanno accanto, una suonante la lira. Una quarta figura giace su un prato fiorito davanti al trono.
    La mia spada è un rosso gladiolo, In questo Mondo non vi è più timore, Come in quello dove felicità e libertà Son solo delle menzogne.

    Eduard suona la lira. Fino saluta, Gino è sdraiato.



    Son cadetto e paggio al trono della bellezza,
    Il nero marmo brilla per l'oro nelle sue vene
    Coperto da un variopinto tappeto,
    Mio, il rosso gladiolo a mo' di spada.
    In questo mondo nessun avvertimento
    Come dove felicità e libertà sono menzogne.
    Pertanto saluto da questo trono
    Di vive figure nel regno divino".










    "Contento, sfioro le dorate corde musicali
    Canto il valore della pura bellezza,
    Da questo trono, che nessuno asserva.
    Coraggiosamente entusiasti, brillano gli sguardi.













    "Mi corona l'azzurro luminoso sperone cavalleresco
    Bel simbolo di un potere amato,
    Qui termina ogni lite,
    Libero da passioni, regna onnipotente l'amore."
















    "Deliziato riposo, Amore, nel tuo regno,
    Rilassato e tranquillo, bucaneve, sul tuo suolo,
    Azzurri non ti scordar di me ai piedi,
    Carezze di farfalle con i fiori profumati."

     



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Vor der hohen Magnolie 8: DAVANTI ALL'ALTA MAGNOLIA
    Una figura librantesi verso una grande magnolia fiorita.
    Come m'infiammi, o albero luminoso Con i tuoi rosei calici fioriti, Calici di piacere e d'eterna giovinezza! A te, esultante, tendo le braccia.

    Elisarion Mercurio.


    "Come m'infiammi,
    O albero luminoso --
    Tutte le chiare fiamme
    Dei tuoi calici lievemente toccati di rosa
    Amorevoli fiori!
    Tu, lume del Chiaro Mondo!
    Come sento il tuo fiato --
    Dolce profumo della tua anima!
    Aleggio verso di te,
    Sostenuto dall'ala della gioia,
    Farfalla umana - Respirar amore,
    Tuffarsi nei calici del piacere,
    Nella rugiada del mattino di eterna giovinezza.
    Tendo le braccia,
    Ai lumi della tua esultanza!

     



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Zum Wettlauf, vor grünlichem Fels 9: IN GARA DAVANTI ALLA ROCCIA VERDE
    Due figure nell'atto di lanciarsi in una corsa, una delle due è rappresentata da dietro.
    Chi è più veloce? Io, tu? Chi fugge? Chi insegue? Veloci come il vento, Attorno al pero in fiore.

    Elisarion e Fino.

    Chi è più veloce? Io, tu?
    Chi fugge? Chi insegue?
    Accanto al fuoco fiorito - Camino,
    A destra, attorno agli angoli dell'azzurra colonna
    Senza pertanto turbare le azzurre farfalle!
    Attorno al melo in fiore,
    Sopra l'orlo candido di fiori
    Fuori nello spazio nevoso!
    Agile, come in un sogno!
    Un, due, tre!
    Accanto al trono dell'amore!



     
    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Liebesfeier, vor den Laufenden 10: FESTA DELL'AMORE DAVANTI AI CORRIDORI
    Una coppia che si abbraccia sdraiata su un prato in fiore
    Adagiati fra i fiori, Nella pace serena, In un mondo senza invidia, In un mondo di limpidi cuori.

     

    Adagiati fra i fiori
    Nella pace del Chiaro Mondo --- inebriati dalla beatitudine.
    Nessuna invidia turba con cattivi pensieri,
    Tutti hanno il cuore puro.
    Lascia ringraziar il divino amore,
    Dove occhio nell'occhio amoreggia l'anima."

                                                                            "Si, anche nel silenzio - lo sguardo parla:
                                                                              L'amore --- altrettanto la nostra poesia ".



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Vor dem Orangenbaum 11: DAVANTI ALL'ARANCIO
    Due figure sulla roccia che qui assume l'aspetto di un camino. Una allarga le braccia, mentre la seconda le si inginocchia davanti.
    In ginocchio davanti a te Abbraccio i tuoi fianchi. Ti ricordi quando il mattino Dal dolce sonno ti destavo?

    Elisarion e Waldy. Dall''Autobiografia (pp. 291-292):

    Esonerato dal servizio militare, visitai nell'estate del 1894 il mio cugino Arthur von Kupffer nella sua residenza estiva a Kosch, presso Reval; presi alloggio presso mia zia, generale Olga von Kupffer, i cui due nipoti erano in vacanza da lei. La bella cugina Anna v.K.  aveva sposato da diciottenne il cavaliere degli Ulani, Woldemar Edlen von Rennenkampf fratello di un generale della prima guerra mondiale. Alice e Waldy, i bambini. Mia cugina Anna aveva 11 anni più di me, Waldy di nove anni più giovane , allora tredici di età. Successe una cosa che mi impressionò. Avevo sempre sperato in una  chiarificazione  del mio amore con Agnes e l'avevo espresso in versi  dove un giovane eroe vien risvegliato dal bacio della ragazza, rendendolo felice.

    Un mattino - dormivo a dispetto della bella mattinata estiva - venni subitamente svegliato da un bacio e mi ritrovai, bello come un quadro, Waldy che rideva. 10 anni più tardi comporrò il verso " Mi svegliasti quale magico ("Beseeler") Eros...", allorquando , da giovane tenente dell'armata zarista era al fronte russo-nipponico in Manciuria. Il mio piccolo parente era bello con me;  in una collina al mare abbiamo chiaccherato e ci siamo piaciuti. Esperienza significativa.

    Ne parlai con entusiasmo nel castello di Lechts; ridendo, la baronessa mi disse: "È  proprio innamorato del suo nipote-cugino".  Ma l'amore per Agi non era ancora spento.

    In ginocchio davanti a te, le mie braccia
    amorevolmente attorno ai tuoi fianchi
    Come se volessi ancor il battito
    Del tuo cuor udire ----
    Pensa, come io nel mattino
    ti destavo dal dolce sonno,
    Quasi un bambino ti svegliava,
    Sì, con un bacio ti destava,
    Come in lotta nel segno dell'amore --
    Pensa, come tu in cima alla collina
    Sopra il familiare mare del Baltico
    Mi abbracciavi e baciavi
    Nel fervore della tua anima,
    Apparentato, non solo nel sangue,
    Anche nel cuore, ma ben più grande.

    Sì, la mia vita terrena
    Come molti altri,
    Moglie , figli
    Mentre tu rinunciavi al mondo
    Tu in lotta per l'ideale
    Incompreso dagli uomini.
    Tuttavia nel profondo del mio cuore
    Sospettai , a cosa tu fossi chiamato.
    Un volta potei dirtelo,
    Quando il mondo non ti riconosceva;
    Una saggia volontà divina
    Senza riguardo alle oscurità,
    I gravosi tempi di sangue
    Risparmiando la tua dispendiosa vita
    Così da lavorare in silenzio
    Sì! Per tempi a divenire.

    Tu messaggero divino,
    Combattesti contro gli spiriti vendicativi,
    Ripeti ancora una volte quelle parole -
    Davanti all'albero dai frutti d'oro
    Sulla bella roccia del Chiaro Mondo ---
    Versi, che in grande lontananza
    Una volta nostalgicamente creasti,
    In pensieri sopra il mare
    Sulla collina selvaggiamente fiorita
    Lo sguardo in un futuro lontano.
    Le sentii dal tuo cuore".
     

    "Waldy, una volta mio consanguineo
    Germoglio dalla nobiltà baltica --
    Ma ora, benedetto da Dio,
    Co-salvatore nel Chiaro Mondo,
    Pari-angelo, con le parole di Gesù,
    Anche pari alle bellezze dell'Ellade.
    Vi saluto, Vostre orme di luce!
    Alle quali allargo le braccia.
    Accontento volentieri il tuo desiderio.

    Quanto ti avessi amato,
    Non l'hai potuto manco intuire ---
    Un bel sogno
    Che mai si ruppe,
    Rimase del fiore
    Il tenero profumo
    Da gioventù e gentilezze
    In maturanti menti.

    Quando ti baciavo,
    Sebben indicibilmente,
    Il cuor mio ne uscì rinforzato
    Nella lotta dell'amore, che preparavo.
    Avessi saputo
    Che tutto muore
    Quanto qui porta alla beatitudine
    Ed al sole ---
    Dispiego le ali
    Verso sera,
    Come allora
    Sulla collina fiorita.
    E volo via!
    Verso dove?
    Da dove, nessuna notizia.
    Qui son di casa...



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Drei vor dem Säulendenkmal 12: TRE FIGURE DAVANTI AL COLONNATO
    Un gruppo in piedi su un tappeto sullo sfondo di un costrutto in stile eclettico. La figura sulla destra reca una verga.
    Eravamo in tre, uniti nell'amore, Con Lui che la novella ci portò. La chiara via volli forzare Ma dure prove dovetti subire.

    Oltre il che la scritta ELISARION, il  Mandozzi (p.97) scorge sull'architrave una scritta enigmatica: E(A)D(G)U(F)  A(?)R(I) D(W)

    La sola cosa facilmente  decifrabile è il nome  EDUARD (tralasciando ogni seconda lettera) per il resto non possiamo solamente supporre: A come Amleto (Fanfani)?, G come Gino (Taricco)?, F come Fino (Schmitz)?, I come Jeanli (Berli)?, W come Walter (Schucht)? (Vedi capitolo "Amici, amiche, modelli)...

       

    "Eravamo in tre, uniti dall'amore
    Con Lui che ci portò la Novella del Chiaro Mondo,
    A ognuno donò ore ricche di benedizioni
    Con lui, che tanto alleggeriva i nostri cuori.

    Le colonne di fiori di fronte ai pioppi dorati
    Son sacro segno per questi sentimenti;
    Qui ognun potrebbe dir, chi il caro personaggio
    Nell'esperienza fosse -- ineguagliabile.

    Il variopinto tappeto della vita è steso
    Ai nostri piedi, dietro il mio capo,
    Ed io vi includo entrambi, gioiosamente
    il mio animo si allarga, credendo alla nobiltà.
     


    "Tu parli bene come una eterna fedeltà,
    E fosti coraggioso, incensurabile...
    Comunque pretesi per purificazione l'amara contrizione
    Allor mi mancò d'animo la nobiltà.

    Il Mondo del Caos mi sospinse dalla sua via;
    Dapprima l'ho divinizzato da ragazzo
    Gustai la grazia del suo cuore
    Raffinato, uscii poi dalla mia tomba.

    Una volta volli la via al Chiaro Mondo,
    Deviazione che pagai.
    Ora ne posso ridere di cuore
    Abbasso la mano con risbocciato sentimento


     





    E io? Che poss'io conversar d'amore,
    Che beato mi ha reso e tuttavia dolor
    Mi ha procurato? --- Follia! Esitare,
    Dove in entrambi parlano i sentimenti.

    Un cruento destino mi strappò dalla vita,
    che mi frodò e una volta felice mi fece!
    Ma non dimenticai cosa lui mi diede:
    La vera felicità -- fin a della morte il rapimento.

    Colui che mi entusiasmò , quand'era in terra,
    Quando divenni vittima --- da Dio benedetto .
    Così potei qui per primo divenir beato ---
    Uniti nello spirito --- illesi dalla morte.

    Questo frutto osservate, salutato da leggere farfalle!
    Proviene dall'albero della mia vita terrena;
    Pertanto restò intatto e senza età,
    Immagine delle meravigliose forze delle ricerche sprituali.




    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Vor hohen Zypressen 13: DAVANTI AGLI ALTI CIPRESSI
    Una coppia di efebi reca insieme una ghirlanda floreale
    Come guglie si ergono alti cipressi Testimoni sacri del nostro amore; Non dimentichi Delle travagliate felicità terrene.

    I cipressi, simbolo del paesaggio toscano. Elisàr e Gino.

    da Esplorazione video 2000

    Come guglie si ergono alti i cipressi
    Sacri Testimoni del nostro amore.
    Non dimentichi delle travagliate felicità terrene,
    Già consacrate da vere forze delle anime.

    Rannicchiati in ricco cespuglio di candide rose,
    Circondati da numerose celesti farfalle,
    ci sorride la felicità del giorno, immutabile,
    In giovanili gioie, che mai invecchiano.

    Sulla tua spalla appoggio leggero la mano,
    Nessuna preoccupazione a tenerti
    Hai rivolto il tuo corpo verso di me
    Uniti in un tuttuno, due figure.

    L'occhio scuro tuo ride quasi sognante,
    Nei tuoi neri capelli luccicano azzurre luci,
    La catena di perle incorniciata da rosse labbra,
    Sì amore, risvegli in me il poeta."

    "Parli così bene, che ti ascolto volentieri,
    Ehi, biondo amico con il profilo della nobiltà,
    Quanto di buona voglia sentimenti con te scambio!
    Audace sempre fosti, da rimproverar giammai.

    Anche le farfalle audaci nel scegliere i fiori,
    Veraci fiori loro stesse, ma volanti.
    Due gigli si ergono come incandescenti ceri
    Per la festa dell'amore --- dove entrambi vincono."

    "Sì, scura bellezza, d'ingegno disposto
    Non ti manca del Chiaro Mondo la saggezza ,
    Odora dolcemente, conquistando il mio cuore ---
    Come, attorno nel verde, i scintillanti bianchi narcisi.

     



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Vor dem Lichtfelsen 14: DAVANTI ALLA ROCCIA DELLA LUCE
    Una figura dalle braccia dispiegate, lievitante. Sullo sfondo un arcobaleno. Un'altra figura, vista da dietro, le si rivolge come in atto di culto, mentre un'altra ancora, che sembra pure sul punto di librarsi in aria, rivolge lo sguardo verso due efebi – uno dai capelli corti e biondi, l'altro moro con i capelli lunghi – inginocchiati l'uno davanti all'altro su di un tappeto. Infine, una figura rappresentata da dietro sta adagiata in un prato e osserva la scena sorreggendosi il capo.
    Finalmente mi riappari Fra un arco dei sette colori. E voi, amanti inginocchiati , Onorate il Dio della Luce.

    Il paesaggio dello sfondo è quello della cascata Soladino a Someo (Maggia).

     Arcobaleno primario nel mondo del Caos (rosso verso l'esterno)

    La fisica del "reale" prescrive una diffrazione primaria che diminuisce con la lunghezza d'onda!

    L'arcobaleno, nel Chiaro Mondo, ha i colori scambiati nel loro ordine spettrale! (rosso verso l'orizzonte).

    Sicuramente NON una svista: von Mayer ne sapeva abbastanza di fisica... anche se tentò (inutilmente) di dimostrare che i colori fondamentali (rosso, blu e giallo) in realtà fossero l'arancione, il verde ed il violetto (Fabio Ricci, p.p. 156 - 158 nel capitolo "9. Die Farbgebung der Gemälde und deren tropistischen Wirkungen", La colorazione dei dipinti e gli effetti tropistici. ). Una inedita spiegazione dell'anomalia nell'inversione dei colori: il riferimento all'arcobaleno simmetrico secondario "segno di un altro mondo"?

     


       

    Trono di roccia, come ti guardo entusiasta,
    Aureo risplendi , bianco nevoso sulla cima,
    Ti innalzi nel blu e le acque rumorose e felici al mare scorrono.

    Guarda come un arco dai setti colori chiaro risplende!
    Appari davanti a lui --Tu che ci mancavi!
    Salve! Galleggi quale riscattato lottatore
    Del Chiaro Mondo Messaggero!

    Quale vista nella valle dei fiori!
    Ti salutiamo nel mondo della gioia,
    Dove hai compiuto la tua opera
    Martire del Chiaro Mondo!
     






    Com'è meraviglioso il bel Chiaro Mondo!
    Qui vive lo spirito divino senza odio e menzogna,
    Nessun demonio, qui c'è vera pace,
    Verità e amore!

    Tu, coppia amata, in preghiera inginocchiata,
    Sì, da cuore a cuore l'amore è preghiera,
    Nel mondo della luce è il culto .
    Unite le vostre mani!"
     














     

     

    Così ben si sogna --- profondamente dei fiori il regno,
    Da odio e tempeste indisturbati:
    Qui di Dio è ordine, dal mondo del Caos lontano".

     

     



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Am Oleander 15: DAVANTI ALL'OLEANDRO
    Due efebi si rivolgono l'uno verso l'altro. Quello sulla destra abbraccia quello di sinistra e gli tocca il mento. Davanti a loro gorgheggiano tre piccoli getti d'acqua.
    Il mio braccio ti cinge E la mia mano ti accarezza, I nostri sguardi si incontrano E si scrutano senza sosta.

    Inizia l'orizzonte marino ad altezza dell'osservatore.

     Da video esplorazione 2000


       

    È così chiaro, azzurro e beatamente caldo,
    Come se nel fogliame cantassero le cicale
    Fresche sorgenti saltellassero dalle montagne---
    Come amorevolmente ti cinge il mio braccio!
    Alla rosa di alloro vicino, i cui fior
    Di rosa brillano così come le guance tue;
    Qui la mia mano afferra in affettuosa domanda
    Il mento tuo -- sento, si infiammano
    Le labbra nostre... all'ombra delle capigliature
    S'incontrano gli sguardi
    Quali apparecchiate api a succhiar il dolce nettare.
    E non stanca mai la scoperta.
    Le braccia tue rispondon al gioco dell'amore,
    Franco a comprension mostrare
    Come rotanti farfalle attorno ai fiori
    L'aria attorno a noi si diverte, caldamente.
    Il mare azzurro gioca con le scogliere
    Le fronde allargono alte i pini
    Dalle loro nobili e sottili linee
    Nel frattempo gustammo sorsi d'amore.
    Qui tutto è balsamico e contento al ventaglio
    Dell'aria tepida. Ridono i gigli di fuoco
    Ogni fiore vuol farsi più bello;
    Persino l'acqua nel bacino ci sorride
    Una piccola cavalletta ai nostri piedi.
    È così che il Chiaro Mondo vuol salutare i suoi messaggeri?

     



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Reigen am Meere 16: GIROTONDO AL MARE

    Sei figure legate tra loro con le mani e con ghirlande di fiori, mentre danzano librandosi verso il cielo. Una è caratterizzata da una lunga chioma bionda.
    Da te son stregato, Bionda e apollinea beltà: Tu mi ispiri Una danza d'amore.

     

     



    "Bionda beltà di odorosi fior di tiglio cinto,
    Il cui attraente sguardo capolin fa da ricciol oro,
    Grazia, solleva il piè, già si muove il girotondo d'amore"

    "Ei, richiamanmi le tue parole, tu, apollineo giovine!
    Aria marina, leggera, innamorata nei riccioli bruni,
    Striscia i tratti colorati delle tue magnifiche braccia,
    Verdi perle ti vestono, mio bello, non men
    Che mè le blu viola. Afferra dunque il braccio mio!"

    "Eterna primavera nel cuore, la portiam sulla brughiera.
    Compagno, prendi la mia mano. Davanti a me nel passo!
    Come sei vivace ed il piè come danzando sollevi,
    In capo il tremito del papavero i rossi fiori!"

    "Entusiasta innanzi mi tira la bionda clematis lilla,
    Mentre il mare mi raggioia e le schiumose montagne,
    Pure le fiere palme si ergono, ai piedi la bella figura
    Dagli scuri riccioli --- si affretta dalle sciolte chiome
    Sempre davanti, clematis la mano alla farfalla".

    "Guarda, già due aleggiano su verso lo scuro ulivo,
    Rincorrendosi, intrufolandosi nei viticci dalle bianche campanule:
    Avanti ed indietro inclinati, dalle biondi e svolazzanti chiome,
    Giubilante stella alpina, seguir nel gioco la guida di ciclamino."



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Über dem Reigen am Meer 17: SOPRA AL GIROTONDO AL MARE
    Due figure danzanti a mezz'aria. Quella di sinistra suona una sorta di trombone, mentre entrambe sono allacciate con una ghirlanda floreale. Un terzo personaggio su un ramo volge lo sguardo verso l'osservatore, mentre pare volersi librare privo di peso verso la coppia.
    Una tromba di fiori, un arco teso. Chi sei? Chi sono? Due esseri uniti Che nessuno imprigiona.

     

     
    Alto davanti al raggiante azzurro del cielo,
    Sopra il luminoso campo del mare,
    Sopra il girotondo al mare
    Muoviamo su aerei sentieri,
    Qual coppia di gemelli,
    Maliziosamente ti allontani da me,
    E suoni nella tromba di fiori
    L'adunata per il girotondo in basso.
    Subito ti seguo con animo energico
    Muovo l'arco di colorate farfalle
    Qual luminoso ventaglio sopra di te.
    Questo è quanto senso ha per entrambi.
    Chi sei tu, dunque? --- Chi sono io, dunque?
    Due creature, impossibilmente imparentate,
    Scherzoso duetto doppiamente unito,
    Strana cosa per il Mondo del Caos.
    Nessun uomo ci minaccia, nessuna inferriata ci ostacola,
    Esonerati siam dalle faccende del mondo del Caos;
    Nessun nuvola o temporale ci minaccia,
    Solo candide farfalle, lassù.
    Ma guarda! Chi ci stà incontro volteggiando?
    Su altrettanto ariosi ed alti sentieri,
    In fronte ai pioppi dorati,
    Nella sinistra ,un fiorito paniere,
    Pronto a dar fiato alla tromba di fiori
    Ben oltre i girotondi ed i prati fioriti.
    Il furfantello, ci sorride benevolmente.
    Sii caramente salutato, nostro confidente! 
     

     



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Vor dem Reigen am Meer 18: DAVANTI AL GIROTONDO AL MARE
    Giacciono due efebi che si guardano. Una terza figura giace sul prato dietro i danzatori.
    Supino giochi Con un filo d'erba, Poi apri gli occhi Ma un ciel non vedi.

     

     

     

     
    Dietro supino, nel verde
    Com'è piacevole godere la pista di una farfalla
    Sul delicatamente raccolto ginocchio,
    Accanto a molti variopinti germogli fioriti, ---
    Delicatamente il capo reclinante,
    Le mani in gioco con erbosi ramoscelli,
    Anch'esse contornate da colorate farfalle....  
     

    Gli occhi si aprono alle cose:
    Ma non mirano nell'alto blu dell'etere,
    No, nell'amoroso ciel di due occhi --
    Riflesssi dalle ciglia ---
    E nell'ombra di chiome bruno scure,
    E rosse labbra pronte ad essere baciate.
    Gentilmente dicono:

    "Amore, ti voglio bene,
    Come ti ho sempre amato, caramente!
    Lontan sono gli anni del mondo del Caos,
    Che ci hanno unito --- diviso: . . . Dimmi,
    Come potesti immaginare il mondo divino, il Chiaro?
    Senza un mondo pieno di menzogne,
    Senza ingannarti ed altri ingannare!"


    Si, mio caro, conoscevo il chiaro ponte,
    Divenni così di tutte le insidie vincitore,
    Come il tuo bel corpo sparso di delicati cuscini
    Qual ponte ci unisce,
    Sopra noi coinvolte le farfalle scherzose.
    Fu una lunga lotta --- Tua la morte da eroe.
    Ora la gioia, qual quotidiano pane.

     
     

     




    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Über Seerosen 19: SOPRA LE NINFEE
    Una figura ne aiuta un'altra a compiere la levitazione.
    Camminare senza peso sopra rose senza spine, E giocare a rincorrersi Per il gusto di acciuffarti.

    Le farfalle, tema ricorrente, rappresentate con dovizia di particolari.  (Da video esplorazione 2000)

       

    "Sopra queste ninfee,
    Sopra verdi foglie
    Con il passo, senza peso,
    Volteggiando rendono ancor più radioso
    Questo leggero momento della vita!
    Neh! Mi lascio scherzosamente acciuffare,
    Ne sento di cuore il bisogno ----
    Sì, con te in libero legame."
     

    "Fatti passar per preso,
    Nel regno dei fermagli amorosi,
    Guarda! fiorisce la ricchezza della bellezza,
    Mai rovinata, in tutta la sua benedetta pienezza ---
    Nella mente benedetta,
    Come in tutte le colorate conchiglie
    Mio cuore, felice di poterti raggiungere,
    Ti sia concesso --- ed acciuffarti,
    Sopra rose senza spine.
    Come le farfalle i fiori accarezzano!"
     





    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Im Wettlauf vor der Edelweide 20: LA GARA DAVANTI AL SALICE
    Una figura intenta a lanciarsi nella corsa, mentre un'altra, recante un ramo fiorito, indica la mano della prima, sulla quale si è posata una farfalla.
    Mi fan gola i frutti rossi Che tu tieni nelle mani, mi fan gola e te li rubo Sol per gioco, sol per poco.

    Fabio Ricci commenta: Il motivo misterioso della flagellazione presente in questa scena e la successiva è stato decodificato univocamente. con teorie dalle scienze sessuali dell'inizio del XX. secolo rifacendosi in particolare ai lavori di Sacher-Masoch e Krafft-Ebing che si sono estensivamente  occupati della flagellomania e dell'istinto alla flagellazione. Gustav Naumann aveva già nel 1899, sulla scorta di conoscenze zoologiche, considerato  proprietà opposte  che si potevano riscontrare anche nella psiche umana e determinanti il comportamento sessuale  quali la lussuria da sottomissione o crudeltà nelle forme attiva o passiva.  Questi elementi  contrastanti potrebbero, come il maschile ed il femminile, apparire in un  individuo. Naumann si domanda: "Perché, a livello psichico, non si sarebbe possibile applicare questi approcci alla bisessualità?". La flagellazione, come anche il baciare sono riconducibili ad istinti animali: "[...] quali radici nelle espansioni amorose si potrebbero far valere  dapprima più brutali poi più amorosi assestamenti di colpi e successivamente  da lisciamenti di pelo, strofinamenti e titillamenti  (Gazzelle e cavie).L'amore è sia fisicamente che psichicamente una forma di frizione."  Naumann  supportò la sua teoria di un tipo sessuale misto con proprietà masochiste e sadiste.  La predisposizione sadica sarebbe più conforme al carattere maschile, quello masochista al femminile  e apparirebbero come più pervertite  quanto meno siano congruenti al genere preassegnato. Si può riferisi a queste teorie in quanto la loro forma ciarliera era stata espressa da von Kupffer e von Mayer quali autori di proprie teorie  sessuali pubblicate in in Jahr uch der sexuellen Zwischenstufen e nalla rivista Der eigene e partanto conosciute e decisamente  messe in ridicolo da queste considerazioni. (segue nella scena 21:)

       

    Saltarellando tra i fiori!
    Dove risuonano le campanule,
    Si ergono alte erbe
    Attorno ad azalee lilla
    Vibrano azzurre farfalle.
    Nell'avanzare,
    Rossi frutti nelle mani!
    Riuscirai, scuro tenebroso,
    a portarmeli via?"
     

    "Alcun frutto vorrò afferrare,
    Che in questo mondo non maturi,
    Avessimo fame.
    Ehi, nel gioco lo potrei acchiappare,
    Ma non come ragazzini selvaggi,
    Nella gara devo vagare in tua ricerca,
    Per goder del biondo frutto."

     



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Edelweide am Meer 21: IL SALICE AL MARE
    Un efebo ne tiene un altro prono in grembo. Su un altro ramo sta seduta una terza giovane figura adorna che guarda verso l'osservatore.
    Una corona di Re dovevo portare In un mondo di guerre e disgrazie, Ma preferisco da qui troneggiare In un Mondo di giochi e di grazie.

    Continuazione del commento (Fabio Ricci) da 20:  Von Kupffer fornisce nella poesia "Leidenschaft-Läuterung" (Passione-Purificazione")  un suggerimento riguardante  le rudi carezze dell'Eros, senza le quali non si raggiungerebbe la via al Paradiso. I teneri colpi con la verga del "albero della vita" risvegliarono nel desideroso nuove forze:

    "Allevami, scioglimi, fammi guarire! Puniscimi misericordiosamente! Il mio piacere dell'amore[...] dell'albero dell'amore rompi la verga del desiderio!".

    L'aspetto educativo dell'erotismo fu più volte evidenziato dal Clarismo ed anche Leo Berg ne ha evidenziato più volte le relazioni: " Quanto il pedagogico sia collegato all'erotismo, come dovremmo rendercene conto in un mondo che ti vuole convincere che sia possibile educare senza amore!"

     (Dettaglio da Video Esplorazione 2000)

       



    "Una corona di Re dovevo portare,
    In un mondo di guerre e disgrazie,
    Ma preferisco da qui troneggiare
    In un mondo di giochi e di grazie.
    Mio baldacchino, il verde intreccio
    Movente, muto, nella brezza marina.
    Afferro i rami intrecciati
    Li lascio accarezzare, sfiorare
    Appena sopra la magnifica umanità
    Circondata da ineguagliabili farfalle
    Per loro piacere e non per dolor,
    Sul mio ginocchio ---- un pensiero scherzoso!
    Un divertente gioco di ragazzi
    Senza scopo o fine.
     

     

     

     

     

     

     



    Sotto, appoggiato ad oscillanti rami
    Un personaggio, sottilmente ornato,
    Un uccello del Chiaro Mondo --- a dimostrazione
    Di come qui nessun peso ci opprime.
    Principessina dal cappello fiorito,
    Quanto ben vi stà la collana di perle!

     



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Ruhend in Blumen vor der Weide 22: RIPOSO TRA I FIORI DAVANTI AL SALICE
    Un efebo di fronte giace nell'erba con le gambe leggermente piegate.
    Il mare ti ricorda ore dolci, Ti ricorda ore di festa: Penso a colui che mi amò Di amor sincero.

     

     

     

    "Vicino mormora il mare come allora nei giorni di festa
    E risveglia ricordo dei bei momenti,
    Che tornano ancor oggi nei pensieri,
    Penso a quel mondo, così ricco in pestilenze.
    Come riposa. Immerso in un'azzurra gloria
    Di bei non ti scordar di me
    E di fiori bianco rosati.
    Tutto parla di autentico amore, che mai incatena.
    Sento l'alito risfrescante di una leggera brezza.
    Penso a lui, che mi ha già amato.
    Poi venne la fortuna, che mai più disperde,
    Beatitudine della completa comprensione."

    La fortuna che ancor oggi mi rende beato."



     Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Vor dem freien Meere 23: DAVANTI A AL MARE APERTO
    Un efebo sta seduto su una seggiola, mentre un altro, in piedi, si appoggia al primo cingendogli le spalle con il braccio.
    Sul calice del fiore S'abbevera una farfalla, Sul calice d'amore S'abbevera un sognatore.

     

     

       

    "Familiare - risuona questo mare
    Da tempi lontani, passati!
    Ascoltare il passato senza rimpianti
    Dolceamara beatitudine.

    Ancor lo vedo, d'un trasparente meraviglioso verde,
    Brillante azzurro fino all'orizzonte ---
    Inumidito dal bramoso occhio di un giovane
    Non ancor giunto al suo traguardo.

    E ora? Lascia rientrare verso casa il tuo anelito,
    Il tuo è ormai allor lontan presente,
    Non più una lotta impetuosa
    del cuor i desideri che ingannano il destino.

    Sento la mano dell'amore-- e risveglio,
    Come da un sogno -- nella bella realtà,
    Tu, biondo paggio - furfantello -- rido
    Del sognatore, libero dai tempi trascorsi!"

     

    "Sono il tuo sciolto camerata
    Ti sollevo dal mondo caotico
    Tu, anima sognatrice, guarda,
    Ti invito nel giorno del Chiaro Mondo.

    Al mio calice di fiore spizzica
    Una libera farfalla come me
    Felice del dolce profumo
    Del calice dell'amore --- ti piace?

    Il mare qui non è guerriero,
    Gioisce del bianco splendore.
    Allora! Assiem rallegriamoci.
    Per malinconia posto non c'è.
     




    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Auf der Hängematte am Meer 24: SULL'AMACA AL MARE
    Un efebo siede su un altro giovane sdraiato. Il primo tiene il secondo giocosamente con una ghirlanda fiorita a mo' di redini.
    Tu sei il mio destriero maestoso E in questo libero Mondo Divino Ciascuno può bearsi, senza rimpianti, Senza paure, senza nemici.

     

       

    "Tu sei il mio dondolante destriero
    Compagno di caccia,
    Tu sei il mio cavallo e ti cavalco
    Lungo il mare e nel largo
    Pur rimanedo nel luogo più bello.
    Cavalcare, un bello sport;
    Una volta popolare tra i bambini,
    Non più su muti cavallini di legno.
    Tu sei il mio cavallo bello e vivo
    E ti posso guidare anche senza morso
    Senza che debba strappar le briglia.
    Ciao! Mio compagno a dondolo"

     

    "Eh, sì, ti porto volentieri,
    Senza fatica, vicino e lontano,
    Dondolando su reti verdi e naturali
    Svolazzante puledro.
    Mi sembra un gioco raffinato,
    Nitrir non posso, ma ridere,
    Una si vicina e saporosa mira
    In questo mondo davvero meraviglioso,
    Molte e senza fine
    Sempre nuove gioie."
     "

    In questo libero Mondo divino
    Ognuno può rallegrarsi,
    Come meglio pare a lui e agli altri,
    E senza doversene pentire,
    Siamo uniti nella fedeltà
    Senza insolenze o inimicizie."
     


    "Si, bella saggezza, veramente.
    Così, la vita meravigliosa diventa.
    Allegria, allegri sempre!
    Non ti butto giù."
     




     Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Im Fluge vor hohem Baum 25: VOLANDO SULL'ALTO ALBERO
    Un vigoroso giovane si erge mentre ne porta un altro.
    La mia mano dolcemente Appoggio alla tua spalla Volando serenamente, Volando beatemente.

     

       

    "Nelle nostre pregrinazion ariose
    Che abbreviar anche possiamo,
    L'aeroplan non ci serve
    Di precipitar non dobbiam temere ..
    Bellamente viaggiam sopra mari e campi
    In un Chiaro Mondo solatio,
    Presto passati l'erto pendio
    Delle alte montagne, lungo le roccie,
    Sotto di noi gli orridi,
    Senza che ne abbiam paura
    Nel nostro animo le forze creiamo
    Non schiave della gravità
    Non sottostanti le leggi terrestri
    Nessuna minaccia da invidiosi venti;
    Siamo noi stessi un aereoplano
    Amorevolmente , il mio braccio ti include
    Per un viaggio sicuro, caldo e veloce."
     

    "Sì, carissimo, e penso ai viaggi di allora
    Più gravosi, come ben sai,
    Ma eran - volentier lo dico --
    A te unito, la più grande felicità,
    Un sogno sulla stella del Caos.
    Penso al lago azzurro,
    Dove, nonostante gli uomini, imperterriti
    Attimi di beatitudine ci siam goduti.
    Dir tutto a parole a malapena riesco.
    Certamente, come un sogno era,
    Che rapidamente sparisce -- e ci si risveglia
    In una buia notte terrestre,
    E oggi, si, giorno resta.
    La mia mano dolcemente
    Appoggio alla tua spalla
    Volando serenamente,
    Volando beatamente.
     




     Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Zwei Liegende, beim Springbrunnen, vor der Hängematte am Meer  26: DUE FIGURE DAVANTI ALLA CASCATA
    Un'altra coppia di efebi riposa sul prato vicino all'amaca.
    Posso chiederti se mi ami? Puoi rispondermi con uno sguardo? - Che sciocca domanda! L'amore è così palese!

     

    Da video esplorazione 2000



    "Posso chiederti se mi ami?
    Rispondermi puoi con uno sguardo?"


    "Che sciocca domanda!
    Così palese è l'amore --
    Qui, dove i fiori per le farfalle si affascinano,
    Non temon cattivi insetti;
    Qui, dove la giubilante cavalletta si arrampica,
    Teneramente s'inchina sui fiori,
    Senza farsi dalle amorose farfalle intimidire.
    Qui, nessun paventa.
    Siam noi a crearci capri espiatori
    Come negli antichi templi?
    Qui, sulla guancia
    Un delizioso fiore in volo posa."


    "Si, così caramente tu conversi,
    Che alcun risposta mi devi."

     



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Die Feier im Bergtal 27: LA FESTA NELLA VALLATA
    Sei figure. Una nell'atto di suonare l'arpa e una ornata di una ghirlanda floreale, che danza mentre si specchia, si trovano al fianco di un efebo recante un bastone nella mano sinistra e un fiore di magnolia nella destra innalzata. Sulla destra, davanti a due tappeti viola, due figure, l'una assisa recante anch'essa un bastone cinge con la sinistra l'altra eretta. Un giovane visto da dietro sta sdraiato nella radura davanti agli altri personaggi.
    Sull'arpa dalle corde d'oro Mi suoni una melodia Le rose attorcigliate M'ispirano un'armonia!

     

     

    Qui nel boschetto appartato del Monte,
    Qui nel solatio pendio del bosco,
    Qui di fronte al trono di pietre preziose
    L'ora della festa unir ci deve.

    Oggi nella festa dell'arte celestiale
    Possa ognuno, divinamente entusiasta,
    Giocare, danzare, cantare a piacere,
    Dalla divin grazia dotato.
    Sovrasta e troneggia nella pace del monte
    Il luminoso castello. Nebbie d'incensi
    Dai fiori salgono in onore dell'arte.
    Scettri di giglio, li apri?

    Tu che in un equilibrio di pensieri
    Ti appoggi alla scintillante malachite
    Lo sguardo entusiasmo esprime
    Annuncia dapprima il tuo inno d'incanto.

    Meravigliosamente chiara la luce dei fiori,
    Giorni di festa annunciano i ceri
    Di un roseo rosso il Chiaro Mondo annuncia
    Dell'anima la festa.

    Paventa nessuna notte i cuori,
    Nessuna violenza a servire ci obbliga,
    Dolorosamente, forze del demonio --
    Amore sovrano.

    Riposa ogni spada nel fodero
    Potenza alcuna metterci in guerra può,
    Qui nessuna arma il Mondo del Caos crea.

    Il divin pensiero vive,
    Indisturbato, luminosi progetti,
    Armonie conservano nel Chiaro Mondo
    L'eterna gioventù.
    La felicità sia l'aspirazione degli Dei!
    Levo il sacro calice
    In lode e grazie dei santi cuori
    Annuncianti il Chiaro Mondo!
    Dio liberatore!
    Sull'arpa dalle corde d'oro
    Mi suoni una melodia!
    Rose attorcigliate l'accompagnano,
    Ispirano armonia!
    E volteggiano leggeri
    Qual rispecchiate immagini
    Sul prato di candidi fiori
    Sacre danze intrecciate.

     

     

     

    Miracoloso, con queste belle esultanze,
    Il riposo tra fiori lilla,
    Davanti al trono di pietre e mosaici
    Tappeti dai vivaci colori,
    Inseriti nella verde malachite.
    Dolci melodie ascolto, parole
    Che riempiono fiducioso il cuore.
    Guarda, come animati e leggeri i piedi
    Danzano, senza toccarli, sui fiori
    Azzurra e scura un'anima tra di loro,
    Dove, attorno a bianche rose d'acqua, deliranti
    Variopinte piccole ali mi deliziano.
    Mai foste brutti e tristi bruchi,
    Avidi e divoranti nel mondo del Caos,
    Mai bozzoli morti -- come gli umani.
    No, euforiche anime voi siete,
    Come noi - - Farfalle del Chiaro Mondo,
    Dal Caos la nomea di belle favole.
    Ma che son del Chaos le cose?
    Poco belle, d'odio grevi,
    D'amor malati, ciechi crudeli,
    Generi fugaci,
    Che in fosse e libri
    Mortal esistenze superano,
    Menzoniere storie ---
    Sì favole, ma maligne.
    Unico vero, il Chiaro Mondo.
    Qui veraci le festività
    Rallegratevi, fiduciose chiare figure,
    Nell'eternità esercizio.

     



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Am Tannenwald Ringende 28: I LOTTATORI NELLA PINETA
    Due giovani, uno rappresentato da dietro, l'altro di lato, che giocano alla lotta trattenendosi le braccia.
    Se vuoi vincere Devi lottare, Ma anche chi perde Vince sempre un poco.

    Sulla destra, Elisàr.

     

     Da video esplorazione 2000

    e 2000

     

    " E se vincer vuoi
    Lottar tu devi,
    Caldo pugnar al bel boschivo bordo.
    Avanzar vittorioso devi.
    Tuttavia: continuo a resistere.
    Non fuggo nella pineta,
    Se vincitor, che presto lo sii".














    "Gentilmente stuzzicarmi vuoi,
    Presto selvaggio, presto delicato,
    Fintanto del gioco raggiunto è lo scopo;
    E non riuscito ancor appare;
    Scherzosi i pro e contra si confrontano,
    Pertanto indecisa, la vittoria."
    "Ei, audace sei! Ma piacer mio,
    Se a te piace -- a te lo devo"


    "La tua piccola lingua, seppur audace, sporgi,
    Coglierò comunque la violetta,
    Guarda all'orecchio, di violette corona!
    Nello sport dell'amore, riuscir devi.
    Saggezza è questa, nella Luce."
    "E oh:
    Ma anche chi perde,
    Vince , un poco, sempre!"
     

     



    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Umarmung auf der Enzianwiese 29: ABBRACCIO NEL GIARDINO DELLE GENZIANE
    Un giovane ne abbraccia da dietro un altro, inginocchiato nell'erba, giocando con la sua collana azzurra.
    Inginocchiato sul tappeto fiorito Ti abbraccio sulla nuca Quasi volessi appendermi È bello come non mai.

     

    "Le mie mani alla tua nuca attorno,
    Quasi appendermi volessi,
    Sul tappeto fiorito inginocchiato,
    Mi hai sollevato nel Mondo divino!
    Ovunque posi il mio sguardo,
    Tutto è così bello, come non mai.
    Sempre la tua nobiltà ho potuto lodare;
    Rimanesti sempre bello e sempre giovine,
    Anche allora, ah, nel ricordo!
    Quando atroci ingiustizie subisti,
    Atroci stupide ingiustizie!
    Tu ancora oggi mi ami,
    Tu, carissimo e unico!
    Tuttora, libero da ogni terrena costrizione.
    Osserva i numerosi azzurri boccioli delle genziane
    E, quasi ardenti fiamme, le rosse ali!
    Tu taci
    E il capo chini, le mie braccia
    Non si stancano -- mi riscaldo
    Al tuo Collo, al tuo petto,
    A nuova vita, nuovo piacere!"


    "Qual uccellin prezioso,
    Volasti nella mia casa,
    Tu una cara persona,
    Così semplice e vero, così fedele e fine,
    Da non poter celar la propria gioia.
    Il caro raggio di sole
    Mi salutava al mattino, al mio risveglio,
    Esultante, ridendomi al cuore.
    Così divenni tuo, e tu diventasti mio.
    Eh, allora, i gioielli tu disdegnavi ,
    Che oggi così ben ti stanno.
    Gli stolti di allora,
    Le preoccupazioni, le invidie, i dolori del mondo Caotico,
    scomparvero altrettanto delle paure:
    Se temi lampi e persone,
    Ora sei qui e al sicuro resti
    Nelle braccia dell'amore, bello e contento;
    Così è oggi e sarà domani,
    In questo Chiaro Mondo - per sempre."





     Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Ruhend im Vordergrund des Waldsees 30: RIPOSANDO DAVANTI AL LAGHETTO
    Un efebo sdraiato su un tappeto bordato di blu svela il profilo del suo viso all'osservatore.
    Perché mi svegli, farfalla birichina, Da dolci sogni di amori passati, O da speranze Di prossime avventure?

     

     

    Da video esplorazione 2000

    Sdraiato sul tappeto al suol
    Accarezzato da un'aria mite
    E da farfalle che respiran dai fiori
    Piaceri del sole.
    Ehi, farfalla birichina
    Sulla mia spalla - lì, che vuoi?
    Sei finalmente il mio caro Tu,
    Toccandomi maliziosamente?

    Perché mi svegli
    Da dolci sogni di passati amori,
    O da speranze di prossime avventure?
    Belli sempre!

     



     Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Über dem Waldsee Schwebende 31: DUE FIGURE ALEGGIANTI SOPRA IL LAGHETTO
    Levitano due figure danzanti. Legate da una lunga collana, entrambe agitano dei rametti. La figura rappresentata da dietro mostra il profilo del viso rivolto al compagno che invece guarda l'osservatore.
    Io, con la collana di perle, Tu, con rosei fiori nei capelli, Danziamo un girotondo Al suono della lira.

     

     

    Sopra il campo fiorito,
    Sopra il verde lago,
    Alti, davanti lo scuro bosco
    Aleggiammo leggeri verso l'alto.
    Danze innanzi a monti porpora e azzurri
    Innanzi ghiacciai -- verso il campo del cielo.
    Nugolo di ali rosate, formicolio in movimento
    Davanti alla luna, come uno stormo di uccelli.
    Volteggiando uno intorno all'altro
    Per scommessa,
    Io, con la lunga collana di perle,
    Tu, con rosati fiori nei capelli.
    E ci rincorriam in cerchio
    Al suon della lira.
    Ascolta! Risuona chiara e distinta".


    32: DAVANTI DUE FIGURE CON LA LIRA ROSSA


    Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Vor dem grünen Waldsee: zwei auf einem Steine sitzend, mit der herzförmigen roten Lyra
    Un efebo assiso su una roccia suona una lira rossa cuoriforme, mentre un altro siede accovacciato ai suoi piedi, cingendo le gambe del primo.
    La mia lira a forma di cuore Accompagna il fruscio della cascata. Liberi dalle leggi del mondo Caotico, Liberi nel Chiaro Mondo.

     

    "Odi della cascata il fruscio?
    Accompagna la mia lira a forma di cuore--
    Cara melodia!"
     


    "Amico, accovacciato ai tuoi piedi,
    La mia testa a te vicina e famigliare,
    Penso ad una volta, -- al bell'allora,
    Come venne santificato.

    Sì, santificato nel regno di Dio,
    Qui sciolto dall'umana follia,
    Dalle leggi della caotica natura,
    Liberi nel Chiaro Mondo.

    Intona della liberazione il canto,
    Accordi risveglia, miracolosi
    Lodano ed onorano
    Dell'amor la magia e del Chiaro Mondo la gloria!"

    "Anima mia, sei libero,
    Libero in stretta comunione,
    Rischiara dello spirito la natura
    Rendendoti beato!

    Mondo, tu bello - ancor più bello
    Nascondi tempio nella Luce!
    Anima umana, come sei ricca,
    Ricca nel regno dell'amore!"

     

     

     



     Elisarion-Rundbild «Klarwelt der Seligen»: Am Wasserfall 33: DAVANTI ALLA CASCATA
    Sette figure. Due – una supina, l'altra sul ventre – sembrano galleggiare sulle acque del lago. Un'altra figura sta sopra di loro su un ponte e afferra i rami di un albero mentre volge lo sguardo all'osservatore. Un altro giovane pare sedere priva di peso sull'albero e altri tre chiudono la scena, due dei quali levitando sull'acqua. Uno di essi si piega in avanti per tenere in mano una farfalla, mentre il secondo osserva da sopra alle spalle del primo. Il terzo, in piedi davanti a una cascata, è pure intento a guardare l'osservatore.
    L'acqua spumeggiante ed esultante Suona una musica festosa, E il Sacro Spirito del Chiaro Mondo Ci accompagna all'agognato traguardo.

    La fête des vignerons vissuta nel canton Vaud nel 1905 è ricordata dal giovine bacco intento a raccogliere l'uva.

     

    Chiare e giubilanti acque si liberan
    Dalle alte rocce!
    Altrettanto allegramente giochiam
    Una celestiale gioiosa vita:
    Su e giù
    Dalla roccia al lago --
    per poi risalir --
    Un gioco senza fin ... e scambiam
    Letizia come luccicanti sfere;
    Mentre i rami dei pini
    sempre più chiari, sussurrano.

    Ci libriam
    Sull'acqua, nell'aere,
    Dai minacciosi pensieri esonerati,
    In una benedetta ed ariosa vita
    Di crescenti profumi.

    Ed il Sacro Spirito del Chiaro Mondo
    Rendendo grazia
    Ci accompagna all'agognato traguardo
    Rallegrato dall'infantil gioco.

     

    Nelle pagine conclusive della sua autobiografia, Elisarion afferma:

    "Nella mia arte ho voluto l'innocenza nella gioia per il bello che si realizza nel Mondo del Caos nella visione di un altro Mondo Divino: Il Chiaro Mondo." . E continua: "La mancanza di coraggio, se non la vigliaccheria sono un grosso ostacolo frapposto ad un'ampia azione... il monumento Elisarion non è solamente un Santuarium Artis, ma pure un sanatorium animae. Protestanti e cattolici, anche ebrei hanno manifestato gli stessi sentimenti, persino coloro che si ritengono atei. Qui devo dire quello che rappresenta quasi la tragedia della mia vita: proprio gli omosessuali - i quali avrebbero dovuto essere particolarmente sensibili alla equilibrata metasessualità dei miei personaggi - hanno reagito in modo meno positivo. Queste persone sfavorevolmente disposte mi erano spesso velatamente nemiche, così che non le ricevevo volentieri. Esse ricercano banalmente che il loro specifico tipo sessuale, senza arte alcuna, anche se letterati o critici d'arte. Abituati a vivere dietro una maschera di apparenze, non potendo mostrare i propri sentimenti, sono estranei al mio essere e alla mia natura e temono di venir scoperti e riconosciuti. Triste fenomeno della nostra cultura cristiana, che spesso rende l'uomo menzognero, dopo averlo tarpato della dignità. .... (omissis)

    Von Kupffer conclude  la sua autobiografia con le seguenti frasi:

    "Molte donne e uomini, per lo più senza aver letto i  miei libri, con il Chiaro messaggio, si sono riconosciuti felici ed arricchiti dal mio lavoro, rinsaviti nella vita amorosa e considerano il mio "Chiaro Mondo" quale fonte di forza, quale incitamento a maggior vitalità. In essa c'è la vera opera della mia vita, così come Dio ha voluto che si compisse nell'amore e nel dolore, quale via verso di Lui".

    Elisarion troverà riscontro a livello nazionale con la polemica pubblicazione (dicembre 1945) di un anonimo articolo "Das wahre Gesicht" ("Il vero volto") sulla rivista satirica basilese "Der grüne Heinrich" dove si contestano sarcasticamente il valore artistico del Sanctuarium Artis ed i sussidi erogati. (cfr. accanto al testo dal Ricci nel suo Postscriptum, la citazione dal "Castello di Gripsolm" di Bukowski, la mia traduzione del testo integrale ripreso da Ricci quale $ Dok.3 allegato delle fonti al suo studio su Elisarion e $ Dok.4 con la bozza di una mai pubblicata presa di posizione di Eduard von Mayer  locata al Centro di Minusio).

    L'articolo dissacrante presenta un immaginario e grottesco imbonitore da fiera che invita alla visita del Santuarium Artis sostenendone ben valga "la spesa dei due franchetti del biglietto d'entrata,  da ricordare vita natural durante,  sulla scia di estimatori come i consiglieri federali Motta, Minger e Celio. Poco da ridere. Si tratta di un'opera definita dalla stampa locale come  esempio di determinazione maschile. Visitate tutta la casa, questo Sanctuarium Artis.  per così dire solo per uomini , signore, solo per uomini... (omissis) Prima di continuare, un attimo di  riflessione. Valentina Monotti, nel Dovere ha scritto ... (omissis) le figure aleggiano  senza piegare fiori o erbe.. Il tempo e lo spazio non esistono più dove un pero fiorisce su di un campo innevato.... non c'è nei quadri della rotonda celeste nel Chiaro Mondo, né segno di capanna né segno di palazzo: solo una terra trasfigurata è dimora dell'uomo fratello. Sì, qui tutto,  signore e signori, è  fraterno. Tutti gli uomini che qui son seduti, sdraiati, inginocchiati, in piedi, che si abbracciano in girotondi fraterni, tutti sono fratelli. Miei venerati,  rendetevi conto che questo dipinto murale è stato creato ancor prima che ne esistesse la parete.  .... Se ne possono ancora vedere le puntine ... Ma, amici miei,  osservate  il disegno... la sublimità delle figure. Gli scanzonati laccetti delle calze, i cuoricini appesi dall'artista al collo  delle sue creature ed osservate le farfalle... ". Questa presa di posizione, preceduta nel 1931 da un'altrettanto dissacrante citazione sotto le spoglie di un racconto di Kurth Tucholsky (Il Castello di Gripsolm che in un episodio parla della visita ad un "Polysandrion" con i quadri di Polysander von Kuckers di Tiesenhausen e le farfalle sul popò degli efebi) è  ripresa integralmente nell'articolo basilese che non manca di far notare che la Rotonda è stata creata a spese dei contribuenti.

    Questi interventi mediatici spiegano solo parzialmente la per lo meno traballante situazione della istituzione nell'opinione pubblica locale.

    Il von Mayer rinuncerà a ribattere pubblicamente la velata accusa di omosessualità insita nell'articolo: fa anche notare che se al posto di giovani efebi ci fossero state giovani donzelle, nessuno avrebbe avuto da ridire... Forse, il lato volutamente elitario e l'assenza di un nutrito gruppo di locali accoliti adepti del Clarismo (nel locarnese, per motivi storici, si era stabilita una importante colonia di evangelici riformati) che avrebbero avuto la missione di aiutare la comprensione delle opere pittoriche neutralizzandone l'indubbio carattere provocatorio tuttora presente, hanno contribuito a passivamente rinforzarne un rifiuto maggioritario della società locale, sulla scorta di stereotipi dovuti a naturali meccanismi xenofobi, non da ultimo, al seguito dei dati anagrafici dei giovani modelli, il tradizionale (chiesastico) sospetto di pedofilia, quello di casa protetto indipendentemente dalle propensioni coinvolte, dal si fa ma non si dice. La dura a morire confusione tra omosessualità e pedofilia è palese.

    Un indubbio scetticismo nei confronti del Sanctuarium Artis di connotazione decisamente "tedesca" fu anche provocato dal ruolo che stava prendendo Ascona con il suo festival musicale a partire dal 1945: Non per niente Guido Calgari, impegnato dieci anni prima a far conoscere ai confederati “il vero Ticino”, nell’omonimo saggio eccedeva in un allarmismo per certi versi sconcertante: ”Rimpiangeremo forse (...) di non aver visitato Ascona, la borgata ormai imbastardita di germanismo, di promiscue nudità e di esotiche fogge, quell’Ascona che non è ormai più ticinese? Che ostenta le sue insegne e le sue mode di dubbio gusto e contamina la sua terra e il suo lago con la plutocratica prepotenza dell’ebraismo internazionale”. Se questa era una posizione estrema, il contesto in cui essa poteva prendere corpo rimaneva quello della diffidenza, per non dire della chiusura, nei confronti di apporti culturali percepiti come una doppia minaccia; quella linguistica, determinata dall’innesto tedescofono (che ad Ascona non era marginale profilandosi con caratteri di organicità), e quello del modello metropolitano che valeva come riferimento della borghesia tedesca, posto agli antipodi dei valori legati alla tradizione rurale ticinese rivitalizzati in quegli anni in funzione patriottica a plasmare un’identità delle radici che avrebbe resistito almeno per un buon decennio. (Cfr. Carlo Piccardi, Accordi in progressione, Radiografia di un festival)


    Nel dicembre 1947 con la presentazione di A. Ugo Tarabori  (1891-1969 poeta e scrittore, sarà segretario di concetto del Dipartimento Educazione)  verrà pubblicato "Elisarion, I versi d'un Esule": "Elisarion non fu soltanto il pittore  del "Chiaromondo" che ebbe alcuni anni fa il suo adatto e voluto collocamento nel "Santuario d'arte" in Minusio, ma fu pure un delicato e forte poeta  nella sua lingua materna, il tedesco. Venuto giovanissimo dal suo paese baltico in Italia, egli si  innamorò perdutamente della cultura e dell'arte mediterranea, latina, italiana; e, dopo aver soggiornato più di dieci anni a Firenze, non volle più vivere a settentrione delle alpi, e si stabilì a Locarno, dove rimase fino alla morte. I versi ch'egli scrisse in lingua italiana, dei quali si trova solo una piccola parte in questo libretto, non sono traduzioni o adattamenti dal tedesco, ma sono stati sentiti e scritti direttamente nella lingua che gli era diventata familiare e ch'egli amava più d'ogni altra. Essi rappresentano quindi una testimonianza d'affetto, un omaggio alla civiltà italiana..." Cfr. Estratto $ Elisarion: Versi D'UN ESULE (Estratto). A. Ugo Tarabori, lui stesso sensibile poeta, lo conferma questa pubblicazione, frequentava  da tempo i due amici al Sanctuarium Artis: la sua testimonianza di vero conoscitore qualificato, citata dal Mandozzi nel capitolo dedicato alle $ Testimonianze accanto ad altre  seppur entusiaste ma di minor spessore, dà atto che "In questo tempio dell'arte ci si persuade, che la vera bellezza è forse il solo mezzo per giungere all'unità spirituale".

    Metà anni '50, il disinteresse per Tempio dell'Arte diventa sempre più evidente: un articolo nel giornale locale a firma di Giovanni Bonalumi (1920 - 2002) dal titolo significativo $ "Il sogno di Elisarion" riflette abbastanza fedelmente l'atteggiamento di benevola tolleranza dei giovani uomini di cultura locali  nei confronti di un bizzarro artista da forse non prendere troppo sul serio. L'articolo si rifà ad una visita dell'autore al Sanctuarium ma lascia presumere che fosse a conoscenza se non dell'articolo del Grüner Heinrich, del testo di Bukowski. Con il riferimento finale a Stefan George, il Bonalumi dà seguito ai sussurri che aleggiavano in zona poi esplicitamenti ripresi, molti anni più tardi, dal Mondada nelle sue memorie.

    Edvard von Mayer sopravviverà al suo compagno fino al 26 dicembre 1960, in un'opera di archiviazione e selezione del lascito (spariranno di sua mano parecchi documenti fors'anche controproducenti, peraltro rintracciabili in altri archivi), senza però sopperire alla vitalità ed al carisma del suo compagno; a Rita Fenacci (1906-1973) resterà l'usufrutto e la funzione di guardiana del tempio.
    Cruciale sarà trovare il modo di garantire la sopravvivenza del Sanctuarium Artis, a fronte del calo di interesse postbellico e l'assenza fisica di Elisarion come pure del larvato clima di sospetto locale (erano veramente filonazisti?) che si opporrà ai pochi timidi tentativi di coinvolgimento della popolazione locale: si opterà per una soluzione testamentaria (1960) che rappresenta giuridicamente un pasticciaccio tale da lasciar dubitare sulla buona fede di chi ha redatto il rogito.

     

    Il cartello arrugginito finirà negli scantinati del Centro.

    Una scritta a ricordo del Chiaro Mondo resterà a Muralto, a poca distanza dal Sanctuarium, posata nei primi anni '50 da E. v. Mayer sulla casa in Via San Gottardo 32 antistante al parco della villa Liverpool, ne accolse la creazione:

     (Google Earth)

    QUI CREAVA "IL CHIARO MONDO"

    ELISARION 

    SCHUF HIER "DIE KLARWELT" 

    1919 - 1927 


    Il Sanctuarium Artis Elisarion, malgrado le profetiche preoccupazioni di Elisarion, subirà una lenta uscita dalla scena locale, complice anche una pesante nomea che continuava ad agire per il tramite delle vecchie generazioni di intellettuali locali cresciute vivendo con preoccupazione le vicende del terzo Reich degli anni '30 - '40 e la guerra lasciando in loro un clima perlomeno sospetto verso il mondo germanico alimentato dalla loro poco dimestichezza con la lingua e cultura tedesca. Pochi gli intellettuali di allora del calibro di un Luigi Caglio (direttore ad interim del Corriere del Ticino nel '58)  profondo conoscitore della cultura centraleuropea in tutte le sue sfacettature paragonabile all'eccezionale Luchino Visconti.

    Pochi gli  autoctoni, anche i vicini,  che ne avevano varcato la soglia del Sanctuarium che si presentava, con il suo peristilio elleneggiante, come luogo foriero di chissà quali turpitudini. I figli di Giuseppe Mondada (miei cugini) ricordano di aver spesso accompagnato loro padre fino al cancello con l'ordine perentorio di non oltrepassarne l'accesso... D'altronde ricordo personalmente che lo zio, a commento del mio coming out fine anni '80, mi disse (e lascio al lettore trarne le dovute conclusioni) che si ricordava di me nelle sue preghiere!

    Molti coloro che ne hanno un ricordo da ragazzi: due esili personaggi , ascetici, asciutti vecchietti dall'aria molto aristocratica, marginali e considerati per lo più come due macchiette, che incontravano nelle loro passeggiate. Ricorrente l'aneddoto (favola metropolitana?) di loro due che facevano il bagno al lago,  anche a stagione inoltrata. Quasi nessuno ha saputo riferire di "illazioni" che sarebbero circolate sui due amici: probabile che ne siano stati tenuti all'oscuro nel clima decisamente "conservatore" che vigeva in quel piccolo villaggio rurale di poche migliaia di abitanti. Si preferiva dire che erano, bontà loro, ... vegetariani.

    La situazione avrà significative conseguenze tuttora irrisolte malgrado gli sforzi di pochi volonterosi che ne hanno afferrato l'importanza nell'ambito della storia culturale europea quale edificio templare accanto al Goetheanum di Steiner a Dornach (SO) nei pressi di Basilea e al Kunsttempel di Johann Michael Bosshard tra Jesteburg e Lüllau (Niedersachsen) a Sud di Amburgo.

    Le nuove generazioni dei giovani ticinesi nati a partire dagli anni  '20 che nel loro processo di crescita intellettuale rappresenteranno una svolta avvicinandosi al mondo d'Oltralpe allemannico, guarderanno al nord con un altro atteggiamento supportato da un approfondimento grazie ai contatti con la svizzera tedesca stabiliti in gioventù durante i loro studi. Tipica la figura di un Giovanni Bonalumi che sarà professore di letteratura italiana nell'ateneo di Basilea. Il Ticino per molti giovani verrà percepito nelle sue ristrettezze culturali che li porterà a quella che diventerà l'abitudine per le generazioni successive di completare la loro formazione, sia da apprendisti che di studenti, con prolungati soggiorni nella svizzera interna che permetterà loro, in un momento particolarmente ricettivo della loro vita, di entrare in contatto con una mentalità diversa e comprenderla, se non di assimilarla al di là  dei quattro mesi di scuola recluta fisicamente molto impegnativi che lasciavano pochissimo tempo a energie  per interessarsi, oltre un rapporto di camerateria, dei commilitoni, delle loro idee. Oltre ad imparare lo svizzero tedesco e farsi conoscere Oltralpe riducendo gli stereotipi di "cinkali" (dal gioco bergamasco della mora e che ci differenziava dai "sullo", dal nome del ministro italiano popolare  per alcuni interventi poco eleganti che lo resero noto agli svizzeri  tedeschi), si confronteranno con una società decisamente più evoluta pure nei confronti dell'omosessualità. Anche il fenomeno dei matrimoni "misti" tra ticinesi e svizzere tedesche per lo più anticonformiste  rafforzeranno una mentalità decisamente innovativa ugualmente, nel campo dell'emancipazione femminile, dei "Frauenvereine" nati nell'ambito delle chiese riformate ticinesi. Le idee di Pierre Bovet (1900-1976) (educazione attiva e cooperazione attiva) faranno breccia anche in Ticino (tra altro, nel considerare non più tabù l'omosessualità da non ulteriormente demonizzare, per lo  più innata e pertanto legittima e da rispettare). Decisamente i "züchin" (gli svizzero tedeschi) si stavano facendo conoscere anche alle nostre latitudini, arrivati quali poco integrati funzionari tecnici e amministrativi nell'ambito della ferrovia del Gottardo (inaugurata nel 1882).

     I Rapporti Kinsey, pubblicati  in originale nel 1948, trovarono anche da noi interesse (edizioni italiane dal 1955) anche se controversi e generalmente ritenuti sensazionalistici

     

    Saranno gli anni sessanta a togliere il velo all'omosessualità nei confronti del grande pubblico. Negli anni precedenti, il cinema aveva dato l'occasione allo spettatore di confrontarsi con questa tematica (Tea and Sympathy del 1956 o Suddenly last summer ,1959) ma l'entrata i primi anni '60 nei circuiti svizzeri ed anche ticinesi di pellicole quali "Il terzo sesso" alias "Processo a porte chiuse" ("Das dritte Geschlecht" alias  "Anders als du und ich" di Veit Harlan, 1957) che incontrarono un discreto successo, segneranno una svolta significativa nella generale percezione dell'omosessualità, nel bene e nel male. James Dean e Marlon Brando non erano stati messi in alcun modo in relazione con la loro omosessualità, ben celata da Hollywood.

     

     

     Iniziati con lo scandalo di "La dolce vita" di Fellini, "Rocco e i suoi fratelli"  di Luchino Visconti, gli anni '60, caratterizzati dalla guerra fredda (La crisi di Cuba), sono vissuti localmente, in pieno boom economico, con sospetto verso il diverso:

    secondo gli stereotipi vigenti, chi era di sinistra era reo di essere per lo meno tollerante nei confronti dell'"oltre cortina di ferro". Dall'altro canto, era d'obbligo quasi patriottico una  incondizionata benevolenza verso la cultura "occidentale" rappresentata dagli Stati Uniti americani, corifei John Kennedy e la moglie Jaqueline. Pochi tra i ticinesi,  coloro che avevano avuto in quegli anni la possibilità di rendersi conto in situ di come stavano veramente le cose. Nel 1963, il discorso di Martin Luther King era stato recepito da molta nostra gente con scetticismo. Poco conosciuto, il pullulare di ogni genere di sette (para)religiose  con alcune,  se non altro, paragonabili all'inquietante Clarismo o quelle degli albori del Monte Verità.

    Politicamente, se la "sinistra" ticinese, allora da poco alleata al Partito Liberale Radicale (PLR) o la nascente ala degli "autonomi" (PSA), aveva scarsa simpatia  per i "signori-élite" del Clarismo, altrettanto dicasi per i "conservatori clericali". I silenzi  degli accreditati intellettuali ticinesi di ogni tendenza sulla questione Elisarion, certamente non aiutarono la causa.

    Ben altra era la situazione politica ticinese degli anni '20 e successivi con il patto Cattori-Canevascini (entrambi "Locarnesi") tra conservatori e socialisti che permise a Guglielmo Canevascini di restare nel Consiglio di Stato dal 1922 al 1963 e realizzare la Rotonda per il Chiaro Mondo.  Erano i tempi d'oro per il Sanctuarium Artis... Questa evoluzione della situazione nel Cantone ha rafforzato comunque il clima ideologico-politico di disinteresse e distacco sia del mondo politico che culturale (indispensabili a queste latitudini, ma anche altrove) nei confronti di istituzioni come quella di Elisarion, in perdita di consensi di pubblico (e di indotto economico) e rientranti piuttosto nel filone neutro ed invisibile del "libero pensiero".

    Music graphics

    La musica ed il suo posto nella cultura ticinese, un tema che merita un approfondimento proprio per capire come l'ambiente (Locarnese) ebbe un ruolo non di poco conto nel nostro piccolo paesaggio rurale nella tradizionale "sensibilità" di  molto pubblico locale: pertanto la tradizionale insensibilità musicale ha precluso l'apprezzamento di molte opere di  Elisarion basate sui ritmi, sui silenzi. Anche se, stando all'autobiografia di Elisarion, pochi sono gli indizi  di un suo diretto coinvolgimento musicale. Le poche notazioni musicali nell'ambito del Clarismo riprese dal Mandozzi

    Nelle famiglie, quelle che possedevano un pianoforte, alle ragazze veniva riservato  il privilegio di lezioni per lo più presso un qualche convento di suore. I ragazzi ne venivano spesso tenuti lontani, quasi fosse una prerogativa femminile. Per i ragazzi, se proprio era il caso, c'era la palestra delle filarmonica locale (a Minusio, dal 1906 l'Unione Armonia Minusiense. Spesso queste bande musicali avevano una matrice di carattere politica o parrocchiale ed erano una alternativa alle prime squadre di calcio) con l'apprendimento dei rudimenti di uno strumento a fiato (scuole di musica per i ragazzi) e la conoscenza di un repertorio adeguato alle necessità di accompagnamento di eventi localmente rilevanti (festa patronale e Corpus Domini)  quali i lenti  cortei funebri che non richiedevano troppa abilità ai musicanti tutti maschi. Le guerre, con la chiamata alle armi, interruppero la continuità di queste istituzioni. Il coro, se c'era, era prevalentemente femminile  come lo è rimasto tuttora, dal timbro decisamente sbilanciato (a Minusio dal 1912, con sede per le associazioni di "azione cattolica", accanto agli esploratori cattolici del 1925, l'Oratorio). Vi furono anche cori maschili, forse legati ad associazioni prevalentemente dello stesso genere (a Bellinzona, i ferrovieri).  In quasi tutti i paesi c'era una qualche famiglia "di artisti"  particolarmente musicale che si esibiva in toto a matrimoni o altri eventi festivi accompagnandosi da una fisarmonica, strumento maschile. Comunque nulla di paragonabile con quanto era di tradizione nella svizzera interna con la cultura dello jodel e dei ranz des vaches e la musica nelle famiglie.  Il repertorio laico  delle canzoni "ticinesi" basava su testi che spesso erano abbastanza scurrili nei contenuti con biondine o brune spesso disponibili. Alle nostre latitudini, la danza, quale espressione corporea della musica aveva poca rispondenza popolare come pure i gruppi "folcloristici" in costume legati alle tradizioni di artigianato locale che subirono, quale conseguenza dei cambiamenti socio-economici locali, profonde trasformazioni fors'anche per un atteggiamento indotto da una religiosità "cattolica" poco aperta alla natura vista come nemico da dominare che si richiamava alla stagione delle streghe con i suoi processi la cui memoria aveva lasciato il suo segno nella regione. I festeggiamenti del carnevale in Ticino ebbero vicende alterne. La prima Guggenmusik ticinese ci sarà al Rabadan  (Bellinzona 1959). La Guggenmusik, per poterne pienamente afferrare il significato dissacrante si presupponeva la conoscenza e l'ascolto della musica tradizionale, non la semplice percezione di cacofonie e dissonanze in un ambiente carnevalesco.

    Il carnevale e le sue origini: una storia di culture legate ai territori che ne caratterizzano gli abitanti. Un bell'esempio il carnevale di Basilea con i suoi rituali anche "musicali" ("Morgenstreich") che non trovarono riscontro a Zurigo dove si festeggiava l'arrivo della primavera e dell'orario di lavoro estivo al suono della campana delle sei ("Sechseläuten") e le "parate" delle corporazioni borghesi ("Zünfte"). La tradizione delle "parate" troverà una nuova forma nelle gay parade che si rifanno altresì alla conclusione delle feste federali

     

    Carlo Piccardi, musicologo (aveva studiato alla magistrale di Locarno ed ebbe la fortuna di avere degli insegnanti più che illuminati), se ne occuperà ampiamente e ricorderà come negli anni venti, le prime manifestazioni musicali fossero aliene alle nostre latidudini. I primi concerti a Lugano ed  Ascona furono organizzati, negli anni venti, dagli enti turistici ed i grandi alberghi quali attrazione turistica e "divertissement" (un'espansione della "musique d'ameublement" delle piccole orchestrine negli alberghi di lusso) per i nostri "ospiti" acculturati ed influenzati dall'apprezzamento che avevano dalla tradizione   musicale germanica molto legata al romanticismo centraleuropeo. La musica, gestita da noi primariamente dagli enti del turismo, in Italia, malgrado la sua storia, era da tempo diventata la cenerentola tra le arti e poco coltivata dal mondo culturale (universitario) cisalpino, checché se ne dica della innata musicalità "operistica" della penisola. InTicino, sulla scia di queste innegabili influenze, si ebbe la fortuna e l'abilità di aver saputo sfruttare l'opportunità che si presentò con Radio Monte Ceneri, un'anomalia quasi "rurale" tra le trasmittenti di allora, per lo più di aree metropolitane.  Per dovere istituzionale, aperta all'Oltralpe, seppe riunire personalità di spicco che ben conoscevano il mondo  transalpino creando un'isola dalle allargate connessioni con il mondo esterno completamente ignorata dai politici di allora.  Si evitarono  coinvolgimenti, non più di tanto, dai locali clientelismi di partito e se ne fece, con Giuseppe Canevascini, un bastione antifascista. Una buona dose di professionalità fu indispensabile e  ne caratterizzò la gestione.

    L'orchestra della radio, il coro di Edwin Löhrer ne sono, tra altro, la testimonianza. 

     Nel 1932, l’anno stesso della sua nascita, Radio Monteceneri negoziò con la Pro Lugano la partecipazione dell’Orchestra del Kursaal alle proprie trasmissioni giungendo in capo a tre anni ad ingrandirla e a farla propria. Prima di diventare Orchestra della radio (e più spesso Radiorchestra) il complesso sinfonico della RSI non disdegnava all’inizio la denominazione Orchestrina della radio, lasciando in evidenza la sua origine di complesso adibito essenzialmente alla funzione ricreativa, d’altronde rispecchiata nella programmazione che, al di là del repertorio di sinfonie, concerti, poemi sinfonici proprio delle orchestre filarmoniche, spesso proponeva ancora fantasie da opere e operette, potpourri tipici della pratica di intrattenimento, che comunque l’Orchestra della RSI avrebbe coltivato ancora sul fronte dei concerti estivi al Parco Ciani che complementarmente l’avrebbero impegnata fino agli anni '60.

    La presenza in Ticino di Hermann Scherchen rientra in questo filone: anche lui si troverà confrontato, dopo le vicende di matrice politica (era ritenuto filocomunista) nella svizzera tedesca, con l'incomprensione di molti musicisti locali cresciuti nell'avantguerra italica all'ombra di Ottorino Respighi. La fine degli anni trenta, l'arrivo alla radio del maestro Fernando Paggi con l'Orchestrina Radiosa. La situazione della radio si ripeterà con l'arrivo della TSI che erediterà molte innovazioni dalla radio, penso ad esempio al festival dell'Eurovisione con la prima edizione a Lugano (1956, con il compositore Rolf Liebermann, presidente della giuria internazionale), ma anche un sospettoso distacco verso il nuovo mezzo di comunicazione da parte dei politici ticinesi che stenteranno parecchio ad afferrarne la rilevanza.

    Per tradizione, quel poco di musica popolare, al di là delle osterie, era coltivato nelle poco intonate antifonie della "messa degli angeli" nelle feste patronali, con le donne relegate, velo in testa, negli ultimi banchi. La musica organistica quale corredo di funzioni religiose ebbe tra i suoi cultori prevalentemente  il mondo svizzero tedesco dei riformati ticinesi. Il tempio di Elisarion aveva il suo piccolo organo portatile. Nelle chiese, pochi gli strumenti non in cattivo stato, Harmonium compresi.  Negli anni sessanta, il festival organistico di Magadino rappresenta una novità ed ebbe difficoltà ad affermarsi. Come i concerti un pò fuori dalle righe quali i cicli di Hermann Scherchen alla radio che abbinavano ad una sinfonia di Beethoven una composizione contemporanea in prima esecuzione. Strumenti degni di questo nome tornarono in molte chiese grazie alla Mascioni della vicina Val Cuvia, imparentati con la famiglia di Mario Vicari e la ditta Hug.

    Analogo discorso vale per le "bande musicali", specie quelle cittadine, che evolveranno grazie all'impegno di maestri di origini italiche, a "civiche filarmoniche" con i concerti in piazza. Il loro repertorio rifletteva se non ha formato con gli adattamenti di composizioni orchestrali che andavano oltre il repertorio operistico altrimenti preclusi agli ascoltatori, la cultura musicale  del paese.

    Festspiele: Fête des vignerons

    In Ticino la ramificazione delle pratiche musicali collettive nel territorio, coinvolgenti vasti strati della popolazione, oltre a rinforzare le autonomie locali venne a costituire un’infrastruttura produttiva di occasioni artistiche organicamente funzionali all’affermazione di una professione di fede patriottica. Ciò fu la premessa del trapianto nel nostro cantone della pratica del Festspiel, genere tipicamente svizzero di spettacolo del popolo per il popolo, prefigurato da Rousseau, che assunse importanza dalla metà dell’Ottocento in poi come strumento formativo della coscienza nazionale elvetica. Nella Svizzera italiana apparve negli anni Venti del Novecento, imponendosi come specchio del paese che inscena se stesso, inalberando i valori della civile convivenza con i caratteri della propria identità, spesso formalizzati nell’orgoglio di una tradizione mitizzata e risolti nell’estetizzazione dei propri costumi rurali, ad uso patriottico ma anche ricreativo e turistico.

      

    Lavaux, il vitigno vodese

     

    (Fête des vignerons, Vevey. Elisarion ed il suo compagno, vi parteciparono nel 1905: lo testimoniano alcune fotografie di quegli anni dal Comodato presso Spazio Gay.

    Uva ticinese - Toscana (Gino Taricco)

    Personaggi in ritratti  di Elisarion e del Chiaro mondo (Scena 33:) con l'attributo di grappoli d'uva: un tentativo di "ticinesità"?  LavauxChianti o Merlot?


    Ciò avvenne dapprima a Locarno a partire dal 1924 con gli spettacoli in margine alla Festa delle camelie (poi dei fiori), seguendo il modello importato dalla romanda Fête des vignerons   celebrando il suo primo momento risonante anche oltre San Gottardo nel 1929 gazie a Vita nostra di Silvio Sganzini con la musica di Alberico Giuseppe Agnelli, proposto a Bellinzona a coronamento del Tiro federale che gli assicurò l’amplificazione nazionale. Sedimentato nella memoria di alcune generazioni per l’esemplarità della rappresentazione, esso prendeva le mosse dal paesaggio alpino facente da sfondo a una serie di scene che portavano gradatamente al piano e sulla riva dei laghi, in una successione di quadri che scandivano le stazioni della vita quotidiana, del lavoro e dei riti di passaggio (Calendimaggio, la vendemmia, le campane del Natale, ecc.) in un impianto prevalentemente corale. Ma corale era soprattutto la mobilitazione delle risorse locali nel dar vita a un allestimento che coinvolgeva la cittadinanza a tutti i livelli, sia per quanto concerneva i complessi artistici (corali, bande, danzatori e comparse) sia per i collaboratori all’infrastruttura eretta allo scopo (architetti, scenografi, personale di scena, sartoria, ecc.) in un’operazione che saldava in un unico gesto (concreto e simbolico a un tempo) i contributi dei singoli cittadini mobilitati, resi coscienti del valore civile della loro partecipazione.

    La musica popolare "ticinese", ottimo richiamo turistico per la locarnese festa delle Camelie ed il corteo della vendemmia luganese, troverà un riscontro nazionale con la brissaghese Nella Martinetti (1946-2011) che saprà espandere le sue attività di maestra d'asilo e compositrice di canti per bambini. Troverà nel mondo tedesco, grazie anche ai suoi remunerati successi, un mondo che le era sicuramente più congeniale di quello natio, dalle piccole ed inevitabili invidie locali, cui era affettivamente legato dai suoi genitori. Nel 2009 sposerà con una unione registrata la sua da 20 anni fedele seppur invisibile, compagna Marianne Scheebeli che nominerà erede universale.  Nessuno è profeta in patria... La dice lunga che anche recentemente  il fatto di cronaca,  in Ticino, non abbia fatto notizia! Sepolta con tanta musica e amici d'Oltralpe a Brissago, screzi famigliari (ricomposti) o esemplare rifiuto dell'ultima scelta di Nella, pochi mesi prima della dipartita a causa di un devastante tumore? Ostracizzata per oltre 10 anni da fratello e sorella (da ultimo ravvicinatesi), un personaggio solare come lei, ambasciatrice nazionale  della "Sonnestube", non ha fatto coming out sulle sponde del Verbano. Un caso rappresentativo di come una legislazione non abbia trovato ancora l'umano riscontro di tutti? Le sue interviste, da ammalata incurabile, ne presentano un'immagine senza tabù, di donna cosciente vittima delle sue origini, che fu disposta anche a sacrificare se stessa alla carriera. I suoi rapporti con uomini anche più giovani di lei, vissuti sotto i riflettori della stampa, non furono esclusivamente platonici come lo sarà invece quello con Marianne. L'autentica emancipazione arriverà con i dolori della malattia, la scelta di morire. Figura emblematica delle rive del Verbano?

    Per completare il "clima" che vigeva negli anni '60, non si può tralasciare un accenno paradigmatico alla grande Mina che, ostracizzata dall'opinione pubblica, troverà rifugio nel Luganese, facendone la sua nuova Patria. E vorrei aggiungere, un atteggiamento che "giustifica" disparità di trattamento: Pecunia non olet! Pure nel luganese troveranno domicilio Vico Torriani e Caterina Valenti due cantanti che la TV porterà alla notorietà.  Accanto a questi artisti popolari, il luganese accolse dagli anni '30 anche un Wilhelm Backhaus o nei '60 un Arturo Benedetti-Michelangeli ch per un motivo o un altro ne hanno fatto una scelta obbligata quale terra rifugio.

    Tra gli altri personaggi importanti che troveranno rifugio nel locarnese vi sono Friedrich Dürrenmatt (che ben conosceva la Gieshe sua immensa interprete in "La visita della Vecchia Signora"- 1960 e "I Fisici"-196), Max Frisch e Patricia Highsmith, quest'ultima notoriamente omosessuale. Personaggi che non ebbero alcun riscontro nelle vicende dell'Elisarion. Di passaggio, stando a documenti ritrovati da Szeemann, anche Magnus Hirschfeld con il suo amico sulla via verso la costa azzurra.

    I "beat" coniati fine anni quaranta da Jack Kerouac con gli ideali di liberazione, di approfondimento della propria coscienza e di realizzazione alternativa della propria personalità sono estremamente vicini al Clarismo e diverranno l'etichetta di un'intera generazione di antimaterialisti:

    « Fu da cattolico [...] che un pomeriggio andai nella chiesa della mia infanzia (una delle tante, Santa Giovanna d'Arco a Lowell, Mass., e ad  un tratto. con le lacrime agli occhi, quando udii il sacro silenzio della chiesa (ero solo lì dentro, erano le cinque del pomeriggio: fuori i cani abbaiavano, i bambini strillavano, cadevano le foglie, le candele brillavano debolmente solo per me), ebbi la visione di che cosa aveva voluto dire veramente la parola "Beat", la visione che la parola significava beato.

    Il Chiaro Mondo dei Beati, Beat ante litteram! Autori della beat generation come Henry Miller vengono generalmente  percepiti dalla maggioranza di ben pensanti di allora come espressioni scandalose, inaccettabili e censurabili (Beatnik). Hanno pure rafforzato la sensazione esistesse anche un'arte che possa essere interpretata come oltraggio e che potesse pertanto essere sottilmente avversata. Cfr. l'introduzione di Guido Piovene a $ "Arte e oltraggio", un dibattito epistolare fra  Miller, Durrell e Perlès (1960):

    Alfred Perlès, rivolgendosi  a Henry Miller conclude:

    "Ti sei disteso in un paradiso di meraviglie, ma che non è il tuo.  Il tuo paradiso è qui, nella vecchia Europa, con le sue tubature marce e le cattedrali putrefatte, coi suoi pregiudizi medievali,  e coi suoi metodi di produzione superatissimi, le sue guerre e le sue barriere doganali: In Europa, dove pure è venuto alla luce il mondo di cui ti importa. E così vale ancora il vecchio ritornello: je t'attends à la source.

    La Beat generation avrà i suoi cultori (locarnesi) anche in Ticino: Franco Beltrametti (1937 - 1995) frequentò il liceo di Lugano, studierà architettura a Zurigo. Sarà molto vicino al critico d'arte luganese Walter Schönenberger (1926 - ? 1982-88 direttore dei musei della città e del Dipartimento Cultura) che studierà la teosofia nell'ambito del Monte Verità ($ "Monte verità e le idee teosofiche") Le travagliate vicende di Walter (Gualtiero) Schönenberger nel luganese testimoniano che anche il Sottoceneri non è stato immune da fenomeni di rigetto per il diverso (cfr. anche Cronache di un'integrazione mancata) .  I beat saranno una componente dello spirito dei movimenti del 68. Grazie all'impegno di Fernanda Pivano questo capitolo della cultura troverà adeguato riconoscimento al di là degli stereotipi negativi che ancor oggi imperversano. Nessuno, per quanto ne sappia, ha messo in relazione il Chiaro Mondo dei Beati con i Beat! D'altronde,  Eduard e Elisàr hanno avuto poca dimestichezza con gli autori d'oltre oceano (Walt Whitman in particolare, al centro del canone americano), lo testimonia l'indice della loro antologia. Un vero peccato! L'americano Charles Ives (1874 - 1954 quasi coetaneo di  Elisàr e Eduard) sarebbe stato sicuramente  apprezzato nell'ambito del Chiaro Mondo dei Beati, sia per le idee che per le sonorità delle sue composizioni.  Ma l'America negli anni '60 era lontana dall'Europa, lo testimonia il Festival dei Due Mondi di Spoleto iniziato da Gian Carlo Menotti (1958) assieme al suo compagno Samuel Barber.

    Altro elemento che creò parecchie perplessità e confusioni fu  il successo della compagnia dialettale "I Legnanesi" nata quasi per scherzo nel 1949 a Legnano,  per ovviare al divieto di rappresentazioni teatrali promiscue negli oratori con ruoli femminili attribuiti a uomini travestiti benché assolutamente  nulla avessero  a che vedere con le tradizioni omosessuali berlinesi e  men che meno con gli arafroditi che popolavano il Tempio dell'Arte.

    Fuori dubbio, che il piccolo comune di Minusio non era in grado di gestire adeguatamente l'opportunità che gli veniva offerta dalla donazione. Dovendo prendere decisioni, in mancanza di meglio, si decideva di non decidere. Una vera e propria commissione comunale culturale verrà alla luce che nel 1980 quando ormai si trattava di gestire le conseguenze originate dalle autorità delle precedenti legislazioni quadriannali (sindaci, municipali e consigli comunali) . Pochi nella regione, coloro in grado di aiutare a valutare adeguatamente la fattispecie. Negli anni '60 Harld Szeemann (1933 - 2005 definito postumamente come "Il pensatore selvaggio") era all'inizio della sua carriera. Molto rumore fece nel 1963  la sua mostra  a Berna "Bildnerei des Geisteskranken" "Abilità artistica dei folli": si stabilirà a Tegna  che nel 1972 assieme alla compagna l'artista Ingeborg Lüscher che aveva ripreso lo studio locarnese di Hans Arp (1887 - 1966). Sia detto di passaggio che  dal 1939 al  1964 ad Ascona soggiornò, messo nel 1933 al bando quale artista degenerato,  Vladimir Vogel (1896-1984) dedicò ad Arp la composizione "Arpiade" (1955) ed organizzò nel 1948 ad Orselina il congresso "International Twelve-Tone Music pre-conference".

    A creare ulteriore confusione e perplessità nel benpensante locale che aveva già difficoltà con il Mainstream e la sua rapida e  contrastata evoluzione in un ambiente provinciale in fase di ricupero, le esternazioni della subcultura e controcultura avanguardie del sessantotto che potevano (vagamente) essere messe in relazione con Elisarion ed il Clarismo: le arti generalmente così dette "psichedeliche" quali sforzi di rappresentare in modo artistico il mondo interiore della psiche.

    Esemplare, tra le incredibili decisioni che il Cantone prese in quegli anni con l'avvallo del Gran Consiglio, la sciagurata distruzione del Castello di Trevano di sua proprietà, ereditata da un personaggio dedito alla belle arti e la musica in particolare, senza spendere un centesimo quale compensazione per tasse non pagate dai proprietari, una delle rare e  principesche ville nei pressi di Lugano, un capolavoro (1962, è stato fatto letteralmente fatto saltare in aria nell'indifferenza generale, unica voce avversa quella di Mario Agliati). Se si distrusse quel gioiello decisamente visibile ed apprezzabile anche agli sprovveduti, non ci si deve meravigliare...

    La situazione degli anni sessanta è  certamente  da mettere in relazione alla stasi ed i tentennamenti nelle vicende del Sanctuarium Artis Elisarion. Poche le testimonianze.

    L'omosessualità in Ticino era un fenomeno ben celato all'opinione pubblica anche da gran parte dei diretti interessati che non ritenevano la "visibilità", al motto di (Ri)Conoscersi, una strategia per l'emancipazione. Vi sarà pertanto una selezione negativa delle informazioni che filtrano all'opinione pubblica dando un' $ immagine estremamente negativa dell'omosessualità. Elisarion, d'altra parte, se ne distanziò in più occasioni. Inutile dire che la confusione tra omosessualità, pedofilia e meretricio regnava sovrana. Comunque. non si può pertanto assumere univocamente che esistesse una matrice dichiaratamente omofoba nelle perplessità che l'Elisarion stava suscitando nel locarnese.

    Se il film di Rosa von Praunheim verrà ignorato a Sud delle Alpi (era in lingua tedesca), Zabriskie Point di Michelangelo Antognoni (sarà letteralmente una icona per il movimento omosessuale zurighese, senza la benché minima traccia  "rosa") troverà un pubblico di nicchia interessato. Un'immagine cinematografica dell'omosessualità  fatta di "marchette", sempre sulla fine degli anni sessanta, verrà diffusa da spettacoli come "Midnight Cowboy" (1969, John Schlesinger, "Un uomo da marciapiedi") seguito da "Sunday Bloody Sunday" (1971, "Domenica, maledetta domenica") cui verranno contrapposte le autocompassionevoli figure di "The boys in the band" (1970, William Friedkin, "Festa per il compleanno dell'amico Harold"). Non mancheranno film di successo quali "Splendori e miserie di Madame Royale" (1970, con Ugo Tognazzi) che richiedevano una lettura che andava ben oltre le apparenze di macchietta. Più tardi, Ernesto(1978, di Sampretri con Michele Placido), dal romanzo (postumo, 1975), di Umberto  Saba riproporrà il tema in un'altra ottica superando il musical pop-trash di "The Rocky Horror Picture Show" (1975, Jim Sharman). Fellini, secondo la tradizione italica, nei suoi film  non parla di omosessualità in quanto tema: semplicemente, ci sono! Luchino Visconti e Pier Paolo Pasolini, troppo noti per doverli citare espressamente.

     Libera Stampa 6.5.1976 in prima pagina....del quotidiano socialista

    Ci vorrà l'arrivo sulla scena ticinese di un Max Krieg (alias Carlos, denominata dalla stampa come  "finocchio d'oro") funzionario agli sportelli delle Ferrovie Federali Svizzere a Lugano (attivo anche nei movimenti sindacali), che dopo essere stato l'iniziatore del gruppo ticinese dell'Associazione svizzera degli omofili (SOH 1971-1994),  lo renderà visibile all'opinione pubblica organizzandone  le prime "uscite" pubbliche di rilievo. Già nel 1972 si era fatto  discretamente notare con un'inchiesta sull'omosessualità rivolta ai candidati ticinesi per le elezioni federali al Nazionale. Il Ticino quale  punto d'incontro tra Svizzera  e  Italia verrà recepito da Max con la sua collaborazione alla rivista Hey di Zurigo (organo del SOH) che pubblicherà articoli in lingua italiana ed altri in lingua tedesca. L'impostazione del lavoro di Max Krieg, seppur formalmente legato al SOH era tendenzialmente quella alternativa della HAZ.

    Nel 1974 la rivista Hey affronterà nuovamente (dopo il citato Club68) il tema della "pedofilia" in modi per noi abbastanza sorprendenti ed ancor oggi improponibili (salvo, forse, in Olanda dov`è nato un vero e proprio movimento politico - 2006). Secondo Ostertag, nessuna rivista omosessuale oserebbe oggi parlare nei termini "minimizzanti" riportati sulla scorta di studi olandesi senza destare vivaci e polemiche reazioni nei media e si chiede se ciò sia stato dovuto alla dimensione del tabù o all'idea che tali comportamenti fossero esclusivamente di competenza dei tribunali:

    "Die Häufigkeit psycho- und funktionell-neurotischer Beschwerden und das soziale Verhalten der Probanden mit pädophilen Kindheitserlebnissen weichen nicht vom Durchschnitt der niederländischen Bevölkerung ab. Hingegen zeigt der Test, dass die 'Opfer' sich nicht so oft bedroht fühlen und weniger verkrampft sind als der 'durchschnittliche Niederländer'."

    La frequenza dei disagi psichici e neurofunzionali ed il comportamento sociale negli individui esaminati con  esperienze pedofile infantili non si differenziano dalla media riscontrata nella popolazione olandese. Per contro, il test dimostra che spesso le presunte "vittime" si sentono meno minacciate e sono meno tese dell' "Olandese medio".

    Facendo esplicitamente  riferimento a Sigmund Freud, Mario Mieli affrontò anche il tema della sessualità infantile e per questo andando incontro a forti critiche. I bambini, secondo il pensiero di Mieli, possono "liberarsi" dai pregiudizi e trovare la realizzazione della loro "perversità poliforme" grazie ad adulti consapevoli di quanto sopra asserito.

    "Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l'Edipo,  o il futuro Edipo, bensì l'essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. ( $ il paragrafo 8. "Edipo e altro" del 1. capitolo "Il desiderio omosessuale è universale"  e la pagina conclusiva  52 da cui è tratta la citazione.

    Sempre nel 1975, "Hey" pubblica un servizio sullo scultore di origine bernese Karl Geiser (1898-1957). Dal 1925 Geiser ebbe rapporti di "amicizia" con giovani modelli che gli costarono nel 1929 un arresto per una relazione avuta con un diciottenne. È ritenuto uno dei massimi scultori svizzeri del XX. Secolo. Notevoli anche le sue fotografie. Seppur non così polarizzato come Elisarion nella scelta dei suoi soggetti, molti giovani di Geiser ne richiamano i tratti. Altri artisti nasconderanno le loro "sensibilità" dietro il velo dell'astrattismo.

    Nel  1975, alla Biblioteca Cantonale di Lugano avrà luogo una conferenza di Paul Baudry (fondatore di "Arcadie" con Sartre quale direttore) seguita un anno dopo da Mario Mieli (che ha anticipato i contenuti del suo fondamentale "Elementi di critica omosessuale (1977)". Inutile dire che la stampa conservatrice non la prese particolarmente bene... ma nemmeno la "sinistra". Non senza riflessi nella sua attività professionale: i suoi datori di lavoro (le FFS) lo minacciarono, qualora si fosse nuovamente esposto pubblicamente, di trasferirlo con compiti in cui venisse precluso qualsiasi contatto con la clientela. Non se ne fece nulla. Molti anni più tardi, comunque, nelle FFS ticinesi, gli venne rifiutato di occuparsi di giovani apprendisti. Nel 1985 , in un'intervista ad un foglio del locarnese, creerà scompiglio nei suoi colleghi di lavoro dichiarando che non avrebbe nulla  in contrario di adottare un bambino. Questa volta, i datori di lavoro non reagirono... Nel 1983, alla chiusura del "Club In" di Breganzona intestato da Sacha (Sandro Wassillieff di Cadro) per iniziativa del nostro dai primi anni '70  agli "Amici del Jazz", Max Krieg fonderà il PRO (Promozioni Omosociali) che resterà associata al SOH. Le vicende che coinvolsero a livello nazionale i Gay con l'AIDS e le campagne di prevenzione federali (scalpore fecero il coming out del giornalista televisivo RDS André Ratti nel 1985, e l'intervento nel 1987 di Charles Clerck con la presentazione di un preservativo nell'edizione principale di un TG) avranno riflessi anche in Ticino (consulenze telefoniche di "LineaGay" e successiva fondazione di "Aiuto Aids Ticino").  Nel 1989 Max Krieg lascerà il Ticino e PRO modificherà il suo nome in AGT (Associazione Gay Ticino) condotta da un piccolo gruppo di ticinesi e di svizzero tedeschi abitanti in altri Cantoni. Nel 1994 AGT assumerà il nome di Comunità Gay Svizzera di Lingua Italiana (CGST) cui appartenevano anche le valli del Grigioni italiano e farà parte con suoi delegati a PINK CROSS. Tra gli impegni, la sensibilizzazione e la raccolta di firme per l'iniziativa dei diritti per le coppie del medesimo sesso. Nel 1995, aprirà a Massagno, all'insegna della visibilità e la prevenzione AIDS, Spazio Gay che esisterà fino al 2002. Sede di tutte le organizzazioni resterà confinato  al luganese. Non mancheranno i conflitti con chi non approvava la strategia della visibilità.  Nel giugno 1997 verrà organizzato a Lugano, con la collaborazione della città, il primo incontro Italo-Svizzero. Alla chiusura di Spazio Gay, subentreranno iniziative prevalentemente private di Club lasciando alle strutture cantonali di Aiuto Aids Ticino, la gestione della prevenzione. Il 27 marzo 2004 l'organizzazione nazionale PINK CROSS tenne volutamente a Lugano la sua assemblea generale con il precipuo scopo di stimolare Lesbiche e Gay ticinesi  dando loro la dovuta considerazione. Questa assemblea generale fu l'unica nella storia di PINK CROSS ad essere tenuta senza  un saluto ufficiale delle autorità locali e/o Cantonali. Gli eletti dal popolo semplicemente si rifiutarono di partecipare all'evento. Dopo questa dimostrazione di nullo apprezzamento e di pervicace legame ai  vecchi schemi tradizionali, non deve meravigliare se il Canton Ticino, con le valli del Grigioni Italiano, bocciarono quale minoranza e seppur di poco (5 giugno 2005) il referendum federale sulla legge del partneriarato. Attualmente esistono l'Associazione Imbarco Immediato (di carattere prevalentemente ludico nella tradizione dei Freundschaftsbünde d'antan) e Zonaprotetta (una costola di Aiuto Aids Ticino).

     


    Alla morte di von Mayer avvenuta nel 1960, la soluzione testamentaria supponeva che il Cantone potesse con il suo possesso garantire la salvaguardia della funzione e la conservazione integrale del tempio con tutti i suoi contenuti, Rotonda compresa; al Comune sarebbe stato comunque lasciato il terreno con la clausola di garantire libero accesso al pubblico per il giardino. Il rifiuto del Cantone, che non voleva accollarsi gli impegni testamentari preferendo incassare le tasse di successione ricuperate dalla vendita di una proprietà dell'Associazione a Solduno, sarà inopinato e  porterà nel 1970 ad una revisione della transazione con Rita Fenacci vicedirettrice dell'Associazione Santuario d'Arte Elisarion nella quale il Comune assumerà, almeno formalmente, gli impegni testamentari inizialmente previsti per il Cantone. Rita Fenacci fedele guardiana del tempio, verrà trasferita in una casa per anziani, liberando il campo. Porterà con se, quale unico ricordo, un suo ritratto di piccole dimensioni donatole da Elisarion. Da ricordare che il Cantone Ticino era diventato proprietario del Monte Verità del barone van der Heydt nel 1964 quando già c'erano le trattative per il Sactuarium di Minusio, poi naufragate. Possibile che per il Cantone, che aveva già partecipato all'acquisto delle Isole di Brissago nel 1949, un ulteriore impegno finanziario nella zona fosse politicamente difficoltoso.

    Già nel 1971 si trasferiranno all'ente Deutsch/Blatisches Kulturwerk di Lüneburg  gran parte degli archivi onde permetterne uno studio nell'ambito di una storia del Baltico (secondo il Mondada, per evitarne la dispersione a titolo di prestito e non ceduta come da qualcuno è stato pubblicato): ritorneranno a Minusio dopo oltre 20 anni dietro improvvisa richiesta del Comune, distribuiti in diversi depositi comunali dove saranno seriamente danneggiati se non distrutti, senza che ne venga fatto un sistematico inventario . Una gran parte dell'enorme biblioteca claristica troverà, inspiegabilmente, la via dell'antiquariato.
    Alla morte di Rita Fenacci nel
    1973 seguirono, in barba agli impegni presi accettando il lascito, anni di incuria e dilapidazione che culminarono nei lavori di ristrutturazione per opera del Comune, il cui carattere iconoclasta trovò giustificazioni in anche benvenuti autorevoli pareri di comodo e pro domo, e decretarono la definitiva fine del sogno di Elisarion. I paramenti cerimoniali ebbero la loro triste fine quali stracci da cantiere.

    Il locarnese ed il suo festival del Film diverranno popolari. Del 1975 l'inizio delle proiezioni in Piazza Grande ed il coinvolgimento e l'interesse diretto della popolazione locale alla settima arte. Farà pertanto una certa sensazione $ l'assassinio di Pier Paolo Pasolini (2.11.1975, condannato verrà un giovane prostituto diciassettenne: oggi sussistono dubbi e perplessità sulla fattispecie ed il mandante...), la cui omosessualità era ormai generalmente conosciuta (Salò verrà presentato postumamente nel 1976 accanto a Sebastiane di Jarman).

    Nel 1977, Cecile Beurdeley pubblica "Beau petit ami", dov'è presente  una ricca iconografia di Elisarion per opera del fotografo  Alberto Celesia. Da notare che nel testo di questa pubblicazione, l'opera letteraria di  Elisarion scrittore ed il Clarismo non trovano riscontro in una disanima altrimenti molto precisa. Il nominativo di Elisarion è presente esclusivamente nelle didascalie alle illustrazioni.  Nella bibliografia del Mandozzi (1996) il Beurdeley viene citato, con lacune inprecisioni, per le edizioni in tedesco, francese, inglese (Office du Livre Fribourg) e le riedizioni in tedesco della Du Mont Buch Verlag (1977, 1979) e della Benedikt Taschen Verlag (1994). Il volume di Beurdeley rappresenta sicuramente una pietra miliare nell'opera di divulgazione  dell'amore omosessuale maschile. Nella presentazione si stigmatizza il fatto che,  sebbene  molti tabù siano caduti, il soggetto  resta delicato, urtandosi  ancora troppo sovente all'obbrobrio della morale occidentale.

    Alberto Celesia (1939 - apprendistato presso Vincenzo Vicari), fotografo indipendente con un proprio studio nel locarnese (si occupò pure della documentazione di Jean Arp), aveva ricevuto il compito, coaudivata dalla moglie pure fotografa,  di fare una documentazione di Elisarion per incarico, forse, del Comune di  Minusio (che non appare comunque tra i proprietari delle opere ritratte in Beurdeley a pp. 151, 153,  159, 179, 279 della versione in francese).Per la composizione delle figure dal Chiaro Mondo (p. 124 della versione francese) manca qualsiasi riferimento.  Il Celesia, alla fine della sua attività passerà a Foto Garbani di Muralto i suoi archivi. Il Celesia ricorda, avendo abitato in una villa contigua al Sanctuarium, che vagamente  la figura della signora Rita Fenacci. A proposito dell'impatto iconografico del Sanctuarium, il Celesia afferma di non avere particolari ricordi sui soggetti dei dipinti.

     

    Nel 1977, Harald Szeemann, affermato critico d'Arte di stanza in valle Maggia,  si interessa al Monte Verità, che studierà con acribìa per 4 anni, realizzandone la mostra, dal titolo "spudorato" di "Le mammelle della verità".  La pubblicazione $ "Dalla visione al chiodo. Dal chiodo alla visione"  presenta, oltre i cataloghi Harald Szeemann al Monte Verità, un ampio $ articolo di Andreas Schwab sul lavoro di indagine, i contenuti, alcuni aneddoti e il successo della famosa mostra del 1978 danno un'idea della personalità di Szeemann che diede molto filo da torcere ai suoi contemporanei all'insegna del Virtù viva sprezziam, lodiamo estinta, cosa che, purtroppo, non si avvererà per Elisarion che aveva comunque previsto tempi lunghi per un suo riconoscimento.

       

    Il medesimo anno Mario Mieli (1952 - 1983) pubblica $ Elementi di critica omosessuale (Einaudi, 1977)  di cui riproduciamo (quale punto di riferimento ad illustrazione del Clima culturale di allora) l'indice, la premessa e la parte conclusiva come pure una scheda. L'autore del saggio, analogamente a Von Kupffer, aveva dato seguito al suo estro di scrittore con il teatro ($ "La traviata norma ovvero: vaffanculo... ebbene sì!") e  "Il risveglio dei Faraoni" una autobiografia (pubblicata postuma, di cui presentiamo $ l'inizio), comunque da contrapporre a "Aus einem wahrhaften Leben". Il tema della pedofilia, un tema che occupa in modalità differenti entrambi gli autori, sarà sfruttato in vario modo dai loro detrattori. L'interesse per la tematica della transessualità, altro tema che avvicina queste due emblematiche ed antitetiche figure il cui confronto ne mette in risalto entrambi quali punti di riferimento specchio dei tempi.


    Il Chiaro Mondo dei Beati, avventurosamente salvato da Harald Szeemann nel 1978, lo ricupererà casualmente da un autocarro in viaggio verso una discarica di materiali edili, troverà dopo un primo restauro a cura di Ingeborg Lüscher compagna di Harald Szeemann per ovviare ai danni subiti nel cantiere di  Minusio, dapprima riconoscimenti a Basilea (esposto nel 1979, accanto a Otto Meyer-Amden e Wilhelm von Gloeden, $ testo introduttivo, fondamentale per la comprensione del Clarismo, di Ekkehard Hieronimus Deposito provvisorio del polittico alla Kunsthalle Basilea) per poi riapparire cinque anni più tardi a Berlino, Monaco e Norimberga.

     

    Al "Sonnenbad" del  Monte Verità, un capanno di legno fatto costruire ad hoc da Harald Szeemann accoglie,"alla meglio", il polittico.

    Nel 1987 rientro del dipinto in Ticino, nella sede di ripiego organizzata da Harald Szeemann al Monte Verità. Szeemann giustifica la nuova locazione con le modifiche alla Rotonda (apertura di finestre) che avevano definitivamente compromesso il ritorno del polittico nel luogo d'origine. Pur sapendo lui stesso che il Clarismo  poco aveva a che fare direttamente con i movimenti e la storia del Monte Verità, riteneva il valore culturale del polittico una sufficiente motivazione per la sua esposizione  quale complemento a quanto esposto nelle altre strutture del Monte Verità.

    Ultima trasferta-esposizione, sempre a cura di Harald Szeemann, nel 1997 a Lione. Nel frattempo, a causa degli strapazzi cui fu sottoposto il polittico, particolarmente fragile per la sua natura di affresco su tela , sia che per la soluzione dell'alloggio di fortuna al Monte Verità, ne hanno decretato un indicibile degrado.

    Il Centro Culturale Elisarion (ossimoro azzeccatissimo) verrà inaugurato nel 1981. Nei primi anni, una saletta al pian terreno raccoglieva per il pubblico alcune esemplari opere di Elisarion, poi lo spazio fu sacrificato in favore di altri artisti, seppur temporaneamente esposti.

    Le vicende dell'Elisarium hanno trovato spazio nella stampa locale: da rivedere i documenti più interessanti da $ l'Eco_di_Locarno_1939-1987. In relazione alla Rotonda, l'inaugurazione, nel marzo1985,  di un grande arazzo donato a colmare il vuoto della migrazione del Chiaro Mondo...

    Nel 1990, il prof. Giuseppe Mondada (1907 - 1997 insegnante originario di Minusio che diventerà ispettore delle scuole del Mendrisiotto) attivo quale storico della regione, nelle sua $ Raccolta di Memorie dedicherà alcune interessanti pagine a Elisarion raccontandone le vicende nelle quali sarà coinvolto in prima persona da esecutore testamentario (11.1.47 e codicilli 11.3.59) accanto al prof. A. Ugo Tarabori ed il dott. Walter Rüsch. Il tono ed i contenuti danno un'idea della mentalità e dei giudizi vigenti: "Idee eclettiche, le loro, ritenute da taluno illuministiche, romanticheggianti, universalistiche, estetizzanti e maschiliste". Definizioni viste, da "buon cattolico", in chiave decisamente negativa. Del polittico: " La  grande tela del "Chiaro mondo dei beati" è stata salvata al momento delle modifiche apportate all'edificio (1976-1981) quando ormai stava per essere eliminata, fatta poi anche restaurare  da H. Szeemann. È ora dal 1987, decorosamente esposta con il modello del tempio, nella casa Annatta del Monte Verità (Ascona), rimanendo però sempre di proprietà del Comune di Minusio". Nessun riferimento alle abitudini dei due amici che non mancherà di invece commentare parlando di Stefan George (1868-1933): "Al Mulino dell'Orso ospitava di regola alcuni giovanetti bisognosi - così almeno lui diceva - di essere aiutati a preparare le loro tesi di laurea".  .... "Queste presenze e varie altre ... contribuirono a dare a Minusio in vari momenti l'aspetto di appendice del borgo cosmopolitico di Ascona..... Ma - è triste dirlo - scarsi approcci sono stai fatti verso di loro dai nostri ambienti culturali".

    Tra le dimenticanze di rilievo, quella dell'ultimo "allievo" di Stefan George (nel suo ultimo rifugio minusiense dopo essersi messo in cattiva luce rifiutando le onorificenze del terzo Reich), i fratelli Berthold e  Claus Schenk von Stauffenberg (1907-1944) tra i pochi presenti alle esequie del poeta, amico che entrerà nella storia per il fallito attentato a Hitler (Operazione Valkiria, luglio 1944). Quanto sarà dibattuta la figura di Stefan George, suo malgrado poeta nazionale per i nazisti, quale poeta omosessuale è la

    Noto che l'osservazione del Mondada riferita al mondo cosmopolitico di Ascona non nasconde una malcelata invidia per gli ospiti del Borgo che riusciranno a colonizzare il comune ticinese al punto di far diventare la lingua tedesca la seconda lingua negli atti ufficiali del Comune (web).  Tra gli ospiti "scomodi" del comune di Minusio, ne parla in 7 pagine nel capitolo Minusio residenziale, facendone un ritratto non dei più simpatici, quella di Michele Bakunin  "anarchico russo" che abitò nella "Baronata", (altro luogo storico che subirà il degrado del suo oblio).

    Per quanto si sappia, gli interessi artistici di storico del Mondada erano piuttosto rivolti all'antiquariato. Quale ispettore scolastico avrà modo di visitare molte sagrestie. Era il momento del cambiamento strutturale di molte chiese con la riorientazione degli altari per adeguarli alle nuove disposizioni e parecchio materiale non più funzionale divenne obsoleto... La musica, a detta dei suoi famigliari, non faceva parte del suo mondo, prova ne è l'aver dimenticato nelle sue cronache la fondazione della "Unione Armonia Minusiense". I contatti con il prof. Rüesch, organista nella parrocchiale di Minusio erano pertanto più che altro ridotti ad un saluto di convenienza  sul sagrato, dopo la funzione domenicale. Si troveranno comunque a collaborare quali esecutori del lascito Elisarion probabilmente nominati dal Comune. Il Mondada non conosceva bene il tedesco e men che meno la sua cultura "romanticheggiante".

    Minusio aveva tra le personalità culturali di rilievo il prof. Piero Bianconi (1899-1994), scrittore e storico dell'arte che ben conosceva il mondo tedesco (aveva tradotto Goethe). Non è dato sapere cosa ne pensasse di Elisarion: la sua assenza nelle querelles locali lascia comunque presumere, da cattolico, un suo possibile senso di disagio nei confronti del Sanctuarium Artis. Altra personalità di spicco locarnese che tacque, quella di Virgilio Gilardoni (1916-1989), uomo di sinistra, più legato alla cultura francofona, fondatore della rivista Archivio storico ticinese (1960) e dell'OSMA (Opera svizzera dei monumenti d'arte, 1962).

    Nel maggio 1992 (con entrata in vigore il 1. ottobre 1992), la revisione del codice penale federale che equipara le età di protezione a 16 anni ed elimina la proibizione della prostituzione omosessuale come pure l'omosessualità nell'ambito del militare verrà accettata in votazione a larga maggioranza. Nella campagna d'informazione che ha preceduto la votazione, se nella svizzera interna queste modifiche verranno esplicitamente discusse, in Ticino non se ne parlò affatto mettendo piuttosto l'accento sulla novità del servizio civile.

     

    Nel 1996 Graziano Mandozzi (direttore d'orchestra, noto per le  vicende riguardanti il lascito del compositore Ruggero Leoncavallo brissaghese d'elezione e cittadino onorario del villaggio sulle sponde del Verbano, e la sua vendita al Cantone) pubblicherà quale membro della Commissione culturale  del Comune di Minusio (1992-1998)  per conto del Comune di Minusio la monografia "postuma" dal titolo "Elisarion Un Santuario per il Clarismo", riconoscendo a Harald Szeemann i dovuti meriti, cui viene dedicato dall'autore il volume, edito in 1000 copie numerate, riccamente illustrato grazie al contributo finanziario della Casinò Kursaal SA in Locarno.( Cfr. $  Indice e Prefazioni).  Il volume verrà messo in vendita esclusivamente a Minusio, non al Monte Verità, nuova sede del Chiaro Mondo peraltro diligentemente descritto nella monografia. Per  Mandozzi, forse con un pizzico di ironia, le sale del Santuario-Museo "diventano un luogo meno mistico e più pratico... hanno lasciato il posto alla vivacità di un centro di ritrovi intellettuali e sociali.  ...A volte sembra tuttavia che durante suggestive conferenze o esecuzioni musicali particolarmente intense, un alito di benevolo consenso scenda da qualche parte sul pubblico, quasi a perdonare l'atto di sconsacrazione che abbiamo commesso fra queste mura e che continuamente  cerchiamo di farci scusare ripetendo: a fin di bene" (Cfr. il capitolo $ "Un Centro Culturale vivacemente attivo" di Mandozzi, op. citata).

    Il Mandozzi, era un personaggio abbastanza eclettico. I suoi compagni di scuola lo ricordano come un ragazzo abbastanza solitario e si sussurrava che... Personaggio molto impulsivo, si lasciava entusiasmare per nuovi progetti anche controcorrente. A lui si deve verosimilmente  l'iniziativa e gli sforzi trainanti per la realizzazione della monografia di Elisaron. L'uscita di scena dalla Commissione culturale del Comune di Minusio nel 1998  presenta lati non ancora del tutto chiariti. Personalmente non abbiamo avuto l'opportunità di conoscerlo nemmeno al momento degli intensi sopraluoghi al Centro Culturale durante la preparazione del comodato per Spazio Gay.

    In quell'occasione, il lavoro di gran pregio del Mandozzi non mancò di mettere a nudo, seppur elegantemente, alcuni fatti contingenti che indussero nel 1998 Spazio Gay di Massagno  (dettagli) a richiedere  in comodato molte opere di Elisàr von Kupffer al Comune di Minusio. 

    Incontreremo la perplessità del "curatore" di Minusio, dal 1993 segretario della Commissione Culturale comunale, che ne darà preavviso negativo in quanto poco incline a che se ne svelasse così e pubblicamente la matrice omosessuale. La missione impossibile della trasferta $ del materiale 'rosa'  avrà comunque successo! (pubblicazioni del 1998 e del 2001 a cura del Centro Informazione Gay Ticino). Determinanti furono non tanto una (in)tolleranza nei confronti dell'iniziativa di Spazio Gay quale punto di riferimento per la prevenzione AIDS voluto dalle autorità federali ed aveva sollevato nel 1995  a Massagno una inutile quanto omofoba levata di scudi degli ambienti conservatori in un comune a larghissima maggioranza filocattolica  (con tanto di raccolta di firme argomentanti la messa in pericolo delle gioventù locale) ai margini di una cittadina quale Lugano politicamente avversa (regno dei liberali di matrice non clericale albergante il libero pensiero di un tempio massonico e che aveva visto  sicuramente in modo benevolo le iniziative sotto l'insegna di una visibilità dei Gay quale l'incontro italo-svizzero nell'ambito di un gaypride 1997). Per i locarnesi le montagne che separavano il Sopraceneri dal Sottoceneri, rappresentavano, oltre essere spartiacque,  anche l'ostacolo e la barriera storica che ne limitava l'orizzonte facendo del luganese un distretto a loro estraneo, un corridoio verso l'Italia supportato dalla linea  ferroviaria del Gottardo che aveva tagliato fuori  la loro regione rendendola una specie di cul-de-sac vicolo senza sbocco verso meridione.

    La presenza del Festival di Locarno, quale manifestazione primariamente creante indotto turistico, ha una sua storia che prende l'avvio dal rifiuto di Lugano di continuare nel primissimo dopoguerra le rassegne cinematografiche all'aperto, nel Parco Civico, ghiotta occasione  certamente avulsa da interessi culturali. La connotazione di sinistra verrà indotta dalla mancanza di collaborazione del mondo occidentale alla manifestazione che si troverà a dover fruire delle risorse artistiche d'oltre cortina (con realizzazioni che facevano i conti con il nazismo di cui erano stati vittime) non senza creare dissapori nella colonia locale di origine tedesca, sulle rive del Verbano. L'evoluzione del Festival porterà aria nuova e  più culturale grazie alle personalità che si succederanno alla direzione di un ente sempre più importante per la sua attrattività non più esclusivamente turistica ma che rappresentava un giro d'affari tale da tollerarne le provocazioni di espressioni non sempre conformi allo spirito decisamente limitato della popolazione locale. Ricordiamo in particolare la proiezione al Kursaal di Sebastiane (Derek Jarman, 1976), contemporaneamente a  Salò di Pasolini che ne oscurò le provocazioni apertamente omoerotiche della danza introduttiva di un truculento Lindsay Kempp e della liturgica lingua latina. Tra Locarno ed Ascona il fiume Maggia rappresenterà un confine oltre  i tradizionali campanilismi.

    La migrazione del materiale rosa rappresentava l'insperata occasione di liberarsi anche fisicamente del materiale scomodo, ingombrante ben oltre il suo peso e volume fisici, presente a Minusio  trasferendolo in una zona fuori dalla loro vista, oltre il troppo prossimo  Monte Verità, quasi fosse all'estero.

        Distribuzione dei santi Sebastiano, Rocco, Antonio Abate, e Cristoforo nel Sottoceneri (Spazio Gay 1996)

    Le contingenze che portarono Spazio Gay ad interessarsi a Elisarion hanno origine nelle attività culturali atte a sensibilizzare i gay nei confronti della problematica HIV, la peste o pestilenza del XX. secolo.

    Alcune note storiche permettono di approfondirne le problematiche per lo più dimenticate e la loro attualità "ticinese":

    L'eziologia della peste bubbonica fu scoperta che nel 1894 dal medico svizzero Yersin mettendo finalmente fine alle leggende. Il flagello epocale ebbe anche in Ticino i suoi risvolti storici che valse la pena di riscoprire tramite lo studio  della diffusione dell'iconografia di Santi taumaturghi nelle nostre contrade con la scorta della Guida d'arte delle Svizzera italiana di Bernhard Anderes ed il classico "Heilige des Tessin" (1954, Ernst Schmid).

    Nell'Italia settentrionale la peste ebbe le sue devastanti ondate nel 1546, 1400, 1408, 1450, 1451, 1464, 1487, 1500-1520, 1528-1584. Como  perse di un solo colpo  15000 abitanti ed interi villaggi ticinesi sparirono. Il popolo angosciato si rivolse preferibilmente ai santi Sebastiano e Rocco, pertanto sono spesso rappresentati assieme. Al piede meridionale del San Gottardo  si incontrano ad ogni passo le loro effigi, in luoghi sacri, stalle e fienili.  La maggior parte dei luoghi di culto  provengono dai tempi delle grandi epidemie del XVI. Secolo. ... Secondo la leggenda,  Sebastiano visse  da soldato ai tempi di Diocleziano (204 - 305) ... "Venne  sagittato da sembrare un'istrice. Ma non morì. L'imperatore lo fece  bastonare a morte....  Paulus Diakonus ("de Gestis Longobardorum") racconta la santificazione di San Sebastiano: Nel 680 e la peste inferiva : Il padre con i suoi figli e fratelli vennero portati morti in un letto e gettati in una  tomba" ... "Un uomo pio affermò che fintanto la Chiesa di San Pietro, (ad vincula) non avesse nominato santo il sacro martire Sebastiano, la peste avrebbe continuato ad infierire".  Fu fatto, e la peste sparì.

    Ernst Schmid, nella sua prefazione,mette in risalto la particolare situazione del Ticino che alberga, contrariamente alla Svizzera interna con un San Nicolao della Flühe, santi e patroni importati nel territorio nell'ambito della dipendenza dai vescovadi di Como e Milano: non fu che recentemente. nel 1888, quando papa Leone XIII creò, dipendente "aeque ac principaliter" dal vescovado di Basilea, la diocesi di Lugano con il vescovo di San Lorenzo quale amministratore apostolico che si può parlare di Chiesa cattolica ticinese. Nell'introduzione l'autore spiega ai suoi lettori (turisti svizzero tedeschi nel locarnese) il significato dei santi per la chiesa cattolica e l'impiego delle reliquie dei martiri, come pure la distinzione voluta dal concilio di Trento (1545-1563) tra "Adoratio" e "Veneratio" e l'uso degli attributi che permettono l'identificazione dei santi nell'iconografia. Papa Gregorio il Grande aveva esplicitamente tollerato le immagini dei santi a favore degli analfabeti ed il popolino. Le biografie e leggende sulla storia dei santi tratte dai locali calendari delle festività del XVI. - XVII Secolo sono, accanto agli "atti di visitazione", parte della cultura religiosa ticinese.

    Raffaello Ceschi in Archivio storico ticinese (1970) pubblicò un notevole articolo "``Il mortifero vomito orientale``: Epidemie, condizioni sanitarie, medici e volgo nel Ticino dell'Ottocento", che riassumo nelle parti salienti:

    La peste di "memoria manzoniana" non sarà l'unica epidemia che colpirà il Ticino, accanto alle ecatombe di animali da cortile. Le grandi epidemie da peste sparirono dall'Europa all'inizio del Settecento, liberando il continente da un incubo millenario, ma nei primi decenni dell'Ottocento si profilò per l'Europa una nuova minaccia: il colera. Anche se i danni  del colera risultarono poi molto inferiori a quelli della peste, il nuovo morbo proveniente dall'Asia presente in alcune regioni allo stato endemico si diffuse assai rapidamente seguendo le rotte commerciali (era presente in Russia nel 1830, passò nei paesi danubiani nel 1832), suscitava panico e sgomento perché si diffondeva in modo capriccioso, imprevedibile e fulmineo e perché la medicina (tutti i medici partivano da una uguale ignoranza) fu per lunghi decenni quasi totalmente incapace di penetrarne la misteriosa logica di diffusione, di arrestarne la propagazione, di curare efficacemente le vittime. Già a proposito del tifo, del vaiolo e della febbre petecchiale che avevano perversato nel 1817-18, era sorta la polemica sul carattere contagioso o epidemico di simili malattie. C'era chi ancora nel 1833 ne aveva sostenuto decisamente la natura epidemica, attribuendo per esempio  le cause del vaiolo a "una particolare costituzione dell'atmosfera che sfuggirà forse per sempre alle nostre ricerche, e verso le quali l'arte medica non può per conseguenza avere alcuna influenza". Si era convinti che la malattia aveva fatto strage sopratutto per l'indigenza di buon parte  della popolazione, per l'ossessione del contagio che induceva i sani ad abbandonare gli ammalati e per colpa del fanatismo religioso che faceva affollate le processioni , ma disertati gli infermi. Il dottor Pietro Ferrini, uno dei primi in assoluto a scriver per esperienza diretta  sul colera, in una sua memoria spedita nel 1831 all'imperatore russo e pubblicata nel 1836, assumeva una posizione intermedia assai prudente e definiva il colera una malattia epidemica, propagata dall'atmosfera, che colpiva le persone particolarmente predisposte quando respiravano l'aria ammorbata, ma che si diffondeva anche per contagio. Il contagio avveniva per contatto diretto con gli oggetti, vestiti o mediante "abbracciamenti". Il dibattito tra "igienisti" ed "epidemisti" era alimentato dalle conseguenze sociali di qualsiasi provvedimento di prevenzione. Prese di nuovo piede , quale ultima istanza, di confidare nella divina provvidenza poiché fiducia e speranza, fugando l'angoscia, avrebbero allontanato uno stato di prostrazione altamente predisponente al male: così la gente, sperando nell'aiuto del Cielo, si sarebbe aiutata da se stessa.

    In Ticino vi furono più ondate di colera che colpirono nella stragrande maggioranza il sottoceneri ed in particolare il Mendrisotto.  La prima volta nel 1836, proveniente dal Lombardo-Veneto. Colpì, da luglio a settembre, 293 persone e fece 183 morti. La peggiore fu però quella dell'agosto a settembre 1855. Coinvolse 436 persone uccidendone 246. L'ultima si propagò nell'estate 1867: colpì 221 persone e ne uccise 122. Fecero più vittime tra gli adulti che tra i bambini e più tra i poveri che tra i benestanti: come in generale epidemie ricorrenti lasciavano "immuni gli agiati e i ben nutriti". Dalle statistiche, alcune attività confermano il  loro grado di pericolosità in quelle circostanze - muoiono diverse lavandaie, alcuni infermieri e becchini - o attestano la miseria di chi le pratica: sarte, "fruttaiole, gente  "di fatica", mendicanti. Si insinua che un vettore importante sarebbero gli immigrati stranieri. L'assenza di casi nel Piano di Magadino, peraltro considerato una regione malarica con una derelitta popolazione che portava un pesante fardello di miseria fisica e morale (Stefano Franscini), altrettanto che la Riviera e il Bellinzonese, dimostrate dall'alta concentrazione di tare fisiche e mentali , lasciava perplessi. Testimonianze di queste relativamente recenti epidemie si possono riscontrare ancor oggi in luoghi discosti dagli abitati, che testimoniano di fosse comuni dove venivano seppellite le vittime.

    A fronte di questa situazione, i santi taumaturghi ebbero successo, malgrado l'illuminismo vigente, rinnovandone la popolarità. Affiancando le istruzioni alla popolazione delle autorità civili, la chiesa ne approfittò rilanciando in particolare il culto di San Rocco, guarito dalla peste che si darà alla loro cura. San Sebastiano era stato dimesso per le sue inquietanti rappresentazioni iconografiche  messe al bando da Carlo Borromeo nell'ambito iconoclastico della controriforma. I monasteri  non mancheranno di offrire ai loro fedeli, miracolosi intrugli universali. Le catastrofiche condizioni igieniche vigenti saranno riconosciute (vibrioni di Robert Koch, 1884)  essere la causa primaria dell'inquinamento batterico dei pozzi d'acqua potabile.

     

    Sulla scorta di queste premesse, si iniziò così una sistematica esplorazione del territorio locale alla ricerca di immagini di San Sebastiano (la guide di Anderes  e Schmid furono un ottimo punto di partenza, non mancarono le scoperte) 

    Inevitabile l'incontro con il mito di San Sebastiano, particolarmente attraente per i gay tenuto conto delle sue caratteristiche modalità di rappresentazione:

    Perché li attenda alla porta del paradiso ed interceda per loro, i gay contano su san Sebastiano. Avrebbero potuto scegliere altri eroi tutelari, soprattutto nella mitologia greca. Bacco, Endimione, Narciso, Antinoo o Ganimede. Se si voleva assolutamente un intercessore cristiano, San Giovanni Battista. ... Nessun rivale ha potuto impedire a San Sebastiano di impadronirsi del culto consacrato al corpo maschile. dipinto e scolpito centinaia di volte, è stato il modello preferito di artisti che forse non erano tutti omosessuali. La straordinaria fortuna iconografica di san Sebastiano risale al  più alto medioevo... quasi si trattasse di un talismano....  L'autore conclude: E loro che abitualmente ricordano, di san Sebastiano, soltanto l'immagine palpitante di un adolescente straziato, potrebbero anche ritemprarsi nella virtù combattiva del loro eroe capace, talvolta, di scrollarsi addosso le frecce, di rialzarsi, di agitare il pugno e di dire no ai suoi aggressori.

    In questa visione del fenomeno San Sebastiano, il capitolo di Graziano Mandozzi dedicato a $ San Sebastiano sarà il catalizzatore che ci avvicinerà al "locarnese": di Elisarion che conoscevamo per la sua Antologia (ripubblicata nel 1995) e le numerose trasferte  berlinesi con molti interrogativi sulla pochissima visibilità ticinese di un personaggio altrove così apprezzato:  non mancheranno  sorprese che saranno un ulteriore stimolo per approfondirne i lati occulti.

    Elisarion ricorda nella sua autobiografia di essersi presto interessato all'iconografia di San Sebastiano, ne vedeva il mito di Apollo, sia $ studiando l'archivio Alinari (1897) che durante i suoi viaggi di studio  ben prima del suo soggiorno fiorentino. Lo documentano le autorizzazioni e  tessere personali di libero ingresso e di copiare i monumenti  del ministero della pubblica istruzione datati Luglio 1899 ( Napoli), Ottobre 1899 (Roma) e Marzo 1900  (Firenze) emessi  a Elisàr von Kupffer, pittore.

     

    Elisàr crea un ricco dossier dedicato all'iconografia del santo sulla scorta di visite in loco alle opere d'arte o agli archivi delle gallerie alla scoperta di disegni fuori catalogo, e con l'aiuto di Eduard, dalla letteratura. Il migliaio di schede da un taccuino con le annotazioni sono frequentemente  arricchite da schizzi e precisazioni e riorganizzate in un poderoso indice. 

     

      

    Von Kupffer non mancherà di raccogliere anche materiale devozionale. Questo genere di materiale era d'altronde cospicuamente presente anche a Lugano nella Biblioteca dei Frati, per merito di Padre Giovanni Pozzi.

    L'interesse di von Kupffer per opuscoli riguardanti san Sebastiano continuerà nel tempo ($ dal Corriere della Sera Febbraio 1911)

     S.Sebastiano a Lugano città: Luini / Chiesa Sa Rocco

    l dossier sugli studi di San Sebastiano di von Kupffer erano stati (foto)copiati a cura di Spazio Gay (Hard disk ancora disponibile): notevole la quasi assenza nei documenti riferiti a san Sebastiano nel Ticino, con eccezione di  quello del Luini della chiesa degli Angeli a Lugano. Manca invece quello della chiesa dedicata a san Rocco in  pieno centro a Lugano  che i due compagni avevano molto probabilmente visitato nei loro ripetuti soggiorni luganesi.

    A Genova, nella sagrestia  di Santa Maria del Castello incontrerà Luigi Taricco ragazzino quasi sedicenne dallo sguardo malinconico. Copiosa capigliatura di un nero dai riflessi bluastri ("corvina"), occhi bruno scuro, una delicata carnagione chiara. che colpirono il nostro. Presto saprà che era in collegio presso dei frati ed era infelice. Suo padre era piemontese. Proseguendo per Savona gli scriverà una lettera che non ebbe risposta.

    "Di ritorno a Genova venni a sapere  che i frati l'avevano confiscata. Si convenne di corrispondere via fermo posta. Presto si decise che Gino entrasse al servizio dei due, a Firenze, il padre consenziente. Gino aveva anche avuto brutte esperienze nella chiesa, alle quali si oppose: parlandone mi dimostrò quanto fosse sincero. Nel febbraio 1910 ricuperai il ragazzo nel convento malgrado le resistenze del padre Priore, visto che ne avevo l'autorizzazione paterna. Partimmo per Lugano, poi Milano  per proseguire a Venezia, in visita di altri San Sebastiano, santo al quale dovevo la conoscenza del ragazzo. In sei mesi Gino aveva imparato il tedesco e conosceva a memoria una mia poesia. Proseguimmo il viaggio passando da Salisburgo, per Monaco. Aveva l'aspetto di un giovane contino ma doveva ancora imparare a comportarsi di conseguenza ed adeguarsi al nuovo stile di vita. L'inverno eravamo a Firenze, poi in un albergo sulla riviera di Viareggio in un bell'albergo che era buon mercato durante la bassa stagione. Ebbi nuovamente una crisi di nervi a seguito del libeccio ed ero coricato a letto mentre  Eduard e Gino erano a pranzo, quando ebbi un'esperienza molto imbarazzante. La cameriera si propose di condividere il letto. Nemmeno da prendere in considerazione, benché non mi dispiacesse ed era carina. Il sesso non era cosa per me  determinante, a parte i pericoli, doveva essere escluso anche se umanamente ma anche per i miei principi di vita ed i mezzi che disponevo. Quello che mi piaceva nel mio amico diciassettenne era la sua purezza nei sentimenti. Nel 1911 avevamo la nostra abitazione nei dintorni di Firenze, sotto Fiesole.  Gino continuava la sua qualificazione  così che potrà superare nel 1913 l'esame di volontario e nel 1915 andrà in guerra come aspirante ufficiale dove divenne presto tenente. Aveva sempre una grande voglia di imparare  e molti interessi intellettuali.  Nel 1911 abbiamo fatto un viaggio attraverso la Germania. Una mia amica a Berlino commentò: "Un vero Antinoo!". In viaggio era molto ammirato. Una mia amica  scrittrice di Brema mi disse  che fosse troppo bello per non creare problemi in Germania. Mi indignai, come se la bellezza fosse solamente da valutare o svalutare sessualmente! Benché fossi un tedesco autentico, una simile idea non l'avevo mai avuta.  Un popolo che pensasse in modo naturale  dovrebbe liberarsi da simili sporche ed  assurde mentalità.  L'Italia, in questo senso, era esemplare.  E questo lo pensava anche Gino benché fosse molto amichevole verso i tedeschi e nel frattempo parlava un ottimo tedesco. Imparò anche l'italiano da noi, visto che era abituato al piemontese. Abbiamo abitato nei pressi di Firenze fino allo scoppio della guerra. Gino aveva appena assolto il suo anno da volontario. Io ed Eduard eravamo stati in luglio in Normandia ed rientrammo con un ultimo treno da Parigi a Basilea.  A Zurigo abbiamo vissuto le inquietudini dell'inizio della guerra e ci siamo affrettati a rientrare in Italia e Firenze.

         Studio e Sebastiano Fiorentino e dettaglio

    Devo  ora spiegare quale importanza ebbe Gino per lo sviluppo della mia pittura. Avevo già fatto studi con Fino e nel 1905 realizzato l'ammirato "Fiorenza" e nel 1908 il quadro con la scura aquila che rapiva in un altro mondo il giovane cadavere di  Ganimede con il cagnolino che cercava di trattenerlo.  Ma fino a quel momento gli studi sul corpo li avevo eseguiti con me stesso grazie a fotografie che eseguiva Eduard dietro mie precise indicazioni artistiche, come nel viaggio in Grecia del 1908 e già nel 1905 a Pompei a dimostrazione che il corpo del poeta-pittore corrispondeva a quello degli antichi efebi e pertanto consono alle sue creazioni. Valeva per la forma, le linee e la posa, ma Gino aveva un corpo molto simile al mio e potevo pertanto studiarne anche il colorito fuori all'aperto, nel verde ed al mare. Non sapendo mai in anticipo come mi sarei sentito il giorno dopo, mi era impossibile fissare degli appuntamenti per disporre modelli:  fu una vera benedizione poter avere a disposizione per le mie pitture un giovane aitante ed amico, quando ero in vena di dipingere. Questo amore divenne una vera e propria promozione della grande arte.   ... Quando iniziò la guerra avevo, a parte i colori, già disegnato in un piccolo formato, i personaggi del Chiaro Mondo. Dopo di ché li raddoppiai nell'ingrandimento per poi quadruplicarli rendendoli armoniosi  e puliti nelle linee..

    Tessera di libero ingresso nei musei  intestata a Elisario nobile von Kupffer (31 luglio 1913)

    Il primo inverno del 1914/15 a Firenze fu gravoso. Gino era rientrato dall'anno di servizio ma aumentò il pericolo che l'Italia entrasse nella tripla alleanza. Come baltici appartenevamo alla Russia e alla "entente" ma come tedeschi fummo esposti a parecchie ostilità. Razza e lingua, in Italia erano più importanti del passaporto. Sulla nostra porta apparve la scritta "Morte ai tedeschi!". Pertanto abbiamo seguito il consiglio dei nostri amici di lasciare Firenze e partire per la Svizzera. Tristemente, Gino restò solo nella nostra abitazione. Il 17 luglio è deceduto in guerra il mio carissimo Fino. Gino  divenne ufficiale.

      Jeanli Beerli (dalla mappa XXVa)

    "In un soggiorno a Zurigo conobbi la moglie di un americano con la doppia nazionalità tedesca che ebbe problemi da filotedesco negli Stai Uniti che tralascio di raccontare. Conobbi un ragazzino compagno di giochi del figlio della signora, Jeanli di una famiglia bisognosa la cui madre era di origine italiana.... Le estati della guerra eravamo per molto tempo a Zurigo e mi avvicinai sempre più a Jeanli approfondendo ad amore la nostra relazione. Aiutammo il ragazzo a frequentare una scuola di disegno  e divenne apprendista presso un architetto. Di tanto in tanto ci veniva a trovare a Locarno in modo che potei continuare e completare i miei studi per il mio lavoro artistico.  Nel 1917, passò con noi due mesi a Lugano. Nessuno poteva immaginare le sue povere origini e tutti lo ritenevano molto elegante.  I miei giovani esserini erano sempre molto  fini e nobili nell'aspetto e nessuno poteva immaginare una differenza di classe sociale tra di noi.  Ma mi appartenevano anche per le loro qualità interiori che esprimevano con il loro comportamento. La cordialità  è anche un superamento di sciocche tensioni e barriere sociali. Questa relazione amorosa con Jeanli, anche da parte del giovane che sempre più contraccambiava, durò cinque anni  come lo dimostrano le sue lettere. Anche il credo claristico cresceva in lui e all'età di 18 anni mi dichiarò  di non volermi sopravvivere. Un tragico destino famigliare, suo padre morirà di tubercolosi lasciando sulle sue spalle una famiglia di 7 persone. Per disperazione Jeanli emigrerà negli Stati Uniti.  Di malincuore abbiamo  dovuto rinunciare alla sua calorosa  compagnia in un ambiente decisamente  freddo e duro  per i sentimenti, anche se il clima e la posizione fisica erano  belli e soleggiati, facendoci mancare lo scambio spirituale visto che eravamo disposti e dotati all'azione."

    Molte le donne che si invaghirono di Elisàr ed Edvard frequentandoli  nella loro modesta abitazione di Muralto, apprezzandone i dipinti.

    Elisarion racconta di Maria H. de B. che regalò 1000 Fr. in occasione delle spese che ebbero per la loro naturalizzazione.   Se avesse avuto 10 anni di meno, confessò che avrebbe  volentieri sposato Elisàr. Anche sua figlia, infelice sposa ad Hannover, avrebbe divorziato per unirsi a lui. Ma Elisàr  diede retta alle  perplessità della madre, benché Eduard non avesse nulla in contrario. La presenza di Jeanli non era un impedimento per Karoline H. (Lia) molto simpatica ad Elisàr, che possedeva un negozio di moda a Zurigo cui non poteva rinunciare. Aquisterà alcuni quadri di Elisàr. .... La relazione con l'appassionata Amalia M., sposa di un brutale marito terminò bruscamente per l'intervento di una sua amica brava artista, vedova innamorata di Eduard, di 10 anni più anziana di lui, di cui era estremamente gelosa. Con il tempo apprezzò anche la mia arte ed il suo mondo spirituale. $ Clara-Wagner-Grosch resterà amica fino alla sua morte nel 1932 e pensò nel suo testamento  alla rotonda mancante donando un congruo importo. Raro un tale comportamento da parte di un'artista spesso afflitti da gelosia. Ha corrisposto i miei sentimenti di artista affatto geloso di lei.  Dopo la separazione da Jeanli, che molti anni dopo si sposerà ed avrà un figlio,  mi concentrerò con tutte le mie energie alla realizzazione del Chiaro Mondo preceduto da annosi lavori di preparazione, per non parlare dei  numerosi dipinti che già di per sè avrebbero rappresentato una bella galleria. dopo tutti gli studi, mi dedicai all'ingrandîmento dei progetti ed il completamento dei gruppi.  Per alcuni personaggi, potei nuovamente utilizzare un ragazzo tedesco, Walter Schucht. di Francoforte presso di noi inviato per ricupero dai suoi genitori; erano i brutti tempi dell'inflazione. Nel piccolo appartamento che  avevamo affittato sin dal 191, per oltre tre anni  fummo serviti da una giovane ticinese (Rina), senza pertanto avere con lei qualsiasi relazione sentimentale,  che dovette rinunciare al servizio per motivi di famiglia. Ci presentò una sua giovane amica appena sedicenne disposta a sostituirla. Era molto timida, ma come mi confessò più tardi, apprezzava moltissimo i miei quadri. Proveniva da una famiglia ticinese strettamente cattolica ed aveva un una calda aaturalezza che mi lusingò moltissimo. Si adotto facilmente alle nostre abitudini e alla nostra cucina. Rita, così chiamavo $ Margherita Fenacci, proveniva da una famiglia aliena all'arte,  apprezzò pienamente le mie fatiche, stupita dei miei sacrifici nel completare la mia grande opera d'arte. Ne feci anche un ritratto da diciasettenne per  una testa nel Chiaro Mondo. Le singole parti del dipinto furono esposte nei vasti locali della mia amica pittrice e gallerista Clara Wagner-Grosch. Potei così  sperimentarne un primo effetto sui visitatori  tra i quali il parroco cattolico di Minusio, paese d'origine di Rita. Ne ebbe una tale impressione che scrisse  "me ne parto migliore di quello che ero quando sono entrato"....  (dalle pagine 306- 317 dell'autobiografia)

    A Clara Wagner Grosch, il compagno di Elisarion dedicherà (1927) nella fedeltà all'amica, all'artista  la raccolta di poesie "Aus meinem Leben". La prefazione:

    Volevo lasciar pubblicare le mie poesie  che dopo la mia morte: quale testimonianze nei miei ricordi. Ma amici e amiche delle mie poetiche desiderano che ne appaia già sin d'ora una scelta che inizia con le poesie che ho composto da sedicenne; allora ispirato da Dio, a dire quanto soffrii e per cosa lottai. Per aspera ad astra!

    Nel 1943, dopo aver pubblicato "Gespräche der Klarwelt", Eduard von Mayer commemorà il suo amico con la pubblicazione della raccolta di prime e ultime poesie di Elsarion "Der Befreiung entgegen" "Verso la libertà". Conclude la sua introduzione:

    Ha superato i mie insensibili "Drang ins Leere", impeti verso il vacuo e potei, con lui e grazie a lui, dare un senso alla mia vita per 45 anni. Non mi è restato, avendomi preceduto,   che il compito di preservare al ricordo le sue poesie che selezionò lui stesso da quelle create dopo il 1932, fino alle ultime poco prima della liberazione.

    La rassegna inizia con "Kunst und Harmonie" del 26 febbraio1892, un prologo al suo lavoro monumentale "Chiaro Mondo" al quale basterebbe aggiungere nell'ultimo verso  la sua esplicita  designazione per recepire l'unità della sua vita. Le ultime rime (Ueberirdische Liebe, Amore sovraterreno, maggio 1941, 7 marzo 1942, diventate realtà il 31 ottobre 1942)  portano  alla composizione  finale ( Nello spirito del dipinto del 20 - 26 agosto 1942"  cui segue a mo' di conclusione, "Gottes Morgenrot" (L'albeggiare di Dio) del 1911.

     

     

    Eduard von Mayer  dedicherà  alle vicende della seconda guerra mondiale il suo Oratorium Mysticum dell'anima migrante  Aus Tiefster Not (Da profonda angoscia, 1943) . Nella pubblicazione, Terrae Terror Das Grauen der Wirrwelt, dipinto da Elisarion nel 1937 ed una prefazione di presentazione:

    (omissis)... Son trascorsi 20 anni  e siamo nuovamente in una ancor più grande guerra mondiale; Elisarion  aveva da 15 anni compiuto il monumentale  Chiaro mondo dei Beati che nell'ambiente luminoso del Sanctuarium Artis Elsarion  trasmetteva lo stimolante e consolante richiamo di Dio!  Elisàr aveva già concluso la sua eroica vita il 31 ottobre 1942.  Ê pertanto giunto il momento, non troppo presto, - per il lettore, un momento ancor lontano - di presentare la mia composizione poetica quale "ouverture" all'opera iconografica di Elisarion, quasi una Cosmogenesi  in un senso rivolto non al passato ma in avanti, apocalittico all'inizio per concludere paradisiaco. .... La mia "Nona sinfonia" come fu accompagnata da vorticose sequenze di note che mi furono negate quale musica. Beethoven conclude le sue burrascose note con un giubilante "Götterfunken der Freude" e di Schiller  le parole "essere riuscito a diventare amico di un amico"- sicuramente per mio impegno, non  per proprio merito, ma per grazia sua.

    Il Ticino, nelle nostre ricerche sui santi taumaturghi,  ci aveva già riservato alcuni sbalordimenti:

    Seba_Strip_AB San Sebastiano, nelle due versioni (con e senza pareo)

    Nelle nostre chiese e cappelle, la nudità del  martire, se rappresentato nella forma androgina e languida da raptus mistico, fu tollerata: tutt'al più, in fase di restauro delle  pitture silasciarono in ombra le frecce ed il rutilante sangue grondante dalle ferite. 
    La maschia e plastica fisicità del corpo di San Sebastiano ha invece evidentemente creato non pochi disagi nel clero che ha cercato, in vari modi,  di porvi rimedio. 
    Nell'emblematico caso qui esemplificato (Riva San Vitale),  si escogitò di dipingere a olio in rutilante rosso sangue le candide mutandine, che con il tempo avevano assunto un inquietante color carne, fin troppo aderenti sul rigonfio bassoventre e le prorompenti natiche del santo. 
    Constatandone il disastroso risultato (irreversibile), non ci fu altra soluzione che stendere un pietoso e dovuto, suo malgrado vistoso,  velo sulle succinte vergogne del martire,  gesto anche giustificato  dalla liturgia e le tradizioni locali che esigevano  di portare  in processione  la statua nel freddo di gennaio... 

    Per il resto dell'anno, la statua, spogliata dalle frecce troppo ingombrantialcune relique del Santo (amorevolmente decorate con fiori secchi; da baciare?), certificate come autentiche da tanto di sigilli e dichiarazioni curiali allegate, vengono celate in un bell'armadio  in noce della sagrestia. 
    Le arrugginite puntine utilizzate per fissare il rutilante pareo di seta arancione lungo le regolamentari tre dita sopra il ginocchio, permettono di assegnare agli anni trenta il periodo dell'ultimo inopinato intervento. 
    Le frecce, miracolosamente conservate nel corso degli anni, sono reperibili in un cassetto.
    Come abbiamo fortunosamente scoperto il reperto, persino sfuggito alle certosine ricerche di Giuseppe Martinola (Inventario delle cose d'arte e di antichità del distretto di Mendrisio", 1975)? Grazie ad un lontanissimo grado di parentela e l'omonimia con l'arciprete probabile responsabile dello scempio.

    Una cosa imparammo da questa esperienza: vale sempre la pena di frugare dietro le quinte!

    Il gruppo che a Spazio Gay si interessava al progetto San Sebastiano ebbe l'idea di commemorare la festa del Santo (il 20 gennaio) con una miniesposizione fotografica nella vetrina sulla pubblica via. Perché non completarla con qualche altro dipinto reperibile a Minusio? Se Elisarion aveva realizzato il quadro dato per disperso dal Mandozzi, forse c'erano altri lavori preparatori...  Si decise una visita-esplorazione in loco. Così entrammo in contatto con il curatore del Centro. Sin dall'inizio ci accolse un'aria di sospetto. Biglietto da visita, la Verzasca quale valle di origine, il fatto di essere nipote di Giuseppe Mondada mi rendeva un po' di casa a Minusio, ed i  buoni rapporti, indotti dal mio parentado, con la Cancelleria Comunale. Non vi furono difficoltà per la visita degli angoli più reconditi. Così, letteralmente districandoci nel mucchio di reperti, trovammo in cantina "Croce in luce" alias San Sebastiano dichiarato disperso, sia che altri reperti (disegni, dipinti, cartelle di documentazioni)  riferentesi a San Sebastiano. Il ritrovamento creò un plateale  sconcerto del Comune e fummo stimolati a cercar "oltre".

     La prova della Cancelleria Comunale di Massagno, sede di Spazio Gay: San Sebastiano quale pietra dello scandalo se non lasciato nei luoghi sacri. Santo "ovviamente" scomodo anche in quel di Minusio.

    Comunque troppo tardi per l'esposizione nella nostra vetrina che ebbe comunque  un grande impatto (vi erano riprodotti , oltre ai "classici" dal romanico al barocco e  naturalmente"Croce in luce"dal libro di Mandozzi, in compagnia di autori più contemporanei quali Pierre et Gilles, Bruce Weber in un catalogo di Gianni Versace). La Cancelleria Comunale di Massagno, non comprendendone il contesto con la lotta all'HIV, ci accusò di gratuitamente offendere la sensibilità religiosa dei passanti. Per ordine della Polizia comunale, la vetrina venne smontata non senza trovare una soluzione alternativa: avendo il segretario comunale inviato urbi et orbi le sue considerazioni documentandole con una fotografia, le abbiamo riprodotte entrambe in formato manifesto e rimesse al posto che, a nostro avviso, loro competeva...

         

    La situazione che abbiamo potuto constatare nella saletta-magazzino del Centro di Minusio, neppure sotto chiave, parla da sè!

     Nei mesi successivi, macchinose trattative, dovute anche alla mancanza di una precisa catalogazione dei reperti ed un misterioso sparire di "pezzi interessanti" tra una visita e la successiva,  portarono all'accordo del Comune di Minusio per il comodato. 

         
         
         
         
     

               

    La casuale scoperta negli scantinati di Minusio dell'importantissimo "Croce in Luce" dichiarato dal Mandozzi come irreperibile creò il diritto "morale" a che potessimo trasferirlo a Massagno dove troverà degna collocazione all'entrata di Spazio Gay. Comunque, il dipinto tornerà ad essere irreperibile dopo le vicende legate alla resa del comodato: nessuna traccia (salvo le fotografie del fondo fotografico), almeno in rete, di dove si trovi attualmente.

     

    Nel fondo fotografico esiste una fotografia del dipinto (autocromia di Elisarion): è erroneamente  riprodotta! Sarà un caso? Non sarà il solo... Ne faremo, del ritrovato dipinto, una documentazione fotografica che trasferiremo a futura memoria su flickr

     

    Il prospetto dedicato a Elisarion in Ticino (1999)

    Il Chiaro Mondo al Monte Verità diventerà meta turistico-culturale di un pubblico essenzialmente d'oltralpe (sappiamo comunque delle visite di uno Sgarbi e di un Bonito Oliva), completando, seppur quale corpo estraneo,  le strutture caparbiamente rivalutate da Harald Szeemann. Network, nella sua visita in Ticino ( 9-11 ottobre 1998) avrà modo di conoscere il Chiaro Mondo in una messa in scena organizzata da Spazio Gay con tanto di coulisse sonora (Wagner quale introduzione con riferimento al Gral e la danza degli Spiriti Beati di Gluck) e la recitazione in Tedesco di poemi di Elisarion, dal benvenuto con "Alle porte dell'Eden" (1907) ad una scelta di scene dialogate dai "Gespräche der Klarwelt".

    An Edens Pforten

    Das Heim ist auf. willkommen meine Gäste!

    Und hrrzlich! Wer nicht scheut mit eignen Sinnen

    Auch hier il Tausch des Lebens zu gewinnen

    Bescheiden grüszen euch des Heimes Feste,

     

    Die glühend um der Erde Schönheit minnen

    Und selbst der Tränen  lächeln. Sonnenhelle

    Ist ihnen liebstes Licht. Aus frischer Quelle

    Kredenzen wir in frischen Blumenblättern.

     

    Ja, herzlich grüsz ich selber euch an der Schwelle,

    Die Töne deutend, die zu dunkel schmettern,

    Und wilde Vögel, die im Laube klettern.

    Als Freunde mögt ihr auch ein wenig schelten -

     

    Nu r lasst im Ganzen mir das Ganze gelten.

    Das Heim ist auf und offen seine Welten.

    Alle porte dell'Eden

    La casa è aperta. Benvenuti, o miei ospiti!

    E di cuore! Chi non teme i propri sentimenti

    Qui potrà guadagnare della sua vita i mutamenti

    Senza pretese vi salutan della casa le feste,

     

    Fiammeggianti cantan della terra le bellezze,

    Anche delle lacrime sorridono. Il chiaro sole

    È la loro preferita luce, Offriam da fresca fonte

    In freschi petali di fiori.

     

    Sì! io stesso vi accolgo sulla soglia,

    Indicando i toni, che misteriosamente cantano,

    I vivaci uccelli che si ergono nella verzura.

    Quale amici potrete richiamarmi un po' all'ordine -

     

    Lasciatemi, però, gestire nell'insieme il tutto

    La casa è aperta e disponibili i suoi Mondi.

     


    A ricordo, la pubblicazione della documentazione bilingue con i testi e le illustrazioni per i visitatori del polittico a cura del Centro Informazione Gay Ticino ("Guida al Chiaro Mondo- Wegweiser zur Klarwelt").

     

    Nel 1997 Fabio Ricci, studente dal nome che cela il domicilio d'Oltre Reno, farà una prima disanima con oggetto Elisarion quale lavoro di diploma universitario  sulla Lebensreform.  Così racconterà il suo  impatto con il polittico al Monte Verità:

    Entrato in compagnia di una anziana coppia restammo di stucco. Dopo qualche minuto di silenzio, una discussione trovò la sua via, dapprima bisbigliata, poi in crescendo. Motivo del contendere,  provocato da quanto rappresentato, la determinazione del sesso delle figure. La signora: "No, se fossero donne, avrebbero i seni". Lui: "No, se fossero uomini, avrebbero adeguati genitali". Altro silenzio e sguardi stupiti. Furioso lui, sconcertata lei, dopo un'alzata di spalle  seguì un dietro front dei due visitatori che si allontanarono dall'opera a 360°.  La constatazione di una pecca e la contemporanea rappresentazione di apparentemente contrastanti caratteristiche di genere erano così irritanti da scacciare la coppia dal visivo  paradiso del superamento dei sessi.

     

    Fabio Ricci visiterà ripetutamente Spazio Gay a Massagno e si intratterà con noi in numerose proficue discussioni, sullo sfondo la mostra d'ambiente del Centro dedicata a Elisarion.

    Avremmo anche voluto esporre le numerose fotografie di von Gloeden presenti a Minusio: nel frattempo erano però inspiegabilmente scomparse... Avevamo anche proposto al Ricci di studiare la collezione delle numerosissime cartoline che testimoniavano i rapporti dei due amici con i loro conoscenti: saranno reperibili negli archivi di Minusio, seppur tarpate dai francobolli che rappresentavano un non indifferente  valore filatelico...

     

           

     

    Tra le interessanti e stimolanti  considerazioni avute con Ricci ricordo in particolare quella riguardante il ritratto con Gino Taricco nelle vesti femminili di "Rosa del Piemonte" (dipinto denominato nella galleria pittorica di  elisarion.ch come Fiore tra farfalle) che avevamo ricuperato in due versioni, anche un medaglione) nell'ambito del comodato e visto dal Mandozzi  quale illustrazione della tematica delle farfalle. (cfr. capitolo  da Mandozzi ed il nostro video sul tema delle farfalle nel Chiaro Mondo). A Spazio Gay, il dipinto non mancò di  essere al centro di animate discussioni aventi come tema il travestitismo.  Avevo rilevato un dettaglio sfuggito ai più: l'orologio portato quale attributo femminile, sul polso destro del modello. Nelle altre tre presenze di uno orologio da polso nella iconografia di Elisarion, Il Principe Carnevale (1914), Elisarion lo porta, regolarmente per l'uomo, sulla sinistra. Altrettanto un Gino Taricco "maschile" riappare in Tre anime (1913) e nel Gioco con palla (entrambi i personaggi seppur meno maschili).

       Alla collezione su flickr.com

    Albero illuminato e ragazzo. Un soggetto di chiara matrice nordica e celtica, inusitato a meridione delle Alpi (entrato nelle abitudini locali che oltre la fine degli anni '40) ed inviso a chi preferiva il Presepio, l'abete di Natale divenne simbolo natalizio che dopo la seconda guerra mondiale al canto di "Oh Tannenbaum, wie grün sind deine Blätter": la Befana non resisterà all'invasione preceduta dagli altrettanto sconosciuti San Nicolao forieri di "buone" feste caratterizzate dal boom consumistico (i mercatini di Natale erano una tradizione nordica) e la "strega" con il sacco di carbone per i bambini cattivi decadrà a personaggio che, all'Epifania, tutte le feste porta via... Le festività natalizie al Sanctuarium erano probabilmente un altro motivo di illazioni da parte dei concittadini minusiensi: non occorreva aver visto il dipinto in questione! L'origine Estone dell'albero natalizio potrebbe spiegare l'importanza di questa tradizione in casa Elisarion. La consacrazione dell'albero nel mondo cattolico avvenne con la sua apparizione in piazza san Pietro con il papato di Karol Woytila.

    Un significativo episodio (1900) che mette in evidenza l'atteggiamento del meridionale nei confronti dell'albero Natalizio è descritto nell'ambito della storia del Monte Verità: lo sconcerto di due ragazzini di fronte ad un albero natalizio carico di leccornie. ($ VAcchino d'Ascona, Monte Verità racconta dei Monteveritani, I Balabiott , Il primo albero di Natale nel Ticino, dello stesso autore $ Febbricità storica, Il Monte Verità nel giudizio popolare)

    L'usanza nordica dell'albero nel tempio di Minusio è documentata da alcune fotografie, probabilmente di von Mayer:

     

    Quello che lascia perplessi, la presenza di "Albero illuminato e ragazzo" sottilmente dissociato dal Natale ma anche il fatto che nel fondo fotografico  questa immagine sia stata anch'essa sottoposta al destino di una sua inversione dei lati, quasi esorcizzandola a neutralizzarne una scomoda semantica del "Christbaum" (altra denominazione frequentemente usata Oltralpe). Molti indizi, di forse involontari interventi su immagini inquietanti, fanno una prova! 

    Nel locarnese, le festività natalizie erano per lo più l'occasione di riproporre il tradizionale presepio. Accanto, un ramoscello di agrifoglio con le sue decorative bacche rosse arricchiva l'atmosfera casalinga. Le bocce appese precedettero l'alberello di abete. La befana portava i tradizionali, poche cose,  regalini. L'abitudine nordica stenterà parecchio ad entrare nelle tradizionali famigliari. Si anticiparono i regalini al rientro dalla messa di mezzanotte.  Oggi, il presepe di famiglia resta quale indelebile ricordo di altri tempi.

    Il modello Walter Schucht

    Se gli avventori di Spazio Gay avevano atteggiamenti contraddittori  nei confronti di molti  dei dipinti esposti, confermando le osservazioni conclusive di von Kupffer nella sua autobiografia (citate precedentemente), grande successo ebbe la riproduzione quale biglietto d'auguri (Giornata mondiale AIDS 1998) del dipinto "Natalizio" di Elisarion che diventava, accanto ad un albero "vero", il centro espositivo della Mostra d'Ambiente. Un bel presepe con tanto di cometa arcobaleno susciterà nuovamente  i malumori di menti prevenute quasi che il bambin Gesù fosse simbolo di pedofilia... Cito l'episodio quale ulteriore indicatore della mentalità vigente ancora fine anni '90: facile, sulla scorta delle esperienze vissute a Spazio Gay, immaginare il clima di ostilità che circonda(va) Elisarion...

    Tra i rari  artisti che si faranno ispirare da Elisarion, Marisa Casellini-Bernasconi (1951) $ "Il paradiso terrestre" cinque incisioni originali per tre poesie di Elisàr von Kupffer con una nota esplicativa di Harald Szeemann (1988).

     

    A proposito della definizione data da Elisarion al Sanctuarium artis quale Sanatorium animae, ricordo che il Ticino, per la sua posizione soleggiata, fu sede di più sanatori o istituzioni similari che ebbero nella maggioranza, dopo periodi di splendore, altrettanto travagliate vicende caratterizzate dal rifiuto e conseguente degrado che permettono alcune considerazioni generali sull'accettazione di istituzioni venute "dal di fuori" nel Cantone (a prescindere dal caso del Sanatorio di Medoscio anch'esso situato nei dintorni del Locarnese, voluto dalla Curia di Lugano, ma comunque lasciato andare in rovina). 

    Fino agli anni '50 imperversava la tubercolosi, che rappresentava anche uno stigma sociale non indifferente (la malattia dei poveri, con la malattia vista come male indotto da pratiche peccaminose) che può essere messo in relazione  al fenomeno della stigmatizzazione quale strumento utilizzato dalla comunità per identificare i soggetti devianti e rappresenta, semplificando,  tuttora una chiave di lettura per le motivazioni di comportamenti sociali (in particolare l'omofobia)  che sarebbero altrimenti incomprensibili. In questo senso si possono fare dei paralleli con le vicende che ci interessano. Emblematici i destini di molti dei sanatori sorti nel territorio ticinese:

    Una spiegazione di come la Lebensreform (Vita sana) sulle orme del dott. Rikli abbia  trovato  un "futuro" al Kurhaus di Cademario (con il dott. Keller come riferimento al Birkermüesli del dott. Birker-Benner in un ambiente, allora, decisamente austero, attualmente comoda wellness house. Più recente a Cademario, l'arrivo delle Suore Clarisse voluto dal vescovo Corecco), contrariamente ad altri naufragati tentativi ticinesi.

    Lunga è la lista di luoghi di cura dall'infausto destino, poche le eccezioni: 

    Dal Monte Verità con il suo "Sanatorium Colonia vegetariana" Kuhr-Hotel Monte Verità, a Minusio $ L'Esplanade Kurhotel.  Eccezione l'Alkoholfrei Pestalozzi nel centro di Lugano voluto dagli svizzero tedeschi (evangelici) luganesi fautori del Frauenverein (istituzione innovativa ed una vera e prorpia provocazione per il locale clima culturale dell'epoca), lascia intravvedere motivazioni ,"grettamente" si fa per dire, finanziarie in nome dell'indotto (commerciale o fiscale): se c'è, tutto fa brodo e si è (pre)disposti a non entrare nel merito! Ovviamente, quei clienti del Monte Verità, erano gente "povera" che avevano un atteggiamento decisamente propenso ad una vita austera. 

    Anche il destino del Deutsches Haus Agra (visto con sospetto dai nostri vicini dai tempi della "Linea Cadorna", diventerà covo Nazifascista), abbandonato per decenni, recentemente acquistato dall'imprenditore Tarchini. 

    Tutti creati  prima della guerra 14-18! Per non dimenticare Piotta o Craveggia (il primo in fase di ristutturazione, l'altro forse risorgerà in nuovo progetto transfrontaliero) o le obsolete terme di Acquarossa. Esempi di rovine da archeologia meramente "industriale" o anche di storia di utopie in un nostro ambiente ostile? Le vicende delle Isole di Brissago, anch'esse dimostrazione del fascino sugli stranieri che ebbe la regione del Locarnese e fortunosamente diventate proprietà del Cantone, ne dimostrerebbero il contrario.

    Il fatto che esistano fenomeni in contrasto fra di loro ne dimostrano l'esistenza quali elementi di equilibri che ne stabilizzano i meccanismi nel tempo rendendone attuali le conseguenze in barba alla tanto decantata evoluzione della mentalità. Penso in particolare al "peso" che rappresenta al presente la nomea di omosessuale di Elisarion ed il disagio, seppur  razionalmente represso (ed ammesso che in camera caritatis), che comporta nell'individuarne la personalità, preferendo soprassederne a favore di una sua religiosità claristica,  quale fenomeno di cultura meritorio di essere riconosciuto localmente. D'altro canto, è forse nella natura dell'uomo la necessità di capri espiatori "estranei/stranieri" (oggi, dopo  ebrei omosessuali  e zingari, gli immigrati di altre etnie) coltivata da sentimenti xenofobi di paura verso il diverso come dire "io non sono come loro" ma....  Non ancora molto tempo fa ho sentito un convinto e sincero  "piuttosto che vendere ad uno svizzero-tedesco..." che la dice lunga sulla persistenza di sentimenti in un paese dove i formigoni d'antan hanno ancora la loro importanza e per quelli si fa ben altro... se non altro coerente con la discriminazione ( non solo) salariale femminile. da questo punto di vista, l'assenza di sensibilità dei due amici per alcune forme  dell'emancipazione femminile è controproducente con l'assioma di una correlazione tra quest'ultima e quella omosessuale.

     

    Tra i documenti personali a futura memoria nell'estate 2000, una mia visita a Minusio ed al Monte Verità  quando abbiamo richiesto ad un operatore video della TSI frequentatore di Spazio Gay, di fare una videoesplorazione del polittico. (2.parte -3. Parte 4. Parte).

    Al Monte Verità, una chiaccherata con il guardiano del Chiaro Mondo, poi  farò l'improvvisato casuale cicerone.... (2. Parte 3.Parte).

     L'accidentata resa del comodato Elisarion alla chiusura di Spazio Gay nel 2004 sarà descritta con alcuni particolari che meritano una messa a punto.

    Nel 2001 Dominque Fernandez con L'Amour qui ose dire son nom, Art et homosexualité,

    Fabio Ricci pubblicherà nel 2007 un dettagliato ed approfondito studio "Ritter, Tod & Eros - Die Kunst Elisàr von Kupffers (1872-1942)" (ISBN 978-3-412-20064-0 www.boehlau.de) . Una disanima dal titolo emblematico che permette di apprezzare luci e ombre della travagliata vicenda nei suoi intricati contesti passati e presenti: ne abbiamo fatto largo uso quale stimolo ad ulteriori considerazioni. Ho tradotto in italiano, con originale a fronte, $ l'indice e la parte conclusiva - riassuntiva della pubblicazione.

    Trattate  con dovizia di particolari le vicende del Monte Verità, ormai la destinazione definitiva del polittico,  non tanto per la Lebensreform che lontanamente ha coinvolto Elisarion, ma piuttosto per chiarirne l'estraneità culturale di Elisarion, se non la sua avversità. Tesi presente anche in questo lavoro per Wikipink dedicato a Elisàr von Kupffer ed il suo compagno Eduard von Mayer. La scelta dell'ultima dimora per il Chiaro Mondo, checché se ne dica, rappresenta una sconfitta del buon senso storico e la conclusione (?) di un processo di larga connotazione xenofoba che, inevitabilmente anche alle nostre latitudini, continua ad essere presente, sebben ormai considerata politicamente scorretta e pertanto coperta dal velo  "dell'amore che non osa pronunciare il suo nome" (Oscar Wilde).


    Nell'anno successivo (dicembre 2008) verrà fondata l'Associazione PRO ELISARION che si impegna per la salvaguardia del lascito artistico di Elisàr von Kupffer.

    L'interessantissimo  sito dell'associazione, edito in tre lingue (de, it, en), apre chiedendosi  che sia il clarismo: "Una nuova filosofia? Corrente artistica? Architettonica? Letteraria? Visione del Mondo?  Giusto! Una testimonianza della storia culturale europea da mantenere viva!  felici nel loro paradiso corrodendo, meritano un futuro migliore"  esprime una  pressante preoccupazione per la conservazione del polittico e definirà il dipinto circolare (seppur tra parentesi ed esclusivamente nelle pagine in Italiano) "un dipinto (omoerotico) del paradiso". Il prologo all'antologia (riprodotto integralmente nelle pagine in tedesco del sito) vien definito nel riassunto italiano "un manifesto dell'emancipazione gay". Per  il momento, nel sito mancano, a prescindere dalle libere traduzioni delle singole  quartine riassuntive  riprese dalla pubblicazione di Mandozzi, le poesie  integrali tradotte in italiano dai "Gespräche der Klarwelt" presenti nella versione tedesca del sito. Un primo approccio introduttivo al tema con il tentativo di spiegare alcune peculiarità di Elisarion. 

    Nel 2011, ad Harald Szeemann (1933-2006), "con gratitudine", verrà dedicata l'esposizione "L'Elisarion e le sue origini - Il chiaro mondo di Elisàr von Kupffer e di Eduard von Mayer" al Centro culturale e museo Elisarion - Minusio (Autunno 2011 - Primavera 2012) nel trentennale dell'attività del Centro culturale di Minusio.

    Si darà risalto alla messa in sicurezza digitale degli archivi fotografici grazie al generoso contributo di Memoriav (Associazione per la salvaguardia della memoria audiovisiva svizzera), del Cantone, del Comune e della Fondazione Hössli (fondata nel 2009 dall' Archivio Gay Svizzero con l'obiettivo di sostenere progetti sulla storia dell'omosessualità). 

    Quali ospiti del Centro, i relatori del Catalogo si asterranno di andare oltre i convenevoli di una celebrazione. I temi scottanti vengono trattati esclusivamente "en passant" spostando il baricentro sul tema più impegnativo a livello culturale del Clarismo ma sicuramente meno sensibile della sessualità o dell'erotismo.  

    L'associazione Pro Elisarion, per il tramite di David Streiff (1945, benemerito direttore del Festival di Locarno dal 1982 al 1991; direttore del Ufficio federale della cultura dal 1994 al 2005), sotto il sottile titolo "Il miracolo di Minusio", prende atto con piacere che il Comune di Minusio abbia riconosciuto precocemente che non costituiamo una "minaccia" ma una leva che consente ai responsabili del Centro di aumentare l'attrattiva e la forza d'irradiazione del tempio. L'impiccato ringrazia il boia? 

    Anche Fabio Ricci dovendo inevitabilmente parlare  dell' Antologia sull'amore degli amici nella letteratura mondiale "pubblicata nel 1900 faceva riferimento alle teorie sessuali in voga all'epoca. A tutt'oggi, l'opera è ripubblicata come prima antologia di testi omoerotici, anche se Elisàr von Kupffer se n'è in seguito esplicitamente distanziato." Un omaggio alla vigente strisciante omofobia del Centro, giocando sull'equivoco di Elisarion contrario alle teorie sessuali di Hirschfeld (del terzo sesso) e non contro l'omoerotismo, anche se è impossibile attribuire il qui pro quo ad un errore di traduzione. 

    L'articolo sui dipinti panoramici di Lukas Piccoli, benché di interesse,  elude elegantemente la problematica della messa al bando di tutta la struttura del Centro quale tempio del Clarismo e del Chiaro Mondo a Minusio seppur attestandone  che era "di grande rilevanza e probabilmente unica nel suo genere".

    Il riccamente illustrato catalogo dell'esposizione (grafica a cura di Claudio Berger di formazione fotografo e pertanto professionalmente abilitato alla lettura delle immagini) presenta alcune pecularità inammissibili in un lavoro serio. Osservando le illustrazioni dal Chiaro Mondo (la scena  14: "Davanti alla roccia della Luce", emblematica del polittico) alle pagine 19, 29 e 62, oltre il panorama inserito dopo pagina 60, ci si rende conto che la stessa scena presentata a pagina 33 mostra una discrepanza con quelle alle pagine citate in quanto il lati sono vistosamente scambiati. Discorso identico con le due figure della scena 28 del Polittico "I lottatori nella pineta" a pagina 63 (conforme alla realtà) e quella  ancor più evidente del dettaglio a pagina 23 che presenta l'identica lacuna. Lascio al singolo lettore farsi un'opinione. Da parte mia, non posso che associarmi con chi è convinto che il curatore del Centro culturale e museo Elisarion sia abbastanza indifferente a fronte del legato di Elisarion a lui affidato. Coerentemente   allo scetticismo, citato da David Streiff, di Joël Morgantini (seppur moderato nelle sue parole d'introduzione e di circostanza al catalogo della mostra quale presidente della Commissione Culturale del Comune) e Anita Amman anziano membro della commissione cultura.  Non mi si dica che è tutta colpa di chi ha ricevuto l'incarico, sostenuto da un grande entusiasmo e l'apporto finanziario non meno entusiasta dell' Associazione pro Elisarion (cito le parole di David Streiff), della digitalizzazione del materiale fotografico o di chi ha firmato la redazione del catalogo! Con le mie esternazioni nella fattispecie, sia ben chiaro, non ne metto in discussione il lavoro amministrativo nell'organizzare , $ come ha scritto Mandozzi, "le attività di un luogo meno mistico e più pratico.... a fin di bene".

    Il sottoscritto cercherà ripetutamente di  entrare in possesso, anche dietro pagamento, di una copia del catalogo per il trentennale facendone in più occasioni richiesta al Comune. Dovrò ricorrere al prestito presso l'Ente Bibliotecario Cantonale. Più tardi me ne farà dono David Streiff, interpellato ed ignaro del fatto che fossi stato denunciato penalmente per aver contribuito alla dispersione nel 2004 delle opere ricevute in comodato, pienamente assolto ed ancora, devo ammetterlo,  rappresentando una vecchia ruggine con il presente curatore del Centro che ha probabilmente dovuto prendersi le sue responsabilità.   Nell'ambito dell'inchiesta fu appurato che al Comune fu  ripetutamente intimato, inutilmente,  un termine per il ricupero  del comodato nel frattempo al sicuro e sotto chiave in una mansarda che doveva essere sgomberata.   Secondo Ricci, nell'accidentata e mancata  riconsegna del comodato, una settantina di dipinti di piccolo e medio formato e molti disegni  e cartelle di fotografie sarebbero spariti. Altre opere sarebbero rientrate a Minusio seguendo vie da chiarire. Unico rimprovero che ci possiamo fare: perché non abbiamo affidato il comodato nelle mani di Szeemann? Resterebbe anche, effettivamente. sapere cosa e come e se tutto quanto risulta sparito facesse parte del comodato... Nel frattempo, alcuni esemplari  verosimilmente dalla biblioteca del Centro di Minusio sono stati rintracciati nel mercato bibliofilo d'antiquariato internazionali.

    Nessuno di Minusio si preoccupò di informarsi se negli archivi di Spazio Gay vi fossero testimonianze, in particolare fotografie o altre riproduzioni del  materiale scomparso che potessero divenir utili in futuro. Penso in particolare alla documentazione fotografica dettagliata del dipinto "Croce in luce" alias "San Sebastiano", altri dipinti e la riproduzione di alcune cartelle fotografiche, che erano state fotocopiate con grande dispendio di tempo prima di sparire ed erano parzialmente state pubblicate nel sito internet di Spazio Gay, che potrebbero tuttora arricchire la messa in sicurezza digitale del fondo fotografico attuata dal Centro di Minusio.

    L'attuale ricupero, integrato in questa disanima, avvenne fortunosamente grazie ad un vecchio Hard Disk sopravvissuto ed alcuni cimeli-ricordo privati di avventori del Centro massagnese che ringrazio di cuore. Nel Hard Disk molto materiale fotografico riguardante gli studi di san Sebastiano di Elisarion potrebbero ancor oggi tornare a rivivere sugli schermi dei PC...

    Alcuni link di foto originali come pure scansioni recenti da vecchie Polaroid (675 documenti)

    fotografato a Massagno (schizzo) con  altri San Sebastiano, betulle,  "santi" e "fanti", madonne, giochidraghi, uccelli, interrogativi, specchio, caminetto, tenda,  spiaggia, neve figure mitiche quali Ganimede Olimpia, Baltico,  piccole dimensioni e studi (A-E, F-M, N-P, Q-Z)... il tutto in comodato, parzialmente disperso...

    Si preferì voltar pagina. A pensar male, spesso ci si azzecca! Anche in questo questo caso ..., l'indotto di apporti finanziari sembra rappresentare la motivazione più importante che ha ravvicinato all'istituzione minusiense i nobili interessi di alcuni idealisti, nell'illusione che tiri aria nuova. Fino a prova del contrario, tristemente, ne dubito!

    La temporanea e celebrata riproduzione fotografica del polittico nella Rotonda, realizzata con la mostra del trentennale, è probabilmente stata l'ultima e definitiva occasione di un ripensamento per una sua ricollocazione. Nemmeno l'argomento finanziario dei costi supplementari connessi al progetto al Monte Verità ha fatto breccia.  Ultimamente, venne persino ventilata la possibilità di temporaneamente nascondere il polittico, se fosse stato rimesso al posto che gli spetterebbe, dietro una putibonda tenda. Inutilmente! Probabilmente si era capito che non si sarebbe potuto usare questo artificio per la via d'accesso ed i locali annessi ormai dedicati a funzioni irrinunciabili ed in netto contrasto con la funzione originale di preparazione del visitatore al pieno apprezzamento del Paradiso. Problema che si pone però con ancor più evidenza nella attuale orientazione del dipinto al Monte Verità, direttamente di fronte all'entrata nella candida conchiglia che suscita nella sua estremamente spiccata funzionalità, associazioni innominabili...

    Il Monte Verità, nell'ambito dell'ambizioso progetto  del "Monte visione" si sta preparando (2017) ad albergare definitivamente, sotto l'egida della Confederazione (La Scuola Politecnica Federale ed il suo Centro dedicato a Stefano Franscini) e del Cantone Ticino, con adeguati interventi infrastrutturali, il Chiaro Mondo (sempre di proprietà del Comune di Minusio che, se non altro, ha messo a disposizione,  una somma quale contributo  a "saldo" di una pesante eredità), vista l'impossibilità ormai irreversibile di rimettere il polittico nella sua sede storica e naturale, consegnandovi pertanto un carattere museale purtroppo avulso dal contesto rituale che gli compete.
  • A questo punto, perché non disfarsene formalmente, del Chiaro Mondo, anche della proprietà sempre del Comune di Minusio e trasferirla in mani più ospitali? Altra preoccupazione: ma il Chiaro Mondo dei Beati, nell'ambito dell'inventario cantonale dei beni (mobili) culturali, ha un suo preciso posto riconosciuto come lo è il Museo di casa Annatta o l'Albergo  al Monte Verità? Le procedure sarebbero, seppur lentamente,  in corso (stato a marzo 2017) Stando a quanto ho saputo da Bellimzona, Il dipinto è stato proposto quale bene culturale mobile d'interesse cantonale ai sensi dell'art. 19 cpv. 2 e art. 21 cpv. 2 della Legge sulla protezione dei beni culturali (LBC) del 13 maggio 1997. In merito allo "stato dei lavori" al dipinto,  finora sono state fatte le necessarie prove di intervento, che hanno permesso di definire la strategia di restauro. È quindi già a disposizione un progetto dettagliato. Prima di procedere con il restauro vero e proprio è tuttavia necessario adattare l'edificio denominato "padiglione Elisarion" per garantire le condizioni idonee alla corretta conservazione dell'opera. I lavori all'edificio e al dipinto non sono ancora iniziati ma sono comunque previsti in questa seconda tappa di restauro del Monte Verità (tappa in corso: cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6815 del 12 giugno 2013).

    I tempi si allungano... si cercano ancora finanziamenti. Fallito, l'obiettivo a corto termine di renderlo un importante polo nelle manifestazioni in ambito del previsto Gay Pride 2018 in Ticino. Non ci resta che ottimisticamente  sperare nel centenario del Sanctuarium Artis del 2027. Un nuovo miracolo, questa volta al Monte Verità? Sarà la volta buona? Il Chiaro Mondo, ossimoro nelle nebbie ticinesi della Sonnenstube?

      
     
     

    Basteranno i prossimi 10 anni per far sì che il particolare arcobaleno "Elisarion" (Davanti alla roccia di Luce del Soladino) torni a risplendere, anche riconosciuto dai gay ticinesi? Spérém!

    Intanto se ne parla: 'Opera dai tenui colori delle caramelle (sanften Bombonfarben) mostra svariate dozzine di giovani come natura fece, poveri d'attributo, tutti come clonati con i tratti del loro creatore. Volteggiano, liberi dal mondo del Caos nell'Utopia, il Chiaro Mondo del fantasticante von Kupffer. Il Padiglione è chiuso, usato quale magazzino per la spazzatura (Gerümpelkammer). Anche se la reception dell'albergo non le trova subito e stenta a tirale fuori, le chiavi per il Chiaro Mondo dei Beati ci sono. Robert Landmann: Ascona – Monte Verità -- Auf der Suche nach dem Paradies (2009, Alla ricerca del paradiso, Huber Verlag).

    A conclusione di queste note su Elisarion, ripropongo la fiorentina in italiano di Elisàr von Kupffer, composta nel luglio 1914 sull'isola di Chaussey in mezzo all'arcipelago deserto delle cento isolette Normanne  - una settimana prima che si accendesse la prima grande guerra mondiale:

    DUE MONDI

    Più dura della morte è questa vita !

    Per gli occhi de' veggenti ancor più dura,

    Per cuori che compiangon... O Natura !

    La rosa è per te Accusa, l'appassita,

     

    La muta pietra, dal tempo annerita 

    Nell'isola deserta... Non hai cura

    Del grido cupo d'ogni creatura,

    O Madre della terra fu squisita !

     

    Non sei tu vera madre... Troppo sacro

    per te è questo nome; no ! di Dio

    Non sei l'opera  tu, né simulacro !

    E pur - il Bello vede l'occhio mio...

     

    Son due mondi, eterno questo e quello:

    L'Araldo in terra del Divino è il Bello.

     
     

     

            ricerche nel sito brunogf.ch  (a livello di pagina usare la ricerca locale Ctrl+F !)

    La questione

     

     

    La questione della percezione dei colori l la querelle Newton - Goethe ha condotto a mettere in relazione il Clarismo con questa problematica che a sua volta ha generato una cascata di altre considerazioni!

    Ne ü natoa tutta una nuova generazione di pagine per elisarion.ch di estremo interesse! Inserito per far funzionare la ricerca.